Nel 34° anniversario della strage di Capaci,  rendiamo omaggio alla memoria del giudice Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, caduti per mano mafiosa in uno degli attacchi più feroci portati contro lo Stato repubblicano.
Capaci non è soltanto una tragica pagina della nostra storia. È il simbolo del prezzo altissimo pagato da donne e uomini dello Stato nella difesa della legalità e della democrazia. Per questo, il ricordo non può esaurirsi nella ritualità della commemorazione, ma deve tradursi in una rinnovata determinazione nel contrasto a ogni forma di criminalità organizzata.
La mafia tentò di piegare lo Stato colpendo i suoi servitori più esposti e coraggiosi. Non ci riuscì. Da quel sacrificio è nata una consapevolezza più forte del valore delle istituzioni, del dovere di proteggerle e della necessità di mantenere alta, ogni giorno, la capacità di risposta dello Stato contro le organizzazioni criminali.
Ricordare Capaci significa anche onorare il sacrificio di tutti coloro che, nelle Forze di polizia e nella magistratura, continuano a operare con professionalità, coraggio e senso dello Stato in un fronte che richiede fermezza, competenza e coesione istituzionale.
La memoria di Capaci vive se diventa esempio, responsabilità e azione concreta. Perché la lotta alle mafie non appartiene al passato: è una sfida attuale che impone lucidità, determinazione e istituzioni autorevoli, credibili e capaci di non arretrare.

Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia

 

 

Strage Capaci: Anfp, Memoria non e’ rito ma impegno concreto contro mafie-2- Roma, 22 mag. (LaPresse) -“Nel 34° anniversario della strage di Capaci, l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia rende omaggio alla memoria del giudice Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, caduti per mano mafiosa in uno degli attacchi piu’ feroci portati contro lo Stato repubblicano. Capaci non e’ soltanto una tragica pagina della nostra storia. È il simbolo del prezzo altissimo pagato da donne e uomini dello Stato nella difesa della legalita’ e della democrazia. Per questo, il ricordo non puo’ esaurirsi nella ritualita’ della commemorazione, ma deve tradursi in una rinnovata determinazione nel contrasto a ogni forma di criminalita’ organizzata”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia. “La mafia tento’ di piegare lo Stato colpendo i suoi servitori piu’ esposti e coraggiosi. Non ci riusci’. Da quel sacrificio e’ nata una consapevolezza piu’ forte del valore delle istituzioni, del dovere di proteggerle e della necessita’ di mantenere alta, ogni giorno, la capacita’ di risposta dello Stato contro le organizzazioni criminali. Ricordare Capaci significa anche onorare il sacrificio di tutti coloro che, nelle Forze di polizia e nella magistratura, continuano a operare con professionalita’, coraggio e senso dello Stato in un fronte che richiede fermezza, competenza e coesione istituzionale. La memoria di Capaci vive se diventa esempio, responsabilita’ e azione concreta. Perche’ la lotta alle mafie non appartiene al passato: e’ una sfida attuale che impone lucidita’, determinazione e istituzioni autorevoli, credibili e capaci di non arretrare”, conclude.

 

Strage Capaci: funzionari Ps, lotta alle mafie e’ sfida attuale (AGI) – Roma, 22 mag. – Nel 34esimo anniversario della strage di Capaci, l’Associazione nazionale funzionari di POolizia rende “omaggio alla memoria del giudice Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, caduti per mano mafiosa in uno degli attacchi piu’ feroci portati contro lo Stato repubblicano”.
“Capaci – sottolinea Enzo Letizia segretario dell’associazione – non e’ soltanto una tragica pagina della nostra storia. E’ il simbolo del prezzo altissimo pagato da donne e uomini dello Stato nella difesa della legalita’ e della democrazia. Per questo, il ricordo non puo’ esaurirsi nella ritualita’ della commemorazione, ma deve tradursi in una rinnovata determinazione nel contrasto a ogni forma di criminalita’ organizzata”.
“La mafia – ricorda il leader sindacale – tento’ di piegare lo Stato colpendo i suoi servitori piu’ esposti e coraggiosi. Non ci riusci’. Da quel sacrificio e’ nata una consapevolezza piu’ forte del valore delle istituzioni, del dovere di proteggerle e della necessita’ di mantenere alta, ogni giorno, la capacita’ di risposta dello Stato contro le organizzazioni criminali.
Ricordare Capaci significa anche onorare il sacrificio di tutti coloro che, nelle forze di polizia e nella magistratura, continuano a operare con professionalita’, coraggio e senso dello Stato in un fronte che richiede fermezza, competenza e coesione istituzionale. La memoria di Capaci vive se diventa esempio, responsabilita’ e azione concreta. Perche’ la lotta alle mafie non appartiene al passato: e’ una sfida attuale che impone lucidita’, determinazione e istituzioni autorevoli, credibili e capaci di non arretrare”. (AGI)