Ottantadue anni fa, il 12 agosto 1944, a Sant’Anna di Stazzema si consumò uno dei più atroci eccidi nazifascisti della storia del nostro Paese. Centinaia di civili inermi, tra i quali moltissime donne, anziani e bambini, furono uccisi con una violenza che ancora oggi interroga le nostre coscienze.
Ricordare Sant’Anna significa rendere omaggio alle vittime, ma anche custodire la memoria di ciò che accadde affinché le generazioni successive comprendano da quale tragedia siano nate la Repubblica democratica e la nostra Costituzione.
L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia conserva con Sant’Anna di Stazzema un legame particolare. Quando nel 2015 una violenta tempesta distrusse la lapide monumentale dell’Ossario, sulla quale erano incisi i nomi delle vittime, l’ANFP volle contribuire alla sua ricostruzione, donando la nuova lapide inaugurata il 25 aprile 2016.
A distanza di dieci anni da quel gesto, ciò che conta non è ricordare chi contribuì a restituire quel simbolo alla comunità, ma continuare a leggere quei nomi e a comprendere ciò che rappresentano.
La memoria degli eccidi nazifascisti appartiene alla storia della Repubblica e richiama tutti, e in modo particolare coloro che servono le sue Istituzioni, alla responsabilità di difendere ogni giorno i principi di libertà, democrazia, dignità della persona e rispetto dei diritti sui quali si fonda la nostra convivenza civile.
Sant’Anna di Stazzema ci ricorda che la democrazia non può mai essere considerata definitivamente acquisita. Ha bisogno di memoria, di responsabilità e di Istituzioni capaci di custodirne i valori.
Ricordare Sant’Anna significa, ancora oggi, scegliere da che parte stare: dalla parte della Costituzione, della democrazia e della libertà.

Così in una nota Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia

Funzionari polizia, ‘Sant’Anna di Stazzema, custodire la memoria’

‘Ricordare l’eccidio significa scegliere da che parte stare: quella della democrazia’ (ANSA) – ROMA, 12 AGO – “Ottantadue anni fa, il 12 agosto 1944, a Sant’Anna di Stazzema si consumo’ uno dei piu’ atroci eccidi nazifascisti della storia del nostro Paese. Centinaia di civili inermi, tra i quali moltissime donne, anziani e bambini, furono uccisi con una violenza che ancora oggi interroga le nostre coscienze. Ricordare Sant’Anna significa rendere omaggio alle vittime, ma anche custodire la memoria di cio’ che accadde affinche’ le generazioni successive comprendano da quale tragedia siano nate la Repubblica democratica e la nostra Costituzione”.
Cosi’ in una nota il segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, Enzo Letizia, che sottolinea il “legame particolare” con Sant’Anna di Stazzema.
“Quando nel 2015 una violenta tempesta distrusse la lapide monumentale dell’Ossario, sulla quale erano incisi i nomi delle vittime, l’Anfp volle contribuire alla sua ricostruzione, donando la nuova lapide inaugurata il 25 aprile 2016. A distanza di dieci anni da quel gesto, cio’ che conta non e’ ricordare chi contribui’ a restituire quel simbolo alla comunita’, ma – prosegue – continuare a leggere quei nomi e a comprendere cio’ che rappresentano. La memoria degli eccidi nazifascisti appartiene alla storia della Repubblica e richiama tutti, e in modo particolare coloro che servono le sue Istituzioni, alla responsabilita’ di difendere ogni giorno i principi di liberta’, democrazia, dignita’ della persona e rispetto dei diritti sui quali si fonda la nostra convivenza civile”.
E conclude: “Sant’Anna di Stazzema ci ricorda che la democrazia non puo’ mai essere considerata definitivamente acquisita. Ha bisogno di memoria, di responsabilita’ e di istituzioni capaci di custodirne i valori. Ricordare Sant’Anna significa, ancora oggi, scegliere da che parte stare: dalla parte della Costituzione, della democrazia e della liberta’”. (ANSA)

