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	<title>News in Primo Piano Archivi - Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 13 Jul 2026 07:38:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>News in Primo Piano Archivi - Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</title>
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	<item>
		<title>CONTRATTO: CRESCE IL TRATTAMENTO FONDAMENTALE PER COMMISSARI E COMMISSARI CAPO</title>
		<link>https://www.anfp.it/cresce-trattamento-commissari-commcapo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 07:38:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 10 luglio si è svolta una nuova riunione del tavolo tecnico tra le organizzazioni sindacali e la delegazione di parte pubblica per il rinnovo del contratto 2025-2027 del Comparto Sicurezza e Difesa, dedicata in particolare all'esame della parte normativa dell'accordo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/cresce-trattamento-commissari-commcapo">CONTRATTO: CRESCE IL TRATTAMENTO FONDAMENTALE PER COMMISSARI E COMMISSARI CAPO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 10 luglio si è svolta una nuova riunione del tavolo tecnico tra le organizzazioni sindacali e la delegazione di parte pubblica per il rinnovo del contratto 2025-2027 del Comparto Sicurezza e Difesa, dedicata in particolare all&#8217;esame della parte normativa dell&#8217;accordo.<br />
Sul piano economico, già illustrato attraverso<a href="https://www.anfp.it/contratto-2025-2027-tabelle-incrementi-commissari"> le tabelle elaborate dall&#8217;Associazione</a>, assume particolare rilievo la scelta di destinare circa il 90 per cento delle risorse disponibili al trattamento economico fondamentale e fisso.<br />
Si tratta di una scelta coerente con la priorità sostenuta da questa Associazione: far confluire la parte prevalente delle risorse direttamente e stabilmente nelle retribuzioni dei Commissari e dei Commissari Capo, senza disperderle in voci temporanee o meramente accessorie e senza lasciare somme inutilizzate nelle disponibilità dello Stato. Dal 2027 il valore del punto parametrale passerà dagli attuali 195,50 euro a 207,510 euro, con un incremento di 12,01 punti parametrali, pari al 6,14 per cento.<br />
La rivalutazione produce un beneficio economico immediato, proporzionato al parametro attribuito a ciascuna qualifica, ma riveste anche un&#8217;importanza strutturale. Il nuovo valore di 207,510 euro entrerà stabilmente nella retribuzione fondamentale e costituirà la base sulla quale saranno calcolati gli incrementi del successivo triennio contrattuale 2028-2030.<br />
Gli aumenti futuri, pertanto, non saranno applicati sul precedente valore di 195,50 euro, ma su una base già rivalutata, determinando un effetto progressivo e cumulativo destinato a consolidarsi negli anni. La scelta di privilegiare la componente fissa dello stipendio contribuisce inoltre a rafforzare la parte pensionabile della retribuzione, la tredicesima e gli altri istituti economici collegati al trattamento fondamentale.<br />
Per i Commissari e i Commissari Capo ciò significa ottenere un incremento stabile, non occasionale, che concorre concretamente al recupero della perdita di potere d&#8217;acquisto maturata negli ultimi anni e pone una base più solida per i successivi rinnovi contrattuali.</p>
<p><strong>Previdenza dedicata: formalizzato l&#8217;impegno del Governo</strong></p>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro, la parte pubblica ha formalizzato l&#8217;impegno del Governo ad affrontare il tema della previdenza dedicata, indicato da tutte le organizzazioni sindacali come una delle principali priorità di questa tornata contrattuale.<br />
L&#8217;impegno, che sarà formalizzato con la sottoscrizione dell&#8217;accordo da parte dei Ministri competenti, compreso il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, prevede l&#8217;istituzione, entro novanta giorni dalla firma degli accordi, di un tavolo tecnico al quale parteciperanno anche le organizzazioni sindacali.<br />
Il confronto dovrà verificare le risorse disponibili e individuare soluzioni previdenziali adeguate alla specificità delle funzioni svolte dal personale delle Forze di polizia e delle Forze armate. Saranno coinvolti il Dipartimento della Funzione pubblica e i Ministeri dell&#8217;Interno, della Difesa, della Giustizia, dell&#8217;Economia e delle Finanze e del Lavoro.<br />
L&#8217;Associazione vigilerà affinché l&#8217;impegno assunto non rimanga una dichiarazione di principio, ma si traduca rapidamente in misure concrete, adeguatamente finanziate e capaci di offrire una tutela previdenziale effettiva.</p>
<p><strong>Verso la conclusione dell&#8217;iter contrattuale</strong></p>
<p>Le indicazioni emerse nel corso del confronto consentono di ritenere ormai prossima la definizione dell&#8217;accordo.<br />
La sottoscrizione definitiva, che potrebbe intervenire in tempi contenuti, consentirà di avviare le procedure formali di recepimento previste dall&#8217;ordinamento e di completare l&#8217;iter contrattuale, affinché gli incrementi economici e le innovazioni normative possano trovare concreta applicazione nel più breve tempo possibile.<br />
L&#8217;Associazione continuerà a seguire attentamente ogni fase del procedimento, sollecitando la massima rapidità nella conclusione degli adempimenti amministrativi necessari.</p>
<p><strong>Un punto di partenza, non di arrivo</strong></p>
<p>Per l&#8217;Associazione questo accordo rappresenta un risultato significativo, ma costituisce un punto di partenza e non di arrivo.<br />
Occorre ora completare il percorso di valorizzazione professionale ed economica dei Commissari e dei Commissari Capo attraverso:</p>
<ul>
<li>la dirigenzializzazione della qualifica di Commissario Capo, coerente con il livello delle responsabilità esercitate e con un concorso che richiede il possesso della laurea magistrale, titolo che costituisce il requisito di accesso ai concorsi per la dirigenza nella generalità delle pubbliche amministrazioni e per l&#8217;accesso alla magistratura ordinaria;</li>
<li>la concreta attuazione della previdenza dedicata;</li>
<li>la rivalutazione del compenso per il lavoro straordinario;</li>
<li>l&#8217;accelerazione delle procedure di liquidazione del lavoro straordinario reso in eccedenza rispetto ai monte ore assegnati agli uffici, assicurando tempi certi per la corresponsione dei compensi spettanti al personale direttivo;</li>
<li>la detassazione delle indennità accessorie e del FESI.</li>
</ul>
<p>Su questi obiettivi l&#8217;Associazione continuerà a esercitare un&#8217;azione sindacale ferma e costante, affinché alle crescenti responsabilità attribuite ai funzionari della Polizia di Stato corrispondano adeguati riconoscimenti economici e professionali.<br />
