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	<title>News in Evidenza Archivi - Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</title>
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	<title>News in Evidenza Archivi - Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</title>
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		<title>STRADE SICURE: LA POSIZIONE ANFP SULLA STAMPA</title>
		<link>https://www.anfp.it/strade-sicure-posizione-anfp</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 09:19:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Open e L’Altravoce – Il Quotidiano Nazionale riportano la posizione espressa dall’ANFP: ben venga il rafforzamento dei presidi assicurati dai militari, ma senza sovrapporre ruoli, competenze e funzioni proprie delle Forze di polizia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/strade-sicure-posizione-anfp">STRADE SICURE: LA POSIZIONE ANFP SULLA STAMPA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il dibattito sull’operazione “Strade Sicure” e sull’ipotesi di attribuire ulteriori poteri ai militari impiegati nelle città trova spazio sulla stampa nazionale.</p>
<p>Open e L’Altravoce – Il Quotidiano Nazionale riportano la posizione espressa dall’ANFP: ben venga il rafforzamento dei presidi assicurati dai militari, ma senza sovrapporre ruoli, competenze e funzioni proprie delle Forze di polizia.</p>
<p>Il punto è chiaro: se il Paese ha bisogno di maggiore presenza sul territorio, maggiore controllo, maggiore attività di prevenzione e investigativa, occorre rafforzare gli organici delle Forze di polizia, i cui appartenenti sono selezionati e formati per esercitare tali funzioni.</p>
<p>L’attribuzione ai militari di ulteriori funzioni di polizia o di polizia giudiziaria porrebbe invece una questione più ampia, che riguarda l’assetto e gli equilibri del sistema della sicurezza pubblica.</p>
<p>Più sicurezza significa anche più Forze di polizia.</p>
<p>GLI ARTICOLI</p>
<p>Open – 16 settembre 2026<br />
<a href="https://www.open.online/2026/09/16/strade-sicure-fdi-rinvia-voto-crosetto-anfp/">“Strade Sicure, FdI rinvia il voto sull’aumento dei militari. Ira della Lega. L’allarme dei funzionari di polizia: «No alle sovrapposizioni»”</a></p>
<p>L’Altravoce – Il Quotidiano Nazionale – 17 settembre 2026<br />
<a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/09/LAltravoce-Il-Quotidiano-Nazionale_Fusani-Claudia_2026091763336808-2.pdf">L&#8217;Altravoce Il Quotidiano Nazionale_Fusani Claudia</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/strade-sicure-posizione-anfp">STRADE SICURE: LA POSIZIONE ANFP SULLA STAMPA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LETTERA MINISTRO PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: RICHIESTA APERTURA ACCORDO NEGOZIALE DIRIGENTI TRIENNIO 2024-2026</title>
		<link>https://www.anfp.it/lettera-ministro-apertura-accordo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:49:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Signor Ministro, Le chiediamo di voler assumere le iniziative necessarie affinché sia convocato con la massima tempestività il tavolo per l’Accordo Negoziale Dirigenti relativo al triennio 2024-2026, consentendo alle rappresentanze interessate di entrare nel merito delle questioni che attendono una sede di confronto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/lettera-ministro-apertura-accordo">LETTERA MINISTRO PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: RICHIESTA APERTURA ACCORDO NEGOZIALE DIRIGENTI TRIENNIO 2024-2026</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al Signor Ministro per la Pubblica Amministrazione</p>
<p>Sen. Paolo Zangrillo</p>
<p>e, p.c.</p>
<p>Al Signor Ministro dell’Interno</p>
<p>Pref. Matteo Piantedosi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al Signor Capo della Polizia</p>
<p>Direttore Generale della Pubblica Sicurezza</p>
<p>Pref. Vittorio PISANI</p>
<p>Al Capo della Polizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>OGGETTO: Dirigenza del Comparto Sicurezza e Difesa – richiesta di tempestiva apertura dell’Accordo Negoziale Dirigenti per il triennio 2024-2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Signor Ministro,</p>
<p>abbiamo apprezzato l’impulso da Lei assicurato alla ripresa di una ordinata e consecutiva successione delle stagioni contrattuali del pubblico impiego e, in particolare, del Comparto Sicurezza e Difesa, consentendo di superare ritardi che per lungo tempo ne avevano compromesso la regolarità. Anche per la dirigenza del Comparto è stato compiuto un passaggio di particolare rilievo. Con la sottoscrizione, il 6 agosto 2025, degli Accordi Negoziali relativi ai trienni 2018-2020 e 2021-2023, è stato infatti concretamente avviato il sistema negoziale previsto dall’articolo 46 del decreto legislativo n. 95 del 2017.</p>
<p>Quegli Accordi hanno prodotto i primi effetti concreti, tra i quali la corresponsione dell’elemento retributivo accessorio una tantum riferito ai due trienni, oltre alla perequazione di numerosi istituti economici e all’estensione di istituti normativi e di welfare. Si è trattato dell’inizio effettivo di una stagione negoziale attesa per anni dalla dirigenza del Comparto Sicurezza e Difesa. La sottoscrizione, lo scorso 15 luglio, dell’accordo per il rinnovo contrattuale 2025-2027 del restante personale del Comparto ha rappresentato un ulteriore significativo passaggio nel percorso di continuità delle stagioni contrattuali. Proprio per questo riteniamo che il cammino intrapreso debba ora trovare il suo naturale completamento con l’avvio dell’Accordo Negoziale Dirigenti per il triennio 2024-2026, assicurando anche alla dirigenza quella continuità negoziale che costituisce il presupposto per rendere effettivo e stabile il sistema delle relazioni sindacali.</p>
<p>Il dato temporale è, sotto questo profilo, particolarmente significativo: il triennio 2024-2026 è ormai prossimo alla sua conclusione e il relativo tavolo negoziale non è stato ancora aperto. Si determinerebbe così il paradosso di arrivare alla conclusione del periodo contrattuale senza che il confronto tra le parti sia stato neppure avviato. Non si tratta, dunque, di introdurre un nuovo istituto o di iniziare un percorso ancora da costruire, ma di assicurare il normale funzionamento di un sistema negoziale ormai previsto dall’ordinamento, avviato e sperimentato. Le responsabilità affidate alla dirigenza del Comparto Sicurezza e Difesa, la crescente complessità delle funzioni esercitate e l’evoluzione delle condizioni di impiego rendono ancora più evidente la necessità di disporre con regolarità della sede negoziale nella quale affrontare le questioni normative ed economiche demandate al confronto tra le parti.</p>
<p>ANFP e SIAP ritengono pertanto che, conclusa la fase contrattuale relativa al restante personale del Comparto, vi siano oggi tutte le condizioni per procedere senza ulteriori differimenti. Le stagioni negoziali della dirigenza sono state finalmente avviate. Occorre ora farle diventare una componente ordinaria, stabile e continuativa del sistema delle relazioni sindacali del Comparto Sicurezza e Difesa.</p>
<p>Per queste ragioni, Signor Ministro, Le chiediamo di voler assumere le iniziative necessarie affinché sia convocato con la massima tempestività il tavolo per l’Accordo Negoziale Dirigenti relativo al triennio 2024-2026, consentendo alle rappresentanze interessate di entrare nel merito delle questioni che attendono una sede di confronto. Siamo convinti che l’apertura del tavolo rappresenterebbe il naturale completamento del positivo percorso di continuità contrattuale da Lei promosso e, al tempo stesso, un concreto segnale di attenzione verso donne e uomini ai quali sono affidate quotidianamente rilevanti responsabilità nella tutela della sicurezza del Paese e nel funzionamento delle Istituzioni.</p>
