Con il pagamento dell’una tantum e con l’aggiornamento delle voci accessorie con decorrenza dal 1° gennaio 2022 si concretizza un passaggio che va letto nella sua reale portata: non un semplice intervento economico, ma l’apertura di una fase nuova per la dirigenza di polizia.
Si tratta, a tutti gli effetti, dell’avvio delle stagioni contrattuali, vale a dire dell’ingresso della dirigenza in una dinamica stabile e continuativa di confronto negoziale, che supera definitivamente la logica degli interventi episodici e discontinui.
Questo passaggio produce effetti rilevanti su tre piani strettamente connessi: dignità, ruolo e prospettive.
Sul piano della dignità professionale, si interrompe una lunga fase nella quale la dirigenza è stata spesso collocata ai margini dei processi di valorizzazione economica. La disponibilità di risorse dedicate e l’avvio di un ciclo contrattuale strutturato rappresentano il riconoscimento, non più rinviabile, di una funzione che incide direttamente sulla sicurezza del Paese e sulla tenuta delle istituzioni democratiche.
Sul piano del ruolo, l’apertura delle stagioni contrattuali segna un cambio di paradigma. La funzione dirigenziale non è più destinataria di interventi occasionali, ma diventa oggetto di un confronto sistematico su priorità, risorse e strumenti. Questo consente di riallineare il riconoscimento economico e ordinamentale al livello delle responsabilità esercitate nella pianificazione, nella gestione e nell’esecuzione dei servizi di istituto, restituendo alla dirigenza la centralità che le compete nel sistema sicurezza.
Sul piano delle prospettive, il significato è ancora più evidente. L’una tantum non rappresenta un punto di arrivo, ma il primo passo di un percorso destinato a svilupparsi nel tempo. Dopo la definizione del contratto del restante personale del comparto sicurezza e difesa dovrà essere avviato il tavolo per il contratto della dirigenza, aprendo una sequenza di passaggi negoziali che collocano stabilmente la dirigenza all’interno dei processi decisionali e contrattuali.
Questo quadro si intreccia con un’altra criticità che non può più essere ignorata: la progressiva perdita di attrattività della carriera.
I segnali sono ormai evidenti: concorsi con meno partecipazione, difficoltà crescenti nel reclutamento di professionalità qualificate, una competizione sempre più forte con altri percorsi pubblici percepiti come più sostenibili sotto il profilo economico e delle prospettive di sviluppo.
È una dinamica che, se non invertita, rischia di tradursi in una vera e propria crisi vocazionale, con effetti diretti sulla qualità e sulla tenuta del sistema sicurezza.
In questo senso, l’avvio delle stagioni contrattuali rappresenterà anche una risposta strutturale a questa criticità: restituire dignità, prospettiva e riconoscimento al ruolo dirigenziale significa rafforzare la capacità dello Stato di attrarre, motivare e trattenere le professionalità necessarie.
In questo contesto, assume un valore determinante la forza della rappresentanza.
Nei tavoli contrattuali non bastano le argomentazioni: servono credibilità, coerenza e capacità di incidere. È su questo terreno che si misurerà la possibilità di tradurre l’avvio delle stagioni contrattuali in risultati concreti, strutturali e duraturi.
L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia considera questo passaggio una svolta.
Non si tratta solo di risorse, si tratta di riconoscimento. Si tratta di equilibrio del sistema sicurezza. Le stagioni contrattuali sono iniziate. E non si torna indietro.
Ora è il momento delle scelte, delle responsabilità e dei risultati.
Perché valorizzare la dirigenza di polizia non è un’opzione: è una necessità per la sicurezza e la stabilità del Paese.
Roma, 08 aprile 2026
Enzo Marco Letizia