Senza valorizzazione economica lo Stato rischia la desertificazione dei concorsi per Funzionari di Polizia

Negli ultimi anni sta emergendo un fenomeno che non può più essere ignorato né ridimensionato: la progressiva perdita di attrattività dei concorsi per l’accesso ai ruoli dei funzionari della Polizia di Stato, in particolare per commissari, funzionari tecnici e funzionari medici.

La diminuzione delle domande di partecipazione, le rinunce nel corso delle procedure selettive e gli abbandoni nei primi anni di servizio non rappresentano episodi isolati, ma il segnale di una criticità strutturale che rischia di produrre effetti molto seri nel medio periodo sulla capacità dello Stato di reclutare e trattenere professionalità qualificate.

Alla base di questa crisi vi è una questione che non può più essere elusa: il trattamento economico delle carriere dei funzionari della Polizia di Stato non è più competitivo rispetto a quello offerto da altre amministrazioni pubbliche e, in molti casi, neppure rispetto alle opportunità presenti nel mercato professionale esterno.

Lo Stato chiede ai funzionari di polizia livelli di preparazione elevati, responsabilità operative dirette nella gestione della sicurezza pubblica, disponibilità permanente al servizio e capacità di assumere decisioni in contesti spesso complessi e ad alto rischio. Tuttavia, a fronte di queste responsabilità, il riconoscimento economico complessivo della carriera non appare oggi adeguato né coerente con il livello delle funzioni svolte.

Il problema è particolarmente evidente nei concorsi per funzionari medici, dove il lungo e impegnativo percorso universitario e specialistico si confronta con condizioni economiche decisamente più favorevoli offerte da altri settori della sanità pubblica e privata. Ma segnali analoghi emergono anche nei concorsi per commissari e nei ruoli tecnici, sempre più esposti alla concorrenza di altre amministrazioni che offrono trattamenti economici e prospettive professionali più attrattive.

Se non si interviene oggi sulla valorizzazione economica delle carriere dei funzionari di polizia, nel giro di pochi anni lo Stato rischia di non trovare più candidati disposti ad assumersi responsabilità così elevate a condizioni economiche non più competitive.

Se questa tendenza non verrà affrontata con decisione, il rischio concreto è quello di assistere nei prossimi anni a una progressiva desertificazione dei concorsi per i ruoli dei funzionari, con conseguenze inevitabili sulla qualità del reclutamento e, quindi, sulla capacità dello Stato di garantire livelli adeguati di sicurezza pubblica.

La sicurezza non è un costo accessorio dello Stato, ma una delle sue funzioni fondamentali. E la qualità della sicurezza dipende in larga misura dalla qualità delle donne e degli uomini chiamati a esercitare funzioni di responsabilità nella Polizia di Stato.

Per questa ragione non è più rinviabile una strategia organica di valorizzazione delle carriere dei funzionari di polizia, che affronti con realismo il tema della competitività economica delle funzioni, del riconoscimento delle responsabilità esercitate e della capacità dell’Amministrazione di attrarre e trattenere competenze elevate.

Continuare a ignorare questo problema significherebbe esporre progressivamente lo Stato al rischio di un indebolimento silenzioso ma profondo di una delle sue principali infrastrutture istituzionali: la sicurezza pubblica.

Roma, 16 marzo 2026

Enzo Marco Letizia

 

Nota 16 marzo 2026 valorizzazione economica Funzionari di Polizia