<p>Confidiamo pertanto nel Suo intervento affinché anche questa fase negoziale possa essere avviata senza ulteriori ritardi.</p>
<p>Con osservanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma, 17 settembre 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/09/LETTERA-ANFP-SIAP-17-sett.-richiesta-di-tempestiva-apertura-dellAccordo-Negoziale-Dirigenti.pdf">LETTERA 17 sett. &#8211; richiesta di tempestiva apertura dell’Accordo Negoziale Dirigenti</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/lettera-ministro-apertura-accordo">LETTERA MINISTRO PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: RICHIESTA APERTURA ACCORDO NEGOZIALE DIRIGENTI TRIENNIO 2024-2026</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ASSEGNAZIONE BORSE DI STUDIO: UNIVERSITÀ BOCCONI DI MILANO ANNO 2027/2028</title>
		<link>https://www.anfp.it/borse-di-studio-bocconi-2027-2028</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 16:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53750</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Fondo di Assistenza per il personale della Polizia di Stato ha diffuso la circolare riguardante l’assegnazione di borse di studio destinate ai figli e agli orfani appartenenti alla Polizia di Stato, finalizzate alla frequenza dell’Università Bocconi di MIlano per l’anno accademico 2027/2028</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/borse-di-studio-bocconi-2027-2028">ASSEGNAZIONE BORSE DI STUDIO: UNIVERSITÀ BOCCONI DI MILANO ANNO 2027/2028</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Fondo di Assistenza per il personale della Polizia di Stato ha diffuso la circolare riguardante l’assegnazione di borse di studio destinate ai figli e agli orfani appartenenti alla Polizia di Stato, finalizzate alla frequenza dell’Università Bocconi di MIlano per l’anno accademico 2027/2028</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/09/Fondo-Assistenza-della-Polizia-di-Stato-Borse-di-Studio-Universita-BOCCONI-Milano-Anno-accademico-2027-2028-1.pdf">Fondo Assistenza della Polizia di Stato &#8211; Borse di Studio &#8211; Università BOCCONI Milano &#8211; Anno accademico 2027-2028</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/borse-di-studio-bocconi-2027-2028">ASSEGNAZIONE BORSE DI STUDIO: UNIVERSITÀ BOCCONI DI MILANO ANNO 2027/2028</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CONFERIMENTO FUNZIONI DIRIGENZIALI</title>
		<link>https://www.anfp.it/conf-funzioni-dirigenziali-15-sett</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La velina del 15 settembre 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/conf-funzioni-dirigenziali-15-sett">CONFERIMENTO FUNZIONI DIRIGENZIALI</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La velina del 15 settembre 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/09/CONFERIMENTO-FUNZIONI-DIRIGENZIALI-15-sett.-2026.pdf">CONFERIMENTO FUNZIONI DIRIGENZIALI 15 sett. 2026</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/conf-funzioni-dirigenziali-15-sett">CONFERIMENTO FUNZIONI DIRIGENZIALI</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SICUREZZA NELLE CITTÀ: RAFFORZARE LE FORZE DI POLIZIA, SENZA SOVRAPPORRE I MILITARI</title>
		<link>https://www.anfp.it/sicurezza-citta-rafforzare-forze-polizia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:48:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53740</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel dibattito politico di questi giorni su Strade Sicure stanno emergendo ipotesi che vanno oltre l'incremento del numero dei militari impiegati nelle città e prospettano nuovi poteri e strumenti normativi per renderne più incisiva l'operatività. È necessario allora capire con chiarezza dove si voglia arrivare</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/sicurezza-citta-rafforzare-forze-polizia">SICUREZZA NELLE CITTÀ: RAFFORZARE LE FORZE DI POLIZIA, SENZA SOVRAPPORRE I MILITARI</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel dibattito politico di questi giorni su Strade Sicure stanno emergendo ipotesi che vanno oltre l&#8217;incremento del numero dei militari impiegati nelle città e prospettano nuovi poteri e strumenti normativi per renderne più incisiva l&#8217;operatività. È necessario allora capire con chiarezza dove si voglia arrivare.</p>
<p>Strade Sicure ha già una precisa cornice normativa. È stata costruita come operazione di concorso delle Forze armate al dispositivo di sicurezza pubblica, sotto l&#8217;Autorità di pubblica sicurezza e non in sostituzione delle Forze di polizia. I militari sono posti a disposizione dei Prefetti e, per i servizi di perlustrazione e pattuglia, la legge prevede espressamente che operino «in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia».</p>
<p>La stessa legge attribuisce ai militari impiegati la qualifica di agente di pubblica sicurezza, ma stabilisce un limite altrettanto preciso: sono escluse le funzioni di polizia giudiziaria. È dunque questo il punto sul quale il dibattito politico deve fare chiarezza: quando si parla di «nuovi poteri», si intende superare proprio quel limite e attribuire stabilmente alle Forze armate funzioni proprie della polizia giudiziaria, fino allo svolgimento autonomo di vere e proprie operazioni di polizia?</p>
<p>Su questo l&#8217;ANFP è chiara: non siamo disponibili a modifiche normative che, direttamente o indirettamente, incidano sull&#8217;assetto dell&#8217;Amministrazione della pubblica sicurezza delineato dalla legge n. 121 del 1981, sovrapponendo funzioni militari e funzioni di polizia. La polizia giudiziaria richiede formazione specifica, esperienza operativa, conoscenza delle procedure e capacità di affrontare situazioni complesse, anche nel costante rapporto con l&#8217;Autorità giudiziaria. Il concorso delle Forze armate è prezioso proprio perché consente alle Forze di polizia di concentrare maggiormente le proprie risorse nelle attività di prevenzione, controllo del territorio e polizia giudiziaria. Concorso non significa sostituzione.</p>
<p>Se servono più pattuglie, maggiore presenza operativa e maggiore capacità investigativa, si assumano più poliziotti, carabinieri e finanzieri, professionalmente formati per svolgere queste funzioni. Le Forze armate svolgono una funzione essenziale per la difesa e la sicurezza del Paese. Proprio il rispetto della loro specificità impone di non confondere ruoli e competenze. La sicurezza pubblica è materia troppo delicata per proposte dal sapore elettorale. Il modello civile costruito dalla legge n. 121 del 1981 non può essere modificato un pezzo alla volta. La sicurezza dei cittadini ha bisogno di investimenti, professionalità, organizzazione e responsabilità. Se occorre rafforzare la presenza dello Stato nelle città, si rafforzino le Forze di polizia.</p>
<p>Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="w-full flex md:flex-row flex-column z-1">
