RISULTATI ECONOMICI

Dopo oltre vent’anni di solitaria e pervicace rivendicazione nel 2017 si è conseguito il riordino del nostro ruolo con una più ampia dirigenzializzazione della carriera a cominciare dal Vice Questore Aggiunto. A seguito della revisione dei ruoli il personale dalla qualifica di Vice Questore Aggiunto fino a Dirigente Generale e qualifiche equiparate del ruolo dei tecnici e medici, è stato reinquadrato, dal 1° gennaio 2018, nelle rispettive posizioni economiche, prendendo in considerazione gli anni di servizio effettivo prestato, aumentato degli altri periodi computabili (es. gli anni di corso legali della laurea) ai fini stipendiali. Tale reinquadramento ha consentito di recuperare le classi e gli scatti non maturati a causa dei quattro anni di blocco economico (2011-2014).
La nuova progressione stipendiale ha anticipato di due anni la corresponsione della prima classe rispetto a quella prevista prima del riordino con tre steep progressivi della voce stipendiale tabellare ai 13, 18 e 23 anni di servizio nel ruolo, su cui si calcola l’importo di classi e scatti (prima del riordino gli steep connessi all’anzianità di servizio nel ruolo erano due, ai 15 e 25 anni). Dal nuovo sistema è derivato un aumento significativo degli emolumenti fissi e continuativi (in merito auspichiamo che il TEP risolvi al più presto i problemi connessi al programma di gestione contabile, che tanta confusione hanno generato nella percezione reale del riordino). Inoltre, è stato anticipato all’ottavo anno di servizio nel ruolo il c.d. adeguamento ISTAT per le voci dello stipendio tabellare, dell’indennità pensionabile, dell’indennità integrativa speciale e dell’indennità dirigenziale, infatti in precedenza il citato veniva applicato dopo 13 anni di servizio alla sola voce stipendio tabellare e dopo 15 anni alle altre indennità.
In quest’ultimo anno, in particolare, ci si è concentrati sulla soluzione di varie questioni di natura economica alcune delle quali sono state risolte positivamente, per le altre si è avuto l’impegno politico ad affrontarle con un indirizzo positivo.

Al riguardo, si è ottenuto:
• La computabilità ai fini stipendiali del corso quadriennale presso l’Istituto Superiore di Polizia con la relativa attribuzione di due classi stipendiali. Tale riconoscimento ha finalmente sanato una sperequazione ai danni dei c.d. quadriennalisti che si trascinava dagli anni ottanta rispetto agli ufficiali delle forze di polizia ad ordinamento militare ai quali gli venivano riconosciute, ai fini stipendiali, gli anni di corso di Accademia. Il corso quadriennale era un titolo equivalente alla laurea per l’immissione nel ruolo dei Commissari la quale, come noto, è stata sempre riconosciuta ai fini del computo di classi e scatti;

• la soluzione della disparità di trattamento economico tra i Vice Questori in possesso di un’anzianità di servizio nel ruolo superiore a 13 anni ed inferiore a 18 anni, con gli ufficiali (aventi il grado corrispondente e la medesima anzianità) delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamento militare. Infatti anche ai citati Vice Questori verrà applicato il medesimo coefficiente di abbattimento utilizzato per gli ufficiali che determina l’attribuzione di una classe in più e l’anticipo di un anno sulla maturazione della classe successiva;
• sulla base del principio, contenuto all’interno del riordino, che dispone che non si possono produrre effetti peggiorativi sul trattamento economico fisso e continuativo rispetto a quello percepito prima del riordino, sono state superate insidiose e penalizzanti interpretazioni restrittive. Pertanto, i colleghi con meno di 13 anni di servizio nel ruolo continueranno a percepire sia l’indennità di comando ai sensi della circolare nr. 559/A/2/764.M.5.6/ del 28 settembre 2015, sia l’assegno di funzione, di cui all’art. 8 del D.P.R. 16 aprile 2009 nr. 51. Infatti, tali emolumenti prima del riordino venivano corrisposti anche ai direttivi con la qualifica di Vice Questore Aggiunto fino al compimento del 13° anno di servizio nel ruolo;
• l’integrazione dei fondi destinati al pagamento dello straordinario eccedente per le forze di polizia, quindi anche per i dirigenti di queste ultime, per un ammontare complessivo di 38 milioni di euro con il decreto legge del 4 ottobre 2018 in tema di sicurezza.

IMPEGNI POLITICI SU TEMI ECONOMICI

Come è noto, le Commissioni Parlamentari Affari Costituzionali e Difesa riunite, nell’esprimere il parere sul correttivo al riordino, hanno invitato il Governo a risolvere le sperequazioni economico previdenziali che gravano sui Funzionari di Polizia rispetto agli Ufficiali delle Forze Armate e delle forze di Polizia ad ordinamento militare. In particolare le Commissioni Parlamentari hanno invitato il Governo:
• a prevedere la computabilità degli anni di corso di laurea ai fini pensionistici per i Funzionari di Polizia come è già previsto per gli ufficiali non di accademia dei Corpi militari per la cui immissione nel ruolo è richiesto il diploma di laurea;
• a rideterminare lo stanziamento per il fondo riservato ai Vice Questori Aggiunti, Vice Questore e qualifiche equiparate dei Funzionari tecnico-scientifici e medici, previsto dall’art. 45, comma 11, del Decreto sul riordino in quanto esso è inferiore rispetto ai fondi destinati alle qualifiche e gradi corrispondenti degli ufficiali dell’Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza;
• di predisporre un intervento finalizzato a preservare le legittime aspettative del personale contrattualizzato, secondo il meccanismo previgente al riordino che avrebbe conseguito benefici al trattamento economico secondo il sistema del c.d. “omogeneizzazione stipendiale”. Tale indirizzo assicurerebbe la percezione delle classi stipendiali al compimento dei 23 anni di servizio nel ruolo (allorquando si matura lo stipendio tabellare da Dirigente Superiore) senza il differimento del pagamento delle stesse, pur essendo maturate, ai 25 anni di servizio. D’altronde gli ufficiali non di accademia per la cui nomina in servizio è richiesto il possesso del diploma di laurea non subiscono alcuna soluzione di continuità nel percepire in busta paga le classi stipendiali.

In merito, siamo impegnati ad incalzare il Governo affinché traduca in provvedimenti normativi quanto indicato dalle Commissioni Parlamentari, inoltre proseguiamo con determinazione nella nostra rivendicazione tesa a finanziare il contratto per la dirigenza della polizia.

IL SEGRETARIO NAZIONALE
ENZO MARCO LETIZIA

NOTA DEL 12 OTTOBRE 2018