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	<title>Editoriali Archivi - Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</title>
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	<title>Editoriali Archivi - Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</title>
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		<title>VENT’ANNI DOPO: LA CATTURA DI PROVENZANO E LA LEZIONE DEGLI INVESTIGATORI</title>
		<link>https://www.anfp.it/cattura-provenzano-lezione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 09:57:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vent’anni non sono soltanto una distanza temporale. Sono il tempo necessario per comprendere fino in fondo il significato di alcuni eventi. L’11 aprile 2006, con la cattura di Bernardo Provenzano, lo Stato non arrestò soltanto un latitante. Dimostrò, soprattutto, che anche l’invisibilità può essere sconfitta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vent’anni non sono soltanto una distanza temporale. Sono il tempo necessario per comprendere fino in fondo il significato di alcuni eventi. L’11 aprile 2006, con la cattura di Bernardo Provenzano, lo Stato non arrestò soltanto un latitante. Dimostrò, soprattutto, che anche l’invisibilità può essere sconfitta.</p>
<p>Provenzano non era un boss qualunque. Era il simbolo di una mafia che aveva imparato a sottrarsi allo scontro frontale, a nascondersi, a mimetizzarsi nel territorio. Dopo la stagione stragista, aveva scelto il silenzio, trasformando la latitanza in uno strumento di potere. Per questo la sua cattura assume un valore che va oltre il dato giudiziario: segna il passaggio da una mafia visibile a una mafia sommersa, e la capacità dello Stato di adattare la propria risposta.</p>
<p>Ma se c’è una chiave di lettura che, a vent’anni di distanza, merita di essere rimessa al centro, è quella del lavoro investigativo.</p>
<p>Troppo spesso si tende a ricordare il momento del blitz, l’immagine finale. Molto più raramente si riflette su ciò che rende possibile quel momento. La cattura di Provenzano è stata, prima di tutto, il risultato di anni di lavoro paziente, ostinato, rigoroso. Un lavoro fatto di pedinamenti, intercettazioni, analisi, conoscenza profonda del territorio. Un lavoro che non fa rumore, che non cerca visibilità, ma che costruisce risultati.</p>
<p>In questo contesto emerge con chiarezza il ruolo della Squadra Catturandi della Mobile di Palermo e, in particolare, la figura di Renato Cortese, che ne era alla guida.</p>
<p>La Catturandi rappresenta, forse più di ogni altra articolazione investigativa, l’essenza di un certo modo di intendere il lavoro di polizia: specializzazione, continuità, capacità di muoversi nel tempo lungo. Non inseguire l’evento, ma costruire il risultato.</p>
<p>Cortese e i suoi uomini non hanno semplicemente cercato Provenzano. Hanno ricostruito il suo mondo. Hanno decifrato il linguaggio dei “pizzini”, trasformando foglietti apparentemente insignificanti in mappe relazionali. Hanno seguito i “postini”, osservato movimenti minimi, colto segnali deboli. Hanno, in sostanza, fatto ciò che distingue l’investigazione di qualità: trasformare dettagli in strategia.</p>
<p>È questa la vera lezione di quella cattura.</p>
<p>Non l’eccezionalità del risultato, ma la normalità del metodo. Non l’evento, ma il processo. Non il gesto finale, ma la somma di scelte corrette, ripetute nel tempo.</p>
<p>In un’epoca in cui anche la criminalità organizzata ha cambiato pelle – diventando sempre più silenziosa, sempre più infiltrata nei circuiti economici, sempre meno visibile – quella lezione è straordinariamente attuale. Le mafie di oggi non cercano lo scontro, cercano lo spazio. E per contrastarle non servono scorciatoie, ma esattamente ciò che ha portato alla cattura di Provenzano: competenza, pazienza, continuità.</p>
<p>C’è poi un ulteriore elemento che merita di essere sottolineato. La cattura di Provenzano dimostra che la forza dello Stato non risiede soltanto nelle norme o negli strumenti, ma nelle persone. Nella qualità degli investigatori, nella loro capacità di lavorare insieme, nella loro dedizione.</p>
<p>È una verità semplice, ma spesso dimenticata.</p>
<p>Oggi, mentre si discute di sicurezza, di modelli organizzativi, di risorse, forse dovremmo ripartire proprio da qui. Dalla consapevolezza che risultati come quello dell’11 aprile 2006 non nascono per caso. Sono il frutto di professionalità costruite nel tempo, di strutture specializzate, di uomini e donne che scelgono di lavorare nell’ombra per garantire un risultato che, quando arriva, appartiene a tutti.</p>
<p>Vent’anni dopo, la cattura di Provenzano resta questo:</p>
<p>non solo una vittoria dello Stato sulla mafia,</p>
<p>ma la dimostrazione concreta di cosa lo Stato è capace di essere, quando esprime il meglio di sé.</p>
<p>Roma, 11 aprile 2026</p>
<p>Enzo Marco Letizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/04/Editoriale-11-aprile-2026.pdf">Editoriale-11-aprile-2026</a></p>
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		<item>
		<title>ROGOREDO: QUANDO LO STATO DECIDE IN UNA MANCIATA DI SECONDI</title>
		<link>https://www.anfp.it/rogoredo-quando-lo-stato-decide-in-una-manciata-di-secondi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 17:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono fatti di cronaca che impongono un dovere preliminare: fermarsi. Fermarsi prima dei giudizi, prima delle contrapposizioni, prima delle semplificazioni che servono solo a cercare consenso, a costruire nemici da additare o slogan da ripetere. L’episodio di Rogoredo riporta al centro un tema delicatissimo che lo Stato non può permettersi di affrontare con superficialità: [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono fatti di cronaca che impongono un dovere preliminare: fermarsi.</p>
<p>Fermarsi prima dei giudizi, prima delle contrapposizioni, prima delle semplificazioni che servono solo a cercare consenso, a costruire nemici da additare o slogan da ripetere.</p>
<p>L’episodio di Rogoredo riporta al centro un tema delicatissimo che lo Stato non può permettersi di affrontare con superficialità: il rapporto tra sicurezza, tutela della vita umana e uso legittimo della forza. Perché la sicurezza non è una parola astratta, ma una responsabilità pubblica che si esercita in un contesto reale, spesso imprevedibile, che non concede il lusso della calma né la possibilità di riscrivere il tempo dopo che è trascorso. Chi interviene lo fa per dovere, non per scelta personale, e questa è una verità che va tenuta insieme a un’altra, altrettanto essenziale: ogni vita conta.</p>
<p>Un poliziotto è un servitore dello Stato chiamato a decidere in una frazione di secondo, in condizioni di rischio, con informazioni incomplete, in scenari confusi, con la consapevolezza che un errore può essere irreparabile.</p>
<p>Chi non vive questi contesti tende a immaginare che l’intervento sia lineare, ordinato, prevedibile, come una sequenza di passaggi ordinati; ma la realtà è un’altra ed è fatta di attimi che non si possono rallentare, di immagini e risultanze che cambiano improvvisamente, di minacce che possono essere concrete o solo apparentemente tali, e di decisioni che non possono essere rimandate.</p>
<p>Il punto decisivo è proprio questo: non si giudica con il comodo del “dopo”, occorre mettersi nei panni del poliziotto che ha agito in quel momento, nel tempo reale dell’azione e non nella quiete della ricostruzione. Serve quindi un accertamento serio e rispettoso di tutte le persone coinvolte, ma serve soprattutto una riflessione più ampia che guardi oltre il singolo caso, perché una sicurezza credibile richiede regole chiare, formazione e tutela, la credibilità di un poliziotto e dell’Autorità si regge sulla fiducia e sul rispetto delle regole.</p>
<p>Uno Stato serio deve garantire formazione, linee operative coerenti, strumenti proporzionati, protezione giuridica e assistenza a chi lavora in prima linea, senza scaricare sul singolo le contraddizioni di un sistema che pretende tutto e riconosce troppo poco.</p>
<p>Difendere la legalità significa difendere anche chi la applica, perché sicurezza non significa brutalità e non significa impunità: sicurezza significa equilibrio, responsabilità, disciplina e presenza dello Stato dove lo Stato è chiamato a esserci.</p>
<p>Il cittadino ha diritto a essere protetto e chi quel diritto lo difende ha diritto a non essere abbandonato. E questo è un altro punto: non si costruisce una società più giusta indebolendo chi garantisce l’ordine democratico e non si costruisce una società più sicura rinunciando ai principi che ne sono il fondamento, ma nella capacità, tutta italiana, di pretendere sicurezza e legalità nello stesso tempo, senza ipocrisie e senza scorciatoie.</p>
<p>Perché la forza dello Stato non è l’assenza di limiti, è la capacità di esercitare il potere con misura e di proteggere chi lo esercita per difendere tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma, 30 gennaio 2026</p>
<p>IL SEGRETARIO NAZIONALE</p>
<p>ENZO MARCO LETIZIA</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/01/Editoriale-Rogoredo-30-genn-2026.pdf">Editoriale Rogoredo 30 genn 2026</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>EDITORIALE: DOPO PALAZZO CHIGI, REALISMO E IL DOVERE DI NON ARRETRARE</title>
