Signor Ministro,

nelle ultime settimane si sono fatti sempre più frequenti gli annunci di un provvedimento di tagli alle pensioni che, secondo notizie di autorevoli organi di stampa, non smentite, dovrebbero riguardare anche un numero significativo di funzionari e dirigenti della Polizia di Stato.
Qualora queste notizie dovessero rivelarsi fondate, riteniamo doveroso segnalarLe il nostro fermo convincimento che le pensioni percepite dai predetti funzionari e dirigenti (che definirle d’oro, peraltro, sarebbe un insulto se si guarda ai loro disagi e a quello delle famiglie) sono il frutto del lavoro di una vita, piena di trasferimenti di sedi, di rischi specie in terra di mafia e di delicate responsabilità, al servizio dello Stato e dei cittadini. Che sono state liquidate nel pieno rispetto della legge vigente nei settant’anni di vita Repubblicana e Costituzionale del Paese. Che sono tutelate dal principio di specificità, fissato per legge, e che ogni forma di taglio, come più volte ribadito dal Giudice delle Leggi del nostro ordinamento, sarebbe assolutamente contrario ai principi della nostra Costituzione.
Noi siamo certi che il Ministro dell’Interno saprà difendere, nel Governo e nel Parlamento, i diritti dei servitori dello Stato che ogni giorno, con impegno e professionalità, garantiscono la legalità e la tutela dei diritti di tutti i cittadini. Quei servitori dello Stato che nei momenti più delicati della lotta al terrorismo e alle mafie in Italia, hanno sempre saputo fare il loro dovere anche a costo del massimo dei sacrifici.
Per parte nostra, Le assicuriamo che non staremmo a guardare, ma contrasteremmo con ogni legittimo strumento, un eventuale illegittimo tentativo di negare un sacrosanto diritto degli operatori delle forze di polizia, nei confronti dei quali i vertici delle Istituzioni hanno sempre tenuto a ribadire la gratitudine del Paese.

Roma, 10 luglio 2018
Enzo Marco Letizia

 

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