Esprimiamo apprezzamento per l’attenzione del Governo al rafforzamento della sicurezza e al contrasto delle violenze di piazza, ma sottolineamo la necessità di distinguere nettamente il potenziamento dei dispositivi di presidio del territorio dall’ipotesi di attribuire ai militari funzioni e poteri propri delle Forze di polizia.

Il contributo delle Forze armate nell’ambito dell’operazione Strade Sicure rappresenta un importante supporto alla sicurezza dei cittadini, che nessuno intende mettere in discussione. Ben diversa sarebbe, tuttavia, la scelta di estendere ai militari, sia pure temporaneamente, le attribuzioni delle Forze di polizia. Una soluzione che rischierebbe di introdurre sovrapposizioni di competenze, incertezze nelle responsabilità operative e criticità in un sistema che richiede, soprattutto nelle situazioni più complesse, chiarezza della catena di comando e specifiche professionalità.

La legge 121 del 1981 non rappresenta un semplice assetto organizzativo, ma uno dei pilastri del sistema democratico della sicurezza. La distinzione delle funzioni, la professionalità degli operatori e la direzione e il coordinamento tecnico-operativo dei servizi affidati alle competenti Autorità di pubblica sicurezza e ai funzionari di Polizia costituiscono garanzie fondamentali per i cittadini e per gli stessi operatori. Un equilibrio ordinamentale che non può essere modificato sull’onda dell’emergenza, neppure attraverso misure di carattere temporaneo.

L’ANFP ritiene che la risposta alle violenze organizzate non possa consistere nell’attribuzione di nuovi poteri a soggetti istituzionali chiamati a svolgere missioni differenti, ma debba puntare sul rafforzamento delle Forze di polizia, attraverso organici adeguati, maggiori risorse, dotazioni tecnologiche e investimenti nella formazione e nella specializzazione.

In particolare, appare prioritario potenziare le capacità di prevenzione e investigazione, anche attraverso la costituzione di pool investigativi specializzati, stabilmente operativi e diffusi negli uffici territoriali delle Forze di polizia, in grado di individuare tempestivamente i gruppi violenti, ricostruirne le responsabilità e contrastare le condotte criminali che si manifestano in occasione delle pubbliche manifestazioni.

La sicurezza non si garantisce soltanto aumentando il numero delle presenze sul territorio, ma rafforzando l’efficienza dell’organizzazione, la qualità delle professionalità e la capacità dello Stato di prevenire e reprimere i comportamenti violenti. La fermezza nell’applicazione della legge deve accompagnarsi alla salvaguardia di un modello di sicurezza fondato su competenze definite, responsabilità certe e piena valorizzazione delle Forze di polizia.

L’ANFP auspica pertanto che il Governo, nell’adozione delle nuove misure, tenga conto delle implicazioni ordinamentali e operative delle scelte prospettate. Rafforzare la sicurezza significa investire nelle istituzioni e nelle professionalità che ne assicurano quotidianamente l’esercizio, non alterare un modello che ha garantito per oltre quarant’anni l’equilibrio democratico del sistema di pubblica sicurezza.

Così, in una nota, Enzo Letizia, Segretario Nazionale dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.

 

 