		<link>https://www.anfp.it/dopo-palazzo-chigi-non-arretrare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 11:11:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incontro tenutosi ieri a Palazzo Chigi con il Sottosegretario Mantovano, al quale hanno partecipato anche il Ministro dell'Interno, dell'Economia e Finanza, della Funzione Pubblica ed il Sottosegretario alla Giustizia ha rappresentato un passaggio politico significativo, tanto per le modalità con cui è stato convocato quanto per i contenuti illustrati dal Governo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/dopo-palazzo-chigi-non-arretrare">EDITORIALE: DOPO PALAZZO CHIGI, REALISMO E IL DOVERE DI NON ARRETRARE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’incontro tenutosi ieri a Palazzo Chigi con il Sottosegretario Mantovano, al quale hanno partecipato anche il Ministro dell&#8217;Interno, dell&#8217;Economia e Finanza, della Funzione Pubblica ed il Sottosegretario alla Giustizia ha rappresentato un passaggio politico significativo, tanto per le modalità con cui è stato convocato quanto per i contenuti illustrati dal Governo.</p>
<p>Abbiamo scelto di partecipare con atteggiamento costruttivo, riconoscendo il valore del confronto istituzionale. Ma il dovere di trasparenza verso i colleghi impone una valutazione chiara, non formale, di ciò che abbiamo ascoltato.</p>
<p>Sul piano economico, la risposta della prossima legge di bilancio appare ancora insufficiente rispetto alle attese e ai bisogni reali del personale.</p>
<p>Il finanziamento del lavoro straordinario sarà coperto tramite il DL Anticipi (156/2025) e la Legge di Bilancio, ma solo per una porzione limitata del fabbisogno, mentre l’ulteriore stanziamento annunciato per la previdenza dedicata costituisce un passo avanti, piccolo, ma non ancora risolutivo.</p>
<p>Su specificità, sull’adeguamento previdenziale complessivo e sulla valorizzazione dell’area negoziale dirigenziale, il Governo ha rimandato ogni decisione a un momento successivo. Una scelta che risente anche del contesto macroeconomico e della procedura europea di infrazione per eccessivo indebitamento, la cui chiusura viene indicata come condizione per interventi strutturali più incisivi.</p>
<p>Non possiamo nascondere la delusione.</p>
<p>La Polizia di Stato continua a sostenere, in prima linea, la sicurezza del Paese, garantendo prossimità, ordine pubblico, tutela dei cittadini e presenza costante nei territori. Non basta riconoscerlo a parole: servono risorse adeguate, investimenti coerenti e una visione di lungo periodo.</p>
<p>A ciò si aggiunge un elemento politico e ordinamentale che non può essere sottovalutato.</p>
<p>La convocazione irrituale, nella quale la componente militare è stata posta con evidenza preminente, suggerisce una tendenza che rischia di modificare gli equilibri del modello di sicurezza previsto dalla Legge 121/1981, sbilanciando il baricentro verso le Forze Armate e riducendo il ruolo delle Forze di Polizia come amministrazioni civili responsabili della sicurezza interna.</p>
<p>Un segnale che deve indurre riflessione e vigilanza: la sicurezza del Paese non può essere declinata solo in chiave militare. È innanzitutto presidio democratico, civile, territoriale, fondato sul rapporto quotidiano con la comunità.</p>
<p>Per questo l’ANFP continuerà a chiedere:</p>
<ul>
<li>un intervento strutturale sulla specificità, non più rinviabile;</li>
<li>il completamento della previdenza dedicata con risorse adeguate;</li>
<li>un finanziamento stabile dello straordinario;</li>
<li>la valorizzazione dell’area dirigenziale, elemento essenziale per l’efficienza del sistema e la sostenibilità delle responsabilità di direzione.</li>
</ul>
<p>Noi non arretriamo.</p>
<p>Chiediamo ciò che è giusto, non ciò che è comodo: riconoscimento del ruolo, condizioni di lavoro dignitose, strumenti adeguati per chi ogni giorno regge il peso della sicurezza del Paese.</p>
<p>E lo faremo come sempre: con lucidità, determinazione, tenacia — senza mai mollare — continuando senza sosta a rappresentare e tutelare le legittime aspettative dei Funzionari e Dirigenti di Polizia, con la stessa forza con cui essi garantiscono sicurezza ai cittadini.</p>
<p>Il confronto continua.</p>
<p>La nostra voce resterà ferma, credibile e presente dove si decide il futuro del Comparto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma, 10 dicembre 2025</p>
<p>Enzo Marco Letizia</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2025/12/Editoriale-10-dicembre-2025.pdf">Editoriale 10 dicembre 2025</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/dopo-palazzo-chigi-non-arretrare">EDITORIALE: DOPO PALAZZO CHIGI, REALISMO E IL DOVERE DI NON ARRETRARE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>EDITORIALE: SCUDO PENALE PAROLE INGANNEVOLI, NESSUNA IMPUNITA’, MA UNA TUTELA NECESSARIA</title>
		<link>https://www.anfp.it/editoriale-scudo-penale-parole-ingannevoli-nessuna-impunita-ma-una-tutela-necessaria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 14:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS 6/02]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un momento storico in cui le forze di polizia sono chiamate ad affrontare sfide sempre più complesse per garantire sicurezza e ordine pubblico, il dibattito sul cosiddetto &#8220;scudo penale&#8221; rischia di essere travisato. È doveroso chiarire che i poliziotti non chiedono né immunità né esenzioni dal controllo giudiziario, ma strumenti che garantiscano una maggiore [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un momento storico in cui le forze di polizia sono chiamate ad affrontare sfide sempre più complesse per garantire sicurezza e ordine pubblico, il dibattito sul cosiddetto &#8220;scudo penale&#8221; rischia di essere travisato. È doveroso chiarire che i poliziotti non chiedono né immunità né esenzioni dal controllo giudiziario, ma strumenti che garantiscano una maggiore equità nel trattamento di chi agisce adempiendo al proprio dovere.</p>
<p>Sosteniamo che il nostro ordinamento giuridico, basato sullo stato di diritto, deve assicurare che ogni azione della Forza Pubblica sia verificata e legittimata da un’attenta valutazione giudiziaria. Tuttavia, è altrettanto necessario evitare che chi opera in divisa sia automaticamente sottoposto a indagine penale – con il conseguente peso economico e psicologico – per azioni compiute nel rispetto delle leggi e nell’interesse collettivo.</p>
<p>Essere indagati significa dover affrontare spese legali che incidono su stipendi già modesti, spesso percepiti da chi mette a rischio la propria vita per la sicurezza dei cittadini. Non si tratta di chiedere privilegi, ma di evitare situazioni ingiuste che equiparano chi tutela la legalità a chi la infrange.</p>
<p>La proposta, impropriamente definita &#8220;scudo penale&#8221; genera polemiche fuorvianti e divisive che corrono il rischio di alimentare l’acredine contro le Forze di Polizia e non mira a sottrarre gli operatori di polizia al controllo giudiziario. Al contrario, a nostro parere dovrebbe prevedere l’introduzione di un filtro preventivo per valutare la necessità di un procedimento penale, evitando avvii automatici che, in molti casi, si concludono con l’archiviazione. Una misura di buon senso, che potrebbe essere affidata a un organo superiore, come il procuratore generale presso la Corte d’Appello, per garantire una maggiore esperienza nel rendere giustizia.</p>
<p>La tutela di chi indossa una divisa passa anche attraverso il riconoscimento del sacrificio e delle difficoltà che caratterizzano il lavoro quotidiano degli operatori. È una questione di giustizia e di rispetto per chi, con professionalità e dedizione, garantisce i diritti di tutti i cittadini.</p>
<p>L’Associazione continuerà a battersi per queste tutele, nel rispetto della legge e della Costituzione, con l’obiettivo di proteggere i diritti di chi ogni giorno opera per difendere quelli di tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma, 15 gennaio 2025</p>
<p>Enzo Marco Letizia</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2025/01/Editoriale-15-gennaio-Scudo-penale-1.pdf">Editoriale 15 gennaio Scudo penale</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/editoriale-scudo-penale-parole-ingannevoli-nessuna-impunita-ma-una-tutela-necessaria">EDITORIALE: SCUDO PENALE PAROLE INGANNEVOLI, NESSUNA IMPUNITA’, MA UNA TUTELA NECESSARIA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA SPECIFICITA&#8217; DEL DIRIGENTE DI POLIZIA</title>
		<link>https://www.anfp.it/la-specificita-del-dirigente-di-polizia</link>
					<comments>https://www.anfp.it/la-specificita-del-dirigente-di-polizia#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 11:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dirigente di polizia è chiamato a ricoprire molteplici ruoli, i cui campi d’azione e gli obbiettivi da raggiungere risultano essere diversificati. La sicurezza del Paese è la risultante di un sistema complesso generato dall’evoluzione socio-economica che richiede un approccio ai problemi sempre più multidisciplinare, sia sotto il profilo giuridico-amministrativo che operativo. Perciò, il dirigente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il dirigente di polizia è chiamato a ricoprire molteplici ruoli, i cui campi d’azione e gli obbiettivi da raggiungere risultano essere diversificati. La sicurezza del Paese è la risultante di un sistema complesso generato dall’evoluzione socio-economica che richiede un approccio ai problemi sempre più multidisciplinare, sia sotto il profilo giuridico-amministrativo che operativo. Perciò, il dirigente di polizia è un manager della sicurezza non comparabile ad altri ruoli dirigenziali, sia nel settore privato che in quello pubblico.</p>