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<p class="headline-title mt-0"><strong>SICUREZZA: <span class="highlight mt-0">ANFP</span>, NON SOVRAPPORRE MILITARI A FORZE DI POLIZIA = (AGI) &#8211; Roma, 15 set. &#8211;</strong> &#8220;Nel dibattito politico di questi giorni su &#8216;Strade Sicure&#8217; stanno emergendo ipotesi che vanno oltre l&#8217;incremento del numero dei militari impiegati nelle citta&#8217; e prospettano nuovi poteri e strumenti normativi per renderne piu&#8217; incisiva l&#8217;operativita&#8217;. E&#8217; necessario allora capire con chiarezza dove si voglia arrivare&#8221;. Lo scrive in una nota Enzo Letizia, segretario dell&#8217;Associazione nazionale funzionari di polizia. &#8220;&#8216;Strade Sicure&#8217; ha gia&#8217; una precisa cornice normativa &#8211; ricorda Letizia -. E&#8217; stata costruita come operazione di concorso delle Forze armate al dispositivo di sicurezza pubblica, sotto l&#8217;Autorita&#8217; di pubblica sicurezza e non in sostituzione delle forze di polizia. I militari sono posti a disposizione dei prefetti e, per i servizi di perlustrazione e pattuglia, la legge prevede espressamente che operino &#8216;in concorso e congiuntamente alle forze di polizia&#8217;. La stessa legge attribuisce ai militari impiegati la qualifica di agente di pubblica sicurezza, ma stabilisce un limite altrettanto preciso: sono escluse le funzioni di polizia giudiziaria. E&#8217; dunque questo il punto sul quale il dibattito politico deve fare chiarezza: quando si parla di &#8216;nuovi poteri&#8217;, si intende superare proprio quel limite e attribuire stabilmente alle forze armate funzioni proprie della polizia giudiziaria, fino allo svolgimento autonomo di vere e proprie operazioni di polizia?&#8221;. (AGI)</p>
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<h3 class="headline-title mt-0"></h3>
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<p><strong>SICUREZZA: ANFP, NON SOVRAPPORRE MILITARI A FORZE DI POLIZIA (2) </strong>(AGI) &#8211; Roma, 15 set. &#8211; &#8220;Su questo l&#8217;Anfp e&#8217; chiara: non siamo disponibili a modifiche normative &#8211; sottolinea il leader sindacale &#8211; che, direttamente o indirettamente, incidano sull&#8217;assetto dell&#8217;Amministrazione della pubblica sicurezza delineato dalla legge numero 121 del 1981, sovrapponendo funzioni militari e funzioni di polizia. La polizia giudiziaria richiede formazione specifica, esperienza operativa, conoscenza delle procedure e capacita&#8217; di affrontare situazioni complesse, anche nel costante rapporto con l&#8217;Autorita&#8217; giudiziaria. Il concorso delle forze armate e&#8217; prezioso proprio perche&#8217; consente alle forze di polizia di concentrare maggiormente le proprie risorse nelle attivita&#8217; di prevenzione, controllo del territorio e polizia giudiziaria. Concorso non significa sostituzione. Se servono piu&#8217; pattuglie, maggiore presenza operativa e maggiore capacita&#8217; investigativa, si assumano piu&#8217; poliziotti, carabinieri e finanzieri, professionalmente formati per svolgere queste funzioni&#8221;. &#8220;Le forze armate &#8211; conclude Letizia &#8211; svolgono una funzione essenziale per la difesa e la sicurezza del Paese. Proprio il rispetto della loro specificita&#8217; impone di non confondere ruoli e competenze. La sicurezza pubblica e&#8217; materia troppo delicata per proposte dal sapore elettorale. Il modello civile costruito dalla legge 121 del 1981 non puo&#8217; essere modificato un pezzo alla volta. La sicurezza dei cittadini ha bisogno di investimenti, professionalita&#8217;, organizzazione e responsabilita&#8217;. Se occorre rafforzare la presenza dello Stato nelle citta&#8217;, si rafforzino le forze di polizia&#8221;. (AGI)</p>
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<p><strong>STRADE SICURE, ANFP: RAFFORZARE FORZE POLIZIA SENZA SOVRAPPORRE MILITARI (LA4NEWS/9Colonne) Roma, 15 set &#8211;</strong> &#8220;Nel dibattito politico di questi giorni su Strade Sicure stanno emergendo ipotesi che vanno oltre l&#8217;incremento del numero dei militari impiegati nelle citta&#8217; e prospettano nuovi poteri e strumenti normativi per renderne piu&#8217; incisiva l&#8217;operativita&#8217;. È necessario allora capire con chiarezza dove si voglia arrivare&#8221;. Cosi&#8217; in una nota Enzo Letizia Segretario dell&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia. &#8220;Strade Sicure ha gia&#8217; una precisa cornice normativa. È stata costruita come operazione di concorso delle Forze armate al dispositivo di sicurezza pubblica, sotto l&#8217;Autorita&#8217; di pubblica sicurezza e non in sostituzione delle Forze di polizia. I militari sono posti a disposizione dei Prefetti e, per i servizi di perlustrazione e pattuglia, la legge prevede espressamente che operino «in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia». La stessa legge attribuisce ai militari impiegati la qualifica di agente di pubblica sicurezza, ma stabilisce un limite altrettanto preciso: sono escluse le funzioni di polizia giudiziaria. È dunque questo il punto sul quale il dibattito politico deve fare chiarezza: quando si parla di «nuovi poteri», si intende superare proprio quel limite e attribuire stabilmente alle Forze armate funzioni proprie della polizia giudiziaria, fino allo svolgimento autonomo di vere e proprie operazioni di polizia? Su questo l&#8217;ANFP e&#8217; chiara: non siamo disponibili a modifiche normative che, direttamente o indirettamente, incidano sull&#8217;assetto dell&#8217;Amministrazione della pubblica sicurezza delineato dalla legge n. 121 del 1981, sovrapponendo funzioni militari e funzioni di polizia. La polizia giudiziaria richiede formazione specifica, esperienza operativa, conoscenza delle procedure e capacita&#8217; di affrontare situazioni complesse, anche nel costante rapporto con l&#8217;Autorita&#8217; giudiziaria. Il concorso delle Forze armate e&#8217; prezioso proprio perche&#8217; consente alle Forze di polizia di concentrare maggiormente le proprie risorse nelle attivita&#8217; di prevenzione, controllo del territorio e polizia giudiziaria. Concorso non significa sostituzione. Se servono piu&#8217; pattuglie, maggiore presenza operativa e maggiore capacita&#8217; investigativa, si assumano piu&#8217; poliziotti, carabinieri e finanzieri, professionalmente formati per svolgere queste funzioni. Le Forze armate svolgono una funzione essenziale per la difesa e la sicurezza del Paese. Proprio il rispetto della loro specificita&#8217; impone di non confondere ruoli e competenze. La sicurezza pubblica e&#8217; materia troppo delicata per proposte dal sapore elettorale. Il modello civile costruito dalla legge n. 121 del 1981 non puo&#8217; essere modificato un pezzo alla volta. La sicurezza dei cittadini ha bisogno di investimenti, professionalita&#8217;, organizzazione e responsabilita&#8217;. Se occorre rafforzare la presenza dello Stato nelle citta&#8217;, si rafforzino le Forze di polizia&#8221;. (redm)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Funzionari polizia, &#8216;Strade sicure? No a sovrapposizioni con i militari&#8217; (ANSA) &#8211; ROMA, 15 SET &#8211;</strong> In merito al dibattito politico aperto sull&#8217;operazione Strade sicure, serve chiarezza: &#8220;quando si parla di nuovi poteri per i militari, si intende attribuire stabilmente alle Forze armate funzioni proprie della polizia giudiziaria, fino allo svolgimento autonomo di vere e proprie operazioni di polizia? Noi non siamo disponibili a modifiche normative che, direttamente o indirettamente, incidano sull&#8217;assetto dell&#8217;Amministrazione della pubblica sicurezza delineato dalla legge n. 121 del 1981, sovrapponendo funzioni militari e funzioni di polizia&#8221;. Lo afferma Enzo Letizia, segretario dell&#8217;Associazione nazionale funzionari di polizia.<br />
&#8220;La polizia giudiziaria &#8211; ricorda Letizia &#8211; richiede formazione specifica, esperienza operativa, conoscenza delle procedure e capacita&#8217; di affrontare situazioni complesse, anche nel costante rapporto con l&#8217;autorita&#8217; giudiziaria. Il concorso delle Forze armate e&#8217; prezioso proprio perche&#8217; consente alle Forze di polizia di concentrare maggiormente le proprie risorse nelle attivita&#8217; di prevenzione, controllo del territorio e polizia giudiziaria. Concorso non significa sostituzione&#8221;.<br />
