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	<title>News in Evidenza Archivi - Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</title>
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	<title>News in Evidenza Archivi - Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</title>
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		<title>STRAGE DI BOLOGNA: COLTIVARE MEMORIA, VERITA&#8217; E&#8217; DIFESA DELLA DEMOCRAZIA</title>
		<link>https://www.anfp.it/strage-di-bologna-coltivare-memoria-verita-e-difesa-della-democrazia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 07:34:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Nel 46° anniversario della strage alla Stazione di Bologna, l&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia rende omaggio alle 85 vittime e rinnova la propria vicinanza ai loro familiari e a tutti coloro che furono colpiti da uno dei più gravi attentati terroristici della storia della Repubblica. Alle ore 10.25 del 2 agosto 1980 una bomba [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/strage-di-bologna-coltivare-memoria-verita-e-difesa-della-democrazia">STRAGE DI BOLOGNA: COLTIVARE MEMORIA, VERITA&#8217; E&#8217; DIFESA DELLA DEMOCRAZIA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 46° anniversario della strage alla Stazione di Bologna, l&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia rende omaggio alle 85 vittime e rinnova la propria vicinanza ai loro familiari e a tutti coloro che furono colpiti da uno dei più gravi attentati terroristici della storia della Repubblica.<br />
Alle ore 10.25 del 2 agosto 1980 una bomba devastò la stazione centrale di Bologna, provocando una ferita che continua a segnare la coscienza del Paese. Il ricordo di quella tragedia costituisce un dovere civile e istituzionale che non può affievolirsi con il trascorrere del tempo.<br />
Le sentenze definitive della magistratura hanno accertato le responsabilità degli esecutori materiali dell&#8217;attentato, riconducendolo al terrorismo neofascista, e hanno successivamente individuato ulteriori concorrenti nella realizzazione della strage. Si tratta di una verità giudiziaria costruita attraverso decenni di indagini, processi e decisioni definitive, resa possibile dall&#8217;impegno di magistrati, investigatori e appartenenti alle Forze di polizia che, nonostante depistaggi e gravissime difficoltà, hanno perseguito con determinazione l&#8217;accertamento dei fatti.<br />
Ricordare la strage di Bologna significa anche riaffermare un principio fondamentale: il fascismo e ogni sua espressione eversiva rappresentano la negazione della democrazia, dello Stato di diritto e dei valori sanciti dalla Costituzione repubblicana. L&#8217;uso della violenza politica, del terrorismo e della paura per condizionare le istituzioni è incompatibile con una società libera e democratica.<br />
Per questo la memoria non può essere soltanto commemorazione. Deve tradursi in un impegno costante a difendere le istituzioni democratiche, a contrastare ogni forma di estremismo e di terrorismo, qualunque ne sia la matrice ideologica, e a trasmettere alle nuove generazioni il valore della libertà, della legalità e del rispetto della persona.<br />
L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia rinnova il proprio impegno al servizio della Repubblica e della Costituzione, nella consapevolezza che custodire la memoria delle vittime significa rafforzare la democrazia e impedire che l&#8217;odio e la violenza possano ancora trovare spazio nella vita del nostro Paese. Così in una nota Enzo Letizia segretario dell&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/strage-di-bologna-coltivare-memoria-verita-e-difesa-della-democrazia">STRAGE DI BOLOGNA: COLTIVARE MEMORIA, VERITA&#8217; E&#8217; DIFESA DELLA DEMOCRAZIA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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		<item>
		<title>ASSEGNAZIONI CORSI DI FORMAZIONE PER MEDICI E MEDICI VETERINARI DELLA POLIZIA DI STATO</title>
		<link>https://www.anfp.it/assegnazioni-corsi-di-formazione-per-medici-e-medici-veterinari-della-polizia-di-stato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:24:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le assegnazioni del 2° corso di formazione per medici veterinari e del 19° corso di formazione per medici della Polizia di Stato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/assegnazioni-corsi-di-formazione-per-medici-e-medici-veterinari-della-polizia-di-stato">ASSEGNAZIONI CORSI DI FORMAZIONE PER MEDICI E MEDICI VETERINARI DELLA POLIZIA DI STATO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le assegnazioni del 2 corso di formazione per medici veterinari e 19 corso di formazione per medici della Polizia di Stato.</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/08/19-corso-medici.pdf">19 corso medici</a></p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/08/2-corso-medici.pdf">2 corso medici</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/assegnazioni-corsi-di-formazione-per-medici-e-medici-veterinari-della-polizia-di-stato">ASSEGNAZIONI CORSI DI FORMAZIONE PER MEDICI E MEDICI VETERINARI DELLA POLIZIA DI STATO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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		<item>
		<title>IL CONCORSO PER PRIMO DIRIGENTE: UN&#8217;OPPORTUNITÀ DA RENDERE CREDIBILE</title>
		<link>https://www.anfp.it/il-concorso-primo-dirigente-opportunita-da-rendere-credibile</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 11:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;art. 18 del disegno di legge in materia di sicurezza introduce, accanto allo scrutinio per merito comparativo, il concorso per titoli ed esami quale ulteriore modalità di accesso alla qualifica di Primo Dirigente della Polizia di Stato e delle corrispondenti qualifiche dei ruoli tecnici e sanitari. Per il ruolo ordinario, il concorso è riservato al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/il-concorso-primo-dirigente-opportunita-da-rendere-credibile">IL CONCORSO PER PRIMO DIRIGENTE: UN&#8217;OPPORTUNITÀ DA RENDERE CREDIBILE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;art. 18 del disegno di legge in materia di sicurezza introduce, accanto allo scrutinio per merito comparativo, il concorso per titoli ed esami quale ulteriore modalità di accesso alla qualifica di Primo Dirigente della Polizia di Stato e delle corrispondenti qualifiche dei ruoli tecnici e sanitari.</p>
<p>Per il ruolo ordinario, il concorso è riservato al 10 per cento dei posti disponibili al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno, mentre il restante 90 per cento continua ad essere coperto mediante scrutinio per merito comparativo. Per i ruoli tecnici e sanitari, invece, il concorso riguarda il 40 per cento dei posti disponibili, mentre il 60 per cento è destinato allo scrutinio.</p>
<p>La diversa percentuale non determina, tuttavia, una reale disparità tra i diversi ruoli. Le dotazioni organiche e i posti funzione di Primo Dirigente dei ruoli tecnici e sanitari sono infatti significativamente inferiori rispetto a quelli del ruolo ordinario. Ne consegue che, pur essendo più elevata la percentuale riservata al concorso, il numero dei posti concretamente destinati alle procedure concorsuali nei ruoli tecnici e sanitari rimane particolarmente ridotto, mantenendo sostanzialmente equilibrato il sistema nel suo complesso.</p>
<p>La reintroduzione del canale concorsuale rappresenta un&#8217;importante innovazione ordinamentale e può costituire un&#8217;opportunità per valorizzare il merito, la preparazione professionale e le capacità organizzative dei funzionari, affiancando allo scrutinio una procedura selettiva finalizzata ad accertare l&#8217;attitudine all&#8217;esercizio delle funzioni dirigenziali.</p>
<p>Il concorso sarà indetto annualmente con decreto del Capo della Polizia &#8211; Direttore generale della pubblica sicurezza.</p>
<p>Per il ruolo ordinario la procedura consiste in due prove scritte, di cui una di carattere professionale, e in un colloquio volto a verificare non soltanto il livello di preparazione professionale del candidato, ma anche le capacità di organizzazione degli uffici, di pianificazione del lavoro, di direzione e di formazione del personale.</p>
<p>Per i ruoli tecnici e sanitari sono previste due prove scritte, di cui una di carattere professionale, e un colloquio finalizzato ad accertare il grado di preparazione professionale con particolare riferimento alle funzioni dirigenziali da svolgere.</p>
<p>La previsione appare coerente con l&#8217;esigenza di selezionare dirigenti capaci di coniugare preparazione tecnico-professionale, esperienza e attitudini organizzative, elementi oggi sempre più indispensabili nell&#8217;esercizio delle funzioni di direzione.</p>
<p>Il testo introduce, inoltre, requisiti particolarmente rigorosi per l&#8217;ammissione al concorso. Non possono partecipare i funzionari che, nei tre anni precedenti il bando, abbiano riportato un rendimento inferiore a 91/100 nelle schede valutative dell&#8217;attività dirigenziale o una sanzione disciplinare. È altresì escluso chi abbia riportato, nei cinque anni precedenti, la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio.</p>
