Al Signor Ministro dell’Interno
Pref. Matteo Piantedosi
e.p.c.,
Al Signor Capo della Polizia
Direttore Generale della Pubblica Sicurezza
Pref. Vittorio PISANI
Oggetto: attività investigativa e funzioni dell’Autorità provinciale di pubblica sicurezza: iniziative per garantire il pieno esercizio del ruolo del Questore
Signor Ministro,
nel pieno rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Autorità giudiziaria e senza alcuna valutazione sul merito delle vicende processuali che riguardano singoli appartenenti all’Amministrazione, riteniamo doveroso sottoporre alla Sua attenzione una questione di carattere generale che investe il ruolo e le funzioni dell’Autorità provinciale di pubblica sicurezza.
Il recente dibattito sviluppatosi intorno ad una vicenda giudiziaria che coinvolge un Questore induce infatti ad una riflessione più ampia, che va ben oltre il caso concreto e riguarda l’equilibrio tra la doverosa tutela del segreto investigativo e l’esercizio delle attribuzioni istituzionali proprie del Questore.
Nessuno mette in discussione il valore assoluto della riservatezza delle indagini e la necessità che le informazioni coperte da segreto siano rigorosamente tutelate. Tale principio costituisce un presidio fondamentale dello Stato di diritto e dell’efficacia dell’azione investigativa.
Allo stesso tempo, tuttavia, il Questore non è soltanto il dirigente di un ufficio di polizia. Egli è l’Autorità provinciale di pubblica sicurezza, chiamata dall’ordinamento a rappresentare quotidianamente lo Stato sul territorio, ad assicurare la direzione, la responsabilità e il coordinamento tecnico-operativo dei servizi di ordine e sicurezza pubblica, a dialogare con i Prefetti, con i Sindaci, con le altre istituzioni, con i cittadini e con le persone offese che chiedono tutela, ascolto e risposte.
La credibilità delle istituzioni si costruisce anche attraverso questa presenza costante sul territorio. L’attività del Questore non si esaurisce nella direzione delle strutture di polizia o nella gestione dell’ordine pubblico, ma comprende una funzione di prevenzione, di rassicurazione sociale, di mediazione istituzionale e di costante interlocuzione con la collettività.
Si tratta di attività che non rappresentano una scelta discrezionale del singolo dirigente, ma costituiscono parte integrante delle responsabilità che l’ordinamento affida all’Autorità provinciale di pubblica sicurezza. Il Questore non può sottrarsi al dialogo con gli amministratori locali, all’ascolto delle persone offese, al confronto con i rappresentanti delle istituzioni o con i cittadini quando questi si rivolgono allo Stato per ottenere tutela. Rinunciare a tale interlocuzione significherebbe impoverire una delle funzioni essenziali dell’Autorità di pubblica sicurezza.
Proprio per questo desta preoccupazione l’eventualità che interpretazioni particolarmente restrittive possano generare, nei dirigenti della Polizia di Stato, un atteggiamento di eccessiva cautela nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali.
Un simile scenario rischierebbe di produrre effetti negativi sull’intero sistema della sicurezza pubblica. Il naturale rapporto tra il Questore e il territorio potrebbe progressivamente affievolirsi; l’ascolto delle vittime potrebbe diventare più formale e meno incisivo; il dialogo con gli amministratori locali potrebbe impoverirsi; quella prossimità istituzionale che rappresenta uno dei punti di forza dell’Autorità di pubblica sicurezza potrebbe essere compromessa da un’incertezza interpretativa che nessuno auspica.
È interesse dello Stato evitare che ciò accada. Per tale ragione l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia Le chiede di valutare iniziative che consentano di assicurare ai Questori un quadro di regole chiaro e uniforme, affinché possano continuare a svolgere con serenità le funzioni loro attribuite dalla legge.
In particolare, si chiede di:
Riteniamo, tuttavia, che tali iniziative amministrative, pur importanti, potrebbero non essere sufficienti a garantire quella certezza del diritto di cui un ruolo tanto delicato necessità.
Per tale ragione Le chiediamo di valutare la promozione di un intervento normativo che distingua espressamente la divulgazione di atti o notizie coperte dal segreto investigativo dalla fisiologica attività di interlocuzione istituzionale svolta dall’Autorità provinciale di pubblica sicurezza nell’esercizio delle attribuzioni ad essa affidate dalla legge.
Un simile intervento non avrebbe lo scopo di incidere su procedimenti giudiziari in corso né di introdurre forme di immunità o di privilegio. Esso risponderebbe esclusivamente all’esigenza di garantire certezza del diritto, tutela delle funzioni istituzionali e serenità operativa ai Questori e ai dirigenti della Polizia di Stato, affinché possano continuare ad esercitare pienamente quel ruolo di prossimità che costituisce una delle caratteristiche distintive dell’Autorità di pubblica sicurezza.
La tutela del segreto investigativo e il pieno esercizio delle funzioni del Questore non rappresentano interessi contrapposti. Entrambi costituiscono valori fondamentali dell’ordinamento e devono poter convivere in un quadro normativo chiaro, certo ed equilibrato. È proprio questa certezza che oggi riteniamo necessario rafforzare, nell’interesse non dei singoli dirigenti, ma dello Stato, delle istituzioni e dei cittadini.
Confidando nella Sua sensibilità istituzionale, restiamo a disposizione per ogni utile momento di approfondimento e confronto.
Enzo Marco Letizia