Conclusa questa fase negoziale, l&#8217;azione sindacale dovrà ora concentrarsi con la stessa determinazione sull&#8217;immediata apertura del tavolo contrattuale per le qualifiche dirigenziali del Comparto Sicurezza e Difesa.<br />
È necessario dare continuità al percorso avviato, affrontando senza ulteriori rinvii le questioni economiche e normative riguardanti la dirigenza e rispettando gli impegni già assunti dal Governo.<br />
L&#8217;Associazione continuerà pertanto a sollecitare l&#8217;apertura del tavolo per il rinnovo contrattuale della dirigenza, nella consapevolezza che la valorizzazione dell&#8217;intero sistema della sicurezza pubblica passa anche attraverso il pieno riconoscimento delle funzioni, delle responsabilità e della specificità dei suoi dirigenti.</p>
<p><strong>Con il medesimo impegno, l&#8217;Associazione continuerà a tutelare i diritti, gli interessi e le legittime aspettative di tutti i funzionari della Polizia di Stato, appartenenti sia alla carriera direttiva sia alla carriera dirigenziale, nella convinzione che la valorizzazione di ciascuna componente costituisca il presupposto indispensabile per il rafforzamento dell&#8217;intera funzione di pubblica sicurezza.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/Nota-13-luglio-2026-Contratto-piu-risorse-sul-trattamento-fisso-per-Comm.-e-Comm.-Capo-1.pdf">Nota 13 luglio 2026 &#8211; Contratto trattamento fisso per Comm. e Comm. Capo</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>ATTIVITÀ INVESTIGATIVA E FUNZIONI DEL QUESTORE: L&#8217;ANFP CHIEDE UN INTERVENTO DEL MINISTRO</title>
		<link>https://www.anfp.it/attivita-funzioni-questore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:23:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La credibilità delle istituzioni si costruisce anche attraverso la presenza costante sul territorio. L'attività del Questore non si esaurisce nella direzione delle strutture di polizia o nella gestione dell'ordine pubblico, ma comprende una funzione di prevenzione, di rassicurazione sociale, di mediazione istituzionale e di costante interlocuzione con la collettività</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/attivita-funzioni-questore">ATTIVITÀ INVESTIGATIVA E FUNZIONI DEL QUESTORE: L&#8217;ANFP CHIEDE UN INTERVENTO DEL MINISTRO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al Signor Ministro dell’Interno</p>
<p>Pref. Matteo Piantedosi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e.p.c.,</p>
<p>Al Signor Capo della Polizia</p>
<p>Direttore Generale della Pubblica Sicurezza</p>
<p>Pref. Vittorio PISANI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggetto: attività investigativa e funzioni dell&#8217;Autorità provinciale di pubblica sicurezza: iniziative per garantire il pieno esercizio del ruolo del Questore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Signor Ministro,</p>
<p>nel pieno rispetto dell&#8217;autonomia e dell&#8217;indipendenza dell&#8217;Autorità giudiziaria e senza alcuna valutazione sul merito delle vicende processuali che riguardano singoli appartenenti all&#8217;Amministrazione, riteniamo doveroso sottoporre alla Sua attenzione una questione di carattere generale che investe il ruolo e le funzioni dell&#8217;Autorità provinciale di pubblica sicurezza.</p>
<p>Il recente dibattito sviluppatosi intorno ad una vicenda giudiziaria che coinvolge un Questore induce infatti ad una riflessione più ampia, che va ben oltre il caso concreto e riguarda l&#8217;equilibrio tra la doverosa tutela del segreto investigativo e l&#8217;esercizio delle attribuzioni istituzionali proprie del Questore.</p>
<p>Nessuno mette in discussione il valore assoluto della riservatezza delle indagini e la necessità che le informazioni coperte da segreto siano rigorosamente tutelate. Tale principio costituisce un presidio fondamentale dello Stato di diritto e dell&#8217;efficacia dell&#8217;azione investigativa.</p>
<p>Allo stesso tempo, tuttavia, il Questore non è soltanto il dirigente di un ufficio di polizia. Egli è l&#8217;Autorità provinciale di pubblica sicurezza, chiamata dall&#8217;ordinamento a rappresentare quotidianamente lo Stato sul territorio, ad assicurare la direzione, la responsabilità e il coordinamento tecnico-operativo dei servizi di ordine e sicurezza pubblica, a dialogare con i Prefetti, con i Sindaci, con le altre istituzioni, con i cittadini e con le persone offese che chiedono tutela, ascolto e risposte.</p>
<p>La credibilità delle istituzioni si costruisce anche attraverso questa presenza costante sul territorio. L&#8217;attività del Questore non si esaurisce nella direzione delle strutture di polizia o nella gestione dell&#8217;ordine pubblico, ma comprende una funzione di prevenzione, di rassicurazione sociale, di mediazione istituzionale e di costante interlocuzione con la collettività.</p>
<p>Si tratta di attività che non rappresentano una scelta discrezionale del singolo dirigente, ma costituiscono parte integrante delle responsabilità che l&#8217;ordinamento affida all&#8217;Autorità provinciale di pubblica sicurezza. Il Questore non può sottrarsi al dialogo con gli amministratori locali, all&#8217;ascolto delle persone offese, al confronto con i rappresentanti delle istituzioni o con i cittadini quando questi si rivolgono allo Stato per ottenere tutela. Rinunciare a tale interlocuzione significherebbe impoverire una delle funzioni essenziali dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza.</p>
<p>Proprio per questo desta preoccupazione l&#8217;eventualità che interpretazioni particolarmente restrittive possano generare, nei dirigenti della Polizia di Stato, un atteggiamento di eccessiva cautela nell&#8217;esercizio delle proprie funzioni istituzionali.</p>
<p>Un simile scenario rischierebbe di produrre effetti negativi sull&#8217;intero sistema della sicurezza pubblica. Il naturale rapporto tra il Questore e il territorio potrebbe progressivamente affievolirsi; l&#8217;ascolto delle vittime potrebbe diventare più formale e meno incisivo; il dialogo con gli amministratori locali potrebbe impoverirsi; quella prossimità istituzionale che rappresenta uno dei punti di forza dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza potrebbe essere compromessa da un&#8217;incertezza interpretativa che nessuno auspica.</p>
<p>È interesse dello Stato evitare che ciò accada. Per tale ragione l&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia Le chiede di valutare iniziative che consentano di assicurare ai Questori un quadro di regole chiaro e uniforme, affinché possano continuare a svolgere con serenità le funzioni loro attribuite dalla legge.</p>
<p>In particolare, si chiede di:</p>
<ul>
<li>impartire indirizzi amministrativi che definiscano con maggiore chiarezza le modalità attraverso le quali i Questori possano svolgere la necessaria interlocuzione con cittadini, persone offese, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni, nel pieno rispetto del segreto investigativo;</li>
