SPACCIO DIFFUSO E CRIMINALITA’ DINAMICA: INVESTIGAZIONE, PREVENZIONE E NUOVI STRUMENTI DI CONTRASTO

 

L’operazione “Omnes”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani ed eseguita dalla Polizia di Stato con l’applicazione di 40 misure cautelari custodiali, rappresenta un risultato investigativo di assoluto rilievo non soltanto per il numero delle persone coinvolte, ma soprattutto per la capacità di fotografare l’evoluzione dei fenomeni criminali connessi al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini condotte dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani evidenziano come il tradizionale modello della “piazza di spaccio” stia progressivamente lasciando il posto a forme di criminalità più flessibili, diffuse e difficilmente individuabili. L’impiego di centralinisti, la mobilità dei pusher, l’utilizzo di biciclette e monopattini elettrici, la frammentazione delle consegne e la scelta di luoghi sempre diversi per le cessioni dimostrano una crescente capacità di adattamento delle reti criminali alle moderne tecniche investigative.

Proprio per questa ragione assume particolare valore il lavoro svolto dagli investigatori, che attraverso attività tecniche, servizi di osservazione, pedinamenti, acquisizioni video e riscontri sul territorio hanno ricostruito un articolato sistema di distribuzione degli stupefacenti operante in diverse aree della città di Andria.

L’operazione conferma come il contrasto alle attività criminali richieda oggi una visione integrata nella quale la polizia giudiziaria non si limita all’accertamento dei reati già commessi, ma contribuisce in maniera determinante alla conoscenza dei contesti criminali, delle reti relazionali e delle dinamiche che alimentano l’illegalità diffusa.

Particolarmente significativa appare, inoltre, la decisione del Questore della provincia di Barletta-Andria-Trani di applicare nei confronti degli indagati il cosiddetto DASPO “fuori contesto”, misura di prevenzione che merita un’attenta riflessione.

Troppo spesso il DASPO viene percepito dall’opinione pubblica come uno strumento esclusivamente collegato alla violenza negli stadi. In realtà il legislatore, nel tempo, ne ha ampliato la portata riconoscendone la funzione di tutela preventiva dell’ordine e della sicurezza pubblica anche rispetto a soggetti che, pur non avendo commesso reati in ambito sportivo, risultano coinvolti in attività criminali particolarmente significative sotto il profilo della pericolosità sociale.

La scelta di applicare il DASPO “fuori contesto” nei confronti di persone gravemente indiziate di reati in materia di stupefacenti risponde a una precisa esigenza di prevenzione: evitare che ambienti sportivi e gruppi organizzati di tifoseria possano diventare luoghi di aggregazione, reclutamento, influenza o legittimazione sociale per soggetti inseriti in circuiti criminali.

Si tratta di una misura che evidenzia l’importanza della funzione preventiva affidata al Questore e che testimonia la crescente integrazione tra attività di polizia giudiziaria e strumenti di prevenzione amministrativa. L’efficacia del sistema di sicurezza non dipende infatti soltanto dalla capacità di perseguire i reati dopo la loro commissione, ma anche dalla possibilità di ridurre gli spazi di azione e di influenza di soggetti ritenuti socialmente pericolosi.

L’esperienza maturata negli ultimi anni dimostra come la prevenzione amministrativa rappresenti uno dei settori più dinamici dell’ordinamento della pubblica sicurezza. Misure come il DASPO “fuori contesto”, l’ammonimento del Questore e gli altri strumenti di prevenzione consentono di intervenire tempestivamente in contesti caratterizzati da elevati fattori di rischio, contribuendo a rafforzare la tutela delle comunità locali e la sicurezza collettiva.

Come Comitato di studio per l’analisi, le prospettive e i rischi professionali in materia di polizia giudiziaria riteniamo che operazioni come quella odierna costituiscano un’importante occasione di approfondimento sulle nuove forme di criminalità, sull’evoluzione degli strumenti investigativi e sul sempre più stretto rapporto tra attività di accertamento giudiziario e misure di prevenzione.

Esprimiamo pertanto il nostro apprezzamento alla Procura della Repubblica di Trani, al Questore della provincia di Barletta-Andria-Trani e agli investigatori della Squadra Mobile per il lavoro svolto, che conferma ancora una volta il valore della professionalità, della competenza investigativa e della capacità di utilizzare in maniera coordinata tutti gli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione per la tutela della sicurezza pubblica.

 

Comitato studio polizia giudiziaria

Lisa IOVANNA

Lettera Lisa Iovanna 18 giugno 2026