La crisi delle vocazioni nelle Forze di polizia non riguarda soltanto i ruoli iniziali. Anche per la carriera dei funzionari della Polizia di Stato è diventato più difficile attrarre giovani laureati, in un mercato del lavoro pubblico che offre oggi opportunità molto più ampie rispetto al passato.

Un giovane che possiede i requisiti per partecipare al concorso da Commissario può concorrere, con lo stesso titolo di studio, per altre carriere pubbliche che assicurano trattamenti economici iniziali sensibilmente più elevati e che, in alcuni casi, possono arrivare fino al doppio, oltre a prospettive retributive più favorevoli.

È un dato con il quale bisogna confrontarsi. Al Commissario di Polizia vengono richiesti elevata qualificazione professionale, responsabilità operative e gestionali fin dall’inizio della carriera, disponibilità alla mobilità sull’intero territorio nazionale, limitazioni connesse allo status e una significativa esposizione professionale.

Non possiamo chiedere ai giovani di compensare con la passione ciò che lo Stato non riconosce adeguatamente sul piano economico e professionale. Chi assume responsabilità nella sicurezza pubblica deve trovare un trattamento e prospettive di carriera coerenti con il livello delle funzioni esercitate.

La questione, dunque è rendere nuovamente competitiva la carriera dei funzionari della Polizia di Stato rispetto alle altre opportunità offerte dalla stessa amministrazione pubblica.

La capacità dello Stato di garantire sicurezza passa anche dalla sua capacità di attrarre e trattenere competenze, professionalità e giovani di elevata qualificazione.

Così in una nota, Enzo Marco Letizia, Segretario dell’ Associazione Nazionale Funzionari di Polizia

 

SICUREZZA: ANFP, ‘CRISI VOCAZIONI NELLE FORZE DI POLIZIA RIGUARDA ANCHE I FUNZIONARI’ Roma, 30 set. (Adn Kronos) – “La crisi delle vocazioni nelle forze di polizia non riguarda soltanto i ruoli iniziali. Anche per la carriera dei funzionari della Polizia di Stato e’ diventato piu’ difficile attrarre giovani laureati, in un mercato del lavoro pubblico che offre oggi opportunita’ molto piu’ ampie rispetto al passato. Un giovane che possiede i requisiti per partecipare al concorso da Commissario puo’ concorrere, con lo stesso titolo di studio, per altre carriere pubbliche che assicurano trattamenti economici iniziali sensibilmente piu’ elevati e che, in alcuni casi, possono arrivare fino al doppio, oltre a prospettive retributive piu’ favorevoli. È un dato con il quale bisogna confrontarsi”. Cosi’ in una nota, Enzo Marco Letizia, Segretario dell’ Associazione Nazionale Funzionari di Polizia “Al Commissario di Polizia vengono richiesti elevata qualificazione professionale, responsabilita’ operative e gestionali fin dall’inizio della carriera, disponibilita’ alla mobilita’ sull’intero territorio nazionale, limitazioni connesse allo status e una significativa esposizione professionale. Non possiamo chiedere ai giovani di compensare con la passione cio’ che lo Stato non riconosce adeguatamente sul piano economico e professionale. Chi assume responsabilita’ nella sicurezza pubblica deve trovare un trattamento e prospettive di carriera coerenti con il livello delle funzioni esercitate. La questione, dunque – prosegue – e’ rendere nuovamente competitiva la carriera dei funzionari della Polizia di Stato rispetto alle altre opportunita’ offerte dalla stessa amministrazione pubblica. La capacita’ dello Stato di garantire sicurezza passa anche dalla sua capacita’ di attrarre e trattenere competenze, professionalita’ e giovani di elevata qualificazione”.