Le grandi organizzazioni si valutano nei momenti di maggiore complessità. È quando il sistema è chiamato a governare eventi eccezionali che emerge il valore dell’architettura organizzativa sulla quale è costruito. La gestione del grande evento di Tor Vergata, come di molti altri appuntamenti che negli ultimi anni hanno visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone, rappresenta l’ennesima dimostrazione della solidità del modello italiano della sicurezza pubblica. Quando un evento di tali dimensioni si conclude senza criticità, il risultato non è casuale.
È il frutto di un’organizzazione che programma, coordina, decide e opera in modo unitario, valorizzando le competenze di tutte le Forze di polizia all’interno di una chiara catena di responsabilità. È questo il valore strategico della legge n. 121 del 1981.
Una riforma che ha costruito un sistema moderno, nel quale ogni istituzione mantiene la propria identità operativa ma contribuisce ad un obiettivo comune: garantire la sicurezza dei cittadini attraverso una direzione unitaria della funzione di pubblica sicurezza. In questo modello il Questore non rappresenta semplicemente un livello organizzativo. È il responsabile del coordinamento tecnico-operativo sul territorio, chiamato a trasformare gli indirizzi strategici dell’Amministrazione della pubblica sicurezza in dispositivi concreti, efficaci e proporzionati. È una funzione che richiede competenza, esperienza, capacità decisionale e conoscenza del territorio. Qualità che non si improvvisano e che costituiscono uno dei principali patrimoni professionali della Polizia di Stato.
L’ANFP ritiene che ogni riflessione sul futuro del sistema della sicurezza debba partire da un principio semplice: prima di modificare un modello occorre dimostrare che non sia più in grado di raggiungere gli obiettivi per i quali è stato costruito. I risultati conseguiti in oltre quarant’anni raccontano, invece, una realtà diversa. L’Italia continua a gestire manifestazioni di dimensioni eccezionali, eventi internazionali, emergenze, visite di Capi di Stato, competizioni sportive e grandi appuntamenti religiosi garantendo, allo stesso tempo, sicurezza, libertà costituzionali e continuità della vita civile.
Questo è il principale indicatore di efficienza di qualsiasi organizzazione pubblica. Per questa ragione il confronto sul futuro della sicurezza deve mantenere una prospettiva istituzionale e strategica, evitando letture ispirate da logiche di appartenenza. Le organizzazioni evolvono, si aggiornano e si rafforzano, ma preservano i propri punti di forza. Il sistema delineato dalla legge n. 121 del 1981 costituisce uno di questi.
L’ANFP continuerà a sostenere ogni iniziativa diretta a renderlo ancora più efficiente attraverso investimenti nelle persone, nelle tecnologie, nelle strutture e nella formazione, nella convinzione che la vera innovazione non consista nel modificare gli equilibri istituzionali che funzionano, ma nel mettere le migliori condizioni operative a disposizione di chi ogni giorno è chiamato a garantire la sicurezza del Paese. Perché la sicurezza pubblica non si costruisce attraverso la competizione tra istituzioni, ma attraverso la forza di un sistema che opera unito, con responsabilità condivise, ruoli definiti e una direzione autorevole.
Milano, 08 luglio 2026
Il Segretario Regionale Lombardia Pierpaolo Talani.
Lettera Segr Reg Lombardia 08 luglio