<p>La sicurezza è anche la risultante di un sistema diffuso, capillare ed unitario in cui i presidi di polizia sono interconnessi, poiché un evento significativo, sotto il profilo di polizia, necessita di accertamenti, di approfondimenti, di dati e verifiche che travalicano i confini di una città, di una provincia e di una regione, i cui effetti in termine di ordine e sicurezza pubblica, possono avere risvolti e conseguenze su tutto il territorio nazionale. Pertanto, sono necessari tempi d’intervento e decisioni assai rapide che, per essere garantite, richiedono un’organizzazione gerarchica, che, tra l’altro, rappresenta uno dei tratti caratteristici dell’unitarietà dell’azione della dirigenza di polizia. Perciò, l’attività dirigenziale di quest’ultima possiede una specificità intrinseca che la distingue profondamente dalle altre dirigenze anche di natura pubblica.</p>



<p>Tale specificità non può che essere connessa alla valorizzazione delle specifiche funzioni di direzione e controllo, di indirizzo e di coordinamento delle unità dipendenti ad ogni livello, sia territoriale che centrale, nell’ottica di migliorare i servizi tesi a soddisfare le sempre crescenti istanze di sicurezza che provengono dalla collettività e, al tempo stesso, ad affrontare le esigenze connesse al costante mutamento dell’intensità e della stessa natura delle minacce rilevanti per l’ordine e la sicurezza pubblica.</p>



