Con la conclusione lo scorso 15 luglio del rinnovo contrattuale del restante personale del Comparto Sicurezza e Difesa è arrivato il momento di aprire le trattative per l’Accordo Negoziale della dirigenza relativo al triennio 2024-2026.

Per l’ANFP si tratta di un passaggio ormai non più rinviabile.

Con la sottoscrizione, il 6 agosto 2025, degli Accordi relativi ai trienni 2018-2020 e 2021-2023 è stato finalmente reso operativo il sistema negoziale previsto per la dirigenza delle Forze di polizia e delle Forze armate. È stato un risultato importante, raggiunto dopo anni di attesa, che ha aperto una fase nuova nelle relazioni sindacali del Comparto.

Quegli Accordi hanno prodotto effetti economici con l’una tantum e normativi concreti, ma il loro significato va ben oltre i singoli istituti disciplinati: hanno dimostrato che anche la dirigenza deve avere una propria regolare stagione negoziale. Adesso occorre consolidare quel risultato.

Siamo ormai nell’ultima parte del 2026 e il tavolo relativo al triennio 2024-2026 non è stato ancora aperto. Il rischio è quello di arrivare alla conclusione del periodo di riferimento senza avere neppure iniziato il confronto. Non possiamo tornare alla logica dei lunghi intervalli tra una stagione negoziale e l’altra.

La successione dei contratti deve diventare fisiologica e accompagnare l’evoluzione delle responsabilità, delle funzioni e delle condizioni professionali di chi è chiamato quotidianamente a dirigere gli uffici della Polizia di Stato.

 

  • NON È SOLTANTO UNA QUESTIONE ECONOMICA

Aprire il contratto significa certamente affrontare il tema delle risorse e della valorizzazione del trattamento economico accessorio, che deve essere adeguato alle responsabilità esercitate. Ma significa anche molto altro.

Il tavolo negoziale è la sede nella quale affrontare gli istituti normativi, le tutele, le condizioni di impiego, la formazione, le missioni, la mobilità, il welfare e, più complessivamente, gli strumenti necessari per accompagnare l’esercizio della funzione dirigenziale. La Polizia di Stato chiede ai propri funzionari e dirigenti disponibilità, mobilità, capacità decisionale, gestione di uomini e risorse, assunzione di responsabilità e presenza anche oltre gli schemi ordinari dell’orario e del luogo di lavoro.

A questa specificità deve corrispondere un sistema negoziale capace di riconoscerla e disciplinarla. Il contratto, quindi, non è soltanto il luogo nel quale discutere quanto viene riconosciuto economicamente alla dirigenza. È anche uno degli strumenti attraverso i quali costruire una condizione professionale coerente con il ruolo esercitato e con le responsabilità assunte.

 

  • DARE CONTINUITÀ AL SISTEMA

L’ANFP ha già formalmente rappresentato al Governo la necessità di aprire tempestivamente il tavolo 2024-2026 e continuerà a sostenere questa richiesta in tutte le sedi.

Lo farà anche ricercando la più ampia convergenza con le altre rappresentanze della dirigenza del Comparto Sicurezza e Difesa, perché su questo obiettivo esiste un interesse comune: rendere stabile e ordinaria la successione delle stagioni negoziali. Non si tratta di chiedere un trattamento eccezionale. Al contrario, si tratta di normalizzare definitivamente un sistema che l’ordinamento ha previsto e che, dopo essere rimasto per anni sostanzialmente inattuato, ha finalmente cominciato a funzionare.

La dirigenza della Polizia di Stato esercita responsabilità decisive nell’ordine e nella sicurezza pubblica, nella prevenzione e nel contrasto della criminalità, nella direzione degli uffici, nella gestione del personale e nell’attuazione delle strategie dell’Amministrazione. Il riconoscimento di queste responsabilità passa anche attraverso una sede negoziale stabile, periodica e realmente capace di intervenire sulle condizioni nelle quali esse vengono esercitate.

 

  • ORA SI APRA IL CONFRONTO

La richiesta dell’ANFP è pertanto chiara: il Governo convochi le rappresentanze e apra il tavolo dell’Accordo Negoziale Dirigenti 2024-2026.

Dopo l’avvio delle prime stagioni contrattuali non sarebbe comprensibile una nuova interruzione. Occorre invece proseguire lungo il percorso intrapreso, consolidarlo e renderlo strutturale. Perché il vero risultato non sarà soltanto ottenere un nuovo contratto. Sarà fare in modo che, da oggi in avanti, il contratto della dirigenza di Polizia non debba più essere ogni volta rivendicato come un evento straordinario, ma rappresenti un appuntamento ordinario, certo e continuativo.

È questa la maturità del sistema negoziale che l’ANFP intende contribuire a costruire.

 

Roma, 23 settembre 2026

Il Segretario Nazionale, Enzo Marco Letizia

 

 

Nota 23 sett. 26