L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, a seguito delle dichiarazioni rese dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui gravi disordini verificatisi a Torino, ritiene doveroso ribadire alcuni punti essenziali, che vanno oltre la cronaca e riguardano la tenuta stessa della convivenza democratica.
Le parole del Ministro confermano un dato che chi opera ogni giorno sul terreno conosce bene: non siamo di fronte a fisiologiche criticità di ordine pubblico, né a dinamiche casuali o incontrollate, ma a condotte intenzionali, organizzate e criminali, orientate a trasformare la piazza in uno scontro e a colpire lo Stato democratico attraverso aggressioni mirate alle Forze di polizia.
È fondamentale ribadirlo con chiarezza: la libertà di manifestare è un diritto costituzionale e va tutelato, sempre. Ma non può essere strumentalizzato da gruppi che si preparano alla violenza, che scelgono il travisamento e che portano in strada armi improprie, mettendo a rischio cittadini, operatori e l’intera sicurezza urbana. Il diritto di protestare non coincide con la pretesa di sottrarsi alle regole, e la democrazia non può accettare zone franche in cui l’illegalità si trasformi in metodo e in strategia.
Come ribadito dal Ministro, inoltre, non può esserci alcuna ambiguità di fronte a episodi che assumono i contorni di una violenza organizzata e finalizzata ad alimentare lo scontro: quando si passa dalla manifestazione all’aggressione, non siamo più nel terreno del confronto democratico, ma in quello dell’attacco deliberato alle istituzioni.
E, come ribadito dal Ministro, è altrettanto necessario respingere ogni lettura che tenda ad attribuire tali eventi esclusivamente a presunti deficit di prevenzione: ciò che emerge è una precisa determinazione criminale, che impone una risposta ferma e lucida, capace di colpire i responsabili senza indebolire la legittima funzione di tutela affidata alle Forze di polizia.
Per questo riteniamo indispensabile che su fatti di tale gravità vi sia una condanna netta e unanime, senza ambiguità e senza giustificazionismi: chi aggredisce le Forze di polizia, chi colpisce le istituzioni, chi annuncia “rese dei conti” non rappresenta dissenso, ma una minaccia concreta alla convivenza democratica e alla libertà stessa dei cittadini.
Da ultimo, come ribadito dal Ministro, l’ANFP condivide l’esigenza di rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto nei confronti di gruppi organizzati di facinorosi, nella piena cornice costituzionale, affinché chi opera per la sicurezza del Paese non venga lasciato solo e affinché le Forze di polizia possano svolgere il proprio compito senza essere trasformate in “bersagli mobili” della violenza e dell’illegalità.
In questo quadro, l’ANFP esprime piena fiducia nell’azione delle Autorità di Pubblica Sicurezza, sia Nazionali che Provinciali, e nella professionalità delle donne e degli uomini in divisa che, anche a Torino, hanno operato in condizioni complesse, evitando conseguenze ulteriormente gravi e garantendo, come sempre, il difficile equilibrio tra tutela dell’ordine pubblico e salvaguardia dei diritti.
La sicurezza non è mai un fatto astratto, né un terreno per polemiche di comodo: è una responsabilità pubblica e una condizione essenziale della democrazia. E chi la garantisce merita rispetto, tutela e sostegno. Così in una nota Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia.
TORINO: ANFP, ‘DA PIANTEDOSI PAROLE CHIARE SULLE VIOLENZE’ Roma, 3 feb. (Adnkronos) – “Le parole del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi confermano un dato che chi opera ogni giorno sul terreno conosce bene: non siamo di fronte a fisiologiche criticita’ di ordine pubblico, ne’ a dinamiche casuali o incontrollate, ma a condotte intenzionali, organizzate e criminali, orientate a trasformare la piazza in uno scontro e a colpire lo Stato democratico attraverso aggressioni mirate alle Forze di polizia. È fondamentale ribadirlo con chiarezza: la liberta’ di manifestare e’ un diritto costituzionale e va tutelato, sempre. Ma non puo’ essere strumentalizzato da gruppi che si preparano alla violenza, che scelgono il travisamento e che portano in strada armi improprie, mettendo a rischio cittadini, operatori e l’intera sicurezza urbana. Il diritto di protestare non coincide con la pretesa di sottrarsi alle regole, e la democrazia non puo’ accettare zone franche in cui l’illegalita’ si trasformi in metodo e in strategia”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia. “Come ribadito dal Ministro, inoltre, non puo’ esserci alcuna ambiguita’ di fronte a episodi che assumono i contorni di una violenza organizzata e finalizzata ad alimentare lo scontro: quando si passa dalla manifestazione all’aggressione, non siamo piu’ nel terreno del confronto democratico, ma in quello dell’attacco deliberato alle istituzioni. Ed e’ altrettanto necessario respingere ogni lettura che tenda ad attribuire tali eventi esclusivamente a presunti deficit di prevenzione: cio’ che emerge e’ una precisa determinazione criminale, che impone una risposta ferma e lucida, capace di colpire i responsabili senza indebolire la legittima funzione di tutela affidata alle Forze di polizia. Per questo riteniamo indispensabile che su fatti di tale gravita’ vi sia una condanna netta e unanime, senza ambiguita’ e senza giustificazionismi: chi aggredisce le Forze di polizia, chi colpisce le istituzioni, chi annuncia ‘rese dei conti’ non rappresenta dissenso, ma una minaccia concreta alla convivenza democratica e alla liberta’ stessa dei cittadini”. “L’Anfp – si legge ancora nella nota del sindacato – condivide l’esigenza di rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto nei confronti di gruppi organizzati di facinorosi, nella piena cornice costituzionale, affinche’ chi opera per la sicurezza del Paese non venga lasciato solo e affinche’ le Forze di polizia possano svolgere il proprio compito senza essere trasformate in ”bersagli mobili” della violenza e dell’illegalita’. Piena fiducia nell’azione delle Autorita’ di Pubblica Sicurezza, sia nazionali che provinciali, e nella professionalita’ delle donne e degli uomini in divisa che, anche a Torino, hanno operato in condizioni complesse, evitando conseguenze ulteriormente gravi e garantendo, come sempre, il difficile equilibrio tra tutela dell’ordine pubblico e salvaguardia dei diritti. La sicurezza non e’ mai un fatto astratto, ne’ un terreno per polemiche di comodo: e’ una responsabilita’ pubblica e una condizione essenziale della democrazia. E chi la garantisce merita rispetto, tutela e sostegno”.
