L’intesa raggiunta per consentire lo svolgimento del derby Roma-Lazio nella giornata di domenica rappresenta un esito di responsabilità istituzionale che va letto con equilibrio e senso della realtà.
Non ha vinto una parte contro l’altra. Ha prevalso la ricerca di una soluzione capace di coniugare lo svolgimento di un grande evento sportivo con la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, che restano priorità non negoziabili.
Le valutazioni inizialmente espresse dalle autorità di pubblica sicurezza erano pienamente fondate e hanno rappresentato il necessario punto di partenza per affrontare una situazione oggettivamente complessa. La concomitanza con un altro evento internazionale di grandissimo richiamo nello stesso quadrante urbano imponeva una riflessione rigorosa sulle ricadute in termini di mobilità, gestione dei flussi, separazione delle tifoserie, capacità di presidio del territorio e risposta ad eventuali criticità.
Non si è trattato di prudenza eccessiva, ma del fisiologico esercizio di responsabilità da parte di chi ha il compito di prevenire i rischi e garantire la sicurezza collettiva.
L’accordo raggiunto dimostra che non è stata la sicurezza ad adattarsi alle esigenze organizzative, ma il sistema organizzativo a rimodularsi per rendere compatibile lo svolgimento dell’evento con le imprescindibili esigenze di tutela dell’ordine pubblico. In questa prospettiva, assume particolare rilievo la chiara assunzione di responsabilità da parte degli organizzatori sul versante della safety, della gestione dei flussi e delle misure di supporto, in un quadro di piena collaborazione con le autorità di pubblica sicurezza.
C’è però un ulteriore aspetto che merita attenzione.
Le polemiche pubbliche sviluppatesi in questi giorni hanno rischiato di produrre un effetto collaterale estremamente pericoloso. Quando decisioni che attengono alla sicurezza pubblica vengono trascinate in una contrapposizione mediatica, il rischio è quello di trasmettere proprio agli ambienti più radicali del tifo il messaggio sbagliato: che le valutazioni dell’autorità possano diventare terreno di pressione, di sfida o di contrapposizione. È una dinamica che va sempre evitata.
I tifosi violenti si alimentano di conflitti simbolici, percezioni di scontro e narrazioni antagoniste. Anche per questo la responsabilità comunicativa delle istituzioni, degli organizzatori e di tutti i soggetti coinvolti costituisce parte integrante della prevenzione.
I funzionari di polizia, chiamati a pianificare e gestire dispositivi complessi di ordine pubblico, non possono essere lasciati soli a fronteggiare tensioni ulteriormente alimentate da polemiche che rischiano di accrescere il livello di conflittualità attorno all’evento. L’intesa raggiunta restituisce il confronto al terreno corretto: quello della responsabilità, della cooperazione istituzionale e del rispetto delle valutazioni tecniche poste a presidio della sicurezza collettiva.
Ora il messaggio deve essere chiaro e inequivocabile: il derby deve restare un appuntamento sportivo e non diventare, per alcuno, occasione di provocazione, violenza o sfida all’autorità dello Stato.
