È stata inviata una lettera al Ministro dell’Interno e al Ministro della Giustizia per sollecitare una riflessione istituzionale e politica sulle ricadute che la vicenda giudiziaria del caso Shalabayeva rischia di produrre sull’azione della polizia giudiziaria e, più in generale, sulla serenità operativa di chi ogni giorno è chiamato ad assumere decisioni complesse nell’interesse della sicurezza pubblica.
Non chiediamo privilegi o immunità ma certezza giuridica e tutela del legittimo affidamento per chi opera facendo affidamento su procedure ufficiali, strumenti istituzionali e sotto il controllo delle competenti autorità.
Nella lettera, si evidenzia come procedimenti protratti per oltre un decennio, accompagnati da letture processuali profondamente divergenti sui medesimi fatti, rischino di generare un effetto paralizzante sull’azione degli operatori, alimentando timori, incertezza e approcci difensivi incompatibili con l’efficacia del sistema sicurezza.
Se il messaggio che passa è che anche condotte sviluppate nell’ambito di procedure formalmente legittime possano essere radicalmente reinterpretate il rischio concreto è quello di indebolire capacità decisionale, tempestività operativa e assunzione di responsabilità.
Per queste ragioni, l’Associazione ha chiesto ai Ministri Piantedosi e Nordio una riflessione anche sul piano politico e normativo, per assicurare il necessario equilibrio tra responsabilità individuale, certezza del diritto e sostenibilità dell’azione di polizia giudiziaria.
Così in una nota Enzo Letizia, Segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia
CASO SHALABAYEVA, ANFP SCRIVE AI MINISTRI NORDIO E PIANTEDOSI, ‘SERVE CERTEZZA’ Associazione nazionale funzionari di polizia ‘chiediamo tutela del legittimo affidamento’ (ANSA) – ROMA, 14 MAG – L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ha inviato una lettera al Ministro dell’Interno e al Ministro della Giustizia per sollecitare una riflessione istituzionale e politica sulle ricadute che la vicenda giudiziaria del caso Shalabayeva rischia di produrre “sull’azione della polizia giudiziaria e, piu’ in generale, sulla serenita’ operativa di chi ogni giorno e’ chiamato ad assumere decisioni complesse nell’interesse della sicurezza pubblica”. “Non chiediamo privilegi o immunita’ – afferma il segretario dell’ Anfp Enzo Letizia – ma certezza giuridica e tutela del legittimo affidamento per chi opera facendo affidamento su procedure ufficiali, strumenti istituzionali e sotto il controllo delle competenti autorita’.” Nella lettera, l’Anfp evidenzia come “procedimenti protratti per oltre un decennio, accompagnati da letture processuali profondamente divergenti sui medesimi fatti, rischino di generare un effetto paralizzante sull’azione degli operatori, alimentando timori, incertezza e approcci difensivi incompatibili con l’efficacia del sistema sicurezza”. “Se il messaggio che passa e’ che anche condotte sviluppate nell’ambito di procedure formalmente legittime possano essere radicalmente reinterpretate – prosegue Letizia – il rischio concreto e’ quello di indebolire capacita’ decisionale, tempestivita’ operativa e assunzione di responsabilita’.” Per queste ragioni, l’Associazione ha chiesto ai ministri Piantedosi e Nordio “una riflessione anche sul piano politico e normativo, per assicurare il necessario equilibrio tra responsabilita’ individuale, certezza del diritto e sostenibilita’ dell’azione di polizia giudiziaria”, conclude Letizia. (ANSA).