<p>La pianificazione delle misure d’adottare necessita della conoscenza preliminare e approfondita dei contesti in cui dovranno essere effettuate e degli attori in gioco. Quindi, conoscere per pianificare non solo rappresenta il metodo su cui si gioca la sfida della sicurezza in cui forze di polizia, istituzioni e società civile sono quotidianamente impegnati, bensì, anche, uno degli elementi intrinseci della specificità del dirigente di polizia, strettamente legato alla sua formazione.</p>



<p>Roma, 5 ottobre 2021</p>



<p>Enzo Marco Letizia</p>



<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2021/10/LA-SPECIFICITA-DEI-FUNZIONARI-DI-POLIZIA-1.pdf">LA SPECIFICITA&#8217; DEL DIRIGENTE DI POLIZIA</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/la-specificita-del-dirigente-di-polizia">LA SPECIFICITA&#8217; DEL DIRIGENTE DI POLIZIA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>EDITORIALE: CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, LA TRASPARENZA E’ UN INVESTIMENTO</title>
		<link>https://www.anfp.it/editoriale-la-trasparenza-e-un-investimento</link>
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		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 08:12:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La trasparenza ben declinata è l’investimento migliore per la nostra organizzazione e l’antidoto più efficace contro i vecchi vizi e i veleni del disincanto, della frustrazione e della demotivazione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/editoriale-la-trasparenza-e-un-investimento">EDITORIALE: CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, LA TRASPARENZA E’ UN INVESTIMENTO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Occorre prendere coscienza che
nei consigli di amministrazione sono ancora molti i colleghi che non
demeriterebbero di essere promossi per l’impegno profuso e per i sacrifici
sostenuti. Eppure devono&nbsp; attendere tempi
ulteriori per il riconoscimento delle loro legittime aspettative. </p>