<li>promuovere l&#8217;adozione di criteri interpretativi e applicativi uniformi, idonei ad assicurare che l&#8217;esercizio delle funzioni proprie dell&#8217;Autorità provinciale di pubblica sicurezza avvenga in un quadro di certezza del diritto, evitando difformità interpretative suscettibili di incidere sull&#8217;operatività dei Questori;</li>
<li>monitorare gli effetti che interpretazioni particolarmente restrittive potrebbero produrre sull&#8217;azione quotidiana dei Questori, prevenendo il rischio che il timore di possibili responsabilità determini una progressiva rinuncia a quelle attività di ascolto, mediazione e presenza istituzionale che la legge affida loro.</li>
</ul>
<p>Riteniamo, tuttavia, che tali iniziative amministrative, pur importanti, potrebbero non essere sufficienti a garantire quella certezza del diritto di cui un ruolo tanto delicato necessità.</p>
<p>Per tale ragione Le chiediamo di valutare la promozione di un intervento normativo che distingua espressamente la divulgazione di atti o notizie coperte dal segreto investigativo dalla fisiologica attività di interlocuzione istituzionale svolta dall&#8217;Autorità provinciale di pubblica sicurezza nell&#8217;esercizio delle attribuzioni ad essa affidate dalla legge.</p>
<p>Un simile intervento non avrebbe lo scopo di incidere su procedimenti giudiziari in corso né di introdurre forme di immunità o di privilegio. Esso risponderebbe esclusivamente all&#8217;esigenza di garantire certezza del diritto, tutela delle funzioni istituzionali e serenità operativa ai Questori e ai dirigenti della Polizia di Stato, affinché possano continuare ad esercitare pienamente quel ruolo di prossimità che costituisce una delle caratteristiche distintive dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza.</p>
<p>La tutela del segreto investigativo e il pieno esercizio delle funzioni del Questore non rappresentano interessi contrapposti. Entrambi costituiscono valori fondamentali dell&#8217;ordinamento e devono poter convivere in un quadro normativo chiaro, certo ed equilibrato. È proprio questa certezza che oggi riteniamo necessario rafforzare, nell&#8217;interesse non dei singoli dirigenti, ma dello Stato, delle istituzioni e dei cittadini.</p>
<p>Confidando nella Sua sensibilità istituzionale, restiamo a disposizione per ogni utile momento di approfondimento e confronto.</p>
<p>Enzo Marco Letizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/Lettera-ANFP-09-luglio-26.pdf">Lettera ANFP 09 luglio 26</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/attivita-funzioni-questore">ATTIVITÀ INVESTIGATIVA E FUNZIONI DEL QUESTORE: L&#8217;ANFP CHIEDE UN INTERVENTO DEL MINISTRO</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA SICUREZZA SI MISURA DAI RISULTATI: IL MODELLO DELLA LEGGE 121 CONTINUA A DIMOSTRARE LA PROPRIA EFFICACIA</title>
		<link>https://www.anfp.it/la-sicurezza-si-misura-dai-risultat</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:22:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le grandi organizzazioni si valutano nei momenti di maggiore complessità. È quando il sistema è chiamato a governare eventi eccezionali che emerge il valore dell'architettura organizzativa sulla quale è costruito</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/la-sicurezza-si-misura-dai-risultat">LA SICUREZZA SI MISURA DAI RISULTATI: IL MODELLO DELLA LEGGE 121 CONTINUA A DIMOSTRARE LA PROPRIA EFFICACIA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le grandi organizzazioni si valutano nei momenti di maggiore complessità. È quando il sistema è chiamato a governare eventi eccezionali che emerge il valore dell&#8217;architettura organizzativa sulla quale è costruito. La gestione del grande evento di Tor Vergata, come di molti altri appuntamenti che negli ultimi anni hanno visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone, rappresenta l&#8217;ennesima dimostrazione della solidità del modello italiano della sicurezza pubblica. Quando un evento di tali dimensioni si conclude senza criticità, il risultato non è casuale.</p>
<p>È il frutto di un&#8217;organizzazione che programma, coordina, decide e opera in modo unitario, valorizzando le competenze di tutte le Forze di polizia all&#8217;interno di una chiara catena di responsabilità. È questo il valore strategico della legge n. 121 del 1981.</p>
<p>Una riforma che ha costruito un sistema moderno, nel quale ogni istituzione mantiene la propria identità operativa ma contribuisce ad un obiettivo comune: garantire la sicurezza dei cittadini attraverso una direzione unitaria della funzione di pubblica sicurezza. In questo modello il Questore non rappresenta semplicemente un livello organizzativo. È il responsabile del coordinamento tecnico-operativo sul territorio, chiamato a trasformare gli indirizzi strategici dell&#8217;Amministrazione della pubblica sicurezza in dispositivi concreti, efficaci e proporzionati. È una funzione che richiede competenza, esperienza, capacità decisionale e conoscenza del territorio. Qualità che non si improvvisano e che costituiscono uno dei principali patrimoni professionali della Polizia di Stato.</p>
<p>L&#8217;ANFP ritiene che ogni riflessione sul futuro del sistema della sicurezza debba partire da un principio semplice: prima di modificare un modello occorre dimostrare che non sia più in grado di raggiungere gli obiettivi per i quali è stato costruito. I risultati conseguiti in oltre quarant&#8217;anni raccontano, invece, una realtà diversa. L&#8217;Italia continua a gestire manifestazioni di dimensioni eccezionali, eventi internazionali, emergenze, visite di Capi di Stato, competizioni sportive e grandi appuntamenti religiosi garantendo, allo stesso tempo, sicurezza, libertà costituzionali e continuità della vita civile.</p>
<p>Questo è il principale indicatore di efficienza di qualsiasi organizzazione pubblica. Per questa ragione il confronto sul futuro della sicurezza deve mantenere una prospettiva istituzionale e strategica, evitando letture ispirate da logiche di appartenenza. Le organizzazioni evolvono, si aggiornano e si rafforzano, ma preservano i propri punti di forza. Il sistema delineato dalla legge n. 121 del 1981 costituisce uno di questi.</p>
<p>L&#8217;ANFP continuerà a sostenere ogni iniziativa diretta a renderlo ancora più efficiente attraverso investimenti nelle persone, nelle tecnologie, nelle strutture e nella formazione, nella convinzione che la vera innovazione non consista nel modificare gli equilibri istituzionali che funzionano, ma nel mettere le migliori condizioni operative a disposizione di chi ogni giorno è chiamato a garantire la sicurezza del Paese. Perché la sicurezza pubblica non si costruisce attraverso la competizione tra istituzioni, ma attraverso la forza di un sistema che opera unito, con responsabilità condivise, ruoli definiti e una direzione autorevole.</p>
