Accogliamo con favore il provvedimento del Ministro Piantedosi che dispone lo stop alle trasferte dei tifosi di Napoli e Lazio fino al termine della stagione.

È una scelta di responsabilità, necessaria per interrompere una spirale di violenza ormai intollerabile, che mette a rischio cittadini, famiglie e lavoratori, oltre a gravare sul dispositivo di sicurezza pubblico.

La violenza tra tifoserie non può essere considerata un “contorno” del calcio: è criminalità e va trattata come tale, senza ambiguità e senza alcuna tolleranza. E soprattutto va chiarito un punto: qui non si “punisce tutti”, si protegge tutti. Perché quando gruppi organizzati trasformano autostrade, aree di servizio e città in campi di battaglia, la priorità non è salvaguardare la “normalità” delle trasferte, ma impedire che si ripetano episodi che mettono in pericolo chiunque.

Individuare le responsabilità è doveroso e si farà fino in fondo. Ma non possiamo accettare l’idea che, nell’attesa di identificare uno per uno i violenti, si debba continuare a consentire un contesto che favorisce e alimenta scontri preordinati, con costi altissimi per la collettività e rischi concreti per cittadini estranei e operatori di polizia.

Sostenere lo sport significa anche tutelare la legalità, la libertà di chi vuole vivere le partite in serenità e la dignità del lavoro delle donne e degli uomini in divisa impegnati ogni settimana sul campo. Chi usa lo stadio come copertura per la violenza non va “compreso” né giustificato: va fermato, colpito e isolato.

Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia

 

 

CALCIO, ANFP: GIUSTO DIVIETO TRASFERTE TIFOSI NAPOLI E LAZIO (LA4NEWS/9Colonne) Roma, 29 gen – “Accogliamo con favore il provvedimento del Ministro Piantedosi che dispone lo stop alle trasferte dei tifosi di Napoli e Lazio fino al termine della stagione. È una scelta di responsabilita’, necessaria per interrompere una spirale di violenza ormai intollerabile, che mette a rischio cittadini, famiglie e lavoratori, oltre a gravare sul dispositivo di sicurezza pubblico. La violenza tra tifoserie non puo’ essere considerata un “contorno” del calcio: e’ criminalita’ e va trattata come tale, senza ambiguita’ e senza alcuna tolleranza. E soprattutto va chiarito un punto: qui non si “punisce tutti”, si protegge tutti. Perche’ quando gruppi organizzati trasformano autostrade, aree di servizio e citta’ in campi di battaglia, la priorita’ non e’ salvaguardare la “normalita’” delle trasferte, ma impedire che si ripetano episodi che mettono in pericolo chiunque. Individuare le responsabilita’ e’ doveroso e si fara’ fino in fondo. Ma non possiamo accettare l’idea che, nell’attesa di identificare uno per uno i violenti, si debba continuare a consentire un contesto che favorisce e alimenta scontri preordinati, con costi altissimi per la collettivita’ e rischi concreti per cittadini estranei e operatori di polizia. Sostenere lo sport significa anche tutelare la legalita’, la liberta’ di chi vuole vivere le partite in serenita’ e la dignita’ del lavoro delle donne e degli uomini in divisa impegnati ogni settimana sul campo. Chi usa lo stadio come copertura per la violenza non va “compreso” ne’ giustificato: va fermato, colpito e isolato”. Cosi’ in una nota Enzo Letizia, segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.

 

CALCIO: ANFP ‘GIUSTO LO STOP ALLE TRASFERTE DEI TIFOSI DI NAPOLI E LAZIO’ = Roma, 29 gen. (Adnkronos) – “Accogliamo con favore il provvedimento del Ministro Piantedosi che dispone lo stop alle trasferte dei tifosi di Napoli e Lazio fino al termine della stagione. È una scelta di responsabilita’, necessaria per interrompere una spirale di violenza ormai intollerabile, che mette a rischio cittadini, famiglie e lavoratori, oltre a gravare sul dispositivo di sicurezza pubblico”, cosi’ in una nota Enzo Letizia, Segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia. “La violenza tra tifoserie – ha continuato – non puo’ essere considerata un “contorno” del calcio: e’ criminalita’ e va trattata come tale, senza ambiguita’ e senza alcuna tolleranza. E soprattutto va chiarito un punto: qui non si ”punisce tutti”, si protegge tutti. Perche’ quando gruppi organizzati trasformano autostrade, aree di servizio e citta’ in campi di battaglia, la priorita’ non e’ salvaguardare la ”normalita”’ delle trasferte, ma impedire che si ripetano episodi che mettono in pericolo chiunque”. “Individuare le responsabilita’ e’ doveroso e si fara’ fino in fondo. Ma non possiamo accettare l’idea che, nell’attesa di identificare uno per uno i violenti, si debba continuare a consentire un contesto che favorisce e alimenta scontri preordinati, con costi altissimi per la collettivita’ e rischi concreti per cittadini estranei e operatori di polizia. Sostenere lo sport significa anche tutelare la legalita’, la liberta’ di chi vuole vivere le partite in serenita’ e la dignita’ del lavoro delle donne e degli uomini in divisa impegnati ogni settimana sul campo. Chi usa lo stadio come copertura per la violenza non va ”compreso” ne’ giustificato: va fermato, colpito e isolato” conclude il Segretario.