Così in una nota Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia
CALCIO: ANFP, ‘BENE INTESA SU DERBY ROMA-LAZIO, SICUREZZA NON PUO’ ESSERE TERRENO DI SCONTRO’ = Roma, 15 mag. (Adnkronos) – ”L’intesa raggiunta per consentire lo svolgimento del derby Roma-Lazio nella giornata di domenica rappresenta un esito di responsabilita’ istituzionale che va letto con equilibrio e senso della realta’. Non ha vinto una parte contro l’altra. Ha prevalso la ricerca di una soluzione capace di coniugare lo svolgimento di un grande evento sportivo con la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, che restano priorita’ non negoziabili. Le valutazioni inizialmente espresse dalle autorita’ di pubblica sicurezza erano pienamente fondate e hanno rappresentato il necessario punto di partenza per affrontare una situazione oggettivamente complessa. La concomitanza con un altro evento internazionale di grandissimo richiamo nello stesso quadrante urbano imponeva una riflessione rigorosa sulle ricadute in termini di mobilita’, gestione dei flussi, separazione delle tifoserie, capacita’ di presidio del territorio e risposta ad eventuali criticita”’. Cosi’ in una nota Enzo Letizia, segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia. ”Non si e’ trattato di prudenza eccessiva, ma del fisiologico esercizio di responsabilita’ da parte di chi ha il compito di prevenire i rischi e garantire la sicurezza collettiva – aggiunge – L’accordo raggiunto dimostra che non e’ stata la sicurezza ad adattarsi alle esigenze organizzative, ma il sistema organizzativo a rimodularsi per rendere compatibile lo svolgimento dell’evento con le imprescindibili esigenze di tutela dell’ordine pubblico. In questa prospettiva, assume particolare rilievo la chiara assunzione di responsabilita’ da parte degli organizzatori sul versante della safety, della gestione dei flussi e delle misure di supporto, in un quadro di piena collaborazione con le autorita’ di pubblica sicurezza. C’e’ pero’ un ulteriore aspetto che merita attenzione”. ”Le polemiche pubbliche sviluppatesi in questi giorni hanno rischiato di produrre un effetto collaterale estremamente pericoloso – sottolinea – Quando decisioni che attengono alla sicurezza pubblica vengono trascinate in una contrapposizione mediatica, il rischio e’ quello di trasmettere proprio agli ambienti piu’ radicali del tifo il messaggio sbagliato: che le valutazioni dell’autorita’ possano diventare terreno di pressione, di sfida o di contrapposizione. È una dinamica che va sempre evitata. I tifosi violenti si alimentano di conflitti simbolici, percezioni di scontro e narrazioni antagoniste. Anche per questo la responsabilita’ comunicativa delle istituzioni, degli organizzatori e di tutti i soggetti coinvolti costituisce parte integrante della prevenzione. I funzionari di polizia, chiamati a pianificare e gestire dispositivi complessi di ordine pubblico, non possono essere lasciati soli a fronteggiare tensioni ulteriormente alimentate da polemiche che rischiano di accrescere il livello di conflittualita’ attorno all’evento. L’intesa raggiunta restituisce il confronto al terreno corretto: quello della responsabilita’, della cooperazione istituzionale e del rispetto delle valutazioni tecniche poste a presidio della sicurezza collettiva. Ora il messaggio deve essere chiaro e inequivocabile: il derby deve restare un appuntamento sportivo e non diventare, per alcuno, occasione di provocazione, violenza o sfida all’autorita’ dello Stato”.
DERBY ROMA-LAZIO, ANFP: BENE INTESA, SICUREZZA NON PUO’ ESSERE TERRENO SCONTRO
(LA4NEWS/9Colonne) Roma, 15 mag – “L’intesa raggiunta per consentire lo svolgimento del derby Roma-Lazio nella giornata di domenica rappresenta un esito di responsabilita’ istituzionale che va letto con equilibrio e senso della realta’. Non ha vinto una parte contro l’altra. Ha prevalso la ricerca di una soluzione capace di coniugare lo svolgimento di un grande evento sportivo con la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, che restano priorita’ non negoziabili”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia, segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia. “Le valutazioni inizialmente espresse dalle autorita’ di pubblica sicurezza erano pienamente fondate e hanno rappresentato il necessario punto di partenza per affrontare una situazione oggettivamente complessa. La concomitanza