Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Onorevole Giorgia MELONI

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione

Senatore Paolo ZANGRILLO

Al Ministro dell’Interno

Prefetto Matteo PIANTEDOSI

e,p.c.

Al Signor Capo della Polizia

Direttore Generale della Pubblica Sicurezza

Prefetto Vittorio PISANI

 

 

Oggetto: Rinnovo Contratto 2022-2024 – avviare fase di confronto.

 

 

Pregiatissima Signora Presidente, egregi Signori Ministri

 da tempo, nel dibattito pubblico come nelle sedi politiche, sindacali, accademiche ed istituzionali, si discute di sicurezza pubblica, complice certamente l’epoca storica in cui viviamo, nella quale la sicurezza si distingue come bene volatile, perché esposto ad un’innumerevole quantità di elementi imponderabili che mettono a rischio il suo declinarsi, un bene ed una funzione che certamente è tra gli architravi istituzionali delle società democratiche e della nostra quotidianità. Garantire una società sicura impone di riconoscere alla sicurezza quel ruolo centrale che essa riveste nella vita dei cittadini sia sul piano individuale che collettivo.

Se la sicurezza democratica o meglio: la sua costruzione e il suo mantenimento rappresenta uno dei paradigmi rispetto ai quali la società regola il proprio agire, il metodo e l’analisi costituiscono gli strumenti attraverso i quali la sicurezza pubblica può essere meglio costruita e mantenuta, poiché esso consente di conoscere le situazioni in cui essa può essere messa a rischio.

Al riguardo, il contratto è certamente uno strumento essenziale per migliorare le condizioni di lavoro e la sua organizzazione per l’impiego efficiente della cronica carenza delle risorse umane dedicate al mantenimento dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica del Paese.

Ciò premesso, anche le donne e gli uomini del Comparto Sicurezza devono far fronte ad una drastica riduzione del potere di acquisto delle loro retribuzioni a causa di un’inflazione che lo scorso anno ha raggiunto il 12,6% e nel primo semestre di quest’anno si è assestata al 10% secondo le stime al ribasso, oltre gli incrementi dei costi per i beni energetici e i tassi d’interesse quadruplicati per i mutui prima casa, così come la bolla per gli affitti nelle grandi città metropolitane. Peraltro, in un contesto europeo ove gli stipendi italiani sono più bassi di non meno del 12% della media europea, pari a 3.700,00 € in meno l’anno della retribuzione complessiva, il cui divario cresce fino a 7.600,00 € l’anno rispetto alla Francia ed a 8.000,00 € in meno rispetto alla Germania.

Sono alcune delle sintetiche ragioni, per cui riteniamo necessario aprire un tavolo di confronto con il Governo finalizzato allo stanziamento di adeguate risorse nella prossima legge di bilancio per il finanziamento del rinnovo del contratto e della specificità del Comparto Sicurezza, come noto scaduto il 31 dicembre 2021. Il contratto collettivo nazionale di lavoro è uno strumento essenziale per migliorare non solo le condizioni retributive del personale che lavora diuturnamente, ma anche per rendere più efficiente l’unicità d’impiego dei servizi per la sicurezza dei cittadini e delle grandi infrastrutture, in particolare quelli tesi a prevenire e contrastare le criticità  e   le   mafie che, notoriamente se assenti, incidono negativamente sulla sicurezza dei territori, impoverendo così lo sviluppo delle economie, rendendo aride le iniziative private delle micro, piccole e medie imprese.

Nel congedarci porgiamo i nostri deferenti saluti.

 

 

LETTERA 11 LUGLIO 2023 SOLLECITO RINNOVO CONTRATTO