Al Presidente della 1ª Commissione permanente
Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell’Interno,
ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione,
editoria, digitalizzazione
Senato della Repubblica
Oggetto: A.S. 1990 – Integrazione alle osservazioni ANFP. Valorizzazione del ruolo dei funzionari tecnici chimici della Polizia di Stato
Facendo seguito alla nota già trasmessa da questa Associazione Nazionale Funzionari di Polizia in relazione all’Atto Senato n. 1990, riteniamo opportuno richiamare l’attenzione della Commissione su una specifica criticità riguardante il ruolo dei funzionari tecnici chimici della Polizia di Stato, che merita di essere considerata nell’ambito degli interventi ordinamentali previsti dal disegno di legge.
Nelle osservazioni già formulate dall’ANFP abbiamo rappresentato l’esigenza di rafforzare le dotazioni organiche delle qualifiche dirigenziali dei ruoli tecnici, proponendo, in particolare, l’incremento di un posto nella qualifica di Dirigente Superiore Tecnico e di un posto nella qualifica di Primo Dirigente Tecnico.
Tale richiesta assume una particolare rilevanza proprio con riferimento ai funzionari tecnici chimici. Si tratta, infatti, di professionalità altamente specializzate, oggi impiegate in misura largamente prevalente nell’ambito della Polizia Scientifica e, in particolare, nei laboratori chimici distribuiti sul territorio nazionale. Nel corso degli anni questi funzionari hanno maturato competenze che vanno ben oltre lo specifico settore di originario impiego e che riguardano anche la gestione della qualità, gli audit, il procurement, la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la formazione e la certificazione delle persone.
A fronte di tale patrimonio professionale, il quadro delineato dal disegno di legge presenta tuttavia una significativa disparità rispetto agli altri ruoli tecnici.
Gli interventi previsti determinano, infatti, un ampliamento delle dotazioni e delle posizioni apicali per altre professionalità tecniche, mentre per i chimici non si realizza un corrispondente rafforzamento delle opportunità di sviluppo professionale. Particolarmente significativo è il confronto con professionalità che, come quella dei biologi, hanno storicamente trovato analogo impiego nell’ambito della Polizia Scientifica.
La questione assume ancora maggiore evidenza considerando che i funzionari tecnici laureati in chimica e materie affini sono attualmente 46, dei quali 41 appartenenti al profilo della Polizia Scientifica, e che circa l’87 per cento di essi presta servizio nei 14 laboratori chimici della Polizia Scientifica. Nonostante tale consistenza e l’elevato livello di specializzazione, le possibilità di accesso alle qualifiche apicali rimangono estremamente contenute.
Per questa ragione, l’incremento delle qualifiche dirigenziali già richiesto dall’ANFP – un ulteriore Dirigente Superiore Tecnico e un ulteriore Primo Dirigente Tecnico – dovrebbe essere accompagnato da un intervento specifico capace di assicurare anche ai funzionari chimici concrete prospettive di sviluppo professionale.
In tale quadro appare altresì necessario valutare l’incremento della dotazione organica dei Commissari Capo Tecnici del ruolo dei chimici, attualmente pari a 22 unità, nella direzione già rappresentata dall’ANFP di elevarla a 39 unità, nonché ampliare gli ambiti nei quali tali professionalità possono essere impiegate, valorizzandone le competenze nei settori del procurement, degli audit, dei sistemi di gestione della qualità, della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, della formazione e della certificazione.
Non si tratta, dunque, di una richiesta meramente numerica, ma della necessità di evitare che un intervento legislativo finalizzato alla valorizzazione dei ruoli tecnici finisca per consolidare una disparità ordinamentale a danno di una componente professionale altamente qualificata della Polizia di Stato.
L’ANFP ritiene pertanto che, nel corso dell’esame dell’A.S. 1990, vi siano le condizioni per introdurre gli opportuni correttivi, affinché la revisione delle dotazioni organiche e dei percorsi di carriera dei funzionari tecnici sia ispirata a criteri di equilibrio tra le diverse professionalità, pari dignità ordinamentale e concrete prospettive di progressione fino alle qualifiche dirigenziali apicali.
È un intervento che risponde non soltanto ad un’esigenza di equità nei confronti dei funzionari interessati, ma anche all’interesse dell’Amministrazione a utilizzare pienamente professionalità già formate e competenze specialistiche di elevato valore.
Roma, 06 ottobre 2026
Il Segretario Nazionale, Enzo Marco Letizia
Integrazione Osservazioni DDL 1990 – 06 ott 26