SCONTRI, ANFP: BENE RAFFORZAMENTO PRESIDI MA FUNZIONI POLIZIA RESTINO A FORZE POLIZIA  (LA4NEWS/9Colonne) Roma, 20 ott – L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia (ANFP), nell’esprimere apprezzamento per l’attenzione del Governo al rafforzamento della sicurezza e al contrasto delle violenze di piazza, sottolinea la “necessita’ di distinguere nettamente il potenziamento dei dispositivi di presidio del territorio dall’ipotesi di attribuire ai militari funzioni e poteri propri delle Forze di polizia”. “Il contributo delle Forze armate nell’ambito dell’operazione Strade Sicure – spiega Enzo Letizia, segretario nazionale dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia (ANFP) – rappresenta un importante supporto alla sicurezza dei cittadini, che nessuno intende mettere in discussione. Ben diversa sarebbe, tuttavia, la scelta di estendere ai militari, sia pure temporaneamente, le attribuzioni delle Forze di polizia. Una soluzione che rischierebbe di introdurre sovrapposizioni di competenze, incertezze nelle responsabilita’ operative e criticita’ in un sistema che richiede, soprattutto nelle situazioni piu’ complesse, chiarezza della catena di comando e specifiche professionalita’. La legge 121 del 1981 non rappresenta un semplice assetto organizzativo, ma uno dei pilastri del sistema democratico della sicurezza. La distinzione delle funzioni, la professionalita’ degli operatori e la direzione e il coordinamento tecnico-operativo dei servizi affidati alle competenti Autorita’ di pubblica sicurezza e ai funzionari di Polizia costituiscono garanzie fondamentali per i cittadini e per gli stessi operatori. Un equilibrio ordinamentale che non puo’ essere modificato sull’onda dell’emergenza, neppure attraverso misure di carattere temporaneo. L’ANFP ritiene che la risposta alle violenze organizzate non possa consistere nell’attribuzione di nuovi poteri a soggetti istituzionali chiamati a svolgere missioni differenti, ma debba puntare sul rafforzamento delle Forze di polizia, attraverso organici adeguati, maggiori risorse, dotazioni tecnologiche e investimenti nella formazione e nella specializzazione. In particolare, appare prioritario potenziare le capacita’ di prevenzione e investigazione, anche attraverso la costituzione di pool investigativi specializzati, stabilmente operativi e diffusi negli uffici territoriali delle Forze di polizia, in grado di individuare tempestivamente i gruppi violenti, ricostruirne le responsabilita’ e contrastare le condotte criminali che si manifestano in occasione delle pubbliche manifestazioni. La sicurezza non si garantisce soltanto aumentando il numero delle presenze sul territorio, ma rafforzando l’efficienza dell’organizzazione, la qualita’ delle professionalita’ e la capacita’ dello Stato di prevenire e reprimere i comportamenti violenti. La fermezza nell’applicazione della legge deve accompagnarsi alla salvaguardia di un modello di sicurezza fondato su competenze definite, responsabilita’ certe e piena valorizzazione delle Forze di polizia. L’ANFP auspica pertanto che il Governo, nell’adozione delle nuove misure, tenga conto delle implicazioni ordinamentali e operative delle scelte prospettate. Rafforzare la sicurezza significa investire nelle istituzioni e nelle professionalita’ che ne assicurano quotidianamente l’esercizio, non alterare un modello che ha garantito per oltre quarant’anni l’equilibrio democratico del sistema di pubblica sicurezza”.

 

 

