I gravissimi episodi di violenza verificatisi in Val di Susa impongono una riflessione che vada oltre la cronaca e le inevitabili polemiche del momento.
L’esperienza maturata in questi anni dimostra che i gruppi più violenti hanno progressivamente affinato la propria capacità organizzativa, adattando tattiche e strategie operative, sfruttando le nuove tecnologie per il coordinamento e le comunicazioni e sviluppando modalità di azione sempre più complesse. Si tratta di un fenomeno in continua evoluzione, che richiede un costante adeguamento degli strumenti di contrasto.
Le Forze di polizia hanno sempre dimostrato una straordinaria capacità di adattamento alle nuove forme di criminalità e di violenza. Oggi, però, questo sforzo deve essere accompagnato da un analogo processo di evoluzione degli strumenti messi a loro disposizione. Investire nell’attività informativa, nell’addestramento, nelle tecnologie, nei sistemi di comunicazione, nei mezzi, nei dispositivi di protezione individuale e nelle dotazioni operative non rappresenta una scelta facoltativa, ma una necessità imposta dall’evoluzione delle minacce.
L’ordine pubblico costituisce una delle funzioni più complesse affidate alle Forze di polizia. Gli operatori sono chiamati, ogni giorno, a garantire contemporaneamente il pieno esercizio delle libertà costituzionali e la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. È un equilibrio delicato che richiede professionalità, esperienza, capacità di valutazione e strumenti adeguati ad affrontare scenari operativi in continua trasformazione.
In questo contesto, appare naturale interrogarsi sull’adeguatezza degli strumenti di contrasto oggi disponibili. Ogni riflessione finalizzata a renderli più efficaci, sotto il profilo organizzativo, tecnologico, operativo e, ove necessario, anche normativo, merita di essere affrontata con attenzione e senza pregiudizi, nella piena consapevolezza che l’obiettivo non è comprimere i diritti, ma rafforzare la capacità dello Stato di prevenire e contrastare forme di violenza sempre più organizzate e sofisticate.
L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene che il dibattito debba svilupparsi partendo da un principio semplice: a una violenza che evolve devono corrispondere strumenti di contrasto sempre più efficaci. È questa la condizione indispensabile per garantire la sicurezza degli operatori, la tutela dei cittadini, la difesa delle infrastrutture strategiche e il pieno esercizio delle libertà democratiche.
Le oltre centoventi donne e uomini delle Forze dell’ordine rimasti feriti in Val di Susa rappresentano un monito che non può essere ignorato. La loro sicurezza coincide con quella della collettività. Per questo è necessario promuovere un costante processo di aggiornamento delle capacità di risposta dello Stato, affinché chi è chiamato a difendere la legalità possa operare con strumenti adeguati all’evoluzione delle minacce e delle sfide che è chiamato quotidianamente ad affrontare.

Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.

 

 

 

NO TAV: ANFP, VIOLENZA EVOLVE, ADEGUARE GLI STRUMENTI DI CONTRASTO Roma, 29 lug. (LaPresse) – “I gravissimi episodi di violenza verificatisi in Val di Susa impongono una riflessione che vada oltre la cronaca e le inevitabili polemiche del momento. L’esperienza maturata in questi anni dimostra che i gruppi piu’ violenti hanno progressivamente affinato la propria capacita’ organizzativa, adattando tattiche e strategie operative, sfruttando le nuove tecnologie per il coordinamento e le comunicazioni e sviluppando modalita’ di azione sempre piu’ complesse. Si tratta di un fenomeno in continua evoluzione, che richiede un costante adeguamento degli strumenti di contrasto”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia Segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.”Le Forze di polizia – sottolinea – hanno sempre dimostrato una straordinaria capacita’ di adattamento alle nuove forme di criminalita’ e di violenza. Oggi, pero’, questo sforzo deve essere accompagnato da un analogo processo di evoluzione degli strumenti messi a loro disposizione. Investire nell’attivita’ informativa, nell’addestramento, nelle tecnologie, nei sistemi di comunicazione, nei mezzi, nei dispositivi di protezione individuale e nelle dotazioni operative non rappresenta una scelta facoltativa, ma una necessita’ imposta dall’evoluzione delle minacce. L’ordine pubblico costituisce una delle funzioni piu’ complesse affidate alle Forze di polizia. Gli operatori sono chiamati, ogni giorno, a garantire contemporaneamente il pieno esercizio delle liberta’ costituzionali e la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. È un equilibrio delicato che richiede professionalita’, esperienza, capacita’ di valutazione e strumenti adeguati ad affrontare scenari operativi in continua trasformazione. In questo contesto – prosegue Letizia – appare naturale interrogarsi sull’adeguatezza degli strumenti di contrasto oggi disponibili. Ogni riflessione finalizzata a renderli piu’ efficaci, sotto il profilo organizzativo, tecnologico, operativo e, ove necessario, anche normativo, merita di essere affrontata con attenzione e senza pregiudizi, nella piena consapevolezza che l’obiettivo non e’ comprimere i diritti, ma rafforzare la capacita’ dello Stato di prevenire e contrastare forme di violenza sempre piu’ organizzate e sofisticate.” “L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene che il dibattito debba svilupparsi partendo da un principio semplice: a una violenza che evolve devono corrispondere strumenti di contrasto sempre piu’ efficaci. È questa la condizione indispensabile per garantire la sicurezza degli operatori, la tutela dei cittadini, la difesa delle infrastrutture strategiche e il pieno esercizio delle liberta’ democratiche. Le oltre centoventi donne e uomini delle Forze dell’ordine rimasti feriti in Val di Susa rappresentano un monito che non puo’ essere ignorato. La loro sicurezza coincide con quella della collettivita’. Per questo e’ necessario promuovere un costante processo di aggiornamento delle capacita’ di risposta dello Stato, affinche’ chi e’ chiamato a difendere la legalita’ possa operare con strumenti adeguati all’evoluzione delle minacce e delle sfide che e’ chiamato quotidianamente ad affrontare”, conclude.