&#8220;Se servono piu&#8217; pattuglie, maggiore presenza operativa e maggiore capacita&#8217; investigativa &#8211; e&#8217; l&#8217;invito &#8211; si assumano piu&#8217; poliziotti, carabinieri e finanzieri, professionalmente formati per svolgere queste funzioni. Le Forze armate svolgono una funzione essenziale per la difesa e la sicurezza del Paese.<br />
Proprio il rispetto della loro specificita&#8217; impone di non confondere ruoli e competenze. La sicurezza pubblica e&#8217; materia troppo delicata per proposte dal sapore elettorale. Se occorre rafforzare la presenza dello Stato nelle citta&#8217;, si rafforzino le Forze di polizia&#8221;. (ANSA).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/sicurezza-citta-rafforzare-forze-polizia">SICUREZZA NELLE CITTÀ: RAFFORZARE LE FORZE DI POLIZIA, SENZA SOVRAPPORRE I MILITARI</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SICUREZZA: PRIMA DEGLI STRUMENTI, IL MODELLO</title>
		<link>https://www.anfp.it/sicurezza-prima-strumenti-modello</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 13:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53736</guid>

					<description><![CDATA[<p>La legge n. 121 del 1981 ha costruito un equilibrio che ha accompagnato oltre quarant'anni di storia repubblicana. Adeguarlo alle nuove sfide è possibile e, quando necessario, doveroso. Cambiarlo un pezzo alla volta, senza dichiarare quale modello si vuole costruire, sarebbe invece un errore.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel dibattito sulla sicurezza torna periodicamente la ricerca di nuove risposte alle emergenze: più uomini nelle strade, nuovi strumenti, nuovi soggetti da impiegare sul territorio. È comprensibile. La domanda di sicurezza dei cittadini richiede risposte concrete e lo Stato deve essere capace di darle. Ma c&#8217;è una domanda che viene prima delle altre: quale modello di sicurezza vogliamo per il nostro Paese?</p>
<p>L&#8217;Italia una risposta l&#8217;ha già data con la legge 1° aprile 1981, n. 121.</p>
<p>Quella legge non rappresentò soltanto la riforma della Polizia di Stato. Disegnò un&#8217;architettura della sicurezza pubblica fondata sull&#8217;Autorità di pubblica sicurezza, sulle Forze di polizia, sulla loro specializzazione e sul loro coordinamento, compiendo una precisa scelta per un modello civile. Una scelta che conserva intatta la propria attualità.</p>
<p>Il problema, dunque, non è essere favorevoli o contrari all&#8217;impiego delle Forze armate nelle strade. In determinate circostanze il loro concorso può essere utile e necessario e da anni costituisce una realtà del nostro sistema.</p>
<p>Il punto è un altro.</p>
<p>Nel dibattito pubblico affiorano, infatti, suggestioni che sembrano andare oltre il carattere eccezionale e sussidiario di tale impiego, fino a prospettare la possibilità di rendere abituale la presenza militare sul territorio, accompagnandola con l&#8217;attribuzione di funzioni e poteri propri della pubblica sicurezza. È un passaggio sul quale occorre riflettere con grande attenzione.</p>
<p>Perché ogni volta che si amplia un compito nasce inevitabilmente la questione dei poteri necessari per esercitarlo. E quando si interviene sui poteri, sulle funzioni, sulle dipendenze e sul coordinamento non si sta più semplicemente decidendo quanti uomini mettere in strada: si interviene sull&#8217;architettura della sicurezza pubblica.</p>
<p>Le emergenze hanno una caratteristica: chiedono risposte immediate. Ma una successione di risposte immediate può produrre nel tempo trasformazioni strutturali che nessuno aveva inizialmente programmato. Non vorremmo che, intervento dopo intervento, emergenza dopo emergenza, si arrivasse a modificare nei fatti il modello della legge n. 121 del 1981 senza aver mai discusso apertamente se quel modello debba essere modificato.</p>
<p>Per l&#8217;ANFP il punto deve rimanere fermo.</p>
<p>Alle nuove esigenze di sicurezza si risponde innanzitutto rendendo più forte il sistema della pubblica sicurezza: rafforzando le Forze di polizia, gli organici, la capacità operativa sul territorio, la professionalità e il coordinamento.</p>
<p>Il contributo di altre componenti dello Stato può affiancare questo sistema. Non deve progressivamente trasformarlo. Non è una questione corporativa. Non è una contrapposizione tra uniformi. È una questione di funzioni, responsabilità e ordinamento.</p>
<p>La legge n. 121 del 1981 ha costruito un equilibrio che ha accompagnato oltre quarant&#8217;anni di storia repubblicana. Adeguarlo alle nuove sfide è possibile e, quando necessario, doveroso. Cambiarlo un pezzo alla volta, senza dichiarare quale modello si vuole costruire, sarebbe invece un errore.</p>
<p>L&#8217;ANFP continuerà a vigilare perché l&#8217;evoluzione delle politiche di sicurezza avvenga nel rispetto di questo principio.</p>
<p>Roma, 14 settembre 2026</p>
<p>Enzo Marco Letizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/09/Editoriale-14-settembre-2026.pdf">Editoriale 14 settembre 2026</a></p>
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		<title>LETTERA AL MINISTRO: RICONOSCIMENTO GRATUITO AI FINI PREVIDENZIALI DI LAUREA E QUATTRO ANNI DI ISTITUTO SUPERIORE</title>
		<link>https://www.anfp.it/riconoscimento-anni-laurea</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 13:15:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Tutela dei nostri diritti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53727</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo posto nuovamente all'attenzione del Ministro la questione del riconoscimento, ai fini pensionistici e senza oneri a carico degli interessati, degli anni corrispondenti alla durata legale del corso di laurea richiesto per l’accesso alla carriera dei funzionari della Polizia di Stato</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/riconoscimento-anni-laurea">LETTERA AL MINISTRO: RICONOSCIMENTO GRATUITO AI FINI PREVIDENZIALI DI LAUREA E QUATTRO ANNI DI ISTITUTO SUPERIORE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al Signor Ministro dell’Interno</p>
<p>Pref. Matteo Piantedosi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e.p.c.,</p>
<p>Al Signor Capo della Polizia</p>
<p>Direttore Generale della Pubblica Sicurezza</p>
<p>Pref. Vittorio PISANI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggetto: Riconoscimento ai fini pensionistici, senza oneri a carico degli interessati, degli anni di laurea richiesti per l’accesso alla carriera dei funzionari della Polizia di Stato e dei quattro anni di formazione presso l’Istituto Superiore di Polizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia torna a sottoporre alla Sua attenzione la questione del riconoscimento, ai fini pensionistici e senza oneri a carico degli interessati, degli anni corrispondenti alla durata legale del corso di laurea richiesto per l’accesso alla carriera dei funzionari della Polizia di Stato.</p>
<p>Si tratta di una questione che sosteniamo da tempo e sulla quale, dopo avere invano ricercato una soluzione nelle sedi istituzionali, l’ANFP ha promosso anche un articolato contenzioso, giunto sino alla Corte costituzionale.</p>
<p>Con la sentenza n. 270 del 2022, la Corte costituzionale non accolse le questioni sollevate, ritenendo, tra l’altro, che le differenze ordinamentali tra personale civile e militare non consentissero di estendere in via giudiziaria ai funzionari della Polizia di Stato il trattamento previsto per gli ufficiali dei corpi militari dello Stato e riconoscendo al legislatore un’ampia discrezionalità nella disciplina della materia previdenziale.</p>