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Stragi naziste: Anfp, ‘Sant’Anna di Stazzema, memoria che custodisce democrazia’

“Ottantadue anni fa, il 12 agosto 1944, a Sant’Anna di Stazzema si consumò uno dei più atroci eccidi nazifascisti della storia del nostro Paese. Centinaia di civili inermi, tra i quali moltissime donne, anziani e bambini, furono uccisi con una violenza che ancora oggi interroga le nostre coscienze. Ricordare Sant’Anna significa rendere omaggio alle vittime, ma anche custodire la memoria di ciò che accadde affinché le generazioni successive comprendano da quale tragedia siano nate la Repubblica democratica e la nostra Costituzione”. Così, in una nota, Enzo Letizia segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.

“Quando nel 2015 una violenta tempesta distrusse la lapide monumentale dell’Ossario, sulla quale erano incisi i nomi delle vittime, l’Anfp volle contribuire alla sua ricostruzione, donando la nuova lapide inaugurata il 25 aprile 2016. A distanza di dieci anni da quel gesto – spiega il sindacalista – ciò che conta non è ricordare chi contribuì a restituire quel simbolo alla comunità, ma continuare a leggere quei nomi e a comprendere ciò che rappresentano. La memoria degli eccidi nazifascisti appartiene alla storia della Repubblica e richiama tutti, e in modo particolare coloro che servono le sue Istituzioni, alla responsabilità di difendere ogni giorno i principi di libertà, democrazia, dignità della persona e rispetto dei diritti sui quali si fonda la nostra convivenza civile. Sant’Anna di Stazzema ci ricorda che la democrazia non può mai essere considerata definitivamente acquisita. Ha bisogno di memoria, di responsabilità e di Istituzioni capaci di custodirne i valori. Ricordare Sant’Anna significa, ancora oggi, scegliere da che parte stare: dalla parte della Costituzione, della democrazia e della libertà”.

Strage Sant’Anna Stazzema: Anfp, memoria custodisce democrazia / (AGI) – Roma, 12 ago. – “Ottantadue anni fa, il 12 agosto 1944, a Sant’Anna di Stazzema si consumo’ uno dei piu’ atroci eccidi nazifascisti della storia del nostro Paese. Centinaia di civili inermi, tra i quali moltissime donne, anziani e bambini, furono uccisi con una violenza che ancora oggi interroga le nostre coscienze. Ricordare Sant’Anna significa rendere omaggio alle vittime, ma anche custodire la memoria di cio’ che accadde affinche’ le generazioni successive comprendano da quale tragedia siano nate la Repubblica democratica e la nostra Costituzione”. A sottolinearlo e’ una nota di Enzo Letizia, segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia che “conserva con Sant’Anna di Stazzema un legame particolare.
Quando nel 2015 una violenta tempesta distrusse la lapide monumentale dell’Ossario, sulla quale erano incisi i nomi delle vittime, l’Anfp volle contribuire alla sua ricostruzione, donando la nuova lapide inaugurata il 25 aprile 2016. A distanza di dieci anni da quel gesto, cio’ che conta non e’ ricordare chi contribui’ a restituire quel simbolo alla comunita’, ma continuare a leggere quei nomi e a comprendere cio’ che rappresentano”.
“La memoria degli eccidi nazifascisti – continua Letizia – appartiene alla storia della Repubblica e richiama tutti, e in modo particolare coloro che servono le sue Istituzioni, alla responsabilita’ di difendere ogni giorno i principi di liberta’, democrazia, dignita’ della persona e rispetto dei diritti sui quali si fonda la nostra convivenza civile. Sant’Anna di Stazzema ci ricorda che la democrazia non puo’ mai essere considerata definitivamente acquisita. Ha bisogno di memoria, di responsabilita’ e di istituzioni capaci di custodirne i valori.
Ricordare Sant’Anna significa, ancora oggi, scegliere da che parte stare: dalla parte della Costituzione, della democrazia e della liberta’”. (AGI)