<p>Dall’avvio del procedimento fino
all’esito del Consiglio di Amministrazione la categoria e la nostra stessa Istituzione
vivono uno dei momenti più complessi e delicati, i cui effetti incidono
direttamente sulla direzione degli uffici e sulla vita professionale e
personale di ciascun collega.</p>



<p>Al riguardo, siamo convinti che
rendere comprensibile l’azione dell’Amministrazione attraverso regole <em>“di ingaggio”</em> che sappiano rispondere ad
una domanda assai semplice “<em>cosa debbo
fare per essere promosso?”,</em> sia l’unica via per dare certezze all’intera
categoria. Infatti siamo persuasi che la riconoscibilità dei criteri di
valutazione, con particolare riferimento al punteggio discrezionale, insieme
all’individuazione dei percorsi di carriera &nbsp;siano i capisaldi della trasparenza. &nbsp;</p>



<p>È dal 2000 che è disapplicato
l’Art.10 del Dlgs n.334/2000 sul percorso di carriera, il cui principio non può
essere ridotto a uno slogan:&nbsp; esso va
realizzato attraverso un processo graduale poiché il rischio, se non si procedesse
a tappe intermedie, è quello di danneggiare i tanti colleghi meritevoli che oggi
non possiedono i requisiti previsti dal percorso. L’entrata in vigore del
citato articolo 10 è stata ulteriormente prorogata al primo gennaio 2022,
perciò si utilizzi il tempo a disposizione per progettare la graduale
applicazione, attraverso un periodo di transizione. </p>



<p>Solo così, in futuro, si potrà
stabilire quali esperienze maturate e quali inclinazioni e attitudini&nbsp; professionali, gestionali e organizzative,
siano necessarie per accedere alle qualifiche superiori, in modo che siano
riconosciuti e premiati il merito, lo spirito di sacrificio, la competenza e la
preparazione e non ultima la capacità di assumersi responsabilità ad affrontare
i conseguenti rischi.</p>



<p>Al termine del processo, siamo
convinti che il percorso di carriera diventerà uno dei pilastri portanti di un
sistema trasparente su cui poggiare la fissazione degli indici di prestazione,
come l’identificazione dei criteri per la valorizzazione degli incarichi,
permettendo così di interrompere quel circolo vizioso, effetto dell’incertezza
del proprio futuro professionale, su cui attecchisce la mala pianta della
demotivazione e che produce divisioni interne.</p>



<p>La trasparenza in tal modo potrà
dare risposta alle seguenti domande: “<em>per
essere promossi quali esperienze minime è necessario aver maturato</em>?” E
ancora, “ <em>cosa bisogna aver dimostrato di
essere in grado di fare?”,</em> o&nbsp; “<em>quali doti gestionali ed umane è
indispensabile possedere per essere un buon dirigente?</em>” .</p>



<p>Occorre aggiungere che il
problema della valutazione per la promozione alla qualifica superiore richiede
comunque un approccio interdisciplinare,&nbsp;
in quanto, accanto al percorso di carriera, occorre individuare gli
indici di <em>performance </em>che consentano
di rendere valutabile l’apporto diversificato che ciascuno di noi è in grado di
rendere all’ufficio di appartenenza, che permettano di valorizzare gli
incarichi delicati ricoperti nella gestione dell’Ordine Pubblico, del Settore Logistico,
della Polizia Giudiziaria e di Prevenzione, della Polizia Amministrativa e
dell’Anticrimine. </p>



<p>Solo così porremo rimedio sia ad
una carenza prospettica sia alla mancanza di una disciplina capace di
stabilire, attraverso l’individuazione di un percorso professionale
caratterizzato da un denominatore comune, l’identikit del funzionario tipo.</p>



<p>La trasparenza ben declinata è
l’investimento migliore per la nostra organizzazione e l’antidoto più efficace
contro i vecchi vizi e i veleni del disincanto, della frustrazione e della
demotivazione. </p>



<p>Roma, 15 settembre 2020</p>



<p>Enzo Marco Letizia</p>



<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2020/09/Consiglio-di-Amministrazione-La-trasparenza-è-un-investimento.pdf">CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE: LA TRASPARENZA E&#8217; UN INVESTIMENTO</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/editoriale-la-trasparenza-e-un-investimento">EDITORIALE: CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, LA TRASPARENZA E’ UN INVESTIMENTO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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		<title>EDITORIALE: SIAMO PIÙ FORTI DEL VIRUS</title>
		<link>https://www.anfp.it/editoriale-siamo-piu-forti-del-virus</link>
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		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 11:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche in questa circostanza sapremo affrontare gli onerosi impegni con passione, spirito di servizio e senso di responsabilità, cui sapremo coniugare quel tratto di umanità che contraddistingue sempre il nostro operato e che tanto apprezzamento riscuote nei cittadini.                                                                  </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/editoriale-siamo-piu-forti-del-virus">EDITORIALE: SIAMO PIÙ FORTI DEL VIRUS</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il nostro Paese è stato più volte segnato da drammatiche vicende che è stato possibile superare anche grazie allo straordinario spirito di solidarietà degli Italiani, i quali non hanno lesinato energie per superare le difficili prove che catastrofi naturali, crisi economiche, terrorismo e mafie proponevano con drammatica ineluttabilità.   </p>