<p>Proprio alla luce di quella pronuncia, nel gennaio 2023 l’ANFP si rivolse a Lei chiedendo un’iniziativa legislativa del Governo. La conclusione del percorso giudiziario, infatti, non faceva venir meno le ragioni sostanziali della questione, ma ne indicava con maggiore chiarezza la sede nella quale essa avrebbe potuto trovare risposta: quella delle scelte del legislatore.</p>
<p>Nel 2026 è intervenuto un elemento normativo nuovo che, a nostro avviso, rende necessario tornare sulla questione. Con il decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito dalla legge 24 aprile 2026, n. 54, il legislatore è nuovamente intervenuto sulla valorizzazione degli anni di studio universitario richiesti per l’accesso a determinate carriere delle Forze di polizia.</p>
<p>Per il personale della Polizia di Stato per la cui assunzione è richiesta una laurea è stato previsto il computo integrale della durata legale degli studi universitari agli effetti della determinazione dello stipendio. Nello stesso provvedimento, per il personale interessato dei ruoli dei marescialli dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza, il legislatore ha previsto, alle condizioni stabilite dalle rispettive disposizioni, una valorizzazione degli studi universitari che si estende anche al trattamento pensionistico.</p>
<p>Ne deriva una sperequazione che, nella realtà concreta, appare difficile da giustificare. Personale appartenente alle diverse Forze di polizia, chiamato quotidianamente a concorrere all’esercizio della medesima funzione di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, può essere assoggettato a trattamenti previdenziali differenti in ragione della natura civile o militare dell’ordinamento di appartenenza.</p>
<p>Una distinzione ordinamentale certamente esistente, ma che, a nostro avviso, non può costituire una ragione sufficiente per mantenere differenze di trattamento quando il requisito formativo richiesto, le responsabilità assunte e, soprattutto, la funzione di polizia esercitata sono sostanzialmente coincidenti.</p>
<p>Il permanere di simili differenze produce inoltre un effetto che va oltre la pur rilevante dimensione previdenziale. Quando disparità concretamente percepibili e difficilmente comprensibili restano irrisolte nel tempo, nonostante siano state più volte rappresentate, si alimenta nel personale la convinzione che la politica e le Istituzioni non riescano a intervenire efficacemente su questioni reali che incidono direttamente sulla vita professionale e sul futuro previdenziale delle persone. È una percezione che riteniamo non debba essere sottovalutata, perché investe il rapporto di fiducia tra chi serve lo Stato e le Istituzioni chiamate a riconoscerne e tutelarne le specificità.</p>
<p>Non intendiamo sostenere che la richiamata evoluzione normativa abbia superato la sentenza n. 270 del 2022 della Corte costituzionale, né riproporre sul piano giudiziario una questione già esaminata. Riteniamo, invece, che le scelte compiute dal legislatore nel 2026 abbiano modificato il quadro normativo e offrano elementi nuovi per una valutazione politica e legislativa della posizione dei funzionari della Polizia di Stato.</p>
<p>La questione assume un rilievo ancora maggiore per le generazioni soggette al sistema contributivo, per le quali la durata della contribuzione incide direttamente sulla misura del futuro trattamento pensionistico.</p>
<p>È proprio rispetto a queste generazioni che emerge con maggiore evidenza il carattere paradossale, contraddittorio e sostanzialmente iniquo dell’attuale sistema. Lo Stato richiede il possesso della laurea quale condizione necessaria per partecipare al concorso e accedere alla carriera dei funzionari della Polizia di Stato: quegli anni di studio non costituiscono, dunque, una scelta formativa liberamente compiuta durante o dopo il servizio, ma rappresentano il presupposto che lo stesso ordinamento impone per poter diventare funzionario di Polizia.</p>
<p>Il risultato è che il giovane che sceglie questa carriera non può iniziare prima a lavorare e a costruire la propria posizione contributiva proprio perché deve conseguire preventivamente il titolo di studio richiesto dallo Stato. Una volta entrato nell’Amministrazione, tuttavia, quegli stessi anni che hanno necessariamente ritardato l’inizio della contribuzione non vengono riconosciuti ai fini pensionistici senza oneri, mentre restano fermi i limiti ordinamentali alla permanenza in servizio.</p>
<p>Si determina così una vera e propria compressione della vita contributiva ai due estremi: l’ingresso è posticipato dalla necessità di conseguire preventivamente la laurea, mentre l’uscita è determinata dai limiti di età propri dell’ordinamento. Nel sistema contributivo ciò è destinato a tradursi concretamente in una minore anzianità contributiva e, conseguentemente, in un trattamento pensionistico meno favorevole.</p>
<p>La contraddizione diviene ancora più evidente se si considera che, nello stesso Comparto e nell’esercizio della medesima funzione di polizia, il legislatore riconosce, in determinate situazioni, al personale delle Forze di polizia a ordinamento militare la valorizzazione pensionistica degli anni universitari, mentre ciò non avviene per i funzionari della Polizia di Stato.</p>
<p>Accanto alla questione degli anni di laurea, riteniamo debba essere affrontata anche la posizione dei funzionari che, secondo il previgente ordinamento, hanno frequentato il corso quadriennale presso l’Istituto Superiore di Polizia. Si tratta di una fattispecie giuridicamente distinta, ampiamente ricostruita nel dossier allegato, ma caratterizzata da una analoga esigenza di equità. Quei funzionari, dopo avere superato un concorso pubblico, erano tenuti a frequentare per quattro anni il percorso formativo previsto dall’ordinamento presso un Istituto della stessa Polizia di Stato, quale condizione necessaria per il successivo esercizio delle funzioni di commissario.</p>
<p>Anche su questa materia le iniziative giudiziarie non hanno condotto al riconoscimento del periodo ai fini pensionistici senza oneri. Non contestiamo quelle decisioni, così come non contestiamo la sentenza n. 270 del 2022 della Corte costituzionale. Ma riteniamo che la conclusione negativa di un percorso giudiziario non possa diventare un alibi per l’inerzia legislativa.</p>
<p>Quando la giustizia, chiamata ad applicare le norme vigenti, chiarisce di non disporre degli strumenti per riconoscere una determinata tutela, la questione, se continua a produrre conseguenze sostanzialmente inique, ritorna necessariamente nella sede propria delle scelte politiche e legislative.</p>
<p>Diversamente si determinerebbe un paradosso difficilmente accettabile: la giustizia non può riconoscere ciò che la legge non prevede e la politica, richiamandosi proprio all’esito negativo del giudizio, finisce per non affrontare più il problema. Nel mezzo rimangono le persone e restano irrisolte situazioni che continuano a produrre effetti concreti. È difficile spiegare ai funzionari perché periodi formativi imposti dallo stesso ordinamento per poter accedere alla carriera debbano continuare a produrre conseguenze previdenziali penalizzanti, soprattutto quando il mutamento dei sistemi di accesso e le successive scelte legislative hanno progressivamente modificato il quadro di riferimento.</p>
<p>L’avvio del percorso relativo alla previdenza dedicata può rappresentare oggi una sede appropriata nella quale affrontare anche queste specifiche criticità, nell’ambito di una più complessiva valutazione delle peculiarità previdenziali del personale del Comparto Sicurezza e Difesa.</p>
