Al Signor Ministro dell’Interno
Pref. Matteo Piantedosi
e, .p.c.
Al Signor Capo della Polizia
Pref. Vittorio Pisani
Oggetto: politiche abitative per i funzionari della Polizia di Stato – ampliamento della platea degli aventi diritto agli alloggi di servizio, incremento canone di locazione – piano straordinario di sviluppo del patrimonio abitativo.
Signor Ministro,
l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia desidera sottoporre alla Sua attenzione una questione che assume oggi una valenza strategica per l’efficienza dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, per la motivazione del personale e per la capacità dello Stato di attrarre, valorizzare e trattenere professionalità qualificate.
Le recenti iniziative promosse dall’Associazione sul tema degli alloggi di servizio e dei rimborsi per i canoni di locazione hanno evidenziato una criticità che coinvolge un numero crescente di funzionari di polizia chiamati a trasferirsi per esigenze dell’Amministrazione. L’aumento del costo della vita e dei prezzi degli immobili, particolarmente accentuato nelle grandi aree urbane e nelle città ad alta tensione abitativa, ha reso sempre più gravoso il sacrificio economico richiesto ai colleghi che assicurano la propria disponibilità alla mobilità sul territorio nazionale.
In questo contesto, il sistema degli alloggi di servizio e quello dei rimborsi per i canoni di locazione appaiono oggi non più adeguati rispetto alle esigenze organizzative della Polizia di Stato e alle profonde trasformazioni intervenute nel mercato immobiliare.
Particolare attenzione merita la disciplina dei rimborsi per i canoni di locazione. Gli importi oggi previsti risultano infatti largamente insufficienti rispetto ai costi effettivamente sostenuti dal personale nelle principali città italiane. In realtà, il cosiddetto rimborso si è ridotto oramai ad un semplice contributo che copre soltanto una limitata quota della spesa sostenuta per gli affitti, finendo per perdere quella funzione di sostegno alla mobilità che il legislatore aveva originariamente inteso garantire ben 25 anni fa.
La necessità di sostenere il personale chiamato a trasferirsi per esigenze di servizio trova del resto un preciso fondamento nella legge 29 marzo 2001, n. 86, che ha introdotto misure volte ad agevolare la mobilità del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate. Il legislatore ha riconosciuto che la disponibilità al trasferimento costituisce un elemento essenziale per il buon funzionamento delle amministrazioni preposte alla sicurezza dello Stato e che tale disponibilità deve essere accompagnata da adeguate forme di sostegno economico e logistico.
A distanza di oltre venticinque anni dall’entrata in vigore di quella disciplina, il quadro economico e sociale è profondamente mutato. L’incremento dei canoni di locazione, l’aumento del costo della vita e la crescente difficoltà di accesso al mercato abitativo hanno progressivamente ridotto l’efficacia concreta degli strumenti allora previsti. Per tale ragione riteniamo necessario prevedere ulteriori stanziamenti finanziari destinati ad incrementare significativamente l’entità dei rimborsi, adeguandoli all’attuale andamento del mercato immobiliare e alle differenti condizioni territoriali.
Favorire la mobilità dei funzionari non significa soltanto sostenere il personale, ma consentire all’Amministrazione di poter contare sulle migliori professionalità nei territori dove esse risultano maggiormente necessarie. L’intervento richiesto non rappresenterebbe una deroga ai principi che hanno ispirato la legge n. 86 del 2001, bensì una loro coerente evoluzione, finalizzata a preservarne l’effettività e a renderli adeguati alle esigenze attuali dell’Amministrazione e del personale.
Il decreto ministeriale n. 155 del 30 luglio 2015 riconosce inoltre che gli alloggi di servizio costituiscono uno strumento funzionale alla mobilità del personale e alla funzionalità degli uffici della Polizia di Stato. Tale impostazione conserva oggi tutta la propria validità e merita anzi di essere ulteriormente sviluppata. Infatti, l’attuale platea dei destinatari degli alloggi di servizio risulta ormai eccessivamente limitata rispetto alle responsabilità concretamente esercitate sul territorio dai funzionari della Polizia di Stato.
La realtà organizzativa dell’Amministrazione è profondamente mutata. Numerosi funzionari svolgono incarichi di elevata responsabilità, dirigono uffici, coordinano personale, assicurano la continuità dell’azione amministrativa e operativa e garantiscono la gestione di delicati profili di ordine e sicurezza pubblica.
Appare pertanto opportuno avviare una riflessione finalizzata ad ampliare progressivamente la platea degli aventi diritto agli alloggi di servizio, includendo ulteriori figure che, pur non rientrando oggi tra i beneficiari, svolgono funzioni di particolare rilevanza organizzativa e operativa, soprattutto nelle sedi caratterizzate da elevati costi abitativi o da peculiari esigenze di servizio. Parallelamente, appare indispensabile programmare un piano pluriennale di incremento del patrimonio abitativo destinato al personale della Polizia di Stato.
Le disponibilità attuali risultano infatti insufficienti rispetto alle esigenze dell’Amministrazione e alle dinamiche della mobilità nazionale. Occorre pertanto individuare nuove risorse finanziarie, valorizzare il patrimonio immobiliare esistente, recuperare immobili attualmente inutilizzati, verificare la possibilità di destinare ulteriori beni pubblici a finalità abitative e promuovere nuovi investimenti destinati alla realizzazione e al recupero di alloggi di servizio.
Si tratta di una scelta che non produce benefici soltanto per i singoli funzionari, ma rafforza la capacità dello Stato di garantire una distribuzione equilibrata delle professionalità sul territorio nazionale, favorisce la copertura degli incarichi più complessi e contribuisce ad accrescere l’efficienza complessiva del sistema della sicurezza pubblica. La questione assume inoltre una rilevanza ancora maggiore se osservata nella prospettiva del reclutamento.
La Polizia di Stato è oggi chiamata a confrontarsi con un mercato del lavoro sempre più competitivo, nel quale le nuove generazioni valutano attentamente non soltanto il prestigio delle funzioni svolte, ma anche le concrete condizioni economiche, familiari e organizzative della carriera. Rendere sostenibile la mobilità geografica, attenuare il peso dei costi abitativi e offrire adeguati strumenti di supporto logistico significa rendere più attrattiva la professione del funzionario di polizia e rafforzare la competitività dei concorsi pubblici destinati a selezionare la futura classe dirigente dell’Amministrazione della pubblica sicurezza.
Le politiche concernenti il personale non rappresentano un costo, ma un investimento strategico. Dalla capacità di attrarre, motivare e valorizzare i funzionari di polizia dipende una parte rilevante dell’efficienza futura della sicurezza pubblica.
Per queste ragioni confidiamo che il Ministero possa valutare l’avvio di un percorso volto ad aggiornare la disciplina vigente, incrementando i fondi destinati ai rimborsi dei canoni di locazione, ampliando le opportunità di accesso agli alloggi di servizio ed infine programmando un piano strutturale di sviluppo del patrimonio abitativo destinato ai funzionari della Polizia di Stato.
Perché investire sui funzionari significa investire sulla sicurezza del Paese.
IL SEGRETARIO NAZIONALE
ENZO MARCO LETIZIA
LETTERA ANFP 15 giugno – Politiche abitative per i funzionari della Polizia di Stato