A qualche giorno dalle celebrazioni del 2 giugno, l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene opportuno svolgere una riflessione sul significato istituzionale della presenza dei funzionari della Polizia di Stato in abito civile nelle occasioni ufficiali.

Abbiamo preferito farlo successivamente alla Festa della Repubblica, momento che appartiene a tutte le istituzioni della Repubblica e che merita di essere vissuto nel segno dell’unità e del comune servizio al Paese.

Ogni uniforme rappresenta storia, tradizione, sacrificio e servizio allo Stato e, come tale, merita il massimo rispetto. Accanto ad essa, tuttavia, l’abito civile dei funzionari della Polizia di Stato richiama una specifica funzione prevista dal nostro ordinamento: quella delle Autorità di Pubblica Sicurezza.

Il Questore, i dirigenti dei commissariati distaccati e, al vertice del sistema, il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza esercitano infatti una funzione civile dello Stato, fondata sulla legge, sulla responsabilità amministrativa e sul coordinamento delle attività di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

L’abito civile non è quindi un elemento formale, ma il simbolo di una funzione che trova la propria legittimazione nell’autorità conferita dall’ordinamento democratico e nella missione di garantire l’equilibrio tra sicurezza e libertà.

Richiamare questo principio non significa creare distinzioni o contrapposizioni tra istituzioni, ma valorizzare una delle peculiarità del modello italiano di sicurezza pubblica, affidato ad Autorità civili che operano nell’ambito delle garanzie costituzionali.

L’ANFP ritiene che tale patrimonio culturale e ordinamentale debba essere conosciuto e valorizzato, poiché rappresenta uno degli elementi qualificanti della funzione di pubblica sicurezza e del ruolo svolto quotidianamente dai funzionari della Polizia di Stato al servizio della Repubblica. Così in una nota Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia.

FUNZIONARI DI POLIZIA, AL 2 GIUGNO IN ABITI CIVILI? SIMBOLO DI UNA FUNZIONE (ANSA) – ROMA, 09 GIU – L’abito civile indossato dei funzionari della Polizia di Stato durante le cerimonie uffciali come quella del 2 giugno “richiama una specifica funzione prevista dal nostro ordinamento: quella delle Autorita’ di Pubblica sicurezza. Il questore, i dirigenti dei commissariati distaccati e, al vertice del sistema, il capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza esercitano infatti una funzione civile dello Stato, fondata sulla legge, sulla responsabilita’ amministrativa e sul coordinamento delle attivita’ di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”. Lo precisa Enzo Letizia, segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia. “L’abito civile – sostiene Letizia – non e’ quindi un elemento formale, ma il simbolo di una funzione che trova la propria legittimazione nell’autorita’ conferita dall’ordinamento democratico e nella missione di garantire l’equilibrio tra sicurezza e liberta’. Richiamare questo principio – aggiunge – non significa creare distinzioni o contrapposizioni tra istituzioni, ma valorizzare una delle peculiarita’ del modello italiano di sicurezza pubblica, affidato ad Autorita’ civili che operano nell’ambito delle garanzie costituzionali”. (ANSA).

2 giugno: funzionari ps, abito civile simbolo di una funzione – Roma, 9 giu. – A qualche giorno dalle celebrazioni del 2 giugno, l’Associazione nazionale funzionari di polizia ritiene “opportuno svolgere una riflessione sul significato istituzionale della presenza dei funzionari della Polizia di Stato in abito civile nelle occasioni ufficiali”.
“Abbiamo preferito farlo successivamente alla Festa della Repubblica, momento che appartiene a tutte le istituzioni della Repubblica e che merita di essere vissuto nel segno dell’unita’ e del comune servizio al Paese – spiega Enzo Letizia, segretario dell’associazione -. Ogni uniforme rappresenta storia, tradizione, sacrificio e servizio allo Stato e, come tale, merita il massimo rispetto. Accanto ad essa, tuttavia, l’abito civile dei funzionari della Polizia di Stato richiama una specifica funzione prevista dal nostro ordinamento: quella delle Autorita’ di pubblica sicurezza. Il questore, i dirigenti dei commissariati distaccati e, al vertice del sistema, il capo della Polizia – direttore generale della pubblica sicurezza esercitano infatti una funzione civile dello Stato, fondata sulla legge, sulla responsabilita’ amministrativa e sul coordinamento delle attivita’ di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.
“L’abito civile non e’ quindi un elemento formale – continua il leader sindacale – ma il simbolo di una funzione che trova la propria legittimazione nell’autorita’ conferita dall’ordinamento democratico e nella missione di garantire l’equilibrio tra sicurezza e liberta’. Richiamare questo principio non significa creare distinzioni o contrapposizioni tra istituzioni, ma valorizzare una delle peculiarita’ del modello italiano di sicurezza pubblica, affidato ad autorita’ civili che operano nell’ambito delle garanzie costituzionali.
L’Anfp ritiene che tale patrimonio culturale e ordinamentale debba essere conosciuto e valorizzato, poiche’ rappresenta uno degli elementi qualificanti della funzione di pubblica sicurezza e del ruolo svolto quotidianamente dai funzionari della Polizia di Stato al servizio della Repubblica”. (AGI)