Una pietra scagliata contro un arbitro di 19 anni non è protesta, non è esasperazione agonistica, non è tifo. È violenza e come tale deve essere trattata.
I numeri dicono che non siamo davanti a episodi isolati: nelle stagioni 2022/23 e 2023/24 l’AIA ha registrato 870 episodi di violenza contro gli arbitri; nella stagione 2024/25 sono stati 648 e nella stagione successiva erano già 479 al 31 gennaio 2026 nelle categorie inferiori. Un fenomeno che colpisce spesso arbitri giovanissimi e che la stessa AIA indica tra le cause dell’abbandono dell’attività nei primi anni.
Le norme contro la violenza nelle manifestazioni sportive e gli strumenti di prevenzione, a partire dal DASPO, ci sono; dal 2025 è stata inoltre rafforzata la tutela penale degli arbitri. Quando ne ricorrono i presupposti devono essere applicati con fermezza. Chi usa la violenza deve sapere che un campo di calcio non garantisce anonimato né impunità. Difendere un ragazzo che entra in campo per arbitrare significa difendere il calcio. Si può protestare, si può perdere, si può sbagliare. Non si può colpire un arbitro. Mai.
Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia
Calcio: Anfp, pietra contro un arbitro non e’ tifo, e’ violenza 28/09/26 (AGI) – Roma, 28 set. – “Una pietra scagliata contro un arbitro di 19 anni non e’ protesta, non e’ esasperazione agonistica, non e’ tifo. E’ violenza e come tale deve essere trattata”. Lo afferma l’Associazione nazionale funzionari di polizia dopo quanto accaduto a Lacco Ameno durante una partita di prima categoria.
“I numeri dicono che non siamo davanti a episodi isolati – ricorda Enzo Letizia, segretario dell’Associazione -: nelle stagioni 2022/23 e 2023/24 l’Aia ha registrato 870 episodi di violenza contro gli arbitri; nella stagione 2024/25 sono stati 648 e nella stagione successiva erano gia’ 479 al 31 gennaio 2026 nelle categorie inferiori. Un fenomeno che colpisce spesso arbitri giovanissimi e che la stessa Aua indica tra le cause dell’abbandono dell’attivita’ nei primi anni”.
“Le norme contro la violenza nelle manifestazioni sportive e gli strumenti di prevenzione, a partire dal Daspo, ci sono – continua il leader sindacale -; dal 2025 e’ stata inoltre rafforzata la tutela penale degli arbitri. Quando ne ricorrono i presupposti devono essere applicati con fermezza. Chi usa la violenza deve sapere che un campo di calcio non garantisce anonimato ne’ impunita’. Difendere un ragazzo che entra in campo per arbitrare significa difendere il calcio. Si puo’ protestare, si puo’ perdere, si puo’ sbagliare. Non si puo’ colpire un arbitro. Mai”. (AGI)