Le immagini provenienti da Bologna raccontano una città che, per diverse ore, è stata teatro di una vera e propria guerriglia urbana. Il centro storico è stato attraversato da violenti scontri, con ripetuti lanci di pietre, bottiglie, petardi e altri oggetti contro le Forze di polizia, barricate improvvisate, incendi, danneggiamenti e continui interventi con idranti e lacrimogeni per ripristinare l’ordine pubblico. La professionalità dei dirigenti e delle donne e degli uomini della Questura ha evitato conseguenze più gravi. Una situazione gravissima che ha messo a rischio l’incolumità degli operatori di polizia, dei cittadini e degli stessi manifestanti, arrecando un danno profondo all’immagine di Bologna.
L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia rinnova il proprio cordoglio per la morte di Abderrahim Fakir ed esprime sincera vicinanza ai suoi familiari. Proprio per rispetto del loro dolore ribadisce la piena fiducia nell’operato della magistratura, che ha immediatamente avviato gli accertamenti necessari per ricostruire i fatti e verificare eventuali responsabilità.
Non è un dettaglio che la stessa Procura della Repubblica abbia precisato pubblicamente come il contesto nel quale si è svolto l’intervento di polizia fosse ben più ampio rispetto alle immagini diffuse nelle ore successive ai fatti. Un chiarimento che avrebbe dovuto indurre tutti, e in primo luogo chi ricopre responsabilità istituzionali, alla prudenza. Quando la Procura invita ad attendere l’esito degli accertamenti perché il quadro dei fatti è più ampio di quanto appaia dai filmati circolati, la prima forma di rispetto verso la famiglia, verso gli operatori coinvolti e verso la stessa magistratura consiste nell’evitare iniziative che possano essere percepite come un processo pubblico anticipato.
I fatti di ieri dimostrano che, quando un’indagine è ancora nelle sue fasi iniziali, le istituzioni hanno il dovere di evitare ogni iniziativa che possa contribuire ad alimentare una tensione sociale già elevata. In momenti così delicati, il compito di chi rappresenta le istituzioni è favorire la coesione, non accrescere la polarizzazione.
Per questo la decisione del sindaco di Bologna di convocare e promuovere una manifestazione pubblica mentre la Procura aveva già assunto la direzione delle indagini e richiamato l’esigenza di valutare l’intero contesto dei fatti rappresenta una scelta politicamente grave. Un sindaco non risponde dei comportamenti violenti di singoli manifestanti, ma risponde politicamente delle iniziative istituzionali che decide di promuovere e del messaggio che esse trasmettono alla città. Chi rappresenta un’intera comunità ha il dovere di rafforzare la fiducia nelle istituzioni e nell’azione della magistratura, non di alimentare, in una fase così delicata, un clima di contrapposizione tra cittadini e Forze di polizia.
L’epilogo della giornata è sotto gli occhi di tutti. Dopo la manifestazione convocata dal sindaco, il centro di Bologna è rimasto per ore ostaggio della violenza: barricate, incendi, assalti alle Forze di polizia, lanci di pietre, bottiglie e petardi, con intere aree cittadine interessate da gravi turbative dell’ordine pubblico e continui interventi dei reparti impegnati a ristabilire condizioni di sicurezza. È un esito che impone una seria riflessione sulle conseguenze che determinate scelte istituzionali possono produrre quando una vicenda è ancora al vaglio dell’Autorità giudiziaria e la tensione sociale è già particolarmente elevata.
Le donne e gli uomini della Polizia di Stato hanno affrontato con professionalità, equilibrio e coraggio una situazione di estrema criticità, operando esclusivamente per tutelare la sicurezza della collettività e ripristinare l’ordine pubblico. Meritano rispetto e la presunzione di un comportamento corretto che ogni Stato di diritto riconosce fino all’accertamento dei fatti.
L’ANFP ribadisce un principio che non può essere messo in discussione: il dolore di una famiglia merita ascolto e rispetto, ma non può sostituire il percorso della giustizia. La verità si costruisce attraverso le indagini, il contraddittorio e le decisioni dell’Autorità giudiziaria, non nelle piazze. Nei momenti più difficili le istituzioni hanno il dovere di essere fattore di equilibrio. A Bologna, questo principio avrebbe dovuto orientare ogni scelta.
Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia
CASO FAKIR: ANFP, ‘LA GUERRIGLIA A BOLOGNA IMPONE UNA RIFLESSIONE SULLE SCELTE ISTITUZIONALI’ =Roma, 21 lug. (Adnkronos) – “Le immagini provenienti da Bologna raccontano una citta’ che, per diverse ore, e’ stata teatro di una vera e propria guerriglia urbana. Il centro storico e’ stato attraversato da violenti scontri, con ripetuti lanci di pietre, bottiglie, petardi e altri oggetti contro le Forze di polizia, barricate improvvisate, incendi, danneggiamenti e continui interventi con idranti e lacrimogeni per ripristinare l’ordine pubblico. La professionalita’ dei dirigenti e delle donne e degli uomini della Questura ha evitato conseguenze piu’ gravi. Una situazione gravissima che ha messo a rischio l’incolumita’ degli operatori di polizia, dei cittadini e degli stessi manifestanti, arrecando un danno profondo all’immagine di Bologna”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia Segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia. “L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia – continua la nota – rinnova il proprio cordoglio per la morte di Abderrahim Fakir ed esprime sincera vicinanza ai suoi familiari. Proprio per rispetto del loro dolore ribadisce la piena fiducia nell’operato della magistratura, che ha immediatamente avviato gli accertamenti necessari per ricostruire i fatti e verificare eventuali responsabilita’. Non e’ un dettaglio che la stessa Procura della Repubblica abbia precisato pubblicamente come il contesto nel quale si e’ svolto l’intervento di polizia fosse ben piu’ ampio rispetto alle immagini diffuse nelle ore successive ai fatti. Un chiarimento che avrebbe dovuto indurre tutti, e in primo luogo chi ricopre responsabilita’ istituzionali, alla prudenza. Quando la Procura invita ad attendere l’esito degli accertamenti perche’ il quadro dei fatti e’ piu’ ampio di quanto appaia dai filmati circolati, la prima forma di rispetto verso la famiglia, verso gli operatori coinvolti e verso la stessa magistratura consiste nell’evitare iniziative che possano essere percepite come un processo pubblico anticipato. I fatti di ieri – prosegue la nota – dimostrano che, quando un’indagine e’ ancora nelle sue fasi iniziali, le istituzioni hanno il dovere di evitare ogni iniziativa che possa contribuire ad alimentare una tensione sociale gia’ elevata. In momenti cosi’ delicati, il compito di chi rappresenta le istituzioni e’ favorire la coesione, non accrescere la polarizzazione. Per questo la decisione del sindaco di Bologna di convocare e promuovere una manifestazione pubblica mentre la Procura aveva gia’ assunto la direzione delle indagini e richiamato l’esigenza di valutare l’intero contesto dei fatti rappresenta una scelta politicamente grave. Un sindaco non risponde dei comportamenti violenti di singoli manifestanti, ma risponde politicamente delle iniziative istituzionali che decide di promuovere e del messaggio che esse trasmettono alla citta’. Chi rappresenta un’intera comunita’ ha il dovere di rafforzare la fiducia nelle istituzioni e nell’azione della magistratura, non di alimentare, in una fase cosi’ delicata, un clima di contrapposizione tra cittadini e Forze di polizia”. “L’epilogo della giornata e’ sotto gli occhi di tutti – sottolinea l’Associazione nella nota – . Dopo la manifestazione convocata dal sindaco, il centro di Bologna e’ rimasto per ore ostaggio della violenza: barricate, incendi, assalti alle Forze di polizia, lanci di pietre, bottiglie e petardi, con intere aree cittadine interessate da gravi turbative dell’ordine pubblico e continui interventi dei reparti impegnati a ristabilire condizioni di sicurezza. È un esito che impone una seria riflessione sulle conseguenze che determinate scelte istituzionali possono produrre quando una vicenda e’ ancora al vaglio dell’Autorita’ giudiziaria e la tensione sociale e’ gia’ particolarmente elevata. Le donne e gli uomini della Polizia di Stato hanno affrontato con professionalita’, equilibrio e coraggio una situazione di estrema criticita’, operando esclusivamente per tutelare la sicurezza della collettivita’ e ripristinare l’ordine pubblico. Meritano rispetto e la presunzione di un comportamento corretto che ogni Stato di diritto riconosce fino all’accertamento dei fatti. L’ANFP ribadisce un principio che non puo’ essere messo in discussione: il dolore di una famiglia merita ascolto e rispetto, ma non puo’ sostituire il percorso della giustizia. La verita’ si costruisce attraverso le indagini, il contraddittorio e le decisioni dell’Autorita’ giudiziaria, non nelle piazze. Nei momenti piu’ difficili le istituzioni hanno il dovere di essere fattore di equilibrio. A Bologna – conclude la nota -, questo principio avrebbe dovuto orientare ogni scelta”. (Red-Cro/Adnkronos)
Bologna: funzionari polizia, decisione sindaco sbagliata = (AGI) – Roma, 21 lug. – “Le immagini provenienti da Bologna raccontano una citta’ che, per diverse ore, e’ stata teatro di una vera e propria guerriglia urbana. Il centro storico e’ stato attraversato da violenti scontri, con ripetuti lanci di pietre, bottiglie, petardi e altri oggetti contro le forze di polizia, barricate improvvisate, incendi, danneggiamenti e continui interventi con idranti e lacrimogeni per ripristinare l’ordine pubblico. La professionalita’ dei dirigenti e delle donne e degli uomini della Questura ha evitato conseguenze piu’ gravi.
