Rinnovo del contratto del Comparto Sicurezza e Difesa: la sicurezza non può essere una voce marginale della spesa pubblica
Seguiamo con attenzione l’evoluzione del confronto relativo al rinnovo contrattuale del Comparto sicurezza e difesa, anche alla luce del rinvio degli incontri tecnici previsti presso il Dipartimento della Funzione Pubblica.
Si tratta di una fase che richiama l’esigenza di mantenere alta l’attenzione su un negoziato di grande rilievo per il personale delle Forze di polizia e, più in generale, per l’intero sistema della sicurezza del Paese.
Come già evidenziato nel nostro ultimo comunicato, la trattativa attualmente in corso – che riguarda tutte le qualifiche fino a Commissario capo – si sviluppa sulla base di risorse che, allo stato, determinerebbero incrementi economici medi annui pari a 826,98 euro per il 2025, 1.653,96 euro per il 2026 e 2.480,94 euro per il 2027 (lordo dipendente).
Abbiamo già sottolineato come tali risorse, pur rappresentando un primo segnale di attenzione nei confronti del personale del comparto, risultino ancora largamente insufficienti se rapportate alla perdita di potere d’acquisto accumulata negli ultimi anni e all’aumento delle responsabilità operative che gravano quotidianamente sulle donne e sugli uomini delle Forze di polizia.
Il rinvio degli incontri tecnici sembrano inoltre confermare che non è ancora pienamente definito il quadro delle risorse che il Governo intende destinare a questo rinnovo contrattuale, nonostante gli impegni più volte richiamati sul riconoscimento della specificità del comparto sicurezza.
In realtà la questione non riguarda soltanto quanto aumenteranno gli stipendi. Il nodo più profondo è rappresentato dalla distanza crescente tra il livello delle responsabilità operative richieste al personale del comparto sicurezza e il riconoscimento economico e ordinamentale che lo Stato attribuisce a chi quelle responsabilità è chiamato quotidianamente ad esercitare.
È proprio su questo punto che si misura la coerenza delle scelte di politica pubblica. Il principio della specificità del comparto sicurezza, riconosciuto dall’ordinamento e più volte evocato nel dibattito istituzionale, non può restare una semplice affermazione di principio: esso deve tradursi in stanziamenti adeguati e strutturali, capaci di valorizzare concretamente le funzioni svolte e il livello di responsabilità richiesto a chi è chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini.
In questo quadro appare altresì necessario guardare con attenzione anche al prossimo avvio del confronto relativo al contratto della dirigenza di polizia, che dovrà aprirsi dopo la conclusione della trattativa in corso per il personale del comparto. Anche su questo versante sarà fondamentale assicurare coerenza tra il livello delle responsabilità dirigenziali esercitate e il riconoscimento economico e ordinamentale ad esse connesso.
Resta quindi una domanda di fondo che accompagnerà le prossime fasi del confronto: uno Stato che considera la sicurezza una priorità strategica può permettersi di trattare il personale che quella sicurezza garantisce ogni giorno come una voce marginale della spesa pubblica?
La risposta a questo interrogativo emergerà dalle scelte che verranno compiute nelle prossime settimane.
L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia continuerà a seguire con grande attenzione l’evoluzione del negoziato, sostenendo nelle sedi istituzionali e politiche competenti la necessità di rafforzare le risorse destinate al personale del comparto sicurezza e di aprire tempestivamente il confronto sul contratto della dirigenza di polizia, affinché il principio della specificità e la valorizzazione delle professionalità trovino un concreto riscontro nelle condizioni economiche e professionali di chi opera al servizio della sicurezza del Paese.
Roma, 16 marzo 2026
Enzo Marco Letizia
Nota rinnovo contratto del Coparto Sicurezza e Difesa 16 marzo 2026