Oggetto: trasferimenti d’ufficio e canoni di locazione – quando un diritto diventa un sacrificio

 

il trasferimento d’ufficio rappresenta uno degli strumenti attraverso cui l’Amministrazione assicura il funzionamento della macchina della sicurezza pubblica. Dietro ogni provvedimento di trasferimento, tuttavia, non vi è soltanto uno spostamento geografico, ma una scelta che incide profondamente sulla vita professionale, economica e familiare del funzionario di polizia.

Cambiare sede significa spesso lasciare una casa, allontanarsi dalla famiglia, interrompere relazioni sociali consolidate e affrontare un nuovo contesto lavorativo. Significa cercare un’abitazione in tempi rapidi, versare uno o più mesi di cauzione, sostenere le spese di un’agenzia immobiliare, affrontare i costi del trasloco, attivare nuove utenze e adattare la propria vita ad una realtà completamente diversa.

Per molti colleghi il trasferimento comporta inoltre il mantenimento di due abitazioni: quella della nuova sede di servizio e quella in cui continuano a vivere il coniuge e i figli per ragioni scolastiche, lavorative o familiari. Una situazione che determina un rilevante aggravio economico proprio perché nasce da esigenze dell’Amministrazione e non da una libera scelta personale.

In questo contesto, il rimborso previsto dalla legge per i canoni di locazione dovrebbe rappresentare uno strumento concreto di sostegno. La normativa consente infatti il rimborso del 90 per cento del canone di locazione fino ad un massimo di 516,46 euro mensili per un periodo non superiore a trentasei mesi. Un importo introdotto oltre vent’anni fa e mai adeguato all’evoluzione del mercato immobiliare.

Oggi, però, la realtà è profondamente cambiata. In numerose città italiane, e in particolare nelle aree metropolitane e nei principali capoluoghi, la locazione di un appartamento di dimensioni adeguate supera frequentemente i mille euro mensili. In tali contesti, i 516 euro previsti dalla normativa non possono più essere considerati un rimborso. Sono, al più, un contributo parziale che in molti casi copre appena la metà della spesa effettivamente sostenuta dal collega.

A rendere ancora più gravosa la situazione intervengono i ritardi nei pagamenti. L’ANFP ha più volte denunciato come numerosi funzionari trasferiti d’ufficio siano stati costretti ad attendere mesi e, in alcuni casi, oltre un anno per ricevere quanto spettante. Sono stati registrati ritardi che hanno raggiunto persino i quattordici mesi.

Ciò significa che il collega deve anticipare integralmente il canone di locazione, sostenere le spese della nuova sistemazione e continuare a far fronte agli impegni economici della propria famiglia senza ricevere, per lungo tempo, il sostegno previsto dalla legge. Il risultato è che il trasferimento d’ufficio, anziché essere accompagnato da misure compensative efficaci, si trasforma spesso in un pesante sacrificio economico personale.

La puntualità dei rimborsi non costituisce soltanto un adempimento amministrativo. Rappresenta un elemento essenziale di correttezza istituzionale e di rispetto verso chi accetta di cambiare città, abitudini e assetto familiare per garantire il buon funzionamento dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza. Lo stesso Dipartimento ha riconosciuto che i rimborsi dei canoni e le indennità di trasferimento sono strumenti fondamentali per consentire ai colleghi di affrontare con minore stress le conseguenze economiche derivanti dalla mobilità d’ufficio.

Per queste ragioni l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene non più rinviabile una revisione complessiva della disciplina. Occorre adeguare gli importi ai reali valori del mercato immobiliare, garantire procedure rapide di liquidazione e assicurare la corresponsione tempestiva dei rimborsi.

La mobilità del personale è un interesse dell’Amministrazione. Non può diventare un costo da scaricare integralmente sui funzionari e sulle loro famiglie. Chi accetta un trasferimento disposto per esigenze di servizio non deve essere lasciato solo ad affrontarne le conseguenze economiche. Una Polizia moderna ed efficiente passa anche dalla capacità di riconoscere concretamente i sacrifici di chi garantisce, ogni giorno, la sicurezza del Paese.

Enzo Marco Letizia

 

LETTERA ANFP 3 giugno_affitti