La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo giudizio di appello per i cinque funzionari e appartenenti alla Polizia di Stato coinvolti nel caso Shalabayeva, annullando la precedente sentenza della Corte d’Appello di Firenze che aveva pronunciato condanne a quattro anni di reclusione.
La Suprema Corte ha inoltre riconosciuto per tutti gli imputati l’intervenuta prescrizione del reato di sequestro di persona relativo ad Alma Shalabayeva, mentre sarà necessario un nuovo giudizio per le contestazioni riguardanti la figlia minore.
Le precedenti condanne, pertanto, non sono definitive e la vicenda giudiziaria resta aperta. Si tratta di un passaggio importante di un procedimento iniziato oltre tredici anni fa, che ha avuto pesanti ripercussioni sulla vita personale, familiare e professionale dei colleghi coinvolti.
All’udienza in Cassazione era presente il Segretario Nazionale dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, Enzo Letizia, che ha voluto testimoniare personalmente la vicinanza e la solidarietà dell’ANFP ai colleghi.
«Ho ritenuto doveroso essere presente per portare ai colleghi coinvolti in questa assurda e dolorosa vicenda la solidarietà dell’Associazione, oltre che la mia personale. Dopo tanti anni di sofferenza e incertezza, auspichiamo che il nuovo giudizio possa finalmente condurre a una conclusione definitiva e giusta.
Nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura, continueremo a seguire con attenzione ogni sviluppo del procedimento, senza far mancare il nostro sostegno ai colleghi.
La solidarietà non può limitarsi alle parole: significa esserci concretamente, soprattutto nei momenti più difficili, a tutela della dignità professionale e umana di chi ha servito lo Stato.»
L’ANFP conferma il proprio impegno a seguire la vicenda giudiziaria e a garantire ai colleghi coinvolti la propria costante vicinanza e solidarietà.