Oggetto: gli alloggi di servizio una leva strategica per l’efficienza e l’attrattività della carriera dei funzionari di Polizia.

 

 Signor Capo della Polizia,

tra i temi che oggi meritano una riflessione seria e non più rinviabile vi è quello degli alloggi di servizio, troppo spesso considerato una questione accessoria o meramente logistica, quando invece incide direttamente sulla capacità organizzativa dell’Amministrazione, sulla sostenibilità della mobilità e sull’attrattività stessa della carriera dei funzionari di polizia.

Non è un caso che lo stesso decreto ministeriale 30 luglio 2015 n. 155, che disciplina gli alloggi di servizio connessi all’incarico, individui espressamente tra le proprie finalità non solo la costante disponibilità del personale chiamato a ricoprire determinati incarichi di direzione, ma anche il sostegno alla mobilità del personale e alla funzionalità degli uffici della Polizia di Stato.

Questo passaggio è particolarmente significativo, perché chiarisce un principio di fondo: la politica alloggiativa non costituisce un beneficio marginale, ma uno strumento organizzativo funzionale all’efficienza dell’Amministrazione.

Se questo principio è valido per alcune posizioni individuate dall’attuale disciplina regolamentare, a maggior ragione esso merita oggi una riflessione più ampia, coerente con l’evoluzione delle esigenze organizzative e con la trasformazione concreta delle condizioni economiche e sociali del Paese.

La Polizia di Stato, per la natura delle sue funzioni, richiede ai propri funzionari disponibilità, flessibilità, assunzione di responsabilità e mobilità territoriale. Si tratta di una caratteristica fisiologica della carriera, connaturata alle funzioni di direzione, coordinamento, gestione delle risorse umane e tutela della sicurezza pubblica.

Tuttavia, la mobilità non può essere considerata solo come una variabile ordinamentale astratta o una mera esigenza organizzativa. La mobilità esiste realmente solo se è concretamente sostenibile. Ed è qui che emerge con evidenza il nodo degli alloggi.

In molte realtà territoriali i costi degli immobili e la scarsità di soluzioni compatibili con i livelli reddituali dei funzionari rendono estremamente difficile, quando non del tutto impraticabile, assumere nuovi incarichi o trasferirsi.

Si determina così una evidente contraddizione: da un lato si richiede disponibilità territoriale, dall’altro mancano spesso le condizioni materiali per renderla realmente esercitabile.

Il tema non riguarda solo coloro che oggi rientrano nell’attuale disciplina degli alloggi connessi all’incarico. Riguarda, più in generale, l’intera categoria dei funzionari di polizia, perché la sostenibilità economica della mobilità incide sull’equilibrio complessivo del sistema, sulla distribuzione delle professionalità e sulla capacità dell’Amministrazione di valorizzare competenze dove maggiormente necessarie.

Inoltre, se per i medici si registrano già evidenti criticità di attrattività — con procedure concorsuali che in più occasioni non hanno registrato adeguata partecipazione ed in alcuni casi sono andati semideserti- ciò rappresenta un segnale che non può essere ignorato per la Polizia di Stato.

Ma sarebbe un errore considerarlo un problema confinato a quel solo settore. Il tema dell’attrattività riguarda progressivamente l’intera carriera dei funzionari.

Un giovane laureato che guarda alle carriere pubbliche ad alta qualificazione valuta certamente il prestigio della funzione e il valore istituzionale del ruolo, ma considera inevitabilmente anche la sostenibilità concreta del percorso professionale.

La prospettiva di incarichi in sedi territorialmente onerose, con costi abitativi elevati e senza adeguati strumenti di supporto logistico, rappresenta un elemento che incide sulle scelte individuali e sulla competitività complessiva della carriera dei funzionari di polizia rispetto ad altri percorsi pubblici. È un tema strategico.

Perché una mobilità resa economicamente insostenibile finisce inevitabilmente per:

  • comprimere esigenze personali e familiari del tutto legittime;
  • ridurre la disponibilità verso sedi complesse o territorialmente onerose;
  • rallentare il ricambio professionale e la circolazione delle competenze;
  • favorire permanenze eccessivamente lunghe nelle medesime posizioni;
  • irrigidire l’assetto organizzativo complessivo;
  • indebolire l’attrattività della carriera verso professionalità qualificate.

In altri termini, la carenza di una politica strutturata sugli alloggi non penalizza soltanto i singoli colleghi: riduce la capacità dell’Amministrazione di gestire in modo efficiente il proprio personale.

I funzionari di polizia dirigono uffici, coordinano personale, assumono decisioni complesse, operano spesso in contesti delicati sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica. È ragionevole attendersi disponibilità e spirito di servizio.

Ma è altrettanto doveroso interrogarsi sulle condizioni concrete che rendono sostenibile tale disponibilità.

Per questa ragione, il tema degli alloggi merita di entrare stabilmente tra le priorità delle politiche del personale.

Non come misura accessoria, ma come leva strategica per:

  • rafforzare l’efficienza organizzativa;
  • rendere più attrattiva la carriera dei funzionari;
  • garantire una distribuzione più equilibrata delle professionalità sul territorio;
  • sostenere concretamente la capacità dell’Amministrazione di coprire gli incarichi più complessi.

Una Polizia di Stato moderna, efficiente e capace di attrarre competenze non può prescindere da una riflessione strutturale su questo tema.

Perché se il legislatore regolamentare ha già riconosciuto che gli alloggi costituiscono uno strumento di mobilità e funzionalità organizzativa, la sfida di oggi è compiere un passo ulteriore: aggiornare quella visione alle esigenze reali dell’intera categoria dei funzionari di polizia. Perché senza condizioni sostenibili, la mobilità resta una previsione formale. E senza una mobilità realmente praticabile, si indebolisce l’intero sistema sicurezza.

 

Enzo Marco Letizia

 

 

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Al Signor Capo della Polizia

Direttore Generale della Pubblica Sicurezza

Pref. Vittorio PISANI

 

Lettera Capo P.S. 20 maggio_alloggi di servizio