<p>È inoltre previsto che il personale che, per quattro volte, non sia inserito nella graduatoria degli idonei non possa più partecipare ai successivi concorsi.</p>
<p>Tali disposizioni rendono ancora più importante che il regolamento attuativo disciplini con criteri di assoluta trasparenza le modalità di svolgimento delle prove, i programmi d&#8217;esame, la composizione delle commissioni e i criteri di valutazione, affinché la procedura selettiva garantisca imparzialità, uniformità di giudizio ed effettiva valorizzazione del merito.</p>
<p>Merita di essere evidenziata anche la previsione secondo cui, ai fini della collocazione nel ruolo, i funzionari promossi mediante scrutinio per merito comparativo precedono comunque i vincitori del concorso. Tale disposizione conferma che, soprattutto nel ruolo ordinario, lo scrutinio continua a rappresentare il principale canale di accesso alla qualifica di Primo Dirigente.</p>
<p>L&#8217;esperienza maturata con i precedenti concorsi impone una riflessione attenta sulle modalità con cui il nuovo istituto sarà concretamente attuato. Le procedure concorsuali svoltesi negli anni passati hanno evidenziato criticità che non possono essere trascurate. In diversi casi il numero dei candidati dichiarati idonei è risultato particolarmente contenuto rispetto alle aspettative e, in alcune procedure, non si è registrato alcun vincitore. Parallelamente, il numero dei partecipanti si è progressivamente ridotto, fino a rendere, in alcune occasioni, non più necessaria neppure la prova preselettiva originariamente prevista.</p>
<p>Tale fenomeno non può essere interpretato come una diminuzione dell&#8217;interesse dei funzionari verso la crescita professionale. Al contrario, esso sembra riflettere la progressiva perdita di fiducia in uno strumento percepito da molti come incapace di rappresentare una concreta opportunità di avanzamento. Molti funzionari hanno ritenuto che il notevole impegno richiesto per preparare il concorso, da affrontare parallelamente a incarichi di elevata responsabilità, non trovasse un adeguato riconoscimento nelle concrete possibilità di successo offerte dal sistema.</p>
<p>La previsione dell&#8217;indizione annuale costituisce certamente un elemento positivo. Tuttavia, la reale efficacia del nuovo istituto dipenderà soprattutto dal regolamento attuativo, chiamato a disciplinare le materie d&#8217;esame, le modalità di svolgimento delle prove, la composizione delle commissioni e i criteri di valutazione. Da tali scelte dipenderà, in larga misura, la credibilità del concorso e la fiducia che i funzionari riporranno nella procedura.</p>
<p>L&#8217;obiettivo deve essere quello di costruire un concorso realmente meritocratico, capace di individuare le migliori professionalità attraverso prove coerenti con le funzioni dirigenziali da svolgere e criteri di valutazione trasparenti e uniformi. Il nuovo canale di accesso dovrà essere serio, credibile e imparziale, affinché torni a rappresentare per i funzionari una reale opportunità di progressione professionale e contribuisca, insieme allo scrutinio per merito comparativo, al rafforzamento della dirigenza della Polizia di Stato.</p>
<p>IL SEGRETARIO NAZIONALE</p>
<p>Enzo Marco Letizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/Concorso-Primo-Dirigente-nota-31-luglio-2026.pdf">Concorso Primo Dirigente nota 31 luglio 2026</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/il-concorso-primo-dirigente-opportunita-da-rendere-credibile">IL CONCORSO PER PRIMO DIRIGENTE: UN&#8217;OPPORTUNITÀ DA RENDERE CREDIBILE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SICUREZZA, RICONOSCIMENTO FACCIALE: TECNOLOGIA E GARANZIE POSSONO CONVIVERE</title>
		<link>https://www.anfp.it/sicurezza-riconoscimento-facciale-tecnologia-e-garanzie-possono-convivere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 11:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritieniamo che l'evoluzione delle minacce alla sicurezza imponga un costante adeguamento degli strumenti investigativi e di prevenzione a disposizione delle Forze di polizia. Terrorismo, criminalità organizzata, violenza diffusa e gravi fenomeni di criminalità sfruttano ormai tecnologie sempre più sofisticate. Lo Stato non può essere costretto ad affrontare queste sfide con strumenti appartenenti al passato. L'impiego di sistemi di identificazione biometrica e di analisi delle immagini mediante intelligenza artificiale può rappresentare un importante supporto all'attività di prevenzione e di polizia giudiziaria, contribuendo a individuare soggetti pericolosi, ricostruire eventi delittuosi e rafforzare la tutela della collettività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/sicurezza-riconoscimento-facciale-tecnologia-e-garanzie-possono-convivere">SICUREZZA, RICONOSCIMENTO FACCIALE: TECNOLOGIA E GARANZIE POSSONO CONVIVERE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene che l&#8217;evoluzione delle minacce alla sicurezza imponga un costante adeguamento degli strumenti investigativi e di prevenzione a disposizione delle Forze di polizia.</p>
<p>Terrorismo, criminalità organizzata, violenza diffusa e gravi fenomeni di criminalità sfruttano ormai tecnologie sempre più sofisticate. Lo Stato non può essere costretto ad affrontare queste sfide con strumenti appartenenti al passato. L&#8217;impiego di sistemi di identificazione biometrica e di analisi delle immagini mediante intelligenza artificiale può rappresentare un importante supporto all&#8217;attività di prevenzione e di polizia giudiziaria, contribuendo a individuare soggetti pericolosi, ricostruire eventi delittuosi e rafforzare la tutela della collettività.</p>
<p>L&#8217;innovazione tecnologica, tuttavia, deve sempre accompagnarsi a regole chiare e rigorose. L&#8217;ANFP considera imprescindibili il rispetto della Costituzione, della normativa europea e nazionale in materia di protezione dei dati personali, il principio di proporzionalità, il controllo dell&#8217;autorità giudiziaria nei casi previsti dalla legge e la costante supervisione umana nell&#8217;impiego dei sistemi di intelligenza artificiale.</p>
<p>La sicurezza e la tutela dei diritti fondamentali non sono obiettivi alternativi. Uno Stato democratico si distingue proprio perché è in grado di assicurare entrambe, dotando le Forze di polizia di strumenti efficaci e, al tempo stesso, prevedendo adeguate garanzie a tutela dei cittadini.</p>
<p>L&#8217;ANFP auspica che il confronto parlamentare consenta di definire un quadro normativo capace di coniugare efficacia operativa, certezza delle regole e pieno rispetto delle libertà individuali, evitando contrapposizioni ideologiche che rischiano di oscurare il tema centrale: garantire una sicurezza moderna, efficace e pienamente conforme ai principi dello Stato di diritto.</p>
<p>Così in una nota Enzo Letizia segretario dell&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia.</p>
<p><strong>FUNZIONARI POLIZIA, RICONOSCIMENTO FACCIALE IMPORTANTE MA RISPETTARE CARTA Anfp, adeguare strumenti investigativi a evoluzione minacce (ANSA) &#8211; ROMA, 30 LUG &#8211;</strong> L&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia ritiene che &#8220;l&#8217;evoluzione delle minacce alla sicurezza imponga un costante adeguamento degli strumenti investigativi e di prevenzione a disposizione delle forze di polizia&#8221;. &#8220;Terrorismo, criminalita&#8217; organizzata, violenza diffusa e gravi fenomeni di criminalita&#8217; sfruttano ormai tecnologie sempre piu&#8217; sofisticate &#8211; sottolinea Enzo Letizia segretario dell&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia -. Lo Stato non puo&#8217; essere costretto ad affrontare queste sfide con strumenti appartenenti al passato. L&#8217;impiego di sistemi di identificazione biometrica e di analisi delle immagini mediante intelligenza artificiale puo&#8217; rappresentare un importante supporto all&#8217;attivita&#8217; di prevenzione e di polizia giudiziaria, contribuendo a individuare soggetti pericolosi, ricostruire eventi delittuosi e rafforzare la tutela della collettivita&#8217;. L&#8217;innovazione tecnologica, tuttavia, deve sempre accompagnarsi a regole chiare e rigorose&#8221;. L&#8217;ANFP considera &#8220;imprescindibili il rispetto della Costituzione, della normativa europea e nazionale in materia di protezione dei dati personali, il principio di proporzionalita&#8217;, il controllo dell&#8217;autorita&#8217; giudiziaria nei casi previsti dalla legge e la costante supervisione umana nell&#8217;impiego dei sistemi di intelligenza artificiale&#8221;. (ANSA).</p>
<p><strong>SICUREZZA, ANFP: RICONOSCIMENTO FACCIALE, TECNOLOGIA E GARANZIE POSSONO CONVIVERE (LA4NEWS/9Colonne) Roma, 30 lug</strong> &#8211; &#8220;L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene che l&#8217;evoluzione delle minacce alla sicurezza imponga un costante adeguamento degli strumenti investigativi e di prevenzione a disposizione delle Forze di polizia&#8221;. Cosi&#8217; in una nota Enzo Letizia segretario dell&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia. &#8220;Terrorismo, criminalita&#8217; organizzata, violenza diffusa e gravi fenomeni di criminalita&#8217; sfruttano ormai tecnologie sempre piu&#8217; sofisticate. Lo Stato non puo&#8217; essere costretto ad affrontare queste sfide con strumenti appartenenti al passato. L&#8217;impiego di sistemi di identificazione biometrica e di analisi delle immagini mediante intelligenza artificiale puo&#8217; rappresentare un importante supporto all&#8217;attivita&#8217; di prevenzione e di polizia giudiziaria, contribuendo a individuare soggetti pericolosi, ricostruire eventi delittuosi e rafforzare la tutela della collettivita&#8217;.<br />