<p>Per queste ragioni, Signor Ministro, Le chiediamo di assumere un’iniziativa affinché siano esaminate nelle competenti sedi istituzionali:</p>
<ul>
<li>il riconoscimento ai fini pensionistici, senza oneri a carico degli interessati, gli anni corrispondenti alla durata legale del corso di laurea richiesto per l’accesso alla carriera dei funzionari della Polizia di Stato;</li>
<li>il riconoscimento, alle medesime finalità previdenziali e senza oneri a carico degli interessati, i quattro anni del percorso formativo frequentato presso l’Istituto Superiore di Polizia secondo il previgente ordinamento.</li>
</ul>
<p>Riteniamo che entrambe le questioni meritino di essere considerate anche nell’ambito del confronto sulla previdenza dedicata, lasciando naturalmente al Governo e al legislatore l’individuazione degli strumenti normativi, delle modalità applicative e delle necessarie compatibilità finanziarie.</p>
<p>Alleghiamo alla presente un dossier nel quale abbiamo ricostruito l’evoluzione delle questioni, le iniziative assunte dall’ANFP, i relativi percorsi giudiziari, le novità legislative intervenute nel 2026 e il loro rapporto con il più ampio tema della previdenza dedicata. Non chiediamo di rimettere in discussione le sentenze. Chiediamo che il loro esito non diventi la ragione per rinunciare a una valutazione legislativa di questioni che continuano concretamente a incidere sull’equità previdenziale tra il personale.</p>
<p>Confidiamo, pertanto, nella Sua sensibilità affinché possa essere avviato un nuovo approfondimento nelle sedi competenti, nella convinzione che quando una questione non può essere risolta dal giudice sulla base delle norme esistenti, spetta alla politica valutare se quelle norme siano ancora adeguate e se gli effetti che producono siano ancora giustificabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Presidente                                                                 Il Segretario Nazionale</p>
<p>Emanuele Ricifari                                                               Enzo Marco Letizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/09/Lettera-Ministro-11-settembre-2026.pdf">Lettera Ministro 11 settembre 2026</a></p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/09/Dossier-ANFP.pdf">Dossier ANFP</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SOLIDARIETÀ AL QUESTORE DI TORINO</title>
		<link>https://www.anfp.it/solidarieta-al-questore-di-torino</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 15:35:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia esprime solidarietà al Questore di Torino coinvolto in queste ore in una polemica relativa a un&#8217;iniziativa sindacale prevista per il prossimo 18 settembre. Nella ricostruzione della vicenda si è data per scontata una partecipazione del Questore all&#8217;iniziativa, finendo per sovrapporre due piani profondamente diversi: un eventuale saluto istituzionale e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia esprime solidarietà al Questore di Torino coinvolto in queste ore in una polemica relativa a un&#8217;iniziativa sindacale prevista per il prossimo 18 settembre.</p>
<p>Nella ricostruzione della vicenda si è data per scontata una partecipazione del Questore all&#8217;iniziativa, finendo per sovrapporre due piani profondamente diversi: un eventuale saluto istituzionale e la partecipazione al convegno.</p>
<p>Il saluto istituzionale è, per sua natura, un augurio di buon lavoro rivolto agli organizzatori e ai presenti, una testimonianza di attenzione. Non comporta adesione, condivisione o avallo delle opinioni espresse nel corso dell&#8217;iniziativa, né tantomeno delle posizioni politiche, culturali o personali dei singoli relatori.</p>
<p>Peraltro, a dieci giorni dallo svolgimento dell&#8217;evento, non poteva neppure darsi per scontato che l&#8217;eventuale saluto istituzionale sarebbe stato portato personalmente dal Questore.</p>
<p>La precisazione intervenuta da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha ricondotto la vicenda ai suoi esatti termini: si tratta di un&#8217;iniziativa sindacale per la quale non è prevista la partecipazione del Questore di Torino.</p>
<p>Riteniamo pertanto che la figura del Questore debba essere tenuta fuori da una contrapposizione politica che non gli appartiene.</p>
<p>I Questori, nell&#8217;esercizio delle loro funzioni, rappresentano l&#8217;Amministrazione della pubblica sicurezza secondo principi di imparzialità, equilibrio e responsabilità istituzionale. Proprio per questo dialogano e si confrontano quotidianamente con istituzioni, forze politiche, organizzazioni sindacali, associazioni e diverse espressioni della società civile. Trasformare questa naturale dimensione istituzionale in una presunta adesione alle posizioni dell&#8217;uno o dell&#8217;altro interlocutore significherebbe travisarne ruolo e funzione.</p>
<p>Il Questore di Torino ha sempre esercitato le proprie responsabilità istituzionali con equilibrio, correttezza e rispetto dei principi di imparzialità che caratterizzano l&#8217;azione dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza.</p>
<p>L&#8217;ANFP ritiene pertanto ingiusto che la sua figura venga coinvolta in questa vicenda e gli esprime piena solidarietà.</p>
<p>La dialettica politica e sindacale è libera e tale deve rimanere. Altrettanto doveroso è preservare da ogni strumentalizzazione la funzione istituzionale del Questore e, con essa, quella della Polizia di Stato.</p>
<p>Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Polizia: funzionari ps, solidarieta&#8217; a questore di Torino / (AGI) &#8211; Roma, 8 set.</strong> &#8211; L&#8217;Associazione nazionale funzionari di polizia esprime &#8220;solidarieta&#8217;&#8221; al questore di Torino coinvolto in queste ore in una polemica relativa a un&#8217;iniziativa sindacale prevista per il prossimo 18 settembre.<br />
&#8220;Nella ricostruzione della vicenda &#8211; spiega Enzo Letizia, segretario dell&#8217;Associazione &#8211; si e&#8217; data per scontata una partecipazione del questore all&#8217;iniziativa, finendo per sovrapporre due piani profondamente diversi: un eventuale saluto istituzionale e la partecipazione al convegno. Il saluto istituzionale e&#8217;, per sua natura, un augurio di buon lavoro rivolto agli organizzatori e ai presenti, una testimonianza di attenzione. Non comporta adesione, condivisione o avallo delle opinioni espresse nel corso dell&#8217;iniziativa, ne&#8217; tantomeno delle posizioni politiche, culturali o personali dei singoli relatori.<br />
Peraltro, a dieci giorni dallo svolgimento dell&#8217;evento, non poteva neppure darsi per scontato che l&#8217;eventuale saluto istituzionale sarebbe stato portato personalmente dal questore&#8221;.<br />
&#8220;La precisazione intervenuta da parte del Dipartimento della pubblica sicurezza &#8211; continua il leader sindacale &#8211; ha ricondotto la vicenda ai suoi esatti termini: si tratta di un&#8217;iniziativa sindacale per la quale non e&#8217; prevista la partecipazione del questore di Torino. Riteniamo pertanto che la figura del questore debba essere tenuta fuori da una contrapposizione politica che non gli appartiene. I questori, nell&#8217;esercizio delle loro funzioni, rappresentano l&#8217;Amministrazione della pubblica sicurezza secondo principi di imparzialita&#8217;, equilibrio e responsabilita&#8217; istituzionale.<br />
Proprio per questo dialogano e si confrontano quotidianamente con istituzioni, forze politiche, organizzazioni sindacali, associazioni e diverse espressioni della societa&#8217; civile.<br />
