L’ennesimo episodio di violenza legato al tifo calcistico, consumatosi questa mattina lungo l’autostrada A1 – nel tratto compreso tra Ceprano e Frosinone – impone una durissima condanna e una presa di posizione netta e inequivocabile.
È inaccettabile che gruppi organizzati, con volto coperto e armati di bastoni, possano trasformare un’arteria strategica del Paese in un teatro di scontro, mettendo a rischio la sicurezza di cittadini, famiglie, lavoratori e automobilisti del tutto estranei a dinamiche criminali che nulla hanno a che vedere con lo sport.
Da tempo assistiamo a episodi analoghi che si ripetono con preoccupante frequenza, con modalità sempre più gravi e con un livello di pericolosità crescente: la violenza tra tifoserie, ormai, non si limita agli stadi ma si sposta lungo le strade, nelle aree di servizio, nei luoghi di transito, con il rischio concreto di provocare tragedie.
In questo scenario, i provvedimenti di divieto di trasferta si confermano uno strumento efficace e indispensabile, sul quale occorre insistere con determinazione, senza tentennamenti, senza indecisioni e senza arretramenti. Chi alimenta e organizza la violenza deve sapere che lo Stato risponde con misure chiare, rigorose e tempestive.
È necessario ribadire un principio semplice:
nessun ammiccamento, nessuna pelosa giustificazione, nessun alibi per le tifoserie violente.
Le frange che scelgono lo scontro non sono “appassionati”: sono soggetti che agiscono con logiche da branco e con strumenti offensivi, mettendo deliberatamente a repentaglio l’incolumità pubblica.
La Polizia di Stato, intervenuta prontamente sul posto, merita pieno sostegno per l’azione di prevenzione, contenimento e accertamento dei responsabili, in un contesto operativo complesso e in rapida evoluzione.
Occorre adesso perseguire un obiettivo preciso: rendere davvero deterrenti le misure di contrasto, colpendo chi si organizza per la violenza e impedendo, con ogni strumento di legge, che queste condotte diventino prassi tollerate o “gestibili”.
Lo sport è competizione, passione, identità.
Non può e non deve diventare un pretesto per la barbarie. Così in una nota Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia
Scontri in A1, Anfp ‘inaccettabile ennesima violenza dei tifosi’ ‘Divieto di trasferta strumento efficace e indispensabile’ (ANSA) – ROMA, 25 GEN – “L’ennesimo episodio di violenza legato al tifo calcistico, consumatosi questa mattina lungo l’autostrada A1 impone una durissima condanna e una presa di posizione netta e inequivocabile. È inaccettabile che gruppi organizzati, con volto coperto e armati di bastoni, possano trasformare un’arteria strategica del Paese in un teatro di scontro, mettendo a rischio la sicurezza di cittadini, famiglie, lavoratori e automobilisti del tutto estranei a dinamiche criminali che nulla hanno a che vedere con lo sport”. Cosi’ Enzo Letizia segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia.
“Da tempo – ricorda Letizia – assistiamo a episodi analoghi che si ripetono con preoccupante frequenza, con modalita’ sempre piu’ gravi e con un livello di pericolosita’ crescente: la violenza tra tifoserie, ormai, non si limita agli stadi ma si sposta lungo le strade, nelle aree di servizio, nei luoghi di transito, con il rischio concreto di provocare tragedie.
In questo scenario, i provvedimenti di divieto di trasferta si confermano uno strumento efficace e indispensabile, sul quale occorre insistere con determinazione, senza tentennamenti, senza indecisioni e senza arretramenti. Chi alimenta e organizza la violenza deve sapere che lo Stato risponde con misure chiare, rigorose e tempestive”.
“È necessario – aggiunge – ribadire un principio semplice: nessun ammiccamento, nessuna pelosa giustificazione, nessun alibi per le tifoserie violente. Le frange che scelgono lo scontro non sono ‘appassionati’: sono soggetti che agiscono con logiche da branco e con strumenti offensivi, mettendo deliberatamente a repentaglio l’incolumita’ pubblica.
La Polizia di Stato, intervenuta prontamente sul posto, merita pieno sostegno per l’azione di prevenzione, contenimento e accertamento dei responsabili, in un contesto operativo complesso e in rapida evoluzione”. (ANSA).
ADN (25 GENNAIO ) Calcio: Anfp, ‘scontri tifoserie in autostrada violenza inaccetabile, nessuna tolleranza’ “L’ennesimo episodio di violenza legato al tifo calcistico, consumatosi questa mattina lungo l’autostrada A1, nel tratto compreso tra Ceprano e Frosinone, impone una durissima condanna e una presa di posizione netta e inequivocabile. È inaccettabile che gruppi organizzati, con volto coperto e armati di bastoni, possano trasformare un’arteria strategica del Paese in un teatro di scontro, mettendo a rischio la sicurezza di cittadini, famiglie, lavoratori e automobilisti del tutto estranei a dinamiche criminali che nulla hanno a che vedere con lo sport”. Così in una nota Enzo Letizia segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia.
“Da tempo assistiamo a episodi analoghi che si ripetono con preoccupante frequenza, con modalità sempre più gravi e con un livello di pericolosità crescente: la violenza tra tifoserie, ormai, non si limita agli stadi ma si sposta lungo le strade, nelle aree di servizio, nei luoghi di transito, con il rischio concreto di provocare tragedie. In questo scenario, – continua Letizia – i provvedimenti di divieto di trasferta si confermano uno strumento efficace e indispensabile, sul quale occorre insistere con determinazione, senza tentennamenti, senza indecisioni e senza arretramenti. Chi alimenta e organizza la violenza deve sapere che lo Stato risponde con misure chiare, rigorose e tempestive”.
“È necessario ribadire un principio semplice: nessun ammiccamento, nessuna pelosa giustificazione, nessun alibi per le tifoserie violente. Le frange che scelgono lo scontro non sono ‘appassionati’: sono soggetti che agiscono con logiche da branco e con strumenti offensivi, mettendo deliberatamente a repentaglio l’incolumità pubblica. La Polizia di Stato, intervenuta prontamente sul posto, merita pieno sostegno per l’azione di prevenzione, contenimento e accertamento dei responsabili, in un contesto operativo complesso e in rapida evoluzione. Occorre adesso perseguire un obiettivo preciso: – conclude Letizia – rendere davvero deterrenti le misure di contrasto, colpendo chi si organizza per la violenza e impedendo, con ogni strumento di legge, che queste condotte diventino prassi tollerate o ‘gestibili’. Lo sport è competizione, passione, identità. Non può e non deve diventare un pretesto per la barbarie”.