<p>  Oggi, il nostro Paese è di fronte alla sfida lanciata dal virus COVID-19, ogni giorno che passa ci fa capire che non si tratta di una semplice influenza, ma di una malattia pericolosa, specie per gli anziani e per i soggetti affetti da altre patologie.A rendere più dura la realtà che stiamo vivendo è, poi,  l’overdose di notizie, a volte contraddittorie, al punto che, nel sentire dei cittadini, vengono corrose l’autorevolezza della comunità scientifica e la credibilità delle autorità.     </p>



<p class="has-text-align-left">A noi Funzionari viene richiesto di essere parte attiva attraverso un efficace e qualificato contributo.             </p>



<p class="has-text-align-left">I nostri comportamenti dovranno essere razionali ed improntati a grande responsabilità, piena consapevolezza del ruolo, qualificata professionalità.                                                                         Occorrerà impegnarsi affinché si assicuri la piena osservanza delle misure di sicurezza emanate dal Governo per la salute delle persone e per il contenimento del morbo, quale prima ed importante forma di solidarietà verso le persone più deboli e quelle più esposte ai rischi del contagio.          </p>



<p class="has-text-align-left">Essere consapevoli di ciò costituirà il pilastro per poter affrontare questa nuova emergenza, per la cui soluzione sapremo dare il nostro consueto contributo.                                                                                                                </p>



<p class="has-text-align-left">Sono infatti convinto che anche in questa circostanza sapremo affrontare gli onerosi impegni con passione, spirito di servizio e senso di responsabilità, cui sapremo coniugare quel tratto di umanità che contraddistingue sempre il nostro operato e che tanto apprezzamento riscuote nei cittadini.                                                                                             </p>



<p class="has-text-align-left">Sono altresì convinto che sapremo essere coesi e flessibili,  adeguandoci con spirito unitario alle diverse problematiche che ci prospetterà un contesto in veloce ed imprevedibile evoluzione, alle quali sapremo dare giuste e corali soluzioni. Uniti siamo più forti del virus, ce la faremo e verrà il tempo in cui questa situazione che viviamo sarà alle nostre spalle e potremo guardare con orgoglio alla nostra azione sapendo che, ancora una volta, abbiamo contribuito al bene del Paese.                                                                                              </p>



<p class="has-text-align-left">Roma, 10 marzo 2020</p>



<p>Enzo Marco Letizia</p>


<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2020/03/EDITORIALE-SIAMO-PIU-FORTI-DEL-VIRUS.pdf">EDITORIALE: SIAMO PIU&#8217; FORTI DEL VIRUS</a></p><p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/editoriale-siamo-piu-forti-del-virus">EDITORIALE: SIAMO PIÙ FORTI DEL VIRUS</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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		<title>EDITORIALE: VERSO L&#8217;APERTURA DEL TAVOLO NEGOZIALE</title>
		<link>https://www.anfp.it/editoriale-verso-lapertura-del-tavolo-negoziale</link>
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		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 11:13:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Amministrazione con la convocazione delle O.O.S.S. per il 5 marzo p.v., avvia la fase preliminare dei lavori concernenti l’accordo sindacale per il personale dirigente della Polizia di Stato. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/editoriale-verso-lapertura-del-tavolo-negoziale">EDITORIALE: VERSO L&#8217;APERTURA DEL TAVOLO NEGOZIALE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Amministrazione con la
convocazione delle Organizzazioni Sindacali per il 5 marzo p.v., avvia la fase
preliminare dei lavori concernenti l’accordo sindacale per il personale
dirigente della Polizia di Stato. </p>



<p>Essa segna, al contempo,
sia l’inizio di un nuovo ciclo per le risposte alle aspettative dei dirigenti,
sia la prosecuzione del nostro progetto di valorizzazione delle carriere dei
funzionari di Polizia (ordinari, tecnici e medici), che come è noto, grazie
alla loro cultura, formazione ed esperienza tecnico-operativa ed
amministrativa, sono in grado di guidare l’organizzazione e il personale,
intervenendo con equilibrio, trasparenza e imparzialità sull’andamento degli
Uffici cui sono preposti, per promuovere, coordinare e gestire l’obiettivo
comune della sicurezza. </p>



<p>Siamo convinti, infatti, che
con il trattamento economico accessorio si debbano compensare le specifiche
funzioni di direzione, di indirizzo e di coordinamento ad ogni livello centrale
e territoriale, nell’ottica del miglioramento della funzionalità e
dell’efficienza dei servizi istituzionali assicurati dai dirigenti di Polizia,
che, tra l’altro, esercitano le funzioni dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.</p>



<p>Da sempre ci siamo
espressi affinché vengano riconosciute la nostra funzione, la sua specificità,
le caratteristiche e attribuzioni del nostro incarico e le responsabilità e
doveri che ne conseguono, attraverso sia una remunerazione che rispetti la
dignità personale e la competenza professionale, sia mediante istituti
normativi connessi alla peculiarità dell’esercizio dei nostri compiti
dirigenziali. </p>



<p>All’indomani della
pubblicazione del Riordino delle carriere, con il DLgs 95/2017, ci siamo
battuti per il finanziamento dell’area negoziale della dirigenza di Polizia. </p>



<p>Con realismo e senza
alcun tentennamento continueremo a batterci per ottenere ulteriori risorse per
il trattamento accessorio e le misure volte ad incentivare l’efficienza del
nostro servizio: entrambe oggetto delle procedure negoziali che ci riguardano. </p>