Una situazione gravissima che ha messo a rischio l’incolumita’ degli operatori di polizia, dei cittadini e degli stessi manifestanti, arrecando un danno profondo all’immagine di Bologna”. A denunciarlo e’ l’Associazione nazionale funzionari di polizia, rinnovando il proprio “cordoglio per la morte di Abderrahim Fakir” ed esprimendo “sincera vicinanza ai suoi familiari”.
“Proprio per rispetto del loro dolore – si legge in una nota del segretario Enzo Letizia – l’associazione “ribadisce la piena fiducia nell’operato della magistratura, che ha immediatamente avviato gli accertamenti necessari per ricostruire i fatti e verificare eventuali responsabilita’.
Non e’ un dettaglio che la stessa Procura della Repubblica abbia precisato pubblicamente come il contesto nel quale si e’ svolto l’intervento di polizia fosse ben piu’ ampio rispetto alle immagini diffuse nelle ore successive ai fatti. Un chiarimento che avrebbe dovuto indurre tutti, e in primo luogo chi ricopre responsabilita’ istituzionali, alla prudenza. Quando la Procura invita ad attendere l’esito degli accertamenti perche’ il quadro dei fatti e’ piu’ ampio di quanto appaia dai filmati circolati, la prima forma di rispetto verso la famiglia, verso gli operatori coinvolti e verso la stessa magistratura consiste nell’evitare iniziative che possano essere percepite come un processo pubblico anticipato”. “I fatti di ieri – continua Letizia -dimostrano che, quando un’indagine e’ ancora nelle sue fasi iniziali, le istituzioni hanno il dovere di evitare ogni iniziativa che possa contribuire ad alimentare una tensione sociale gia’ elevata. In momenti cosi’ delicati, il compito di chi rappresenta le istituzioni e’ favorire la coesione, non accrescere la polarizzazione. Per questo la decisione del sindaco di Bologna di convocare e promuovere una manifestazione pubblica mentre la Procura aveva gia’ assunto la direzione delle indagini e richiamato l’esigenza di valutare l’intero contesto dei fatti rappresenta una scelta politicamente grave. Un sindaco non risponde dei comportamenti violenti di singoli manifestanti, ma risponde politicamente delle iniziative istituzionali che decide di promuovere e del messaggio che esse trasmettono alla citta’. Chi rappresenta un’intera comunita’ ha il dovere di rafforzare la fiducia nelle istituzioni e nell’azione della magistratura, non di alimentare, in una fase cosi’ delicata, un clima di contrapposizione tra cittadini e forze di polizia”. Per il leader sindacale, “l’epilogo della giornata e’ sotto gli occhi di tutti. Dopo la manifestazione convocata dal sindaco, il centro di Bologna e’ rimasto per ore ostaggio della violenza. E’ un esito che impone una seria riflessione sulle conseguenze che determinate scelte istituzionali possono produrre quando una vicenda e’ ancora al vaglio dell’autorita’ giudiziaria e la tensione sociale e’ gia’ particolarmente elevata. Le donne e gli uomini della Polizia di Stato hanno affrontato con professionalita’, equilibrio e coraggio una situazione di estrema criticita’, operando esclusivamente per tutelare la sicurezza della collettivita’ e ripristinare l’ordine pubblico. Meritano rispetto e la presunzione di un comportamento corretto che ogni Stato di diritto riconosce fino all’accertamento dei fatti. L’Anfp ribadisce un principio che non puo’ essere messo in discussione: il dolore di una famiglia merita ascolto e rispetto, ma non puo’ sostituire il percorso della giustizia. La verita’ si costruisce attraverso le indagini, il contraddittorio e le decisioni dell’autorita’ giudiziaria, non nelle piazze. Nei momenti piu’ difficili le istituzioni hanno il dovere di essere fattore di equilibrio. A Bologna, questo principio avrebbe dovuto orientare ogni scelta”. (AGI)