L&#8217;innovazione tecnologica, tuttavia, deve sempre accompagnarsi a regole chiare e rigorose. L&#8217;ANFP considera imprescindibili il rispetto della Costituzione, della normativa europea e nazionale in materia di protezione dei dati personali, il principio di proporzionalita&#8217;, il controllo dell&#8217;autorita&#8217; giudiziaria nei casi previsti dalla legge e la costante supervisione umana nell&#8217;impiego dei sistemi di intelligenza artificiale.<br />
La sicurezza e la tutela dei diritti fondamentali non sono obiettivi alternativi. Uno Stato democratico si distingue proprio perche&#8217; e&#8217; in grado di assicurare entrambe, dotando le Forze di polizia di strumenti efficaci e, al tempo stesso, prevedendo adeguate garanzie a tutela dei cittadini. L&#8217;ANFP auspica che il confronto parlamentare consenta di definire un quadro normativo capace di coniugare efficacia operativa, certezza delle regole e pieno rispetto delle liberta&#8217; individuali, evitando contrapposizioni ideologiche che rischiano di oscurare il tema centrale: garantire una sicurezza moderna, efficace e pienamente conforme ai principi dello Stato di diritto&#8221;.</p>
<p><strong>Sicurezza: Anfp, &#8216;impiego sistemi identificazione importante supporto per prevenzione&#8217; Adn</strong>  &#8211; L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene che &#8220;l&#8217;evoluzione delle minacce alla sicurezza imponga un costante adeguamento degli strumenti investigativi e di prevenzione a disposizione delle Forze di polizia. Terrorismo, criminalità organizzata, violenza diffusa e gravi fenomeni di criminalità sfruttano ormai tecnologie sempre più sofisticate&#8221;. Lo scrive in una nota il segretario dell&#8217;Anfp, Enzo Letizia, sottolineando che lo Stato non può affrontare queste sfide con strumenti appartenenti al passato. L&#8217;associazione ritiene che &#8220;l&#8217;impiego di sistemi di identificazione biometrica e di analisi delle immagini mediante intelligenza artificiale può rappresentare un importante supporto all&#8217;attività di prevenzione e di polizia giudiziaria, contribuendo a individuare soggetti pericolosi, ricostruire eventi delittuosi e rafforzare la tutela della collettività&#8221;.</p>
<p>Allo stesso tempo, l&#8217;innovazione deve essere accompagnata da regole chiare: l&#8217;Anfp &#8220;considera imprescindibili il rispetto della Costituzione, della normativa europea e nazionale in materia di protezione dei dati personali, il principio di proporzionalità, il controllo dell&#8217;autorità giudiziaria nei casi previsti dalla legge e la costante supervisione umana nell&#8217;impiego dei sistemi di intelligenza artificiale&#8221;. &#8220;La sicurezza e la tutela dei diritti fondamentali non sono obiettivi alternativi &#8211; continua la nota &#8211; Uno Stato democratico si distingue proprio perché è in grado di assicurare entrambe, dotando le Forze di polizia di strumenti efficaci e, al tempo stesso, prevedendo adeguate garanzie a tutela dei cittadini&#8221;. &#8220;L&#8217;Anfp auspica che il confronto parlamentare consenta di definire un quadro normativo capace di coniugare efficacia operativa, certezza delle regole e pieno rispetto delle libertà individuali, evitando contrapposizioni ideologiche che rischiano di oscurare il tema centrale: garantire una sicurezza moderna, efficace e pienamente conforme ai principi dello Stato di diritto&#8221;, conclude la nota.  Adnkronos</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/sicurezza-riconoscimento-facciale-tecnologia-e-garanzie-possono-convivere">SICUREZZA, RICONOSCIMENTO FACCIALE: TECNOLOGIA E GARANZIE POSSONO CONVIVERE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PRIMO DIRIGENTE:  UNA RIFORMA DA GOVERNARE PER TUTELARE LE PROSPETTIVE DI CARRIERA</title>
		<link>https://www.anfp.it/primo-dirigente-riforma-da-governare-per-tutelare-prospettive-carriera</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 10:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il disegno di legge in materia di sicurezza, il cui iter parlamentare non è ancora iniziato, contiene alcune disposizioni destinate a incidere significativamente sull'ordinamento della dirigenza della Polizia di Stato. Si tratta di interventi che meritano un'attenta riflessione, sia per le opportunità che possono offrire in termini di rinnovamento e valorizzazione delle professionalità, sia per gli effetti che potranno produrre sulle prospettive di carriera e sull'equilibrio complessivo del sistema.<br />
In questa fase, più che esprimere giudizi definitivi, appare opportuno sviluppare un'analisi obiettiva delle norme proposte, individuandone punti di forza, possibili criticità e soluzioni idonee ad accompagnarne l'attuazione. L'obiettivo deve essere quello di favorire un confronto costruttivo durante l'esame parlamentare, affinché la riforma possa coniugare innovazione, meritocrazia ed equità, nell'interesse dell'Amministrazione e di tutti i funzionari della Polizia di Stato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/primo-dirigente-riforma-da-governare-per-tutelare-prospettive-carriera">PRIMO DIRIGENTE:  UNA RIFORMA DA GOVERNARE PER TUTELARE LE PROSPETTIVE DI CARRIERA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;art. 18 del disegno di legge in materia di sicurezza interviene sui requisiti per l&#8217;accesso alla qualifica di Primo Dirigente, prevedendo, per i funzionari del ruolo ordinario, tecnico e sanitario, la riduzione ad un anno di effettivo servizio nella qualifica di Vice Questore e nelle corrispondenti qualifiche equiparate dei tecnici e dei medici quale requisito per l&#8217;ammissione allo scrutinio per merito comparativo.</p>
<p>La finalità della disposizione appare quella di consentire una più rapida valutazione dei funzionari che abbiano già dimostrato adeguate capacità professionali e siano pronti ad assumere incarichi dirigenziali di maggiore responsabilità, favorendo nel tempo un ricambio generazionale e un progressivo abbassamento dell&#8217;età media della dirigenza.</p>
<p>È tuttavia opportuno evidenziare che l&#8217;anticipazione del requisito di anzianità non determina un avanzamento automatico di carriera. Essa consente esclusivamente l&#8217;accesso allo scrutinio, restando la promozione subordinata alla valutazione comparativa del merito e alla disponibilità dei posti.</p>
<p>Al tempo stesso, una modifica così significativa richiede un&#8217;attenta valutazione dei suoi effetti sul sistema delle progressioni. È necessario, infatti, preservare un equilibrio tra le aspettative di chi ha maturato la propria posizione secondo le regole vigenti e quelle dei funzionari che potranno accedere allo scrutinio in tempi più brevi.</p>
<p>La progressione alla qualifica di Primo Dirigente dipende, oggi come in futuro, da un equilibrio dinamico tra disponibilità dei posti, numero dei funzionari scrutinabili, valutazione del merito, esperienza professionale e disponibilità ad assumere gli incarichi previsti. Una consistente anticipazione della platea degli scrutinabili potrebbe, nel medio periodo, determinare un incremento del numero degli aspiranti rispetto ai posti disponibili, con il rischio di rallentare, anziché accelerare, le prospettive di carriera.</p>
<p>Per tale ragione, la riduzione del requisito di permanenza nella qualifica dovrebbe essere accompagnata da misure di riequilibrio e da un&#8217;attenta gestione della fase transitoria, così da salvaguardare il legittimo affidamento di chi ha costruito il proprio percorso professionale sulla base della disciplina vigente. L&#8217;azione transitoria dovrà, al tempo stesso, evitare di comprimere le opportunità offerte dalla riforma ai funzionari più giovani, che rappresentano una componente essenziale del necessario ricambio generazionale della dirigenza. In questo modo sarà possibile conseguire gli obiettivi di rinnovamento perseguiti dalla riforma, preservando l&#8217;equilibrio complessivo del sistema.</p>
<p>In questa prospettiva si inserisce anche la disposizione dell&#8217;art. 14 del disegno di legge, che prevede un incremento dei posti funzione di livello dirigenziale, con l&#8217;istituzione di 54 nuovi posti di Primo Dirigente per il ruolo ordinario e 9 per i ruoli tecnici.</p>
<p>L&#8217;ampliamento della dotazione organica rappresenta un risultato di particolare rilievo e costituisce una prima, concreta risposta alle storiche iniziative promosse dall&#8217;ANFP per rafforzare la struttura della dirigenza della Polizia di Stato. Da tempo, infatti, l&#8217;Associazione evidenzia come l&#8217;insufficienza dei posti funzione dirigenziali produca effetti negativi sia sull&#8217;organizzazione dell&#8217;Amministrazione sia sulle prospettive di sviluppo professionale dei funzionari.</p>
<p>L&#8217;incremento previsto dall&#8217;art. 14 contribuisce a rendere maggiormente coerente il rapporto tra consistenza degli organici e responsabilità attribuite alla dirigenza, favorendo una migliore distribuzione degli incarichi e una più efficace valorizzazione delle professionalità maturate all&#8217;interno dell&#8217;Amministrazione.</p>