Trasformare questa naturale dimensione istituzionale in una presunta adesione alle posizioni dell&#8217;uno o dell&#8217;altro interlocutore significherebbe travisarne ruolo e funzione. Il questore di Torino ha sempre esercitato le proprie responsabilita&#8217; istituzionali con equilibrio, correttezza e rispetto dei principi di imparzialita&#8217; che caratterizzano l&#8217;azione dell&#8217;Autorita&#8217; di pubblica sicurezza. L&#8217;Anfp ritiene pertanto ingiusto che la sua figura venga coinvolta in questa vicenda e gli esprime piena solidarieta&#8217;. La dialettica politica e sindacale e&#8217; libera e tale deve rimanere. Altrettanto doveroso e&#8217; preservare da ogni strumentalizzazione la funzione istituzionale del questore e, con essa, quella della Polizia di Stato&#8221;. (AGI)</p>
<p><strong>TORINO: ANFP, SOLIDARIETA&#8217; A QUESTORE Torino, 08 set. &#8211; (Adnkronos)</strong> &#8211; L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ( Anfp) esprime solidarieta&#8217; al Questore di Torino coinvolto in queste ore in una polemica relativa a un&#8217;iniziativa sindacale prevista per il prossimo 18 settembre. &#8221;Nella ricostruzione della vicenda &#8211; si legge in una nota a firma di Enzo Letizia segretario Anfp &#8211; si e&#8217; data per scontata una partecipazione del Questore all&#8217;iniziativa, finendo per sovrapporre due piani profondamente diversi: un eventuale saluto istituzionale e la partecipazione al convegno&#8221;. &#8221;Il saluto istituzionale e&#8217;, per sua natura, un augurio di buon lavoro rivolto agli organizzatori e ai presenti, una testimonianza di attenzione. Non comporta adesione, condivisione o avallo delle opinioni espresse nel corso dell&#8217;iniziativa, ne&#8217; tantomeno delle posizioni politiche, culturali o personali dei singoli relatori &#8211; aggiunge &#8211; peraltro, a dieci giorni dallo svolgimento dell&#8217;evento, non poteva neppure darsi per scontato che l&#8217;eventuale saluto istituzionale sarebbe stato portato personalmente dal Questore&#8221;.<br />
&#8221;La precisazione intervenuta da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza &#8211; si legge ancora &#8211; ha ricondotto la vicenda ai suoi esatti termini: si tratta di un&#8217;iniziativa sindacale per la quale non e&#8217; prevista la partecipazione del Questore di Torino. Riteniamo pertanto che la figura del Questore debba essere tenuta fuori da una contrapposizione politica che non gli appartiene. I Questori, nell&#8217;esercizio delle loro funzioni, rappresentano l&#8217;Amministrazione della pubblica sicurezza secondo principi di imparzialita&#8217;, equilibrio e responsabilita&#8217; istituzionale. Proprio per questo dialogano e si confrontano quotidianamente con istituzioni, forze politiche, organizzazioni sindacali, associazioni e diverse espressioni della societa&#8217; civile&#8221;.<br />
&#8221;Trasformare questa naturale dimensione istituzionale in una presunta adesione alle posizioni dell&#8217;uno o dell&#8217;altro interlocutore significherebbe travisarne ruolo e funzione. Il Questore di Torino ha sempre esercitato le proprie responsabilita&#8217; istituzionali con equilibrio, correttezza e rispetto dei principi di imparzialita&#8217; che caratterizzano l&#8217;azione dell&#8217;Autorita&#8217; di pubblica sicurezza. L&#8217;Anfp ritiene pertanto ingiusto che la sua figura venga coinvolta in questa vicenda e gli esprime piena solidarieta&#8221;&#8217;, conclude nella nota sottolineando che &#8221; la dialettica politica e sindacale e&#8217; libera e tale deve rimanere. Altrettanto doveroso e&#8217; preservare da ogni strumentalizzazione la funzione istituzionale del Questore e, con essa, quella della Polizia di Stato&#8221;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LETTERA AL MINISTRO: L&#8217;ADEGUAMENTO ISTAT NON FINANZI IL CONTRATTO</title>
		<link>https://www.anfp.it/lettera-ministro-istat-no-contratto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 13:07:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Tutela dei nostri diritti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53709</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riteniamo necessario richiamare l’attenzione del Governo sulla disciplina contenuta nell’art. 46, comma 5, del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, che incide sulle risorse destinate alla contrattazione della dirigenza delle Forze di polizia ad ordinamento civile</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/lettera-ministro-istat-no-contratto">LETTERA AL MINISTRO: L&#8217;ADEGUAMENTO ISTAT NON FINANZI IL CONTRATTO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al Signor Ministro dell’Interno</p>
<p>Pref. Matteo Piantedosi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e.p.c.,</p>
<p>Al Signor Capo della Polizia</p>
<p>Direttore Generale della Pubblica Sicurezza</p>
<p>Pref. Vittorio PISANI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggetto: Art. 46, comma 5, d.lgs. n. 95/2017 – L’adeguamento retributivo previsto dalla legge non può finanziare la contrattazione della dirigenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Signor Ministro,</p>
<p>l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene necessario richiamare l’attenzione del Governo sulla disciplina contenuta nell’art. 46, comma 5, del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, che incide sulle risorse destinate alla contrattazione della dirigenza delle Forze di polizia ad ordinamento civile.</p>
<p>La norma prevede, in sostanza, che una parte delle risorse destinate all’adeguamento annuale del trattamento economico dei dirigenti, previsto dalla legge, venga utilizzata per finanziare i miglioramenti dei trattamenti accessori oggetto della contrattazione della stessa dirigenza.</p>
<p>Tale meccanismo, tuttavia, è stato ripetutamente disapplicato dal legislatore per gli anni dal 2018 al 2026, assicurando alle tornate negoziali della dirigenza specifiche risorse.</p>
<p>Con la conclusione del 2026 viene pertanto meno, salvo un nuovo intervento legislativo, la disapplicazione prevista dalla normativa vigente, con la conseguente riattivazione, dal 1° gennaio 2027, del meccanismo contemplato dal primo periodo del comma 5.</p>
<p>L’ANFP ritiene che il ripristino di tale meccanismo non possa essere consentito e debba essere scongiurato attraverso un tempestivo intervento normativo.</p>
<p>L’adeguamento annuale previsto dall’art. 24 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e la contrattazione dell’area negoziale rispondono, infatti, a funzioni diverse e autonome. Il primo costituisce un meccanismo di adeguamento del trattamento economico previsto direttamente dalla legge per il personale non contrattualizzato; la seconda deve consentire, attraverso risorse specificamente stanziate, di disciplinare e migliorare i trattamenti accessori e gli altri istituti rimessi alla negoziazione.</p>
<p>Utilizzare una parte delle risorse destinate all’adeguamento del trattamento economico previsto dalla legge per finanziare i miglioramenti dei trattamenti accessori oggetto del contratto della stessa dirigenza significherebbe, in concreto, sottrarre risorse al primo per finanziare i secondi.</p>
<p>Si determinerebbe così una inaccettabile penalizzazione economica per i dirigenti delle Forze di polizia, che vedrebbero utilizzare una parte delle risorse derivanti da un adeguamento retributivo loro riconosciuto dalla legge per finanziare miglioramenti economici che devono invece trovare copertura nella contrattazione attraverso risorse autonome e aggiuntive.</p>
<p>Non può inoltre non rilevarsi come la reiterata disapplicazione della disposizione dal 2018 al 2026 confermi la necessità, già riconosciuta dal legislatore nelle diverse tornate negoziali, di mantenere distinto il finanziamento della contrattazione dal meccanismo legale di adeguamento delle retribuzioni.</p>