MILANO: ANFP, NO A ESTENSIONE POTERI POLIZIA A MILITARI: (AGI) – Roma, 20 ott. – L’Associazione nazionale funzionari di polizia, “nell’esprimere apprezzamento per l’attenzione del governo al rafforzamento della sicurezza e al contrasto delle violenze di piazza, sottolinea la necessita’ di distinguere nettamente il potenziamento dei dispositivi di presidio del territorio dall’ipotesi di attribuire ai militari funzioni e poteri propri delle forze di polizia”. Per Enzo Letizia, segretario nazionale dell’Associazione, “”il contributo delle forze armate nell’ambito dell’operazione Strade Sicure rappresenta un importante supporto alla sicurezza dei cittadini, che nessuno intende mettere in discussione. Ben diversa sarebbe, tuttavia, la scelta di estendere ai militari, sia pure temporaneamente, le attribuzioni delle forze di polizia. Una soluzione che rischierebbe di introdurre sovrapposizioni di competenze, incertezze nelle responsabilita’ operative e criticita’ in un sistema che richiede, soprattutto nelle situazioni piu’ complesse, chiarezza della catena di comando e specifiche professionalita’”. “La legge 121 del 1981 – continua Letizia – non rappresenta un semplice assetto organizzativo, ma uno dei pilastri del sistema democratico della sicurezza. La distinzione delle funzioni, la professionalita’ degli operatori e la direzione e il coordinamento tecnico-operativo dei servizi affidati alle competenti autorita’ di pubblica sicurezza e ai funzionari di polizia costituiscono garanzie fondamentali per i cittadini e per gli stessi operatori. Un equilibrio ordinamentale che non puo’ essere modificato sull’onda dell’emergenza, neppure attraverso misure di carattere temporaneo. L’Anfp ritiene che la risposta alle violenze organizzate non possa consistere nell’attribuzione di nuovi poteri a soggetti istituzionali chiamati a svolgere missioni differenti, ma debba puntare sul rafforzamento delle forze di polizia, attraverso organici adeguati, maggiori risorse, dotazioni tecnologiche e investimenti nella formazione e nella specializzazione.In particolare, appare prioritario potenziare le capacita’ di prevenzione e investigazione, anche attraverso la costituzione di pool investigativi specializzati, stabilmente operativi e diffusi negli uffici territoriali delle forze di polizia, in grado di individuare tempestivamente i gruppi violenti, ricostruirne le responsabilita’ e contrastare le condotte criminali che si manifestano in occasione delle pubbliche manifestazioni”. “La sicurezza – conclude il leader sindacale – non si garantisce soltanto aumentando il numero delle presenze sul territorio, ma rafforzando l’efficienza dell’organizzazione, la qualita’ delle professionalita’ e la capacita’ dello Stato di prevenire e reprimere i comportamenti violenti. La fermezza nell’applicazione della legge deve accompagnarsi alla salvaguardia di un modello di sicurezza fondato su competenze definite, responsabilita’ certe e piena valorizzazione delle Forze di polizia. L’Anfo auspica pertanto che il governo, nell’adozione delle nuove misure, tenga conto delle implicazioni ordinamentali e operative delle scelte prospettate. Rafforzare la sicurezza significa investire nelle istituzioni e nelle professionalita’ che ne assicurano quotidianamente l’esercizio, non alterare un modello che ha garantito per oltre quarant’anni l’equilibrio democratico del sistema di pubblica sicurezza”.

 

ANFP, CONTRARI ALL’ESTENSIONE DEI POTERI DI POLIZIA AI MILITARI (ANSA) – ROMA, 20 OTT – L’Associazione nazionale funzionari di polizia apprezza l’attenzione del governo al rafforzamento della sicurezza e al contrasto delle violenze di piazza, ma e’ contraria “alla scelta di estendere ai militari, sia pure temporaneamente, le attribuzioni delle Forze di polizia”. “Una soluzione che – avverte il segretario Enzo Letizia- rischierebbe di introdurre sovrapposizioni di competenze, incertezze nelle responsabilita’ operative e criticita’ in un sistema che richiede, soprattutto nelle situazioni piu’ complesse, chiarezza della catena di comando e specifiche professionalita’”.
La legge 121 del 1981 “non rappresenta un semplice assetto organizzativo, ma uno dei pilastri del sistema democratico della sicurezza. La distinzione delle funzioni, la professionalita’ degli operatori e la direzione e il coordinamento tecnico-operativo dei servizi affidati alle competenti Autorita’ di pubblica sicurezza e ai funzionari di Polizia costituiscono garanzie fondamentali per i cittadini e per gli stessi operatori. Un equilibrio ordinamentale che non puo’ essere modificato sull’onda dell’emergenza”, sostengono i funzionari di polizia.
L’Anfp ritiene che la risposta alle violenze organizzate “debba puntare sul rafforzamento delle Forze di polizia, attraverso organici adeguati, maggiori risorse, dotazioni tecnologiche e investimenti nella formazione e nella specializzazione”.
In particolare, appare “prioritario potenziare le capacita’ di prevenzione e investigazione, anche attraverso la costituzione di pool investigativi specializzati, stabilmente operativi e diffusi negli uffici territoriali delle Forze di polizia, in grado di individuare tempestivamente i gruppi violenti, ricostruirne le responsabilita’ e contrastare le condotte criminali”. (ANSA)