<p>La misura assume un rilievo ancora maggiore se letta congiuntamente alle disposizioni dell&#8217;art. 18, che anticipano ad un anno il requisito minimo di permanenza nella qualifica di Vice Questore e nelle qualifiche equiparate dei ruoli tecnici e sanitari per l&#8217;ammissione allo scrutinio per la promozione a Primo Dirigente. L&#8217;ampliamento dei posti funzione costituisce, infatti, un indispensabile elemento di equilibrio rispetto all&#8217;ampliamento della platea dei funzionari scrutinabili, contribuendo a contenere il rischio che l&#8217;anticipazione dei tempi di accesso possa tradursi, nel medio periodo, in un rallentamento delle effettive progressioni di carriera.</p>
<p>Pur rappresentando un segnale importante, l&#8217;intervento non può tuttavia considerarsi esaustivo. Le profonde trasformazioni che hanno interessato il sistema della sicurezza, l&#8217;aumento della complessità delle funzioni affidate ai dirigenti della Polizia di Stato e la necessità di garantire un adeguato ricambio generazionale rendono necessario proseguire nel percorso di rafforzamento della dotazione organica dirigenziale.</p>
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<p>Enzo Marco Letizia</p>
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<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/Anfp-30-luglio-2026_ddl_sicurezza.pdf">Anfp 30 luglio 2026_ddl_sicurezza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/primo-dirigente-riforma-da-governare-per-tutelare-prospettive-carriera">PRIMO DIRIGENTE:  UNA RIFORMA DA GOVERNARE PER TUTELARE LE PROSPETTIVE DI CARRIERA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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		<title>VAL DI SUSA: IL VOLTO CRIMINALE DELLA PROTESTA NO TAV</title>
		<link>https://www.anfp.it/val-di-susa-volto-criminale-no-tav</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 16:14:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I gravissimi scontri avvenuti in Val di Susa, che hanno provocato il ferimento di oltre 120 appartenenti alle Forze dell'ordine, impongono una riflessione che vada oltre la cronaca. Da oltre quindici anni gli assalti ai cantieri della Torino - Lione si ripetono con modalità sempre più organizzate e violente</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/val-di-susa-volto-criminale-no-tav">VAL DI SUSA: IL VOLTO CRIMINALE DELLA PROTESTA NO TAV</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I gravissimi scontri avvenuti in Val di Susa, che hanno provocato il ferimento di oltre 120 appartenenti alle Forze dell&#8217;ordine, impongono una riflessione che vada oltre la cronaca. Da oltre quindici anni gli assalti ai cantieri della Torino &#8211; Lione si ripetono con modalità sempre più organizzate e violente.</p>
<p>In questo lungo periodo sono cambiati vertici, dirigenti e responsabili dell&#8217;ordine pubblico, ma il fenomeno è rimasto sostanzialmente immutato, confermando la presenza di gruppi che hanno fatto della violenza il loro unico strumento di lotta, sostituendo il c onfronto civile e democratico con la violenza, l’ abuso e la prevaricazione.È necessario distinguere con assoluta chiarezza tra chi manifesta legittimamente il proprio dissenso e chi, invece, organizza gravissime azioni criminali.</p>
<p>Chi tende imboscate alle Forze dell&#8217;ordine, lancia pietre, razzi, ordigni artigianali, bombe carta e bottiglie incendiarie contro operatori impegnati nel servizio non è un manifestante, ma un comune criminale.Nessuna presunta motivazione ideologica può conferire dignità politica a condotte che si risolvono esclusivamente in violenza organizzata e aggressione ad altre persone.Si tratta di gruppi organizzati che agiscono con premeditazione, sfruttando il dissenso come copertura per colpire lo Stato attraverso i suoi servitori.Le aggressioni vengono pianificate per sorprendere gli operatori, sfruttando il territorio, attaccando da più direzioni e ricorrendo a strumenti sempre più offensivi con il deliberato intento di provocare il maggior numero possibile di feriti. Modalità che rivelano tutta la vil tà e la spregiudicatezza di chi sceglie di colpire uomini e donne impegnati a garantire la legalità e la sicurezza di tutti.</p>
<p>I Funzionari di Polizia operano quotidianamente in un contesto estremamente complesso, chiamate a garantire contemporaneamente la s icurezza pubblica e il pieno esercizio del diritto costituzionale di manifestare.Ogni servizio di ordine pubblico è improntato ai principi di gradualità, proporzionalità e tutela dell&#8217;incolumità delle persone.Prevenire non significa poter impedire qualsi asi episodio di violenza.Significa predisporre il miglior dispositivo possibile sulla base delle informazioni disponibili, contenere i rischi e proteggere cittadini e operatori.Quando gruppi organizzati scelgono deliberatamente la violenza come metodo di azione, la responsabilità delle aggressioni ricade esclusivamente su chi le organizza e le mette in atto.</p>
<p>Gli oltre 120 appartenenti alle Forze dell&#8217; ordine rimasti feriti rappresentano il drammatico bilancio di una giornata che conferma come la violenza i n Val di Susa non sia un episodio occasionale, ma un fenomeno strutturato e consolidato.Dietro la protesta opera una componente criminale che utilizza il dissenso come schermo per condurre sistematiche aggressioni contro le istituzioni e contro il personale in uniforme.</p>
<p>Come Associazione maggiormente rappresentativa dei funzionari della Polizia di Stato, riteniamo che questi eventi confermino la necessità di proseguire con determinazione nel percorso di rafforzamento delle capacità operative delle Forze di polizia.L&#8217;Amministrazione ha già avviato un importante percorso di potenziamento dell&#8217;attività informativa, della formazione del personale, delle dotazioni tecnologiche, dei dispositivi di protezione individuale e dell&#8217; aggiornamento delle tecniche operative, intraprendendo una direzione che condividiamo pienamente e che riteniamo debba essere ulteriormente sviluppata. Rafforzare costantemente gli strumenti normativi e le capacità operative delle Forze di polizia significa mettere gli operatori nelle migli ori condizioni per prevenire e contrastare minacce in continua evoluzione, tutelandone l&#8217;incolumità e garantendo, nello stesso tempo, la sicurezza dei cittadini, la piena tutela delle libertà costituzionali e l&#8217;autorevolezza dello Stato di diritto.</p>
<p>Torino, 29 luglio 2026</p>
<p>Il Segretario Regionale Piemonte/Valle D&#8217;Aosta Giorgio Pozza</p>
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<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/COMUNICATO-VAL-SUSA.pdf">Comunicato Segr. Piemonte/Valle d&#8217;Aosta 29/07/2026</a></p>
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<p><strong>FUNZIONARI POLIZIA, &#8216;CHI TENDE IMBOSCATE NON È MANIFESTANTE MA CRIMINALE&#8217; Anfp: &#8220;in Val di Susa modalita&#8217; sempre piu&#8217; violente&#8221; (ANSA) &#8211; TORINO, 29 LUG &#8211;</strong> &#8220;Chi tende imboscate alle forze dell&#8217;ordine, lancia pietre, razzi, ordigni artigianali, bombe carta e bottiglie incendiarie contro operatori impegnati nel servizio non e&#8217; un manifestante, ma un comune criminale&#8221;. Lo afferma l&#8217;Anfp Piemonte e Valle d&#8217;Aosta, l&#8217;Associazione nazionale funzionari di Polizia, in una nota firmata dal segretario regionale Giorgio Pozza. &#8220;I gravissimi scontri avvenuti in Val di Susa, che hanno provocato il ferimento di oltre 120 appartenenti alle Forze dell&#8217;ordine, impongono una riflessione che vada oltre la cronaca&#8221;. Secondo l&#8217;Anfp, da oltre quindici anni gli assalti ai cantieri della Torino-Lione si ripetono &#8220;con modalita&#8217; sempre piu&#8217; organizzate e violente&#8221;. L&#8217;associazione sottolinea la necessita&#8217; di distinguere &#8220;tra chi manifesta legittimamente il proprio dissenso e chi, invece, organizza gravissime azioni criminali&#8221;. Per l&#8217;associazione, &#8220;dietro la protesta opera una componente criminale che utilizza il dissenso come schermo per condurre sistematiche aggressioni contro le istituzioni e contro il personale in uniforme&#8221;. &#8220;Quando gruppi organizzati scelgono deliberatamente la violenza come metodo di azione, la responsabilita&#8217; delle aggressioni ricade esclusivamente su chi le organizza e le mette in atto&#8221;, dice ancora la nota. (ANSA).</p>
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		<title>VAL DI SUSA: A UNA VIOLENZA CHE EVOLVE DEVONO CORRISPONDERE STRUMENTI DI CONTRASTO SEMPRE PIÙ EFFICACI</title>
		<link>https://www.anfp.it/val-di-susa-strumenti-contrasto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'esperienza maturata in questi anni dimostra che i gruppi più violenti hanno progressivamente affinato la propria capacità organizzativa, adattando tattiche e strategie operative, sfruttando le nuove tecnologie per il coordinamento e le comunicazioni e sviluppando modalità di azione sempre più complesse. Si tratta di un fenomeno in continua evoluzione, che richiede un costante adeguamento degli strumenti di contrasto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/val-di-susa-strumenti-contrasto">VAL DI SUSA: A UNA VIOLENZA CHE EVOLVE DEVONO CORRISPONDERE STRUMENTI DI CONTRASTO SEMPRE PIÙ EFFICACI</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I gravissimi episodi di violenza verificatisi in Val di Susa impongono una riflessione che vada oltre la cronaca e le inevitabili polemiche del momento.<br />