<p>Milano, 08 luglio 2026</p>
<p>Il Segretario Regionale Lombardia Pierpaolo Talani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/Lettera-Segr-Reg-Lombardia-08-luglio.pdf">Lettera Segr Reg Lombardia 08 luglio</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/la-sicurezza-si-misura-dai-risultat">LA SICUREZZA SI MISURA DAI RISULTATI: IL MODELLO DELLA LEGGE 121 CONTINUA A DIMOSTRARE LA PROPRIA EFFICACIA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VERSO LA XIX ASSEMBLEA NAZIONALE ANFP- ROMA 19, 20 E 21 NOVEMBRE 2026</title>
		<link>https://www.anfp.it/verso-la-xix-assemblea-nazionale-anfp-roma-19-20-e-21-novembre-2026</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:57:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53304</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'ANFP è cresciuta perché ha sempre creduto nel valore della partecipazione. Le migliori iniziative della nostra Associazione sono nate dall'ascolto dei colleghi e dalla capacità di trasformare le loro esigenze in proposte concrete.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/verso-la-xix-assemblea-nazionale-anfp-roma-19-20-e-21-novembre-2026">VERSO LA XIX ASSEMBLEA NAZIONALE ANFP- ROMA 19, 20 E 21 NOVEMBRE 2026</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Care Colleghe, Cari Colleghi,</p>
<p>nei giorni 19, 20 e 21 novembre 2026, a Roma, si svolgerà la XIX Assemblea Nazionale dell&#8217;ANFP, il più importante momento della vita della nostra Associazione.</p>
<p>L&#8217;Assemblea non appartiene soltanto ai delegati che vi prenderanno parte. Appartiene a tutti gli iscritti, perché sarà l&#8217;occasione nella quale saranno tracciate le linee di azione che guideranno l&#8217;ANFP negli anni a venire.</p>
<p>Per questo motivo desidero rivolgervi un invito semplice ma importante: vivete con partecipazione questi mesi che ci separano dall&#8217;Assemblea.</p>
<p>State vicini ai vostri Segretari Regionali e Provinciali, partecipate alle riunioni e ai momenti di confronto che saranno organizzati sul territorio, informatevi sull&#8217;attività dell&#8217;Associazione, avanzate proposte, segnalate problemi, indicate le priorità che ritenete più urgenti per la tutela dei funzionari della Polizia di Stato.</p>
<p>Ogni idea, ogni suggerimento, ogni esperienza professionale rappresenta un contributo prezioso. I delegati che parteciperanno all&#8217;Assemblea saranno tanto più efficaci quanto più riusciranno a rappresentare il pensiero, le esigenze e le aspettative dei colleghi che ogni giorno operano sul territorio.</p>
<p>L&#8217;ANFP è cresciuta perché ha sempre creduto nel valore della partecipazione. Le migliori iniziative della nostra Associazione sono nate dall&#8217;ascolto dei colleghi e dalla capacità di trasformare le loro esigenze in proposte concrete.</p>
<p>Vi chiedo, inoltre, di diventare ambasciatori dell&#8217;ANFP nei vostri uffici. Parlate dell&#8217;Associazione con i colleghi che ancora non la conoscono o che non ne fanno parte, raccontate loro il lavoro svolto e i risultati raggiunti, invitateli ad avvicinarsi ai nostri referenti territoriali. Ogni nuova iscrizione rafforza la nostra rappresentatività e rende più autorevole la voce di tutti noi.</p>
<p>La forza dell&#8217;ANFP non risiede soltanto nei suoi organismi dirigenti, ma soprattutto nella partecipazione dei suoi iscritti, nella qualità delle idee che sanno esprimere e nel senso di appartenenza che li unisce.</p>
<p>Facciamo in modo che la XIX Assemblea Nazionale sia il punto di arrivo di un grande percorso collettivo, costruito insieme, nel quale ogni iscritto possa riconoscersi e sentirsi protagonista.</p>
<p>Con il contributo di tutti, l&#8217;ANFP sarà ancora più forte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma, 8 luglio 2026</p>
<p>IL SEGRETARIO NAZIONALE</p>
<p>ENZO MARCO LETIZIA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/Lettera-8-luglio-Iscritti-Anfp-XIX-Assemblea-Nazionale.pdf">Lettera 8 luglio Iscritti Anfp XIX Assemblea Nazionale</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/verso-la-xix-assemblea-nazionale-anfp-roma-19-20-e-21-novembre-2026">VERSO LA XIX ASSEMBLEA NAZIONALE ANFP- ROMA 19, 20 E 21 NOVEMBRE 2026</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CONCORSO 220 COMMISSARI: TRATTAMENTO DI MISSIONE &#8211; CONVOCAZIONE PROVE SCRITTE</title>
		<link>https://www.anfp.it/concorso-220-commissari-trattamento-di-missione-convocazione-prove-scritte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53298</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al personale della Polizia di Stato che ha prodotto istanza di partecipazione al concorso pubblico per titoli ed esami, compete il trattamento economico di missione nella misura prevista dalle vigenti disposizioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/concorso-220-commissari-trattamento-di-missione-convocazione-prove-scritte">CONCORSO 220 COMMISSARI: TRATTAMENTO DI MISSIONE &#8211; CONVOCAZIONE PROVE SCRITTE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Al personale della Polizia di Stato che ha prodotto istanza di partecipazione al concorso pubblico per titoli ed esami, compete il trattamento economico di missione nella misura prevista dalle vigenti disposizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/Convocazione-prove-scritte-Trattamento-di-missione-Concorso-220-Commissari.pdf">Convocazione prove scritte Trattamento di missione Concorso 220 Commissari</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/concorso-220-commissari-trattamento-di-missione-convocazione-prove-scritte">CONCORSO 220 COMMISSARI: TRATTAMENTO DI MISSIONE &#8211; CONVOCAZIONE PROVE SCRITTE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>OPERAZIONE ANTISPIONAGGIO: PLAUSO AL ROS. LA DIFESA DELLA SICUREZZA NAZIONALE È UN PATRIMONIO COMUNE DEL PAESE</title>
		<link>https://www.anfp.it/antispionaggio-plauso-ros</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:44:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53293</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esprimiamo convinto plauso ai militari del Raggruppamento Operativo Speciale dell'Arma dei Carabinieri e all'Autorità giudiziaria per la complessa operazione che ha portato all'arresto di due persone nell'ambito di un'indagine per presunto spionaggio a favore della Federazione Russa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/antispionaggio-plauso-ros">OPERAZIONE ANTISPIONAGGIO: PLAUSO AL ROS. LA DIFESA DELLA SICUREZZA NAZIONALE È UN PATRIMONIO COMUNE DEL PAESE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esprimiamo convinto plauso ai militari del Raggruppamento Operativo Speciale dell&#8217;Arma dei Carabinieri e all&#8217;Autorità giudiziaria per la complessa operazione che ha portato all&#8217;arresto di due persone nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine per presunto spionaggio a favore della Federazione Russa.<br />
