Al Presidente del Consiglio dei Ministri
e, p.c.
Al Ministro dell ’Interno
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Al Ministro della Pubblica Amministrazione
Al Capo della Polizia

 

OGGETTO: Adeguamento annuale ISTAT emolumenti del personale dirigente comparto Sicurezza e Difesa, ai sensi dell’art. 24, comma 1 della legge n. 448/1998 – Sentenze Consiglio di Stato n. 6003 e n. 6004 del 9 luglio 2025 – Richiesta di calcolo degli incrementi medi delle altre categorie del pubblico impiego, per l’emanazione del prossimo D.P.C.M. riguardante il Comparto sicurezza e difesa, applicando il criterio della media aritmetica e non quello della media ponderata, in conformità al predetto orientamento giurisprudenziale.

 

Come è noto, il Consiglio di Stato, con le sentenze indicate in oggetto – scaturite da giudizi davanti al TAR avviati da personale della magistratura – ha dichiarato illegittimo il metodo di calcolo utilizzato dall’Amministrazione per determinare l’adeguamento Istat riguardante il personale dirigente non contrattualizzato, ai sensi dell’art. 24 della legge n. 448/1998.

Tra le diverse motivazioni su cui si fonda la censura del Consiglio di Stato, centrale è la considerazione che, nella definizione degli incrementi medi di ciascuna categoria del pubblico impiego, l’utilizzo della media ponderata in base alla rispettiva consistenza numerica determina trattamenti illegittimamente penalizzanti per il personale non contrattualizzato interessato, a differenza di quanto avviene con l’utilizzo della media aritmetica.

In previsione dell’emanazione del prossimo D.P.C.M. di adeguamento annuale ISTAT degli emolumenti del personale dirigente comparto Sicurezza e Difesa si chiede, dunque, che il calcolo degli incrementi medi delle altre categorie del pubblico impiego, considerati dalla legge come base per l’adeguamento annuale del predetto personale non contrattualizzato, si effettui applicando il criterio della media aritmetica e non quello della media ponderata, in conformità al predetto orientamento giurisprudenziale.

Una risposta positiva a questa richiesta potrebbe ricostituire la legittimità delle modalità di calcolo per l’adeguamento annuale degli emolumenti spettanti ai dirigenti delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare, anche dal punto di vista dei riflessi pensionistici, ed eviterebbe l’avvio di ulteriori contenziosi in caso di risposta negativa da parte del Governo. Ma eviterebbe, soprattutto, il malessere dei dirigenti per l’ingiustizia da troppo tempo subita, e le conseguenti mobilitazioni dei dirigenti della Polizia di Stato per rivendicare con forza l’osservanza delle normativa di settore secondo i principi ribaditi dal Consiglio di Stato.

Roma, 13 febbraio 2026

Adeguamento annuale Istat_Pres_Cons_Ministri