MORTE FAKIR: ANFP CRITICA LEPORE, MANIFESTAZIONE SCELTA POLITICAMENTE GRAVE Roma, 21 lug. (LaPresse) – “Le immagini provenienti da Bologna raccontano una citta’ che, per diverse ore, e’ stata teatro di una vera e propria guerriglia urbana. Il centro storico e’ stato attraversato da violenti scontri, con ripetuti lanci di pietre, bottiglie, petardi e altri oggetti contro le Forze di polizia, barricate improvvisate, incendi, danneggiamenti e continui interventi con idranti e lacrimogeni per ripristinare l’ordine pubblico. La professionalita’ dei dirigenti e delle donne e degli uomini della Questura ha evitato conseguenze piu’ gravi. Una situazione gravissima che ha messo a rischio l’incolumita’ degli operatori di polizia, dei cittadini e degli stessi manifestanti, arrecando un danno profondo all’immagine di Bologna”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia Segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia. L’Anfp “rinnova il proprio cordoglio per la morte di Abderrahim Fakir ed esprime sincera vicinanza ai suoi familiari. Proprio per rispetto del loro dolore ribadisce la piena fiducia nell’operato della magistratura, che ha immediatamente avviato gli accertamenti necessari per ricostruire i fatti e verificare eventuali responsabilita’”.”Non e’ un dettaglio – sottolinea Letizia – che la stessa Procura della Repubblica abbia precisato pubblicamente come il contesto nel quale si e’ svolto l’intervento di polizia fosse ben piu’ ampio rispetto alle immagini diffuse nelle ore successive ai fatti. Un chiarimento che avrebbe dovuto indurre tutti, e in primo luogo chi ricopre responsabilita’ istituzionali, alla prudenza. Quando la Procura invita ad attendere l’esito degli accertamenti perche’ il quadro dei fatti e’ piu’ ampio di quanto appaia dai filmati circolati, la prima forma di rispetto verso la famiglia, verso gli operatori coinvolti e verso la stessa magistratura consiste nell’evitare iniziative che possano essere percepite come un processo pubblico anticipato. I fatti di ieri dimostrano che, quando un’indagine e’ ancora nelle sue fasi iniziali, le istituzioni hanno il dovere di evitare ogni iniziativa che possa contribuire ad alimentare una tensione sociale gia’ elevata. In momenti cosi’ delicati, il compito di chi rappresenta le istituzioni e’ favorire la coesione, non accrescere la polarizzazione. Per questo – rimarca – la decisione del sindaco di Bologna di convocare e promuovere una manifestazione pubblica mentre la Procura aveva gia’ assunto la direzione delle indagini e richiamato l’esigenza di valutare l’intero contesto dei fatti rappresenta una scelta politicamente grave. Un sindaco non risponde dei comportamenti violenti di singoli manifestanti, ma risponde politicamente delle iniziative istituzionali che decide di promuovere e del messaggio che esse trasmettono alla citta’. Chi rappresenta un’intera comunita’ ha il dovere di rafforzare la fiducia nelle istituzioni e nell’azione della magistratura, non di alimentare, in una fase cosi’ delicata, un clima di contrapposizione tra cittadini e Forze di polizia. L’epilogo della giornata e’ sotto gli occhi di tutti. Dopo la manifestazione convocata dal sindaco, il centro di Bologna e’ rimasto per ore ostaggio della violenza: barricate, incendi, assalti alle Forze di polizia, lanci di pietre, bottiglie e petardi, con intere aree cittadine interessate da gravi turbative dell’ordine pubblico e continui interventi dei reparti impegnati a ristabilire condizioni di sicurezza. È un esito che impone una seria riflessione sulle conseguenze che determinate scelte istituzionali possono produrre quando una vicenda e’ ancora al vaglio dell’Autorita’ giudiziaria e la tensione sociale e’ gia’ particolarmente elevata. Le donne e gli uomini della Polizia di Stato hanno affrontato con professionalita’, equilibrio e coraggio una situazione di estrema criticita’, operando esclusivamente per tutelare la sicurezza della collettivita’ e ripristinare l’ordine pubblico. Meritano rispetto e la presunzione di un comportamento corretto che ogni Stato di diritto riconosce fino all’accertamento dei fatti”, continua Letizia. L’Anfp “ribadisce un principio che non puo’ essere messo in discussione: il dolore di una famiglia merita ascolto e rispetto, ma non puo’ sostituire il percorso della giustizia. La verita’ si costruisce attraverso le indagini, il contraddittorio e le decisioni dell’Autorita’ giudiziaria, non nelle piazze. Nei momenti piu’ difficili le istituzioni hanno il dovere di essere fattore di equilibrio. A Bologna, questo principio avrebbe dovuto orientare ogni scelta”, conclude Letizia.