Il contrasto alle attività di spionaggio e di ingerenza ostile rappresenta uno dei compiti più delicati e strategici per la tutela della sicurezza nazionale, poiché mira a proteggere le istituzioni democratiche, gli interessi fondamentali dello Stato e il patrimonio informativo del Paese.<br />
Operazioni di questa natura richiedono elevatissime professionalità investigative, capacità di analisi, riservatezza e una costante sinergia tra magistratura, servizi di informazione per la sicurezza e Forze di polizia, a conferma della solidità del sistema di sicurezza della Repubblica.<br />
L&#8217;ANFP rinnova il proprio apprezzamento a tutti gli operatori che, spesso lontano dai riflettori, sono quotidianamente impegnati nella prevenzione e nel contrasto delle minacce alla sicurezza dello Stato, nella consapevolezza che la difesa degli interessi nazionali costituisce un valore comune che trascende ogni appartenenza e rappresenta un patrimonio di tutti i cittadini.</p>
<p>Così in una nota Enzo Letizia Segretario dell&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FUNZIONARI DI POLIZIA, PLAUSO A OPERAZIONE ROS SU PRESUNTO SPIONAGGIO (ANSA) &#8211; ROMA, 07 LUG &#8211;</strong> L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia esprime il proprio plauso ai militari del Raggruppamento Operativo Speciale dell&#8217;Arma dei Carabinieri e all&#8217;Autorita&#8217; giudiziaria per la complessa operazione che ha portato all&#8217;arresto di due persone nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine per presunto spionaggio a favore della Federazione Russa. &#8220;Il contrasto alle attivita&#8217; di spionaggio e di ingerenza ostile rappresenta uno dei compiti piu&#8217; delicati e strategici per la tutela della sicurezza nazionale, poiche&#8217; mira a proteggere le istituzioni democratiche, gli interessi fondamentali dello Stato e il patrimonio informativo del Paese. Operazioni di questa natura richiedono elevatissime professionalita&#8217; investigative, capacita&#8217; di analisi, riservatezza e una costante sinergia tra magistratura, servizi di informazione per la sicurezza e Forze di polizia, a conferma della solidita&#8217; del sistema di sicurezza della Repubblica. L&#8217;Anfp rinnova il proprio apprezzamento a tutti gli operatori che, spesso lontano dai riflettori, sono quotidianamente impegnati nella prevenzione e nel contrasto delle minacce alla sicurezza dello Stato, nella consapevolezza che la difesa degli interessi nazionali costituisce un valore comune che trascende ogni appartenenza e rappresenta un patrimonio di tutti i cittadini&#8221;. Cosi&#8217; in una nota Enzo Letizia segretario dell&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia. (ANSA).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RUSSIA, PLAUSO ANFP AL ROS: DIFESA SICUREZZA PATRIMONIO COMUNE PAESE (LA4NEWS/9Colonne) Roma, 7 lug &#8211;</strong> &#8220;L&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia esprime il proprio convinto plauso ai militari del Raggruppamento Operativo Speciale dell&#8217;Arma dei Carabinieri e all&#8217;Autorita&#8217; giudiziaria per la complessa operazione che ha portato all&#8217;arresto di due persone nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine per presunto spionaggio a favore della Federazione Russa. Il contrasto alle attivita&#8217; di spionaggio e di ingerenza ostile rappresenta uno dei compiti piu&#8217; delicati e strategici per la tutela della sicurezza nazionale, poiche&#8217; mira a proteggere le istituzioni democratiche, gli interessi fondamentali dello Stato e il patrimonio informativo del Paese. Operazioni di questa natura richiedono elevatissime professionalita&#8217; investigative, capacita&#8217; di analisi, riservatezza e una costante sinergia tra magistratura, servizi di informazione per la sicurezza e Forze di polizia, a conferma della solidita&#8217; del sistema di sicurezza della Repubblica. L&#8217;ANFP rinnova il proprio apprezzamento a tutti gli operatori che, spesso lontano dai riflettori, sono quotidianamente impegnati nella prevenzione e nel contrasto delle minacce alla sicurezza dello Stato, nella consapevolezza che la difesa degli interessi nazionali costituisce un valore comune che trascende ogni appartenenza e rappresenta un patrimonio di tutti i cittadini&#8221;. Cosi&#8217; in una nota Enzo Letizia segretario dell&#8217;associazione nazionale funzionari di polizia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/antispionaggio-plauso-ros">OPERAZIONE ANTISPIONAGGIO: PLAUSO AL ROS. LA DIFESA DELLA SICUREZZA NAZIONALE È UN PATRIMONIO COMUNE DEL PAESE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA LEGGE 121/81 VA RISPETTATA NON STRAVOLTA</title>
		<link>https://www.anfp.it/legge-121-rispettata-non-stravolta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:40:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53269</guid>

					<description><![CDATA[<p>La legge 121 può certamente essere aggiornata. Ma non può essere trasformata nel suo contrario. Aggiornare significa rendere più efficace il modello civile della pubblica sicurezza; non smontarne i pilastri, non indebolire il ruolo del Questore, non trasformare la sicurezza interna in un laboratorio di riequilibrio tra apparati</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/legge-121-rispettata-non-stravolta">LA LEGGE 121/81 VA RISPETTATA NON STRAVOLTA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il comunicato del SIM Carabinieri tenta di presentare come “attuazione piena” della legge 121 del 1981 una proposta che, in realtà, ne altera il cuore: la centralità dell’Amministrazione civile della pubblica sicurezza e il ruolo del Questore quale Autorità tecnica provinciale di pubblica sicurezza.<br />
Il primo errore è giuridico. La legge 121 non assegna al Questore una funzione “di parte”, ma una funzione pubblica. Il Questore non coordina le altre Forze di polizia in quanto capo provinciale della Polizia di Stato, ma in quanto Autorità di pubblica sicurezza prevista dall’ordinamento. Confondere l’appartenenza amministrativa con la funzione esercitata significa fraintendere la logica stessa della riforma.<br />
Il secondo errore è amministrativo. Immaginare un Questore “terzo”, separato dalla Polizia di Stato e collocato in una struttura interforze, non semplificherebbe il sistema: lo renderebbe più fragile, più ambiguo e meno responsabile. Ogni sistema pubblico efficace ha bisogno di una catena chiara di responsabilità. Creare un’autorità autonoma, alimentata da percorsi di provenienza diversi e sganciata da una struttura amministrativa definita, rischierebbe di produrre conflitti interni, incertezza decisionale e duplicazioni organizzative.<br />
