L’audizione del Procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, davanti alla Commissione parlamentare antimafia offre un quadro lucido e preoccupante dell’evoluzione di Cosa Nostra e delle nuove sfide che lo Stato è chiamato ad affrontare.
Le sue parole confermano, ancora una volta, che la mafia non è stata sconfitta: ha cambiato strategia. Meno appariscente, ma non meno pericolosa, investe nell’economia, nel riciclaggio internazionale, nel traffico di stupefacenti e nell’utilizzo delle nuove tecnologie.
Particolarmente allarmante è il fenomeno dei detenuti che continuano a impartire ordini criminali dal carcere attraverso l’utilizzo illecito di telefoni cellulari. Se un’organizzazione mafiosa riesce a mantenere la propria capacità di comando anche durante la detenzione dei suoi appartenenti, viene inevitabilmente ridotta l’efficacia dell’azione investigativa, dei processi e dei sacrifici compiuti quotidianamente dalle forze di polizia e dalla magistratura.
L’ANFP ritiene che il regime del 41-bis abbia rappresentato e continui a rappresentare uno strumento fondamentale nel contrasto ai vertici delle organizzazioni mafiose. Al tempo stesso, appare necessario rafforzare anche i regimi di alta sicurezza, impedendo ogni forma di comunicazione illecita con l’esterno e dotando l’Amministrazione penitenziaria delle tecnologie e delle risorse necessarie per contrastare efficacemente l’introduzione di telefoni cellulari, droni e altri strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali.
Destano inoltre forte preoccupazione le indicazioni relative al tentativo di acquisire armamenti sempre più sofisticati, compresi droni di impiego militare, e la capacità delle organizzazioni mafiose di operare stabilmente in reti criminali internazionali.
Accanto al rafforzamento degli strumenti di contrasto, è indispensabile continuare a investire nelle investigazioni patrimoniali, nella cooperazione internazionale e nella valorizzazione delle professionalità delle Forze di polizia, della Direzione Investigativa Antimafia, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria e della Magistratura, che quotidianamente conseguono risultati di straordinario rilievo.
Le mafie evolvono rapidamente. Anche lo Stato deve continuare a evolvere, assicurando agli operatori strumenti normativi, tecnologici e organizzativi sempre più efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della legalità.
Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia
MAFIA: ANFP, ‘ALLARME DE LUCIA RICHIEDE RISPOSTA CONCRETA ISTITUZIONI’ = Roma , 28 lug. – (Adnkronos) – “L’audizione del Procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, davanti alla Commissione parlamentare antimafia offre un quadro lucido e preoccupante dell’evoluzione di Cosa Nostra e delle nuove sfide che lo Stato e’ chiamato ad affrontare. Le sue parole confermano, ancora una volta, che la mafia non e’ stata sconfitta: ha cambiato strategia. Meno appariscente, ma non meno pericolosa, investe nell’economia, nel riciclaggio internazionale, nel traffico di stupefacenti e nell’utilizzo delle nuove tecnologie”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia. “Particolarmente allarmante e’ il fenomeno dei detenuti che continuano a impartire ordini criminali dal carcere attraverso l’utilizzo illecito di telefoni cellulari – aggiunge – Se un’organizzazione mafiosa riesce a mantenere la propria capacita’ di comando anche durante la detenzione dei suoi appartenenti, viene inevitabilmente ridotta l’efficacia dell’azione investigativa, dei processi e dei sacrifici compiuti quotidianamente dalle forze di polizia e dalla magistratura”. L’Anfp ritiene che “il regime del 41-bis abbia rappresentato e continui a rappresentare uno strumento fondamentale nel contrasto ai vertici delle organizzazioni mafiose. Al tempo stesso, appare necessario rafforzare anche i regimi di alta sicurezza, impedendo ogni forma di comunicazione illecita con l’esterno e dotando l’Amministrazione penitenziaria delle tecnologie e delle risorse necessarie per contrastare efficacemente l’introduzione di telefoni cellulari, droni e altri strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali”. “Destano inoltre forte preoccupazione le indicazioni relative al tentativo di acquisire armamenti sempre piu’ sofisticati, compresi droni di impiego militare, e la capacita’ delle organizzazioni mafiose di operare stabilmente in reti criminali internazionali – prosegue – Accanto al rafforzamento degli strumenti di contrasto, e’ indispensabile continuare a investire nelle investigazioni patrimoniali, nella cooperazione internazionale e nella valorizzazione delle professionalita’ delle Forze di polizia, della Direzione Investigativa Antimafia, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria e della Magistratura, che quotidianamente conseguono risultati di straordinario rilievo. Le mafie evolvono rapidamente. Anche lo Stato deve continuare a evolvere, assicurando agli operatori strumenti normativi, tecnologici e organizzativi sempre piu’ efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della legalita’”.
