L’art. 18 del disegno di legge in materia di sicurezza interviene sui requisiti per l’accesso alla qualifica di Primo Dirigente, prevedendo, per i funzionari del ruolo ordinario, tecnico e sanitario, la riduzione ad un anno di effettivo servizio nella qualifica di Vice Questore e nelle corrispondenti qualifiche equiparate dei tecnici e dei medici quale requisito per l’ammissione allo scrutinio per merito comparativo.

La finalità della disposizione appare quella di consentire una più rapida valutazione dei funzionari che abbiano già dimostrato adeguate capacità professionali e siano pronti ad assumere incarichi dirigenziali di maggiore responsabilità, favorendo nel tempo un ricambio generazionale e un progressivo abbassamento dell’età media della dirigenza.

È tuttavia opportuno evidenziare che l’anticipazione del requisito di anzianità non determina un avanzamento automatico di carriera. Essa consente esclusivamente l’accesso allo scrutinio, restando la promozione subordinata alla valutazione comparativa del merito e alla disponibilità dei posti.

Al tempo stesso, una modifica così significativa richiede un’attenta valutazione dei suoi effetti sul sistema delle progressioni. È necessario, infatti, preservare un equilibrio tra le aspettative di chi ha maturato la propria posizione secondo le regole vigenti e quelle dei funzionari che potranno accedere allo scrutinio in tempi più brevi.

La progressione alla qualifica di Primo Dirigente dipende, oggi come in futuro, da un equilibrio dinamico tra disponibilità dei posti, numero dei funzionari scrutinabili, valutazione del merito, esperienza professionale e disponibilità ad assumere gli incarichi previsti. Una consistente anticipazione della platea degli scrutinabili potrebbe, nel medio periodo, determinare un incremento del numero degli aspiranti rispetto ai posti disponibili, con il rischio di rallentare, anziché accelerare, le prospettive di carriera.

Per tale ragione, la riduzione del requisito di permanenza nella qualifica dovrebbe essere accompagnata da misure di riequilibrio e da un’attenta gestione della fase transitoria, così da salvaguardare il legittimo affidamento di chi ha costruito il proprio percorso professionale sulla base della disciplina vigente. L’azione transitoria dovrà, al tempo stesso, evitare di comprimere le opportunità offerte dalla riforma ai funzionari più giovani, che rappresentano una componente essenziale del necessario ricambio generazionale della dirigenza. In questo modo sarà possibile conseguire gli obiettivi di rinnovamento perseguiti dalla riforma, preservando l’equilibrio complessivo del sistema.

In questa prospettiva si inserisce anche la disposizione dell’art. 14 del disegno di legge, che prevede un incremento dei posti funzione di livello dirigenziale, con l’istituzione di 54 nuovi posti di Primo Dirigente per il ruolo ordinario e 9 per i ruoli tecnici.

L’ampliamento della dotazione organica rappresenta un risultato di particolare rilievo e costituisce una prima, concreta risposta alle storiche iniziative promosse dall’ANFP per rafforzare la struttura della dirigenza della Polizia di Stato. Da tempo, infatti, l’Associazione evidenzia come l’insufficienza dei posti funzione dirigenziali produca effetti negativi sia sull’organizzazione dell’Amministrazione sia sulle prospettive di sviluppo professionale dei funzionari.

L’incremento previsto dall’art. 14 contribuisce a rendere maggiormente coerente il rapporto tra consistenza degli organici e responsabilità attribuite alla dirigenza, favorendo una migliore distribuzione degli incarichi e una più efficace valorizzazione delle professionalità maturate all’interno dell’Amministrazione.

La misura assume un rilievo ancora maggiore se letta congiuntamente alle disposizioni dell’art. 18, che anticipano ad un anno il requisito minimo di permanenza nella qualifica di Vice Questore e nelle qualifiche equiparate dei ruoli tecnici e sanitari per l’ammissione allo scrutinio per la promozione a Primo Dirigente. L’ampliamento dei posti funzione costituisce, infatti, un indispensabile elemento di equilibrio rispetto all’ampliamento della platea dei funzionari scrutinabili, contribuendo a contenere il rischio che l’anticipazione dei tempi di accesso possa tradursi, nel medio periodo, in un rallentamento delle effettive progressioni di carriera.

Pur rappresentando un segnale importante, l’intervento non può tuttavia considerarsi esaustivo. Le profonde trasformazioni che hanno interessato il sistema della sicurezza, l’aumento della complessità delle funzioni affidate ai dirigenti della Polizia di Stato e la necessità di garantire un adeguato ricambio generazionale rendono necessario proseguire nel percorso di rafforzamento della dotazione organica dirigenziale.

 

 

Enzo Marco Letizia

 

Anfp 30 luglio 2026_ddl_sicurezza