Il terzo errore è politico-istituzionale. La sicurezza pubblica non è un terreno neutro sul quale ridisegnare equilibri tra apparati. È una funzione civile dello Stato, esercitata nell’interesse dei cittadini e sotto responsabilità politiche e amministrative precise. La legge 121 ha scelto un modello fondato sull’autorità civile, sull’unità di indirizzo e sul coordinamento. Sostituire questo assetto con una logica interforze permanente significherebbe trasformare la sicurezza pubblica da funzione ordinamentale a luogo di mediazione tra corpi.<br />
Il quarto errore è storico. La distinzione tra funzione militare e pubblica sicurezza civile non nasce nel 1981. Affonda le radici nell’ordinamento italiano fin dal 1848, si consolida nel 1852 con il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza e attraversa persino il Testo Unico di pubblica sicurezza del 1931, che conferma Prefetto e Questore quali autorità di pubblica sicurezza. La legge 121 non inventa questo modello: lo rende coerente con la Costituzione repubblicana.<br />
Il richiamo ai lavori preparatori della legge 121 è parziale. È vero che nel dibattito parlamentare furono esaminate ipotesi diverse, ma il Parlamento le scartò consapevolmente. Non si trattò di una svista, ma di una scelta politica e ordinamentale: mantenere le funzioni di pubblica sicurezza nell’alveo dell’autorità civile e non attribuirle a strutture militari o ibride.<br />
Il punto, dunque, non è rendere il Questore più “terzo”. Il Questore è già Autorità dello Stato quando esercita le funzioni di pubblica sicurezza. Il punto vero è evitare che la richiesta di terzietà diventi lo strumento per svuotare la Polizia di Stato della sua funzione storica e per trasformare la governance della sicurezza interna in un sistema indistinto, nel quale la distinzione tra civile e militare diventa sempre più debole.<br />
La presenza capillare dell’Arma dei Carabinieri sul territorio è un valore indiscutibile. Ma presenza operativa e autorità di pubblica sicurezza non sono la stessa cosa. La prima attiene al presidio e all’esecuzione dei servizi; la seconda riguarda indirizzo, coordinamento, responsabilità e garanzia dell’unità dell’azione dello Stato.<br />
Per questo la proposta del SIM non completa la legge 121. La rovescia.<br />
La legge 121 può certamente essere aggiornata. Ma non può essere trasformata nel suo contrario. Aggiornare significa rendere più efficace il modello civile della pubblica sicurezza; non smontarne i pilastri, non indebolire il ruolo del Questore, non trasformare la sicurezza interna in un laboratorio di riequilibrio tra apparati.<br />
Difendere il Questore non significa difendere una categoria. Significa difendere una funzione dello Stato.</p>
<p>Salerno, 03 luglio 2026</p>
<p>Segretario Regionale Campania Pio D’Amico</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="ABIvHbI9oH"><p><a href="https://www.simcarabinieri.it/il-questore-deve-divenire-unautorita-terza-per-attuare-pienamente-i-principi-ispiratori-della-12/">IL QUESTORE DEVE DIVENIRE UN’AUTORITÀ TERZA PER ATTUARE PIENAMENTE I PRINCIPI ISPIRATORI DELLA 121</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“IL QUESTORE DEVE DIVENIRE UN’AUTORITÀ TERZA PER ATTUARE PIENAMENTE I PRINCIPI ISPIRATORI DELLA 121” — SIM CARABINIERI" src="https://www.simcarabinieri.it/il-questore-deve-divenire-unautorita-terza-per-attuare-pienamente-i-principi-ispiratori-della-12/embed/#?secret=vaTWjePiYW#?secret=ABIvHbI9oH" data-secret="ABIvHbI9oH" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/Lettera-Seg.-Pio-DAmico-03-luglio-26.pdf">Segretario Campania Pio D&#8217;Amico </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/legge-121-rispettata-non-stravolta">LA LEGGE 121/81 VA RISPETTATA NON STRAVOLTA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LETTERA AL MINISTRO: RIFLESSIONI SUGLI EQUILIBRI ORDINAMENTALI &#8211; L&#8217;AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA STORIA DI OLTRE 170 ANNI</title>
		<link>https://www.anfp.it/auorita-pubb-sicurezza-storia-170-anni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:25:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53256</guid>

					<description><![CDATA[<p>La collaborazione tra Forze armate e Forze di polizia costituisce una ricchezza irrinunciabile dello Stato. Ma collaborazione significa integrazione delle capacità, non sovrapposizione delle funzioni; significa rispetto delle reciproche competenze, non progressiva attenuazione del ruolo dell'Autorità civile di pubblica sicurezza e del Questore</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/auorita-pubb-sicurezza-storia-170-anni">LETTERA AL MINISTRO: RIFLESSIONI SUGLI EQUILIBRI ORDINAMENTALI &#8211; L&#8217;AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA STORIA DI OLTRE 170 ANNI</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al Signor Ministro dell’Interno</p>
<p>Pref. Matteo Piantedosi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e.p.c.,</p>
<p>Al Signor Capo della Polizia</p>
<p>Direttore Generale della Pubblica Sicurezza</p>
<p>Pref. Vittorio PISANI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggetto: Riflessioni sugli equilibri ordinamentali della sicurezza interna &#8211; l&#8217;Autorità di Pubblica Sicurezza una storia di oltre 170 anni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Signor Ministro,</p>
<p>il dibattito sviluppatosi negli ultimi giorni intorno alla legge n. 121 del 1981 e, più in generale, all&#8217;assetto del sistema della sicurezza pubblica induce l&#8217;Associazione Nazionale Funzionari di Polizia a sottoporre alla Sua attenzione alcune riflessioni che riteniamo di particolare rilievo istituzionale. Non si tratta di un confronto tra Amministrazioni, né tantomeno di una contrapposizione tra Forze di polizia e Forze armate, realtà che rappresentano entrambe pilastri fondamentali della sicurezza e della difesa della Repubblica e che quotidianamente collaborano con lealtà, professionalità e spirito di servizio. La questione riguarda, invece, la tutela di un equilibrio ordinamentale che affonda le proprie radici nella storia dello Stato italiano e che costituisce uno degli elementi qualificanti della nostra democrazia.</p>
<p>Già nel 1848, con l&#8217;istituzione dell&#8217;Amministrazione della Pubblica Sicurezza presso il Ministero dell&#8217;Interno, il Regno di Sardegna individuò nei Delegati di Pubblica Sicurezza figure civili chiamate a garantire la sicurezza interna dello Stato. Nel 1852, con l&#8217;istituzione del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza e la soppressione del Corpo dei Carabinieri Veterani, tale scelta venne ulteriormente consolidata, rafforzando la distinzione tra le funzioni proprie della pubblica sicurezza e quelle militari.</p>
