Gli episodi di violenza che hanno accompagnato le manifestazioni svoltesi venerdì e sabato in diverse città italiane destano preoccupazione e richiedono una riflessione che sappia distinguere il legittimo esercizio del diritto di protesta dalle condotte di quanti ricercano deliberatamente lo scontro.
Venerdì, durante le mobilitazioni studentesche, si sono registrate aggressioni alle Forze dell’ordine e momenti di tensione, in particolare a Roma, Torino e Bologna. Sabato, nel corso delle manifestazioni contro il carovita, nuovi e distinti episodi di violenza hanno interessato Milano, Torino, Bologna e Bergamo, con lanci di pietre e altri oggetti contro gli agenti, danneggiamenti e gravi disagi per i cittadini e le attività commerciali.
L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia condanna fermamente ogni forma di violenza ed esprime piena solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’ordine, impegnati a garantire la sicurezza e il libero esercizio dei diritti costituzionali. Particolarmente grave è il bilancio delle aggressioni agli operatori, molti dei quali hanno riportato lesioni che hanno richiesto cure ospedaliere. A loro, alle loro famiglie e a tutti i colleghi impegnati nei difficili servizi di questi giorni va la sincera vicinanza dell’ANFP.
Occorre evitare generalizzazioni e distinguere chi manifesta pacificamente da chi strumentalizza le piazze per provocare incidenti. Il ripetersi di questi episodi richiama tutti, a partire dagli organizzatori e dai partecipanti, a un maggiore senso di responsabilità.
La Polizia non è la controparte di chi protesta, ma la garanzia che il diritto di manifestare possa essere esercitato liberamente e in sicurezza. Un compito delicato, assicurato quotidianamente dalla professionalità degli operatori e dall’equilibrio dei dirigenti responsabili dei servizi di ordine pubblico.
La tutela delle libertà democratiche e della sicurezza collettiva costituisce un patrimonio comune, che non può essere affidato esclusivamente alle Forze dell’ordine, ma richiede il rispetto delle regole e la responsabilità di tutti.
Così in una nota Enzo Letizia segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia
ADN0116 7 CRO 0 ADN CRO NAZ Roma, 18 ott. (Adnkronos) – “Gli episodi di violenza che hanno accompagnato le manifestazioni svoltesi venerdi’ e sabato in diverse citta’ italiane destano preoccupazione e richiedono una riflessione che sappia distinguere il legittimo esercizio del diritto di protesta dalle condotte di quanti ricercano deliberatamente lo scontro. Venerdi’, durante le mobilitazioni studentesche, si sono registrate aggressioni alle Forze dell’ordine e momenti di tensione, in particolare a Roma, Torino e Bologna. Sabato, nel corso delle manifestazioni contro il carovita, nuovi e distinti episodi di violenza hanno interessato Milano, Torino, Bologna e Bergamo, con lanci di pietre e altri oggetti contro gli agenti, danneggiamenti e gravi disagi per i cittadini e le attivita’ commerciali”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia. L’Anfp “condanna fermamente ogni forma di violenza ed esprime piena solidarieta’ alle donne e agli uomini delle Forze dell’ordine, impegnati a garantire la sicurezza e il libero esercizio dei diritti costituzionali. Particolarmente grave e’ il bilancio delle aggressioni agli operatori, molti dei quali hanno riportato lesioni che hanno richiesto cure ospedaliere. A loro, alle loro famiglie e a tutti i colleghi impegnati nei difficili servizi di questi giorni va la sincera vicinanza dell’Anfp – Occorre evitare generalizzazioni e distinguere chi manifesta pacificamente da chi strumentalizza le piazze per provocare incidenti. Il ripetersi di questi episodi richiama tutti, a partire dagli organizzatori e dai partecipanti, a un maggiore senso di responsabilita’. La Polizia non e’ la controparte di chi protesta, ma la garanzia che il diritto di manifestare possa essere esercitato liberamente e in sicurezza – sottolinea Letizia – Un compito delicato, assicurato quotidianamente dalla professionalita’ degli operatori e dall’equilibrio dei dirigenti responsabili dei servizi di ordine pubblico. La tutela delle liberta’ democratiche e della sicurezza collettiva costituisce un patrimonio comune, che non puo’ essere affidato esclusivamente alle Forze dell’ordine, ma richiede il rispetto delle regole e la responsabilita’ di tutti”. (Dan/Adnkronos)