con un altro evento internazionale di grandissimo richiamo nello stesso quadrante urbano imponeva una riflessione rigorosa sulle ricadute in termini di mobilita’, gestione dei flussi, separazione delle tifoserie, capacita’ di presidio del territorio e risposta ad eventuali criticita’. Non si e’ trattato di prudenza eccessiva, ma del fisiologico esercizio di responsabilita’ da parte di chi ha il compito di prevenire i rischi e garantire la sicurezza collettiva. L’accordo raggiunto dimostra che non e’ stata la sicurezza ad adattarsi alle esigenze organizzative, ma il sistema organizzativo a rimodularsi per rendere compatibile lo svolgimento dell’evento con le imprescindibili esigenze di tutela dell’ordine pubblico. In questa prospettiva, assume particolare rilievo la chiara assunzione di responsabilita’ da parte degli organizzatori sul versante della safety, della gestione dei flussi e delle misure di supporto, in un quadro di piena collaborazione con le autorita’ di pubblica sicurezza. C’e’ pero’ un ulteriore aspetto che merita attenzione. Le polemiche pubbliche sviluppatesi in questi giorni hanno rischiato di produrre un effetto collaterale estremamente pericoloso. Quando decisioni che attengono alla sicurezza pubblica vengono trascinate in una contrapposizione mediatica, il rischio e’ quello di trasmettere proprio agli ambienti piu’ radicali del tifo il messaggio sbagliato: che le valutazioni dell’autorita’ possano diventare terreno di pressione, di sfida o di contrapposizione. È una dinamica che va sempre evitata. I tifosi violenti si alimentano di conflitti simbolici, percezioni di scontro e narrazioni antagoniste. Anche per questo la responsabilita’ comunicativa delle istituzioni, degli organizzatori e di tutti i soggetti coinvolti costituisce parte integrante della prevenzione. I funzionari di polizia, chiamati a pianificare e gestire dispositivi complessi di ordine pubblico, non possono essere lasciati soli a fronteggiare tensioni ulteriormente alimentate da polemiche che rischiano di accrescere il livello di conflittualita’ attorno all’evento. L’intesa raggiunta restituisce il confronto al terreno corretto: quello della responsabilita’, della cooperazione istituzionale e del rispetto delle valutazioni tecniche poste a presidio della sicurezza collettiva. Ora il messaggio deve essere chiaro e inequivocabile: il derby deve restare un appuntamento sportivo e non diventare, per alcuno, occasione di provocazione, violenza o sfida all’autorita’ dello Stato”.
Funzionari polizia, sul derby di Roma esito di responsabilita’ istituzionale (ANSA) – ROMA, 15 MAG – “L’intesa raggiunta per consentire lo svolgimento del derby Roma-Lazio nella giornata di domenica rappresenta un esito di responsabilita’ istituzionale che va letto con equilibrio e senso della realta’. Non ha vinto una parte contro l’altra. Ha prevalso la ricerca di una soluzione capace di coniugare lo svolgimento di un grande evento sportivo con la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, che restano priorita’ non negoziabili”. Cosi’ Enzo Letizia, segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia.
“Le valutazioni inizialmente espresse dalle autorita’ di pubblica sicurezza – sostiene Letizia – erano pienamente fondate e hanno rappresentato il necessario punto di partenza per affrontare una situazione oggettivamente complessa. La concomitanza con un altro evento internazionale di grandissimo richiamo nello stesso quadrante urbano imponeva una riflessione rigorosa sulle ricadute in termini di mobilita’, gestione dei flussi, separazione delle tifoserie, capacita’ di presidio del territorio e risposta ad eventuali criticita’”.
“Non si e’ trattato – sottolinea – di prudenza eccessiva, ma del fisiologico esercizio di responsabilita’ da parte di chi ha il compito di prevenire i rischi e garantire la sicurezza collettiva. L’accordo raggiunto dimostra che non e’ stata la sicurezza ad adattarsi alle esigenze organizzative, ma il sistema organizzativo a rimodularsi per rendere compatibile lo svolgimento dell’evento con le imprescindibili esigenze di tutela dell’ordine pubblico. In questa prospettiva, assume particolare rilievo la chiara assunzione di responsabilita’ da parte degli organizzatori sul versante della safety, della gestione dei flussi e delle misure di supporto, in un quadro di piena collaborazione con le autorita’ di pubblica sicurezza”.