<p>L’istituzione dell’area
negoziale è stato un risultato storico, ma certamente non conclusivo.
L’appuntamento del 5 marzo segna l’avvio della storia dei contratti per la
dirigenza di Polizia, tutta ancora da scrivere. </p>



<p>Il contratto non
riguarderà solo gli aspetti economici, ma anche quelli normativi, che, in base
all’articolo 46 del Dlgs 95/2017, riguardano i permessi brevi per esigenze
personali, il regime delle aspettative, dei distacchi e dei permessi sindacali,
il trattamento di missione e di trasferimento, i criteri di massima per la
formazione e l’aggiornamento professionale, ed infine i criteri per la gestione
degli enti di assistenza del personale. </p>



<p>Si tratta di temi importanti
della nostra quotidianità. Ma ve ne sono altri, di pari rilevanza, che meritano
di entrare nel nostro contratto di lavoro. </p>



<p>In merito, tutto il
Consiglio Nazionale è impegnato nella costruzione della piattaforma
rivendicativa, in modo da essere preparati allorquando verremo convocati alla
Funzione Pubblica. Inoltre l’Associazione, coerentemente con la propria storia
e cultura, saprà ascoltare, recepire e sintetizzare le indicazioni che verranno,
sia dai quadri territoriali che da parte dei colleghi associati. </p>



<p>Roma, 28 febbraio 2020</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Enzo Marco Letizia</p>