<p>Per tali ragioni, l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia chiede che sia definitivamente abrogato il meccanismo previsto dal primo periodo dell’art. 46, comma 5, del decreto legislativo n. 95 del 2017, assicurando anche per il futuro il finanziamento dell’area negoziale della dirigenza attraverso risorse autonome, specifiche e aggiuntive.</p>
<p>In via subordinata, qualora non si ritenesse allo stato possibile procedere alla definitiva abrogazione della disposizione, si chiede quantomeno di prorogarne la disapplicazione per l’intero triennio 2027-2029, in continuità con quanto disposto dal legislatore per il periodo 2018-2026.</p>
<p>La prossimità della prossima legge di bilancio rende questo il momento naturale per intervenire: in quella sede, oltre a neutralizzare definitivamente – o quantomeno per l’intero triennio 2027-2029 – il meccanismo previsto dall’art. 46, comma 5, dovranno essere stanziate le risorse necessarie a finanziare la nuova stagione contrattuale della dirigenza per il medesimo triennio 2027-2029.</p>
<p>L’ANFP confida pertanto in una Sua iniziativa affinché entrambe le questioni trovino adeguata soluzione nell’ambito della prossima manovra di bilancio.</p>
<p>Roma, 08 settembre 2026</p>
<p>Il Segretario Nazionale Enzo Letizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/09/Lettera-ANFP-08-settembre-2026.pdf">Lettera ANFP 08 settembre 2026</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ADEGUAMENTO ANNUALE ISTAT:  DAL CONFRONTO ALLA TUTELA GIURISDIZIONALE</title>
		<link>https://www.anfp.it/adeguamento-istat-an</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 11:08:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito della comunicazione con la quale abbiamo informato i quadri dell’Associazione del mandato conferito al nostro legale per la predisposizione del ricorso giurisdizionale, riteniamo utile fornire alcuni ulteriori elementi sulla questione dell’adeguamento annuale ISTAT del trattamento economico della dirigenza. Il punto centrale della vertenza riguarda il metodo utilizzato per determinare l’adeguamento. Le sentenze del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/adeguamento-istat-an">ADEGUAMENTO ANNUALE ISTAT:  DAL CONFRONTO ALLA TUTELA GIURISDIZIONALE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito della comunicazione con la quale abbiamo informato i quadri dell’Associazione del mandato conferito al nostro legale per la predisposizione del ricorso giurisdizionale, riteniamo utile fornire alcuni ulteriori elementi sulla questione dell’adeguamento annuale ISTAT del trattamento economico della dirigenza.</p>
<p>Il punto centrale della vertenza riguarda il metodo utilizzato per determinare l’adeguamento.</p>
<p>Le sentenze del Consiglio di Stato nn. 6003 e 6004 del 9 luglio 2025, pronunciate nell’ambito del contenzioso promosso dalla magistratura, anche attraverso l’Associazione Nazionale Magistrati, hanno censurato il criterio di calcolo utilizzato dall’Amministrazione Pubblica.</p>
<p>Il Consiglio di Stato ha affermato, in particolare, che nel determinare l’incremento retributivo deve essere utilizzata la media aritmetica degli incrementi delle diverse categorie considerate e non la media ponderata sulla base della loro consistenza numerica.</p>
<p>La distinzione non è meramente tecnica. Con il criterio della media ponderata, infatti, le categorie del pubblico impiego numericamente più consistenti esercitano un’incidenza maggiore sul risultato finale, mentre il peso degli incrementi registrati dalle categorie meno numerose viene conseguentemente ridotto.</p>
<p>La media aritmetica, invece, attribuisce a ciascuna categoria lo stesso peso nel calcolo, indipendentemente dal numero dei dipendenti che ne fanno parte.</p>
<p>Nel contesto esaminato dal Consiglio di Stato, questo diverso metodo di calcolo risulta più favorevole e può determinare un maggiore adeguamento economico.</p>
<p>È precisamente per questa ragione che ANFP aveva già investito della questione la Presidente del Consiglio dei Ministri, chiedendo che i principi affermati dalla giustizia amministrativa trovassero coerente applicazione anche nella determinazione dell’adeguamento riguardante la dirigenza della Polizia di Stato.</p>
<p><strong>Su un punto, tuttavia, intendiamo essere rigorosi. Non anticiperemo cifre, percentuali o ipotesi sull’entità del possibile maggiore adeguamento finché non saranno ricostruiti e verificati i dati utilizzati per la determinazione del trattamento economico.</strong></p>
<p><strong>La prudenza nella quantificazione è necessaria per la serietà della vertenza. Ma prudenza nei numeri non significa rinuncia o debolezza nella tutela.</strong></p>
<p><strong>Al contrario, proprio le decisioni del Consiglio di Stato e da ultimo quella del Tar Lazio sentenza nr. 14271/2026 dimostrano che, quando esiste una questione giuridicamente fondata, il confronto istituzionale deve essere accompagnato, ove necessario, dalla capacità di utilizzare gli strumenti di tutela messi a disposizione dall’ordinamento.</strong></p>
<p><strong>Per questa ragione abbiamo già conferito mandato al nostro legale di approfondire ogni profilo della vicenda e di predisporre il ricorso giurisdizionale, individuandone presupposti, modalità e platea degli interessati.</strong></p>
<p>Questa iniziativa esprime anche una scelta più generale sul modo in cui intendiamo esercitare la rappresentanza sindacale.</p>
<p>Ascolto, confronto e dialogo istituzionale restano il nostro metodo. Ma non possono trasformarsi in attesa indefinita.</p>
<p>Quando il confronto consente di raggiungere una soluzione, quella rimane la strada migliore. Quando, invece, sono in discussione diritti o interessi professionali meritevoli di tutela e l’interlocuzione non produce risultati, un sindacato deve essere capace di utilizzare con altrettanta convinzione gli strumenti giuridici disponibili.</p>
<p>Non si tratta di imitare altre categorie professionali. Si tratta di acquisire la stessa consapevolezza nella difesa dei nostri interessi: individuare le questioni fondate, studiarle con rigore e, quando ne ricorrano i presupposti, portarle fino in fondo. Infatti, le sentenze sopra citate hanno riguardato aspetti peculiari del personale della magistratura, la verifica è volta ad accertare se i principi sanciti in quelle sentenze siano utilmente applicabili anche nei confronti del personale dirigente della Polizia di Stato.</p>
<p>Questo principio non riguarda soltanto la vicenda dell’adeguamento ISTAT. È un metodo che intendiamo utilizzare ogni volta che siano in gioco il trattamento economico, le condizioni di lavoro, il riconoscimento delle responsabilità, le progressioni professionali e, più in generale, la dignità e il corretto riconoscimento della funzione dirigenziale nella Polizia di Stato, essendo due ordinamenti differenti.</p>
<p>Il dialogo istituzionale rimane dunque il nostro primo strumento. Ma non è l’unico.</p>
<p>ANFP continuerà ad agire con la competenza, la determinazione e la tenacia di sempre, utilizzando, quando necessario, tutti gli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione per la tutela della dirigenza della Polizia di Stato.</p>
<p>La Segreteria Nazionale ANFP</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/09/NOTA-2-SETTEMBRE-ADEGUAMENTO-ANNUALE-ISTAT.pdf">NOTA 2 SETTEMBRE ADEGUAMENTO ANNUALE ISTAT</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/adeguamento-istat-an">ADEGUAMENTO ANNUALE ISTAT:  DAL CONFRONTO ALLA TUTELA GIURISDIZIONALE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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