ASKATASUNA: ANFP, DA PIANTEDOSI PAROLE CHIARE SULLE VIOLENZE
(AGI) – Roma, 3 feb. – Dopo l’informativa del ministro Piantedosi alla Camera, l’Associazione nazionale funzionari di polizia “ritiene doveroso ribadire alcuni punti essenziali, che vanno oltre la cronaca e riguardano la tenuta stessa della convivenza democratica”. “Le parole del ministro – sottolinea Enzo Letizia, segretario dell’Associazione – confermano un dato che chi opera ogni giorno sul terreno conosce bene: non siamo di fronte a fisiologiche criticita’ di ordine pubblico, ne’ a dinamiche casuali o incontrollate, ma a condotte intenzionali, organizzate e criminali, orientate a trasformare la piazza in uno scontro e a colpire lo Stato democratico attraverso aggressioni mirate alle forze di polizia. E’ fondamentale ribadirlo con chiarezza: la liberta’ di manifestare e’ un diritto costituzionale e va tutelato, sempre. Ma non puo’ essere strumentalizzato da gruppi che si preparano alla violenza, che scelgono il travisamento e che portano in strada armi improprie, mettendo a rischio cittadini, operatori e l’intera sicurezza urbana”. Per Letizia, “il diritto di protestare non coincide con la pretesa di sottrarsi alle regole, e la democrazia non puo’ accettare zone franche in cui l’illegalita’ si trasformi in metodo e in strategia. Come ribadito dal ministro, inoltre, non puo’ esserci alcuna ambiguita’ di fronte a episodi che assumono i contorni di una violenza organizzata e finalizzata ad alimentare lo scontro: quando si passa dalla manifestazione all’aggressione, non siamo piu’ nel terreno del confronto democratico, ma in quello dell’attacco deliberato alle istituzioni”. (AGI) (Segue)
(AGI) – Roma, 3 feb. – “Come ribadito dal ministro – prosegue il leader sindacale – e’ altrettanto necessario respingere ogni lettura che tenda ad attribuire tali eventi esclusivamente a presunti deficit di prevenzione: cio’ che emerge e’ una precisa determinazione criminale, che impone una risposta ferma e lucida, capace di colpire i responsabili senza indebolire la legittima funzione di tutela affidata alle forze di polizia. Per questo riteniamo indispensabile che su fatti di tale gravita’ vi sia una condanna netta e unanime, senza ambiguita’ e senza giustificazionismi: chi aggredisce le forze di polizia, chi colpisce le istituzioni, chi annuncia ‘rese dei conti’ non rappresenta dissenso, ma una minaccia concreta alla convivenza democratica e alla liberta’ stessa dei cittadini. Da ultimo, come ribadito dal ministro, l’Anfp condivide l’esigenza di rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto nei confronti di gruppi organizzati di facinorosi, nella piena cornice costituzionale, affinche’ chi opera per la sicurezza del Paese non venga lasciato solo e affinche’ le forze di polizia possano svolgere il proprio compito senza essere trasformate in ‘bersagli mobili’ della violenza e dell’illegalita’”. “In questo quadro – conclude il segretario – l’Anfp esprime piena fiducia nell’azione delle autorita’ di pubblica sicurezza, sia nazionali che provinciali, e nella professionalita’ delle donne e degli uomini in divisa che, anche a Torino, hanno operato in condizioni complesse, evitando conseguenze ulteriormente gravi e garantendo, come sempre, il difficile equilibrio tra tutela dell’ordine pubblico e salvaguardia dei diritti. La sicurezza non e’ mai un fatto astratto, ne’ un terreno per polemiche di comodo: e’ una responsabilita’ pubblica e una condizione essenziale della democrazia. E chi la garantisce merita rispetto, tutela e sostegno”. (AGI)