L&#8217;esperienza maturata in questi anni dimostra che i gruppi più violenti hanno progressivamente affinato la propria capacità organizzativa, adattando tattiche e strategie operative, sfruttando le nuove tecnologie per il coordinamento e le comunicazioni e sviluppando modalità di azione sempre più complesse. Si tratta di un fenomeno in continua evoluzione, che richiede un costante adeguamento degli strumenti di contrasto.<br />
Le Forze di polizia hanno sempre dimostrato una straordinaria capacità di adattamento alle nuove forme di criminalità e di violenza. Oggi, però, questo sforzo deve essere accompagnato da un analogo processo di evoluzione degli strumenti messi a loro disposizione. Investire nell&#8217;attività informativa, nell&#8217;addestramento, nelle tecnologie, nei sistemi di comunicazione, nei mezzi, nei dispositivi di protezione individuale e nelle dotazioni operative non rappresenta una scelta facoltativa, ma una necessità imposta dall&#8217;evoluzione delle minacce.<br />
L&#8217;ordine pubblico costituisce una delle funzioni più complesse affidate alle Forze di polizia. Gli operatori sono chiamati, ogni giorno, a garantire contemporaneamente il pieno esercizio delle libertà costituzionali e la tutela dell&#8217;ordine e della sicurezza pubblica. È un equilibrio delicato che richiede professionalità, esperienza, capacità di valutazione e strumenti adeguati ad affrontare scenari operativi in continua trasformazione.<br />
In questo contesto, appare naturale interrogarsi sull&#8217;adeguatezza degli strumenti di contrasto oggi disponibili. Ogni riflessione finalizzata a renderli più efficaci, sotto il profilo organizzativo, tecnologico, operativo e, ove necessario, anche normativo, merita di essere affrontata con attenzione e senza pregiudizi, nella piena consapevolezza che l&#8217;obiettivo non è comprimere i diritti, ma rafforzare la capacità dello Stato di prevenire e contrastare forme di violenza sempre più organizzate e sofisticate.<br />
L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene che il dibattito debba svilupparsi partendo da un principio semplice: a una violenza che evolve devono corrispondere strumenti di contrasto sempre più efficaci. È questa la condizione indispensabile per garantire la sicurezza degli operatori, la tutela dei cittadini, la difesa delle infrastrutture strategiche e il pieno esercizio delle libertà democratiche.<br />
Le oltre centoventi donne e uomini delle Forze dell&#8217;ordine rimasti feriti in Val di Susa rappresentano un monito che non può essere ignorato. La loro sicurezza coincide con quella della collettività. Per questo è necessario promuovere un costante processo di aggiornamento delle capacità di risposta dello Stato, affinché chi è chiamato a difendere la legalità possa operare con strumenti adeguati all&#8217;evoluzione delle minacce e delle sfide che è chiamato quotidianamente ad affrontare.</p>
<p>Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.</p>
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<p><strong>NO TAV: ANFP, VIOLENZA EVOLVE, ADEGUARE GLI STRUMENTI DI CONTRASTO Roma, 29 lug. (LaPresse) &#8211;</strong> &#8220;I gravissimi episodi di violenza verificatisi in Val di Susa impongono una riflessione che vada oltre la cronaca e le inevitabili polemiche del momento. L&#8217;esperienza maturata in questi anni dimostra che i gruppi piu&#8217; violenti hanno progressivamente affinato la propria capacita&#8217; organizzativa, adattando tattiche e strategie operative, sfruttando le nuove tecnologie per il coordinamento e le comunicazioni e sviluppando modalita&#8217; di azione sempre piu&#8217; complesse. Si tratta di un fenomeno in continua evoluzione, che richiede un costante adeguamento degli strumenti di contrasto&#8221;. Cosi&#8217; in una nota Enzo Letizia Segretario dell&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.&#8221;Le Forze di polizia &#8211; sottolinea &#8211; hanno sempre dimostrato una straordinaria capacita&#8217; di adattamento alle nuove forme di criminalita&#8217; e di violenza. Oggi, pero&#8217;, questo sforzo deve essere accompagnato da un analogo processo di evoluzione degli strumenti messi a loro disposizione. Investire nell&#8217;attivita&#8217; informativa, nell&#8217;addestramento, nelle tecnologie, nei sistemi di comunicazione, nei mezzi, nei dispositivi di protezione individuale e nelle dotazioni operative non rappresenta una scelta facoltativa, ma una necessita&#8217; imposta dall&#8217;evoluzione delle minacce. L&#8217;ordine pubblico costituisce una delle funzioni piu&#8217; complesse affidate alle Forze di polizia. Gli operatori sono chiamati, ogni giorno, a garantire contemporaneamente il pieno esercizio delle liberta&#8217; costituzionali e la tutela dell&#8217;ordine e della sicurezza pubblica. È un equilibrio delicato che richiede professionalita&#8217;, esperienza, capacita&#8217; di valutazione e strumenti adeguati ad affrontare scenari operativi in continua trasformazione. In questo contesto &#8211; prosegue Letizia &#8211; appare naturale interrogarsi sull&#8217;adeguatezza degli strumenti di contrasto oggi disponibili. Ogni riflessione finalizzata a renderli piu&#8217; efficaci, sotto il profilo organizzativo, tecnologico, operativo e, ove necessario, anche normativo, merita di essere affrontata con attenzione e senza pregiudizi, nella piena consapevolezza che l&#8217;obiettivo non e&#8217; comprimere i diritti, ma rafforzare la capacita&#8217; dello Stato di prevenire e contrastare forme di violenza sempre piu&#8217; organizzate e sofisticate.&#8221; &#8220;L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ritiene che il dibattito debba svilupparsi partendo da un principio semplice: a una violenza che evolve devono corrispondere strumenti di contrasto sempre piu&#8217; efficaci. È questa la condizione indispensabile per garantire la sicurezza degli operatori, la tutela dei cittadini, la difesa delle infrastrutture strategiche e il pieno esercizio delle liberta&#8217; democratiche. Le oltre centoventi donne e uomini delle Forze dell&#8217;ordine rimasti feriti in Val di Susa rappresentano un monito che non puo&#8217; essere ignorato. La loro sicurezza coincide con quella della collettivita&#8217;. Per questo e&#8217; necessario promuovere un costante processo di aggiornamento delle capacita&#8217; di risposta dello Stato, affinche&#8217; chi e&#8217; chiamato a difendere la legalita&#8217; possa operare con strumenti adeguati all&#8217;evoluzione delle minacce e delle sfide che e&#8217; chiamato quotidianamente ad affrontare&#8221;, conclude.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/val-di-susa-strumenti-contrasto">VAL DI SUSA: A UNA VIOLENZA CHE EVOLVE DEVONO CORRISPONDERE STRUMENTI DI CONTRASTO SEMPRE PIÙ EFFICACI</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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		<title>MAFIA: L&#8217;ALLARME DEL PROCURATORE DE LUCIA RICHIEDE UNA RISPOSTA CONCRETA DELLE ISTITUZIONI</title>
		<link>https://www.anfp.it/mafia-lallarme-procuratore-de-lucia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:43:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'audizione del Procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, davanti alla Commissione parlamentare antimafia offre un quadro lucido e preoccupante dell'evoluzione di Cosa Nostra e delle nuove sfide che lo Stato è chiamato ad affrontare</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/mafia-lallarme-procuratore-de-lucia">MAFIA: L&#8217;ALLARME DEL PROCURATORE DE LUCIA RICHIEDE UNA RISPOSTA CONCRETA DELLE ISTITUZIONI</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;audizione del Procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, davanti alla Commissione parlamentare antimafia offre un quadro lucido e preoccupante dell&#8217;evoluzione di Cosa Nostra e delle nuove sfide che lo Stato è chiamato ad affrontare.<br />
Le sue parole confermano, ancora una volta, che la mafia non è stata sconfitta: ha cambiato strategia. Meno appariscente, ma non meno pericolosa, investe nell&#8217;economia, nel riciclaggio internazionale, nel traffico di stupefacenti e nell&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie.<br />
Particolarmente allarmante è il fenomeno dei detenuti che continuano a impartire ordini criminali dal carcere attraverso l&#8217;utilizzo illecito di telefoni cellulari. Se un&#8217;organizzazione mafiosa riesce a mantenere la propria capacità di comando anche durante la detenzione dei suoi appartenenti, viene inevitabilmente ridotta l&#8217;efficacia dell&#8217;azione investigativa, dei processi e dei sacrifici compiuti quotidianamente dalle forze di polizia e dalla magistratura.<br />
L&#8217;ANFP ritiene che il regime del 41-bis abbia rappresentato e continui a rappresentare uno strumento fondamentale nel contrasto ai vertici delle organizzazioni mafiose. Al tempo stesso, appare necessario rafforzare anche i regimi di alta sicurezza, impedendo ogni forma di comunicazione illecita con l&#8217;esterno e dotando l&#8217;Amministrazione penitenziaria delle tecnologie e delle risorse necessarie per contrastare efficacemente l&#8217;introduzione di telefoni cellulari, droni e altri strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali.<br />
