L’art. 18 del disegno di legge in materia di sicurezza introduce, accanto allo scrutinio per merito comparativo, il concorso per titoli ed esami quale ulteriore modalità di accesso alla qualifica di Primo Dirigente della Polizia di Stato e delle corrispondenti qualifiche dei ruoli tecnici e sanitari.
Per il ruolo ordinario, il concorso è riservato al 10 per cento dei posti disponibili al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno, mentre il restante 90 per cento continua ad essere coperto mediante scrutinio per merito comparativo. Per i ruoli tecnici e sanitari, invece, il concorso riguarda il 40 per cento dei posti disponibili, mentre il 60 per cento è destinato allo scrutinio.
La diversa percentuale non determina, tuttavia, una reale disparità tra i diversi ruoli. Le dotazioni organiche e i posti funzione di Primo Dirigente dei ruoli tecnici e sanitari sono infatti significativamente inferiori rispetto a quelli del ruolo ordinario. Ne consegue che, pur essendo più elevata la percentuale riservata al concorso, il numero dei posti concretamente destinati alle procedure concorsuali nei ruoli tecnici e sanitari rimane particolarmente ridotto, mantenendo sostanzialmente equilibrato il sistema nel suo complesso.
La reintroduzione del canale concorsuale rappresenta un’importante innovazione ordinamentale e può costituire un’opportunità per valorizzare il merito, la preparazione professionale e le capacità organizzative dei funzionari, affiancando allo scrutinio una procedura selettiva finalizzata ad accertare l’attitudine all’esercizio delle funzioni dirigenziali.
Il concorso sarà indetto annualmente con decreto del Capo della Polizia – Direttore generale della pubblica sicurezza.
Per il ruolo ordinario la procedura consiste in due prove scritte, di cui una di carattere professionale, e in un colloquio volto a verificare non soltanto il livello di preparazione professionale del candidato, ma anche le capacità di organizzazione degli uffici, di pianificazione del lavoro, di direzione e di formazione del personale.
Per i ruoli tecnici e sanitari sono previste due prove scritte, di cui una di carattere professionale, e un colloquio finalizzato ad accertare il grado di preparazione professionale con particolare riferimento alle funzioni dirigenziali da svolgere.
La previsione appare coerente con l’esigenza di selezionare dirigenti capaci di coniugare preparazione tecnico-professionale, esperienza e attitudini organizzative, elementi oggi sempre più indispensabili nell’esercizio delle funzioni di direzione.
Il testo introduce, inoltre, requisiti particolarmente rigorosi per l’ammissione al concorso. Non possono partecipare i funzionari che, nei tre anni precedenti il bando, abbiano riportato un rendimento inferiore a 91/100 nelle schede valutative dell’attività dirigenziale o una sanzione disciplinare. È altresì escluso chi abbia riportato, nei cinque anni precedenti, la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio.
È inoltre previsto che il personale che, per quattro volte, non sia inserito nella graduatoria degli idonei non possa più partecipare ai successivi concorsi.
Tali disposizioni rendono ancora più importante che il regolamento attuativo disciplini con criteri di assoluta trasparenza le modalità di svolgimento delle prove, i programmi d’esame, la composizione delle commissioni e i criteri di valutazione, affinché la procedura selettiva garantisca imparzialità, uniformità di giudizio ed effettiva valorizzazione del merito.
Merita di essere evidenziata anche la previsione secondo cui, ai fini della collocazione nel ruolo, i funzionari promossi mediante scrutinio per merito comparativo precedono comunque i vincitori del concorso. Tale disposizione conferma che, soprattutto nel ruolo ordinario, lo scrutinio continua a rappresentare il principale canale di accesso alla qualifica di Primo Dirigente.
L’esperienza maturata con i precedenti concorsi impone una riflessione attenta sulle modalità con cui il nuovo istituto sarà concretamente attuato. Le procedure concorsuali svoltesi negli anni passati hanno evidenziato criticità che non possono essere trascurate. In diversi casi il numero dei candidati dichiarati idonei è risultato particolarmente contenuto rispetto alle aspettative e, in alcune procedure, non si è registrato alcun vincitore. Parallelamente, il numero dei partecipanti si è progressivamente ridotto, fino a rendere, in alcune occasioni, non più necessaria neppure la prova preselettiva originariamente prevista.
Tale fenomeno non può essere interpretato come una diminuzione dell’interesse dei funzionari verso la crescita professionale. Al contrario, esso sembra riflettere la progressiva perdita di fiducia in uno strumento percepito da molti come incapace di rappresentare una concreta opportunità di avanzamento. Molti funzionari hanno ritenuto che il notevole impegno richiesto per preparare il concorso, da affrontare parallelamente a incarichi di elevata responsabilità, non trovasse un adeguato riconoscimento nelle concrete possibilità di successo offerte dal sistema.
La previsione dell’indizione annuale costituisce certamente un elemento positivo. Tuttavia, la reale efficacia del nuovo istituto dipenderà soprattutto dal regolamento attuativo, chiamato a disciplinare le materie d’esame, le modalità di svolgimento delle prove, la composizione delle commissioni e i criteri di valutazione. Da tali scelte dipenderà, in larga misura, la credibilità del concorso e la fiducia che i funzionari riporranno nella procedura.
L’obiettivo deve essere quello di costruire un concorso realmente meritocratico, capace di individuare le migliori professionalità attraverso prove coerenti con le funzioni dirigenziali da svolgere e criteri di valutazione trasparenti e uniformi. Il nuovo canale di accesso dovrà essere serio, credibile e imparziale, affinché torni a rappresentare per i funzionari una reale opportunità di progressione professionale e contribuisca, insieme allo scrutinio per merito comparativo, al rafforzamento della dirigenza della Polizia di Stato.
IL SEGRETARIO NAZIONALE
Enzo Marco Letizia