<p>Negli anni successivi si consolidò la figura del Questore, destinata a divenire il punto di riferimento tecnico dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza sul territorio. È significativo osservare come neppure il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza del 1931 abbia modificato questo impianto. Anche durante quel periodo storico il legislatore confermò il Prefetto e il Questore quali Autorità di pubblica sicurezza, mantenendo distinta la funzione civile della sicurezza interna da quella militare. La legge n. 121 del 1981 non ha dunque creato un modello nuovo, ma ha completato un lungo percorso storico, adeguandolo ai principi della Costituzione repubblicana, rafforzando la distinzione delle competenze, la responsabilità delle Autorità di pubblica sicurezza e il carattere civile del sistema. Proprio questa continuità storica induce a guardare con particolare attenzione alle recenti proposte che prospettano il superamento o la revisione dell&#8217;impianto della legge n. 121 del 1981.</p>
<p>L&#8217;ANFP ritiene naturalmente legittimo ogni confronto volto a rendere sempre più efficace il sistema della sicurezza nazionale. Tuttavia, migliorare gli strumenti organizzativi e operativi non può tradursi, neppure indirettamente, in un progressivo affievolimento dell&#8217;assetto ordinamentale che da oltre centosettant&#8217;anni caratterizza il nostro Paese e che la Repubblica ha definitivamente consolidato. In questi giorni sono emersi diversi segnali che, considerati nel loro insieme, meritano una riflessione. Non è nostra intenzione alimentare polemiche, ma riteniamo doveroso richiamare l&#8217;attenzione sul valore degli equilibri che hanno garantito, nel tempo, l&#8217;efficacia e la credibilità del sistema italiano della sicurezza pubblica. È proprio in queste fasi che il Ministero dell&#8217;Interno è chiamato, per la sua storia e per le attribuzioni che l&#8217;ordinamento gli affida, a rappresentare il punto di equilibrio del sistema della sicurezza pubblica.</p>
<p>La collaborazione tra Forze armate e Forze di polizia costituisce una ricchezza irrinunciabile dello Stato. Ma collaborazione significa integrazione delle capacità, non sovrapposizione delle funzioni; significa rispetto delle reciproche competenze, non progressiva attenuazione del ruolo dell&#8217;Autorità civile di pubblica sicurezza e del Questore. Confidiamo, pertanto, che il Ministero dell&#8217;Interno continui a esercitare, con la sensibilità istituzionale che gli è propria, il ruolo di garante degli equilibri della sicurezza interna, assicurando la piena valorizzazione dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza e della funzione del Questore, nella consapevolezza che tali principi rappresentano uno degli elementi qualificanti del modello italiano di sicurezza e costituiscono un patrimonio che la Repubblica è chiamata a custodire. Il ruolo del Questore non appartiene alla Polizia di Stato, ma all&#8217;ordinamento della Repubblica. Per questo la sua piena valorizzazione non risponde a esigenze di categoria, bensì all&#8217;interesse generale di preservare l&#8217;equilibrio del sistema della sicurezza pubblica delineato dalla legge n. 121 del 1981.</p>
<p>Con questa nota l&#8217;ANFP intende offrire un contributo di riflessione istituzionale, nella convinzione che il carattere civile della sicurezza interna, la centralità dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza e la funzione del Questore costituiscano un patrimonio storico, istituzionale e costituzionale costruito nell&#8217;arco di quasi due secoli e che ha accompagnato l&#8217;evoluzione dello Stato italiano fino alla piena maturità della Repubblica democratica.</p>
<p>Il Segretario Nazionale</p>
<p>Enzo Marco Letizia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/Lettera-02-luglio-26-Legge-121-del-1981.pdf">Lettera 02 luglio 26 Legge 121 del 1981</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/auorita-pubb-sicurezza-storia-170-anni">LETTERA AL MINISTRO: RIFLESSIONI SUGLI EQUILIBRI ORDINAMENTALI &#8211; L&#8217;AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA STORIA DI OLTRE 170 ANNI</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VOLUME: ASCOLTARE IL SILENZIO &#8211; UN VIAGGIO NELLA GIORDANIA AUTENTICA</title>
		<link>https://www.anfp.it/volume-ascoltare-il-silenzio-un-viaggio-nella-giordania-autentica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[segranfp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 07:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53247</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ascoltare il silenzio di Enrico Aragona è un racconto di viaggio che invita il lettore a conoscere la Giordania nella sua dimensione più autentica, andando oltre gli itinerari tradizionali e le immagini più conosciute. Frutto dell&#8217;esperienza diretta dell&#8217;autore, che vive e osserva il Paese dall&#8217;interno, il libro conduce il lettore attraverso una terra ricca di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/volume-ascoltare-il-silenzio-un-viaggio-nella-giordania-autentica">VOLUME: ASCOLTARE IL SILENZIO &#8211; UN VIAGGIO NELLA GIORDANIA AUTENTICA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ascoltare il silenzio di <strong>Enrico Aragona</strong> è un racconto di viaggio che invita il lettore a conoscere la Giordania nella sua dimensione più autentica, andando oltre gli itinerari tradizionali e le immagini più conosciute.<br />
Frutto dell&#8217;esperienza diretta dell&#8217;autore, che vive e osserva il Paese dall&#8217;interno, il libro conduce il lettore attraverso una terra ricca di storia, cultura e spiritualità, offrendo una chiave di lettura originale della Giordania contemporanea. Petra, il Wadi Rum, il Mar Morto, il Mar Rosso, Amman, la Strada dei Re e i luoghi biblici diventano così non soltanto mete da visitare, ma occasioni per comprendere l&#8217;identità di un Paese che rappresenta un raro esempio di equilibrio e stabilità nel Medio Oriente.<br />
L&#8217;opera alterna descrizioni dei luoghi, riflessioni, racconti di incontri, osservazioni sulla vita quotidiana e approfondimenti sulle tradizioni locali, mettendo in risalto il valore dell&#8217;ospitalità giordana, della resilienza della sua popolazione e della ricchezza del patrimonio storico e culturale.<br />
Il volume propone inoltre pratici itinerari di viaggio di diversa durata (3, 5, 7, 10 e 14 giorni), suggerimenti organizzativi e indicazioni utili per chi desidera visitare il Paese con maggiore consapevolezza, senza rinunciare a uno sguardo profondo sulla realtà locale.<br />
Il messaggio che attraversa l&#8217;intero libro è chiaro: la Giordania non è una destinazione da &#8220;consumare&#8221; rapidamente, ma un luogo da vivere con lentezza, lasciandosi guidare dall&#8217;ascolto, dall&#8217;osservazione e dall&#8217;incontro con le persone.<br />
Con uno stile essenziale ma coinvolgente, Enrico Aragona propone una narrazione che unisce geografia, storia, cultura e riflessione personale, offrendo un contributo prezioso non solo a chi sta programmando un viaggio, ma anche a tutti coloro che desiderano conoscere il Medio Oriente al di là dei luoghi comuni e delle rappresentazioni legate esclusivamente ai conflitti.<br />