Destano inoltre forte preoccupazione le indicazioni relative al tentativo di acquisire armamenti sempre più sofisticati, compresi droni di impiego militare, e la capacità delle organizzazioni mafiose di operare stabilmente in reti criminali internazionali.<br />
Accanto al rafforzamento degli strumenti di contrasto, è indispensabile continuare a investire nelle investigazioni patrimoniali, nella cooperazione internazionale e nella valorizzazione delle professionalità delle Forze di polizia, della Direzione Investigativa Antimafia, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dell&#8217;Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria e della Magistratura, che quotidianamente conseguono risultati di straordinario rilievo.<br />
Le mafie evolvono rapidamente. Anche lo Stato deve continuare a evolvere, assicurando agli operatori strumenti normativi, tecnologici e organizzativi sempre più efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della legalità.</p>
<p>Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</p>
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<p><strong>MAFIA: ANFP, &#8216;ALLARME DE LUCIA RICHIEDE RISPOSTA CONCRETA ISTITUZIONI&#8217; = Roma , 28 lug. &#8211; (Adnkronos) &#8211;</strong> &#8220;L&#8217;audizione del Procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, davanti alla Commissione parlamentare antimafia offre un quadro lucido e preoccupante dell&#8217;evoluzione di Cosa Nostra e delle nuove sfide che lo Stato e&#8217; chiamato ad affrontare. Le sue parole confermano, ancora una volta, che la mafia non e&#8217; stata sconfitta: ha cambiato strategia. Meno appariscente, ma non meno pericolosa, investe nell&#8217;economia, nel riciclaggio internazionale, nel traffico di stupefacenti e nell&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie&#8221;. Cosi&#8217; in una nota Enzo Letizia segretario dell&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia. &#8220;Particolarmente allarmante e&#8217; il fenomeno dei detenuti che continuano a impartire ordini criminali dal carcere attraverso l&#8217;utilizzo illecito di telefoni cellulari &#8211; aggiunge &#8211; Se un&#8217;organizzazione mafiosa riesce a mantenere la propria capacita&#8217; di comando anche durante la detenzione dei suoi appartenenti, viene inevitabilmente ridotta l&#8217;efficacia dell&#8217;azione investigativa, dei processi e dei sacrifici compiuti quotidianamente dalle forze di polizia e dalla magistratura&#8221;. L&#8217;Anfp ritiene che &#8220;il regime del 41-bis abbia rappresentato e continui a rappresentare uno strumento fondamentale nel contrasto ai vertici delle organizzazioni mafiose. Al tempo stesso, appare necessario rafforzare anche i regimi di alta sicurezza, impedendo ogni forma di comunicazione illecita con l&#8217;esterno e dotando l&#8217;Amministrazione penitenziaria delle tecnologie e delle risorse necessarie per contrastare efficacemente l&#8217;introduzione di telefoni cellulari, droni e altri strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali&#8221;. &#8220;Destano inoltre forte preoccupazione le indicazioni relative al tentativo di acquisire armamenti sempre piu&#8217; sofisticati, compresi droni di impiego militare, e la capacita&#8217; delle organizzazioni mafiose di operare stabilmente in reti criminali internazionali &#8211; prosegue &#8211; Accanto al rafforzamento degli strumenti di contrasto, e&#8217; indispensabile continuare a investire nelle investigazioni patrimoniali, nella cooperazione internazionale e nella valorizzazione delle professionalita&#8217; delle Forze di polizia, della Direzione Investigativa Antimafia, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dell&#8217;Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria e della Magistratura, che quotidianamente conseguono risultati di straordinario rilievo. Le mafie evolvono rapidamente. Anche lo Stato deve continuare a evolvere, assicurando agli operatori strumenti normativi, tecnologici e organizzativi sempre piu&#8217; efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della legalita&#8217;&#8221;.</p>
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<p class="text-justify text-xl w-full overflow-y-scroll rassegna-content mt-0 mb-0 ng-star-inserted"><strong>MAFIA, ANFP: ASCOLTARE ALLARME DE LUCIA  (LA4NEWS/9Colonne) Roma, 28 lug</strong> &#8211; &#8220;L&#8217;audizione del Procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, davanti alla Commissione parlamentare antimafia offre un quadro lucido e preoccupante dell&#8217;evoluzione di Cosa Nostra e delle nuove sfide che lo Stato e&#8217; chiamato ad affrontare. Le sue parole confermano, ancora una volta, che la mafia non e&#8217; stata sconfitta: ha cambiato strategia. Meno appariscente, ma non meno pericolosa, investe nell&#8217;economia, nel riciclaggio internazionale, nel traffico di stupefacenti e nell&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie. Particolarmente allarmante e&#8217; il fenomeno dei detenuti che continuano a impartire ordini criminali dal carcere attraverso l&#8217;utilizzo illecito di telefoni cellulari. Se un&#8217;organizzazione mafiosa riesce a mantenere la propria capacita&#8217; di comando anche durante la detenzione dei suoi appartenenti, viene inevitabilmente ridotta l&#8217;efficacia dell&#8217;azione investigativa, dei processi e dei sacrifici compiuti quotidianamente dalle forze di polizia e dalla magistratura. L&#8217;ANFP ritiene che il regime del 41-bis abbia rappresentato e continui a rappresentare uno strumento fondamentale nel contrasto ai vertici delle organizzazioni mafiose. Al tempo stesso, appare necessario rafforzare anche i regimi di alta sicurezza, impedendo ogni forma di comunicazione illecita con l&#8217;esterno e dotando l&#8217;Amministrazione penitenziaria delle tecnologie e delle risorse necessarie per contrastare efficacemente l&#8217;introduzione di telefoni cellulari, droni e altri strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali. Destano inoltre forte preoccupazione le indicazioni relative al tentativo di acquisire armamenti sempre piu&#8217; sofisticati, compresi droni di impiego militare, e la capacita&#8217; delle organizzazioni mafiose di operare stabilmente in reti criminali internazionali. Accanto al rafforzamento degli strumenti di contrasto, e&#8217; indispensabile continuare a investire nelle investigazioni patrimoniali, nella cooperazione internazionale e nella valorizzazione delle professionalita&#8217; delle Forze di polizia, della Direzione Investigativa Antimafia, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dell&#8217;Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria e della Magistratura, che quotidianamente conseguono risultati di straordinario rilievo. Le mafie evolvono rapidamente. Anche lo Stato deve continuare a evolvere, assicurando agli operatori strumenti normativi, tecnologici e organizzativi sempre piu&#8217; efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della legalita&#8217;&#8221;. Cosi&#8217; in una nota <span class="highlight text-justify text-xl w-full overflow-y-scroll rassegna-content mt-0 mb-0 ng-star-inserted">Enzo</span> <span class="highlight text-justify text-xl w-full overflow-y-scroll rassegna-content mt-0 mb-0 ng-star-inserted">Letizia</span> segretario dell&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.</p>
<p><strong>Mafia: Anfp, allarme De Lucia richiede risposta concreta istituzioni Roma, 28 lug. (LaPresse)</strong> &#8211; &#8220;L&#8217;audizione del Procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio De Lucia, davanti alla Commissione parlamentare antimafia offre un quadro lucido e preoccupante dell&#8217;evoluzione di Cosa Nostra e delle nuove sfide che lo Stato e&#8217; chiamato ad affrontare. Le sue parole confermano, ancora una volta, che la mafia non e&#8217; stata sconfitta: ha cambiato strategia. Meno appariscente, ma non meno pericolosa, investe nell&#8217;economia, nel riciclaggio internazionale, nel traffico di stupefacenti e nell&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie. Particolarmente allarmante e&#8217; il fenomeno dei detenuti che continuano a impartire ordini criminali dal carcere attraverso l&#8217;utilizzo illecito di telefoni cellulari. Se un&#8217;organizzazione mafiosa riesce a mantenere la propria capacita&#8217; di comando anche durante la detenzione dei suoi appartenenti, viene inevitabilmente ridotta l&#8217;efficacia dell&#8217;azione investigativa, dei processi e dei sacrifici compiuti quotidianamente dalle forze di polizia e dalla magistratura&#8221;. Cosi&#8217; in una nota Enzo Letizia segretario dell&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.(Segue)</p>
