In continuità con il precedente rinnovo contrattuale, è stata ribadita la necessità che i fondi attualmente disponibili siano destinati prevalentemente alle voci fisse e continuative dello stipendio, trattandosi delle componenti stabili, pensionabili e strutturali della retribuzione.
In una fase in cui le risorse non risultano ancora sufficienti a colmare tutte le aspettative della categoria, è infatti indispensabile concentrare gli interventi sui punti che incidono ogni mese, in modo omogeneo e verificabile, sull’intero trattamento economico.
L’allocazione sulle voci fisse e continuative consente un effetto diretto e virtuoso anche sul piano previdenziale: tali componenti alimentano, infatti, il montante contributivo individuale e determinano, nel medio-lungo periodo, un miglioramento del trattamento pensionistico, evitando che l’incremento retributivo resti confinato al solo presente con riflessi minori sul futuro pensionistico.
Si tratta, dunque, di una scelta di responsabilità e di equità: con risorse limitate, è necessario privilegiare ciò che garantisce stabilità, dignità retributiva ed un reale impatto sul trattamento economico e previdenziale del personale, ponendo basi solide per affrontare successivamente, con adeguati stanziamenti aggiuntivi, anche il nodo irrisolto del finanziamento della specificità, concernenti indennità operative e istituti accessori.
Attualmente gli aumenti annuali lordi stimati sono i seguenti:
| 2025 | 2026 | 2027 |
| 50/55 euro | 100/110 euro | 160/168 euro |
Inoltre, le scelte di politica internazionale e gli impegni assunti in sede NATO possono determinare, per i Paesi aderenti, la necessità di incrementare progressivamente gli stanziamenti destinati alla difesa e, più in generale, al sistema nazionale di sicurezza.
In tale ambito, potrebbero essere attivate misure finanziarie aggiuntive che – a seconda dell’indirizzo politico e delle decisioni di Governo – potrebbero riguardare non solo l’ammodernamento di mezzi e strutture ma, anche, la componente umana: professionalità, specializzazioni ed indennità connesse ai servizi operativi.
Il personale del Comparto Sicurezza e Difesa rappresenta un asse essenziale della proiezione di sicurezza dello Stato, sia sul piano interno (ordine e sicurezza pubblica), sia su quello internazionale (stabilità, cooperazione, gestione delle crisi, sicurezza delle infrastrutture strategiche).
Per questa ragione, qualora l’incremento di spesa collegato agli impegni NATO dovesse tradursi – anche solo in parte – in un rafforzamento delle risorse per il Comparto, si potrebbero aprire spazi utili per interventi retributivi ulteriori, soprattutto sulle indennità accessorie per la difesa.
Perciò, l’incremento delle risorse connesse alle spese della difesa potrebbe rappresentare un’opportunità concreta per sviluppare interventi economici ulteriori e migliorativi per il personale, in particolare sulle indennità e sugli istituti legati alla specificità.
Si è, altresì, ritenuto necessario richiamare, con forza, un tema strutturale e non più rinviabile: l’integrazione delle risorse indispensabili per avviare le trattative relative al contratto dell’Area negoziale dei Dirigenti del Comparto Sicurezza e Difesa.
Si tratta di un passaggio di equilibrio complessivo del sistema: non può esistere una modernizzazione efficace del Comparto senza un percorso coerente e parallelo, anche per la componente dirigenziale, che garantisce direzione, responsabilità e governo operativo delle funzioni.
In conclusione, al fine di garantire tempi certi ed un percorso negoziale efficace, si è richiesto l’avvio immediato degli incontri tecnici, finalizzati alla predisposizione delle tabelle stipendiali e degli strumenti applicativi, necessari a tradurre le decisioni del tavolo in misure concrete.
Roma, 28 gennaio 2026
Enzo Marco Letizia