MAFIA, ANFP: ASCOLTARE ALLARME DE LUCIA (LA4NEWS/9Colonne) Roma, 28 lug – “L’audizione del Procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, davanti alla Commissione parlamentare antimafia offre un quadro lucido e preoccupante dell’evoluzione di Cosa Nostra e delle nuove sfide che lo Stato e’ chiamato ad affrontare. Le sue parole confermano, ancora una volta, che la mafia non e’ stata sconfitta: ha cambiato strategia. Meno appariscente, ma non meno pericolosa, investe nell’economia, nel riciclaggio internazionale, nel traffico di stupefacenti e nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Particolarmente allarmante e’ il fenomeno dei detenuti che continuano a impartire ordini criminali dal carcere attraverso l’utilizzo illecito di telefoni cellulari. Se un’organizzazione mafiosa riesce a mantenere la propria capacita’ di comando anche durante la detenzione dei suoi appartenenti, viene inevitabilmente ridotta l’efficacia dell’azione investigativa, dei processi e dei sacrifici compiuti quotidianamente dalle forze di polizia e dalla magistratura. L’ANFP ritiene che il regime del 41-bis abbia rappresentato e continui a rappresentare uno strumento fondamentale nel contrasto ai vertici delle organizzazioni mafiose. Al tempo stesso, appare necessario rafforzare anche i regimi di alta sicurezza, impedendo ogni forma di comunicazione illecita con l’esterno e dotando l’Amministrazione penitenziaria delle tecnologie e delle risorse necessarie per contrastare efficacemente l’introduzione di telefoni cellulari, droni e altri strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali. Destano inoltre forte preoccupazione le indicazioni relative al tentativo di acquisire armamenti sempre piu’ sofisticati, compresi droni di impiego militare, e la capacita’ delle organizzazioni mafiose di operare stabilmente in reti criminali internazionali. Accanto al rafforzamento degli strumenti di contrasto, e’ indispensabile continuare a investire nelle investigazioni patrimoniali, nella cooperazione internazionale e nella valorizzazione delle professionalita’ delle Forze di polizia, della Direzione Investigativa Antimafia, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria e della Magistratura, che quotidianamente conseguono risultati di straordinario rilievo. Le mafie evolvono rapidamente. Anche lo Stato deve continuare a evolvere, assicurando agli operatori strumenti normativi, tecnologici e organizzativi sempre piu’ efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della legalita’”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.
Mafia: Anfp, allarme De Lucia richiede risposta concreta istituzioni Roma, 28 lug. (LaPresse) – “L’audizione del Procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, davanti alla Commissione parlamentare antimafia offre un quadro lucido e preoccupante dell’evoluzione di Cosa Nostra e delle nuove sfide che lo Stato e’ chiamato ad affrontare. Le sue parole confermano, ancora una volta, che la mafia non e’ stata sconfitta: ha cambiato strategia. Meno appariscente, ma non meno pericolosa, investe nell’economia, nel riciclaggio internazionale, nel traffico di stupefacenti e nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Particolarmente allarmante e’ il fenomeno dei detenuti che continuano a impartire ordini criminali dal carcere attraverso l’utilizzo illecito di telefoni cellulari. Se un’organizzazione mafiosa riesce a mantenere la propria capacita’ di comando anche durante la detenzione dei suoi appartenenti, viene inevitabilmente ridotta l’efficacia dell’azione investigativa, dei processi e dei sacrifici compiuti quotidianamente dalle forze di polizia e dalla magistratura”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.(Segue)
Mafia: Anfp, allarme De Lucia richiede risposta concreta istituzioni-2- Roma, 28 lug. (LaPresse) – L’ANFP “ritiene che il regime del 41-bis abbia rappresentato e continui a rappresentare uno strumento fondamentale nel contrasto ai vertici delle organizzazioni mafiose. Al tempo stesso, appare necessario rafforzare anche i regimi di alta sicurezza, impedendo ogni forma di comunicazione illecita con l’esterno e dotando l’Amministrazione penitenziaria delle tecnologie e delle risorse necessarie per contrastare efficacemente l’introduzione di telefoni cellulari, droni e altri strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali. Destano inoltre forte preoccupazione le indicazioni relative al tentativo di acquisire armamenti sempre piu’ sofisticati, compresi droni di impiego militare, e la capacita’ delle organizzazioni mafiose di operare stabilmente in reti criminali internazionali. Accanto al rafforzamento degli strumenti di contrasto – prosegue Letizia – e’ indispensabile continuare a investire nelle investigazioni patrimoniali, nella cooperazione internazionale e nella valorizzazione delle professionalita’ delle Forze di polizia, della Direzione Investigativa Antimafia, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria e della Magistratura, che quotidianamente conseguono risultati di straordinario rilievo. Le mafie evolvono rapidamente. Anche lo Stato deve continuare a evolvere, assicurando agli operatori strumenti normativi, tecnologici e organizzativi sempre piu’ efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della legalita’”.