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<p><strong>Mafia: Anfp, allarme De Lucia richiede risposta concreta istituzioni-2- Roma, 28 lug. (LaPresse)</strong> &#8211; L&#8217;ANFP &#8220;ritiene che il regime del 41-bis abbia rappresentato e continui a rappresentare uno strumento fondamentale nel contrasto ai vertici delle organizzazioni mafiose. Al tempo stesso, appare necessario rafforzare anche i regimi di alta sicurezza, impedendo ogni forma di comunicazione illecita con l&#8217;esterno e dotando l&#8217;Amministrazione penitenziaria delle tecnologie e delle risorse necessarie per contrastare efficacemente l&#8217;introduzione di telefoni cellulari, droni e altri strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali. Destano inoltre forte preoccupazione le indicazioni relative al tentativo di acquisire armamenti sempre piu&#8217; sofisticati, compresi droni di impiego militare, e la capacita&#8217; delle organizzazioni mafiose di operare stabilmente in reti criminali internazionali. Accanto al rafforzamento degli strumenti di contrasto &#8211; prosegue Letizia &#8211; e&#8217; indispensabile continuare a investire nelle investigazioni patrimoniali, nella cooperazione internazionale e nella valorizzazione delle professionalita&#8217; delle Forze di polizia, della Direzione Investigativa Antimafia, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dell&#8217;Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria e della Magistratura, che quotidianamente conseguono risultati di straordinario rilievo. Le mafie evolvono rapidamente. Anche lo Stato deve continuare a evolvere, assicurando agli operatori strumenti normativi, tecnologici e organizzativi sempre piu&#8217; efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela della legalita&#8217;&#8221;.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/mafia-lallarme-procuratore-de-lucia">MAFIA: L&#8217;ALLARME DEL PROCURATORE DE LUCIA RICHIEDE UNA RISPOSTA CONCRETA DELLE ISTITUZIONI</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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		<title>SICUREZZA: RICORDARE BEPPE MONTANA IL VALORE DELLA PASSIONE E DELLA DEDIZIONE AL SERVIZIO</title>
		<link>https://www.anfp.it/sicurezza-ricordare-beppe-montana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 10:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53482</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel quarantunesimo anniversario dell'uccisione del Commissario della Polizia di Stato Beppe Montana, rendiamo omaggio alla memoria di uno dei più straordinari investigatori impegnati nella lotta a Cosa Nostra</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/sicurezza-ricordare-beppe-montana">SICUREZZA: RICORDARE BEPPE MONTANA IL VALORE DELLA PASSIONE E DELLA DEDIZIONE AL SERVIZIO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel quarantunesimo anniversario dell&#8217;uccisione del Commissario della Polizia di Stato Beppe Montana, rendiamo omaggio alla memoria di uno dei più straordinari investigatori impegnati nella lotta a Cosa Nostra.<br />
Beppe Montana non viene ricordato soltanto per il sacrificio estremo che lo rese uno dei simboli della lotta alla mafia, ma anche per il suo modo di vivere la professione di poliziotto. Era un investigatore animato da una passione fuori dal comune, capace di dedicare tempo alle indagini anche oltre il normale orario di servizio, arrivando a utilizzare perfino la propria automobile per gli appostamenti, perché riteneva che la ricerca della verità e della giustizia non potesse essere scandita dall&#8217;orologio.<br />
La sua dedizione, il suo intuito investigativo e la capacità di guidare con l&#8217;esempio i colleghi rappresentano ancora oggi un patrimonio di valori per tutta la Polizia di Stato. La mafia lo scelse come bersaglio proprio perché aveva dimostrato di essere un investigatore tenace ed efficace, determinato a colpire i vertici dell&#8217;organizzazione criminale.<br />
Ricordare Beppe Montana significa riaffermare il valore di una Polizia di Stato composta da donne e uomini che, con professionalità, coraggio e spirito di servizio, mettono quotidianamente le proprie competenze al servizio della collettività, spesso ben oltre quanto formalmente richiesto.<br />
Il suo esempio continua a parlare alle nuove generazioni di funzionari e operatori di polizia, ricordando che la credibilità delle Istituzioni si costruisce ogni giorno attraverso il senso del dovere, la competenza e la capacità di anteporre l&#8217;interesse pubblico a quello personale.<br />
L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia si unisce al ricordo di Beppe Montana con profonda gratitudine e rinnova l&#8217;impegno a custodire e trasmettere la memoria di chi ha servito lo Stato con coraggio, passione e assoluta fedeltà ai valori della legalità.</p>
<p>Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.</p>
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<p><strong>Associazione funzionari di polizia rende omaggio a Beppe Montana (ANSA) &#8211; PALERMO, 28 LUG &#8211;</strong> Nel quarantunesimo anniversario dell&#8217;uccisione del commissario di polizia Beppe Montana, l&#8217;Associazione nazionale funzionari di polizia rende &#8220;omaggio alla memoria di uno dei più straordinari investigatori impegnati nella lotta a Cosa nostra&#8221;. &#8220;Ricordare Beppe Montana &#8211; si legge in una nota &#8211; significa riaffermare il valore di una polizia composta da donne e uomini che, con professionalità, coraggio e spirito di servizio, mettono quotidianamente le proprie competenze al servizio della collettività, spesso ben oltre quanto formalmente richiesto. Il suo esempio continua a parlare alle nuove generazioni di funzionari e operatori di polizia, ricordando che la credibilità delle Istituzioni si costruisce ogni giorno attraverso il senso del dovere, la competenza e la capacità di anteporre l&#8217;interesse pubblico a quello personale&#8221;. L&#8217;Associazione nazionale funzionari di polizia &#8220;si unisce al ricordo di Beppe Montana con profonda gratitudine e rinnova l&#8217;impegno a custodire e trasmettere la memoria di chi ha servito lo Stato con coraggio, passione e assoluta fedeltà ai valori della legalità&#8221;. (ANSA).</p>
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<p><strong>MAFIA: ANFP, &#8220;BEPPE MONTANA PATRIMONIO DI VALORI PER POLIZIA&#8221; = (AGI) &#8211; Roma, 28 lug. &#8211;</strong> Nel quarantunesimo anniversario dell&#8217;uccisione del Commissario della Polizia di Stato Beppe Montana, l&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia &#8220;rende omaggio alla memoria di uno dei piu&#8217; straordinari investigatori impegnati nella lotta a Cosa Nostra.Beppe Montana non viene ricordato soltanto per il sacrificio estremo che lo rese uno dei simboli della lotta alla mafia, ma anche per il suo modo di vivere la professione di poliziotto. Era un investigatore animato da una passione fuori dal comune, capace di dedicare tempo alle indagini anche oltre il normale orario di servizio, arrivando a utilizzare perfino la propria automobile per gli appostamenti, perche&#8217; riteneva che la ricerca della verita&#8217; e della giustizia non potesse essere scandita dall&#8217;orologio. La sua dedizione, il suo intuito investigativo e la capacita&#8217; di guidare con l&#8217;esempio i colleghi rappresentano ancora oggi un patrimonio di valori per tutta la Polizia di Stato. La mafia lo scelse come bersaglio proprio perche&#8217; aveva dimostrato di essere un investigatore tenace ed efficace, determinato a colpire i vertici dell&#8217;organizzazione criminale&#8221;. Cosi&#8217; in una nota Enzo Letizia segretario dell&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia. Per Anfp, &#8220;Ricordare Beppe Montana significa riaffermare il valore di una Polizia di Stato composta da donne e uomini che, con professionalita&#8217;, coraggio e spirito di servizio, mettono quotidianamente le proprie competenze al servizio della collettivita&#8217;, spesso ben oltre quanto formalmente richiesto. Il suo esempio continua a parlare alle nuove generazioni di funzionari e operatori di polizia, ricordando che la credibilita&#8217; delle Istituzioni si costruisce ogni giorno attraverso il senso del dovere, la competenza e la capacita&#8217; di anteporre l&#8217;interesse pubblico a quello personale. L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia si unisce al ricordo di Beppe Montana con profonda gratitudine e rinnova l&#8217;impegno a custodire e trasmettere la memoria di chi ha servito lo Stato con coraggio, passione e assoluta fedelta&#8217; ai valori della legalita&#8217;&#8221;. (AGI)</p>
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<p><a href="https://www.instagram.com/p/DbVVKeViB65/?igsh=YnN2aGRxbXR2c2l6">Articolo Lirio Abbate 28/07/2026</a></p>
<p><a href="https://www.siciliaunonews.com/2026/07/mafia-associazione-nazioanle-funzionari.html">Articolo Siciliaunonews 28/07/2026</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/sicurezza-ricordare-beppe-montana">SICUREZZA: RICORDARE BEPPE MONTANA IL VALORE DELLA PASSIONE E DELLA DEDIZIONE AL SERVIZIO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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		<title>VAL DI SUSA: APPREZZAMENTO PER LA VISITA DI MELONI E PIANTEDOSI. ORA SERVONO PIÙ MEZZI E TUTELE PER LE FORZE DI POLIZIA</title>
