AL MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
Segreteria del Dipartimento
Ufficio V – Relazioni sindacali della Polizia di Stato
e, p.c.
ALLA DIREZIONE CENTRALE PER LE RISORSE UMANE
Oggetto: Dirigenza della Polizia di Stato – reperibilità, responsabilità connesse alla funzione e organizzazione del lavoro.
L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene necessario tornare sulla questione della reperibilità del personale dirigente, già affrontata dall’ANFP negli anni passati, alla luce delle profonde trasformazioni intervenute nell’organizzazione del lavoro e dell’utilizzo ormai generalizzato degli strumenti digitali di comunicazione.
Il tema richiede una riflessione che tenga conto, innanzitutto, della peculiarità dell’ordinamento della dirigenza della Polizia di Stato.
Le diverse qualifiche e i differenti incarichi comportano livelli di responsabilità non sovrapponibili. Al crescere delle funzioni attribuite aumenta la responsabilità del dirigente, che negli incarichi di maggiore rilievo comprende anche la direzione e il coordinamento di strutture organizzative complesse.
Il riconoscimento di tali differenze non può tuttavia condurre ad una automatica sovrapposizione tra responsabilità connessa alla funzione e reperibilità.
La responsabilità propria della qualifica e dell’incarico costituisce infatti un elemento essenziale della funzione dirigenziale; la reperibilità è invece uno specifico istituto attraverso il quale l’Amministrazione assicura determinate esigenze di servizio al di fuori dell’ordinaria articolazione dell’orario di lavoro.
I due piani possono certamente incontrarsi, ma non possono essere confusi.
La questione assume oggi una rilevanza particolare perché l’evoluzione tecnologica ha profondamente modificato le modalità attraverso le quali il dirigente può essere raggiunto fuori dall’orario di servizio.
Telefonate, messaggi e comunicazioni di servizio possono raggiungere il dirigente in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. La possibilità tecnica di essere costantemente rintracciabili rischia così di produrre, nella pratica quotidiana, una progressiva sovrapposizione tra la normale responsabilità connessa alla funzione e una reperibilità di fatto priva di una precisa disciplina.
La tecnologia, tuttavia, non può trasformare la rintracciabilità in un obbligo professionale permanente né può determinare, per via di fatto, un’estensione indefinita della prestazione lavorativa.
La continuità delle funzioni necessarie all’Amministrazione della pubblica sicurezza deve essere assicurata attraverso l’organizzazione, tenendo conto dell’articolazione delle qualifiche, delle attribuzioni e dei diversi livelli di responsabilità che caratterizzano la dirigenza della Polizia di Stato.
Proprio la disciplina regolamentare testimonia, del resto, quanto la materia sia complessa. L’articolo 32 del D.P.R. 28 ottobre 1985, n. 782, aveva previsto l’individuazione dei dirigenti soggetti all’obbligo di reperibilità in ragione della carica ricoperta, demandandola ad uno specifico decreto ministeriale che non risulta essere mai stato emanato.
A distanza di oltre quarant’anni, tale circostanza merita una riflessione. Non riteniamo, infatti, che dalla mancata attuazione di quella previsione possa oggi derivare automaticamente la necessità di introdurre differenziazioni fondate esclusivamente sull’incarico ricoperto.
L’attuale articolazione della dirigenza, la pluralità degli incarichi attribuibili nell’ambito delle medesime qualifiche e l’evoluzione delle modalità di organizzazione e comunicazione rendono necessario affrontare la questione in una prospettiva più ampia, evitando soluzioni che possano determinare ingiustificate differenziazioni all’interno della stessa dirigenza.
Il problema che oggi si pone è dunque preliminare: occorre definire con chiarezza il rapporto tra responsabilità dirigenziale, rintracciabilità e reperibilità, impedendo che la seconda, resa pressoché permanente dagli strumenti tecnologici, finisca per trasformarsi surrettiziamente nella terza.
Non si tratta di mettere in discussione le responsabilità derivanti dalle qualifiche e dagli incarichi ricoperti, né le esigenze operative proprie dell’Amministrazione della pubblica sicurezza. Si tratta, piuttosto, di impedire che l’assenza di una disciplina adeguata all’attuale realtà organizzativa e tecnologica produca una reperibilità di fatto, indeterminata nei presupposti, nei limiti e nelle conseguenze economiche.
Per queste ragioni l’ANFP ritiene necessario aprire uno specifico confronto con l’Amministrazione sulla materia, partendo dalla definizione dei principi e delle regole che devono governare la reperibilità della dirigenza della Polizia di Stato.
Il confronto dovrà necessariamente considerare le differenti responsabilità proprie delle qualifiche e degli incarichi, ma dovrà al tempo stesso garantire criteri di tutela coerenti per l’intera dirigenza, evitando che la reperibilità venga determinata semplicemente dalle prassi organizzative o dalla possibilità tecnica di raggiungere in ogni momento il singolo dirigente.
La questione non è soltanto economica. Essa riguarda l’organizzazione del lavoro, la certezza degli obblighi professionali, la tutela del tempo di riposo e, non ultimo, il riconoscimento del lavoro effettivamente richiesto e svolto al di fuori dell’ordinaria prestazione di servizio.
Naturalmente, quando la reperibilità costituisce una effettiva modalità attraverso la quale l’Amministrazione assicura le proprie esigenze operative, essa deve trovare anche un trattamento economico adeguato alle responsabilità proprie della funzione dirigenziale.
La materia dovrà pertanto trovare adeguato spazio anche nel prossimo negoziato relativo all’Area dirigenziale per il triennio 2024-2026.
Le differenti responsabilità proprie della dirigenza devono essere pienamente riconosciute e valorizzate, ma la responsabilità non può diventare sinonimo di reperibilità permanente. La tecnologia non può creare per via di fatto nuovi obblighi professionali e la continuità delle funzioni deve essere assicurata attraverso regole organizzative certe, accompagnate dalle necessarie tutele normative ed economiche.
Su queste basi l’ANFP chiede l’apertura di uno specifico confronto sulla materia.
IL SEGRETARIO NAZIONALE
ENZO MARCO LETIZIA