<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2020/02/Editoriale_28_febb_verso-apertura-tavolo-negoziale-1.pdf">EDITORIALE ANFP 28 FEBBRAIO 2020</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/editoriale-verso-lapertura-del-tavolo-negoziale">EDITORIALE: VERSO L&#8217;APERTURA DEL TAVOLO NEGOZIALE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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		<item>
		<title>EDITORIALE: VERSO LA NOSTRA ASSEMBLEA</title>
		<link>https://www.anfp.it/editoriale-verso-la-nostra-assemblea</link>
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		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 11:09:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il congresso di una organizzazione è un appuntamento fondamentale della sua vita associativa, perché offre l’occasione di fare un consuntivo e di mettere le basi programmatiche per l’azione futura. Ma è anche un modo, il migliore, per consolidare la colleganza, la coesione e quello spirito unitario ingredienti indispensabili per il conseguimento dei nostri obiettivi, perché [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il congresso di una organizzazione è un appuntamento fondamentale della sua vita associativa, perché offre l’occasione di fare un consuntivo e di mettere le basi programmatiche per l’azione futura. Ma è anche un modo, il migliore, per consolidare la colleganza, la coesione e quello spirito unitario ingredienti indispensabili per il conseguimento dei nostri obiettivi, perché la soddisfazione delle aspettative di tutti e l’affermazione professionale e dei meriti di ogni collega fanno parte in ugual misura dei nostri traguardi, confermando che oltre ad essere un’Associazione di categoria, siamo diventati un vero e proprio sindacato, che sa prefiggersi, perseguire e raggiungere i traguardi che hanno valore per la nostra professione.</p>
<p>Ci prepariamo quindi a questo nostro appuntamento con la fiducia e l’orgoglio che derivano dalla convinzione che questo trascorso è stato un triennio fertile che ha prodotto buoni frutti e ci auguriamo prepari l’<em>humus</em> fecondo per quello a venire.</p>
<p>Non è solo rituale ricordare che questo è stato il triennio segnato dalla conquista epocale del riordino delle carriere, ma non è inutile rammentare che da subito abbiamo voluto sottolineare come si tratti di un punto di partenza, che deve essere seguito da azioni concrete che tutelino i nostri interessi legittimi, diano risposta alle nostre aspettative, valorizzino la nostra identità e specificità contribuendo a rafforzare quella che dobbiamo cominciare a chiamare con il suo nome, la responsabilità professionale e sociale del funzionario di polizia, tra i perni di una prospettiva strategica della sicurezza del Paese.</p>
<p>Persuasi di ciò, abbiamo scelto di accompagnare con il rafforzamento dell’impegno alla promozione di una cultura della sicurezza, attraverso un lavoro di analisi, produzione editoriale di ricerche e testi a cure di studiosi e colleghi, quell’azione quotidiana capace di dare il nostro contributo con la proposta ma anche con la critica, nelle relazioni con l’Amministrazione, con le istituzioni, con la politica, cercando di interpretare e rappresentare sia gli interessi dei più giovani, sia di quelli che hanno raggiunto le qualifiche apicali.</p>
<p>Le parabole da sempre ci ricordano il valore che ha un lavoro continuo e paziente che edifica e realizza, come quello delle api, un cammino diligente e deciso fatto di solidi passi.</p>
<p>Siamo ben consci che tanti sono gli ostacoli da rimuovere, tanti i problemi cui si deve dare soluzione e per questo ci vuole la collaborazione e l’unione di tutti nel nostro sodalizio per dare la forza necessaria alla realizzazione del nostro “progetto di categoria” che ruota intorno alla figura dell’autorità di Pubblica Sicurezza che ci distingue, nel comparto sicurezza, in modo specifico e rappresentando la nostra identità.</p>
<p>Roma, 6 novembre 2019</p>
<p>Enzo Marco Letizia</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2019/11/VERSO-LA-NOSTRA-ASSEMBLEA-1.pdf">VERSO LA NOSTRA ASSEMBLEA</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/editoriale-verso-la-nostra-assemblea">EDITORIALE: VERSO LA NOSTRA ASSEMBLEA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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		<item>
		<title>EDITORIALE: MORO, SOFFOCARONO UN LIBERO RESPIRO</title>
		<link>https://www.anfp.it/moro-soffocarono-un-libero-respiro</link>
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		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 08:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo che sapeva guardare lontano, consapevole dei  rischi di scelte che mirano a salvare l’esistente anziché al rinnovamento,  e dei pericoli per chi ricopre incarichi al servizio della collettività nel farsi condizionare dalle posizioni raggiunte dimenticando le responsabilità e il patto stretto con i cittadini e soprattutto con le nuove generazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/moro-soffocarono-un-libero-respiro">EDITORIALE: MORO, SOFFOCARONO UN LIBERO RESPIRO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quarantuno anni fa, in una strada di Roma, dentro a una macchina venne rinvenuto il corpo di Aldo Moro dopo una prigionia durata 55 giorni che segnò per sempre il Paese.</p>
<p>Oggi si può affermare che il Paese dimostrò coraggio, fermezza ed unità nel battere il terrorismo delle Brigate Rosse e lo stragismo nero. E&#8217; doveroso riconoscere che quella lotta fu  vinta anche grazie alla lungimiranza e al fiuto politico e forse visionario di Moro, grazie a quel disegno che vedeva nel dialogo promotore di coesione e di collaborazione attiva delle forze, partiti e istituzioni, popolo e Parlamento, il motore per lo sviluppo della democrazia e della società, sicura, armoniosa, compatta intorno agli ideali e ai principi costituzionali.  “<em>La </em><em>costruzione democratica dello Stato </em>&#8211; diceva– <em>non è un punto di arrivo, ma solo un punto di partenza.  </em>Perciò, sosteneva, <em>senza disconoscere la grandiosità del fenomeno per cui esso appare felice superamento di egoismi, affermazione di un’ideale, espansione nella giustizia delle personalità umane,</em> <em>bisognava dunque lavorare incessantemente</em> <em>rinunciando</em>  <em>anche alla più piccola delle concessioni, anche alla più innocente delle facilità di fronte a un’opinione pubblica giustamente sempre più esigente. Altrimenti la reazione</em>, ammonì proprio nel congresso del Partito in quel marzo 1976, <em>invece che mettere in discussione uomini e partiti, potrebbe chiamare in causa le libere istituzioni”</em>.</p>
<p>Sono parole profetiche le sue, quelle di un uomo che sapeva guardare lontano, consapevole dei  rischi di scelte che mirano a salvare l’esistente anziché al rinnovamento,  e dei pericoli per chi ricopre incarichi al servizio della collettività nel farsi condizionare dalle posizioni raggiunte dimenticando le responsabilità e il patto stretto con i cittadini e soprattutto con le nuove generazioni.</p>
<p>Questo pensiero rivolto ai giovani, alle loro fragilità rispetto a un futuro che dopo gli anni della ricostruzione e del boom sembrava forse meno promettente e carico di aspettative di successo e affermazione personale,  ritorna nelle sue lettere dalla prigionia, fin troppo esplorate e spesso usate ed abusate, ma che ben oltre l’aspetto squisitamente privato per quel che riguarda le missive destinate alla consorte o quello così tragico della sua consapevolezza di essere vicino alla morte, riecheggiano tutte le questioni morali, politiche e sociali che erano quello che gli storici hanno definito il suo “rovello” di statista e di uomo.</p>
<p>Per questo con parole diverse e sia pure con carcerieri e carnefici uguali per determinazione criminale, diversi per epoca e provenienza, le leggiamo oggi con la stessa partecipazione emotiva e umana con la quale leggiamo quelle di condannati a morte della Resistenza, quando Giordano Cavestro, poco meno di 20 anni, scrive ai compagni di lotta:  “<em>La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.  Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care”. </em>O quando Giancarlo Puecher  Passavalli (anche lui a 20 anni)  dice che l’ha amata la sua Patria: “<em>non la tradite, </em>scrive<em>, e voi tutti giovani d&#8217;Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale.  Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non sanno che l&#8217;uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia”. </em></p>
<p>Fin troppo spesso si dice che è infelice e ingiusto il Paese che ha bisogno di eroi: né quei ragazzi né quel leader che sapeva guardare oltre il presente si sentivano eroi e nemmeno martiri, ma semplicemente uomini che avevano fatto propri gli ideali di libertà, unità e giustizia.</p>
<p>A 41 anni di distanza da quel terribile giorno che ha rivelato il buio fanatico di chi uccidendo un uomo voleva colpire la democrazia può confortare leggere un brano di Aldo Moro che suona come una lezione e un incoraggiamento, anche per noi che ogni giorno quella democrazia e i diritti che ne sono i capisaldi la difendiamo in nome e insieme ai cittadini:  <em>&#8220;Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino, ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all&#8217;altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo&#8221;. </em></p>
<p>Queste parole sono una lezione  di storia e di democrazia che dedichiamo alle oltre 400 vittime del terrorismo ed a quei 100 uomini in divisa che sono stati assassinati dalla consapevole e imperdonabile follia dei terroristi.</p>
<p>Roma, 9 maggio 2019</p>
<p>Enzo Marco Letizia</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2019/05/Editoriale-Moro-2.pdf">Editoriale Moro</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/moro-soffocarono-un-libero-respiro">EDITORIALE: MORO, SOFFOCARONO UN LIBERO RESPIRO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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