		<link>https://www.anfp.it/visita-meloni-piantedosi-val-di-susa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 16:05:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53472</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esprimiamo vivo apprezzamento per la visita della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, al cantiere della Torino-Lione, teatro dei gravissimi episodi di violenza che hanno provocato il ferimento di oltre 120 appartenenti alle Forze dell'ordine</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/visita-meloni-piantedosi-val-di-susa">VAL DI SUSA: APPREZZAMENTO PER LA VISITA DI MELONI E PIANTEDOSI. ORA SERVONO PIÙ MEZZI E TUTELE PER LE FORZE DI POLIZIA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esprimiamo vivo apprezzamento per la visita della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Ministro dell&#8217;Interno, Matteo Piantedosi, al cantiere della Torino-Lione, teatro dei gravissimi episodi di violenza che hanno provocato il ferimento di oltre 120 appartenenti alle Forze dell&#8217;ordine.<br />
La presenza della Presidente del Consiglio e del Ministro dell&#8217;Interno costituisce un significativo riconoscimento dell&#8217;impegno, della professionalità e del sacrificio delle donne e degli uomini delle Forze di polizia chiamati quotidianamente a tutelare la sicurezza del Paese, anche in contesti operativi caratterizzati da elevatissimi livelli di rischio.<br />
Abbiamo particolarmente apprezzato le parole della Presidente del Consiglio quando ha affermato che «questo non è dissenso, questa è violenza organizzata e premeditata» e che lo Stato non intende indietreggiare. È una distinzione fondamentale, che restituisce il giusto significato a quanto accaduto in Val di Susa e rende onore ai tanti cittadini che esprimono le proprie opinioni nel rispetto delle regole democratiche.<br />
La visita odierna rappresenta un importante segnale di attenzione istituzionale anche nei confronti del personale che, da anni, assicura senza soluzione di continuità la vigilanza dei cantieri della Torino-Lione, affrontando con equilibrio e senso dello Stato situazioni di straordinaria complessità.<br />
L&#8217;ANFP auspica che a questo significativo riconoscimento faccia seguito un costante impegno per garantire alle Forze di polizia risorse, mezzi, tecnologie, dispositivi di protezione e strumenti sempre più adeguati ad affrontare fenomeni di violenza organizzata che richiedono capacità operative e livelli di sicurezza all&#8217;altezza delle nuove minacce.<br />
La presenza oggi delle più alte Istituzioni dello Stato rappresenta un messaggio importante per tutti gli appartenenti alle Forze di polizia: il loro servizio, il loro sacrificio e la loro dedizione sono un patrimonio della Repubblica e meritano il pieno sostegno delle istituzioni democratiche.</p>
<p>Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia.</p>
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<p><strong>NO TAV: FUNZIONARI POLIZIA, &#8216;VIVO APPREZZAMENTO PER VISITA MELONI E PIANTEDOSI IN VAL DI SUSA&#8217; =Roma, 27 lug. (Adnkronos) &#8211;</strong> L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia esprime &#8220;vivo apprezzamento per la visita della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Ministro dell&#8217;Interno, Matteo Piantedosi, al cantiere della Torino-Lione, teatro dei gravissimi episodi di violenza che hanno provocato il ferimento di oltre 120 appartenenti alle Forze dell&#8217;ordine. La presenza della Presidente del Consiglio e del Ministro dell&#8217;Interno costituisce un significativo riconoscimento dell&#8217;impegno, della professionalita&#8217; e del sacrificio delle donne e degli uomini delle Forze di polizia chiamati quotidianamente a tutelare la sicurezza del Paese, anche in contesti operativi caratterizzati da elevatissimi livelli di rischio &#8211; afferma Enzo Letizia, segretario dell&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia. Abbiamo particolarmente apprezzato le parole della Presidente del Consiglio quando ha affermato che «questo non e&#8217; dissenso, questa e&#8217; violenza organizzata e premeditata» e che lo Stato non intende indietreggiare. È una distinzione fondamentale, che restituisce il giusto significato a quanto accaduto in Val di Susa e rende onore ai tanti cittadini che esprimono le proprie opinioni nel rispetto delle regole democratiche&#8221;. &#8220;La visita odierna rappresenta un importante segnale di attenzione istituzionale anche nei confronti del personale che, da anni, assicura senza soluzione di continuita&#8217; la vigilanza dei cantieri della Torino-Lione, affrontando con equilibrio e senso dello Stato situazioni di straordinaria complessita&#8217;. L&#8217;Anfp auspica che a questo significativo riconoscimento faccia seguito un costante impegno per garantire alle Forze di polizia risorse, mezzi, tecnologie, dispositivi di protezione e strumenti sempre piu&#8217; adeguati ad affrontare fenomeni di violenza organizzata che richiedono capacita&#8217; operative e livelli di sicurezza all&#8217;altezza delle nuove minacce. La presenza oggi delle piu&#8217; alte Istituzioni dello Stato rappresenta un messaggio importante per tutti gli appartenenti alle Forze di polizia: il loro servizio, il loro sacrificio e la loro dedizione sono un patrimonio della Repubblica e meritano il pieno sostegno delle istituzioni democratiche&#8221; conclude. (Dan/Adnkronos)</p>
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<p><strong>FUNZIONARI POLIZIA, BENE VISITA DI MELONI E PIANTEDOSI IN VAL DI SUSA (ANSA) &#8211; ROMA, 27 LUG &#8211;</strong> L&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia esprime &#8220;vivo apprezzamento per la visita della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e del ministro dell&#8217;Interno, Matteo Piantedosi, al cantiere della Torino-Lione, teatro dei gravissimi episodi di violenza che hanno provocato il ferimento di oltre 120 appartenenti alle forze dell&#8217;ordine&#8221;. La loro presenza, sottolinea il segretario dell&#8217;associazione Enzo Letizia, &#8220;costituisce un significativo riconoscimento dell&#8217;impegno, della professionalita&#8217; e del sacrificio delle donne e degli uomini delle forze di polizia chiamati quotidianamente a tutelare la sicurezza del Paese, anche in contesti operativi caratterizzati da elevatissimi livelli di rischio&#8221;. L&#8217;Anfp auspica che &#8220;a questo significativo riconoscimento faccia seguito un costante impegno per garantire alle forze di polizia risorse, mezzi, tecnologie, dispositivi di protezione e strumenti sempre piu&#8217; adeguati ad affrontare fenomeni di violenza organizzata che richiedono capacita&#8217; operative e livelli di sicurezza all&#8217;altezza delle nuove minacce&#8221;. (ANSA).</p>
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<p><strong>NO TAV: ANFP, APPREZZAMENTO PER VISITA DI MELONI E PIANTEDOSI Roma, 27 lug. (LaPresse) &#8211;</strong> L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia &#8220;esprime vivo apprezzamento per la visita della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Ministro dell&#8217;Interno, Matteo Piantedosi, al cantiere della Torino-Lione, teatro dei gravissimi episodi di violenza che hanno provocato il ferimento di oltre 120 appartenenti alle Forze dell&#8217;ordine&#8221;. Cosi&#8217; in una nota Enzo Letizia segretario dell&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia.&#8221;La presenza della Presidente del Consiglio e del Ministro dell&#8217;Interno costituisce un significativo riconoscimento dell&#8217;impegno, della professionalita&#8217; e del sacrificio delle donne e degli uomini delle Forze di polizia chiamati quotidianamente a tutelare la sicurezza del Paese, anche in contesti operativi caratterizzati da elevatissimi livelli di rischio&#8221;, prosegue Letizia che sottolinea: &#8220;Abbiamo particolarmente apprezzato le parole della Presidente del Consiglio quando ha affermato che &#8216;questo non e&#8217; dissenso, questa e&#8217; violenza organizzata e premeditata&#8217; e che lo Stato non intende indietreggiare. È una distinzione fondamentale, che restituisce il giusto significato a quanto accaduto in Val di Susa e rende onore ai tanti cittadini che esprimono le proprie opinioni nel rispetto delle regole democratiche. La visita odierna rappresenta un importante segnale di attenzione istituzionale anche nei confronti del personale che, da anni, assicura senza soluzione di continuita&#8217; la vigilanza dei cantieri della Torino-Lione, affrontando con equilibrio e senso dello Stato situazioni di straordinaria complessita&#8217;&#8221;. L&#8217;Anfp &#8220;auspica che a questo significativo riconoscimento faccia seguito un costante impegno per garantire alle Forze di polizia risorse, mezzi, tecnologie, dispositivi di protezione e strumenti sempre piu&#8217; adeguati ad affrontare fenomeni di violenza organizzata che richiedono capacita&#8217; operative e livelli di sicurezza all&#8217;altezza delle nuove minacce. La presenza oggi delle piu&#8217; alte Istituzioni dello Stato rappresenta un messaggio importante per tutti gli appartenenti alle Forze di polizia: il loro servizio, il loro sacrificio e la loro dedizione sono un patrimonio della Repubblica e meritano il pieno sostegno delle istituzioni democratiche&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/visita-meloni-piantedosi-val-di-susa">VAL DI SUSA: APPREZZAMENTO PER LA VISITA DI MELONI E PIANTEDOSI. ORA SERVONO PIÙ MEZZI E TUTELE PER LE FORZE DI POLIZIA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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