Val di Susa: oltre 120 feriti tra le Forze di Polizia. E’ violenza organizzata non dissenso

L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia esprime la più sincera vicinanza ai poliziotti e a tutti gli appartenenti alle Forze dell’ordine rimasti feriti negli assalti ai cantieri della Torino-Lione.
Il dato che emerge dalle ultime ore è impressionante: oltre 120 feriti tra gli operatori impegnati a garantire la sicurezza e l’attuazione delle decisioni dello Stato. Numeri che descrivono la reale dimensione degli scontri e smentiscono qualsiasi tentativo di ridurre quanto accaduto a una manifestazione degenerata.
Quando vengono utilizzati bombe carta, razzi, pietre, ordigni incendiari e altri strumenti di offesa contro uomini e donne in divisa, non siamo più di fronte all’esercizio del diritto di manifestare, ma a una violenza organizzata che mira a colpire le istituzioni democratiche.
È doveroso distinguere chi esprime, anche con fermezza, il proprio dissenso verso un’opera pubblica da chi trasforma quella protesta in un’occasione di guerriglia. Confondere questi due piani significa arrecare un grave danno agli stessi cittadini della Val di Susa che manifestano pacificamente e nel rispetto della legge.
Non convince, inoltre, il ripetersi di dichiarazioni che, pur condannando formalmente le violenze, finiscono poi per ricercarne giustificazioni di natura politica o sociale. Nessuna scelta del Governo, nessuna infrastruttura e nessun provvedimento possono costituire una spiegazione accettabile per un attacco organizzato contro le Forze dell’ordine.
L’ANFP auspica che tutti i responsabili vengano rapidamente individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. Al tempo stesso, rinnova il proprio sostegno agli operatori che, ancora una volta, hanno affrontato rischi gravissimi per garantire il rispetto della legge e la tutela della collettività.
Oltre 120 feriti non sono il prezzo del dissenso: sono il segno di un’aggressione allo Stato democratico che merita una risposta ferma, sul piano investigativo, giudiziario e istituzionale. Così, in una nota Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia.

No Tav: funzionari polizia, e’ violenza organizzata non dissenso (AGI) – Roma, 26 lug. –

L’Associazione nazionale funzionari di polizia esprime “la piu’ sincera vicinanza ai poliziotti e a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti negli assalti ai cantieri della Torino-Lione”. “Il dato che emerge dalle ultime ore e’ impressionante – sottolinea Enzo Letizia, segretario dell’associazione -: oltre 120 feriti tra gli operatori impegnati a garantire la sicurezza e l’attuazione delle decisioni dello Stato. Numeri che descrivono la reale dimensione degli scontri e smentiscono qualsiasi tentativo di ridurre quanto accaduto a una manifestazione degenerata”. Per il leader sindacale, “quando vengono utilizzati bombe carta, razzi, pietre, ordigni incendiari e altri strumenti di offesa contro uomini e donne in divisa, non siamo piu’ di fronte all’esercizio del diritto di manifestare, ma a una violenza organizzata che mira a colpire le istituzioni democratiche. E’ doveroso distinguere chi esprime, anche con fermezza, il proprio dissenso verso un’opera pubblica da chi trasforma quella protesta in un’occasione di guerriglia. Confondere questi due piani significa arrecare un grave danno agli stessi cittadini della Val di Susa che manifestano pacificamente e nel rispetto della legge. Non convince, inoltre, il ripetersi di dichiarazioni che, pur condannando formalmente le violenze, finiscono poi per ricercarne giustificazioni di natura politica o sociale. Nessuna scelta del governo, nessuna infrastruttura e nessun provvedimento possono costituire una spiegazione accettabile per un attacco organizzato contro le forze dell’ordine”. L’Anfp auspica che tutti i responsabili vengano “rapidamente individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. Al tempo stesso, rinnova il proprio sostegno agli operatori che, ancora una volta, hanno affrontato rischi gravissimi per garantire il rispetto della legge e la tutela della collettivita’. Oltre 120 feriti non sono il prezzo del dissenso: sono il segno di un’aggressione allo Stato democratico che merita una risposta ferma, sul piano investigativo, giudiziario e istituzionale”. (AGI)

No Tav: Anfp, ‘oltre 120 feriti tra forze polizia, è violenza organizzata non dissenso’ Adnkronos L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia esprime la più sincera vicinanza ai poliziotti e a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti negli assalti ai cantieri della Torino-Lione. “Il dato che emerge dalle ultime ore è impressionante: oltre 120 feriti tra gli operatori impegnati a garantire la sicurezza e l’attuazione delle decisioni dello Stato. Numeri che descrivono la reale dimensione degli scontri e smentiscono qualsiasi tentativo di ridurre quanto accaduto a una manifestazione degenerata”, sottolinea in una nota Enzo Letizia, segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia.
“Quando vengono utilizzati bombe carta, razzi, pietre, ordigni incendiari e altri strumenti di offesa contro uomini e donne in divisa, non siamo più di fronte all’esercizio del diritto di manifestare, ma a una violenza organizzata che mira a colpire le istituzioni democratiche – prosegue – È doveroso distinguere chi esprime, anche con fermezza, il proprio dissenso verso un’opera pubblica da chi trasforma quella protesta in un’occasione di guerriglia. Confondere questi due piani significa arrecare un grave danno agli stessi cittadini della Val di Susa che manifestano pacificamente e nel rispetto della legge”.
“Non convince, inoltre, il ripetersi di dichiarazioni che, pur condannando formalmente le violenze, finiscono poi per ricercarne giustificazioni di natura politica o sociale. Nessuna scelta del Governo, nessuna infrastruttura e nessun provvedimento possono costituire una spiegazione accettabile per un attacco organizzato contro le Forze dell’ordine. L’Anfp auspica che tutti i responsabili vengano rapidamente individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. Al tempo stesso, rinnova il proprio sostegno agli operatori che, ancora una volta, hanno affrontato rischi gravissimi per garantire il rispetto della legge e la tutela della collettività. Oltre 120 feriti non sono il prezzo del dissenso: sono il segno di un’aggressione allo Stato democratico che merita una risposta ferma, sul piano investigativo, giudiziario e istituzionale”, conclude Letizia.

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