Ascoltare il silenzio è, in definitiva, un invito a riscoprire il significato più autentico del viaggio: non soltanto spostarsi nello spazio, ma imparare ad osservare, comprendere e lasciarsi trasformare dai luoghi attraversati.</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-libro.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-53248" src="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-libro-327x512.jpg" alt="" width="327" height="512" srcset="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-libro-327x512.jpg 327w, https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-libro-654x1024.jpg 654w, https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-libro-600x939.jpg 600w, https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-libro.jpg 748w" sizes="(max-width: 327px) 100vw, 327px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/volume-ascoltare-il-silenzio-un-viaggio-nella-giordania-autentica">VOLUME: ASCOLTARE IL SILENZIO &#8211; UN VIAGGIO NELLA GIORDANIA AUTENTICA</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LEGGE 121/1981: NON SERVONO SCORCIATOIE ISTITUZIONALI, MA ATTUAZIONE DEL MODELLO  COSTITUZIONALE</title>
		<link>https://www.anfp.it/legge-121-1981-no-scorciatoie-istituzionali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:49:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News in Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News in Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.anfp.it/?p=53229</guid>

					<description><![CDATA[<p>La legge 121 non è nata per risolvere una questione organizzativa, ma per definire un equilibrio costituzionale tra autorità politica, autorità tecnica e Forze di polizia. È questo il suo valore e la ragione per cui, a oltre quarant'anni dalla sua approvazione, continua a rappresentare il riferimento del sistema italiano della sicurezza pubblica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.anfp.it/legge-121-1981-no-scorciatoie-istituzionali">LEGGE 121/1981: NON SERVONO SCORCIATOIE ISTITUZIONALI, MA ATTUAZIONE DEL MODELLO  COSTITUZIONALE</a> proviene da <a href="https://www.anfp.it">Associazione Nazionale Funzionari di Polizia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il documento del SIM Carabinieri affronta un tema rilevante, ma lo fa partendo da un presupposto che non può essere condiviso: considera la legge n. 121 del 1981 un retaggio ideologico da superare, mentre essa rappresenta una delle più importanti scelte istituzionali compiute dalla Repubblica sul terreno della sicurezza. La legge 121 non è nata per risolvere una questione organizzativa, ma per definire un equilibrio costituzionale tra autorità politica, autorità tecnica e Forze di polizia. È questo il suo valore e la ragione per cui, a oltre quarant&#8217;anni dalla sua approvazione, continua a rappresentare il riferimento del sistema italiano della sicurezza pubblica. Nessuno mette in discussione il ruolo fondamentale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, la sua capillare presenza sul territorio e l&#8217;altissima professionalità dei suoi appartenenti.</p>
<p>Proprio perché l&#8217;Arma costituisce una componente essenziale del sistema di sicurezza, opera all&#8217;interno di un modello fondato sull&#8217;unità della direzione tecnica della pubblica sicurezza, affidata al Questore sotto l&#8217;autorità del Prefetto. La proposta del SIM, invece, va ben oltre un aggiornamento organizzativo. Chiede che, nei territori privi di Commissariato della Polizia di Stato, gli ufficiali dell&#8217;Arma assumano le funzioni di Autorità locale di pubblica sicurezza e che, nei territori diversi dal capoluogo di provincia, possano esercitare funzioni oggi riservate al Questore. È questo il vero nodo politico e giuridico della questione.</p>
<p>Se tale impostazione fosse accolta, verrebbe meno uno dei principi fondamentali della legge 121: l&#8217;unità dell&#8217;Autorità provinciale di pubblica sicurezza. Il Questore non è Autorità soltanto del capoluogo, ma dell&#8217;intera provincia. La sua funzione consiste proprio nell&#8217;assicurare una direzione tecnica unitaria, coordinando tutte le Forze di polizia secondo criteri omogenei. Attribuire analoghe funzioni agli ufficiali dell&#8217;Arma nei territori dove la Polizia di Stato non dispone di un Commissariato significherebbe introdurre una pluralità di Autorità di pubblica sicurezza all&#8217;interno della stessa provincia, con competenze differenziate in base alla presenza territoriale delle singole amministrazioni.</p>
<p>Sarebbe una trasformazione profonda del modello istituzionale, non un semplice adeguamento organizzativo. Vi è poi un ulteriore elemento che conferma la natura dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza nel nostro ordinamento. La legge attribuisce specifiche funzioni di pubblica sicurezza anche ai Sindaci, quali ufficiali del Governo. È una scelta che dimostra con assoluta chiarezza come l&#8217;Autorità di pubblica sicurezza sia una funzione eminentemente civile dello Stato e non una prerogativa legata allo status militare o alla mera presenza operativa sul territorio.</p>
<p>La presenza operativa e l&#8217;esercizio dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza sono, infatti, due concetti profondamente diversi. La prima riguarda l&#8217;organizzazione dei servizi e il controllo del territorio; la seconda consiste nell&#8217;esercizio di poteri pubblici finalizzati alla tutela dell&#8217;ordine e della sicurezza pubblica, nell&#8217;interesse generale e nel rispetto dei principi costituzionali. È proprio questa la logica della legge n. 121 del 1981: il Prefetto, il Questore e, negli ambiti previsti dall&#8217;ordinamento, il Sindaco rappresentano i diversi livelli di esercizio dell&#8217;autorità civile di pubblica sicurezza. Le Forze di polizia, ciascuna con la propria identità e le proprie competenze, concorrono all&#8217;attuazione delle decisioni dell&#8217;Autorità, ma non si identificano con essa. Se il criterio diventasse quello della presenza territoriale, ogni amministrazione potrebbe rivendicare analoghe prerogative nei luoghi in cui è maggiormente presente. È esattamente ciò che il legislatore del 1981 ha voluto evitare, costruendo un sistema fondato sul coordinamento e non sulla sovrapposizione delle competenze. Anche il richiamo ai lavori preparatori della legge 121 non convince. Il Parlamento valutò diverse ipotesi e scelse consapevolmente di non attribuire agli ufficiali dell&#8217;Arma le funzioni di Autorità di pubblica sicurezza. Quella non fu una dimenticanza, ma una precisa scelta politica e istituzionale.</p>
<p>Definire tutto ciò un &#8220;tabù ideologico&#8221; significa ridurre una delle più importanti riforme democratiche dello Stato a una contrapposizione corporativa. In realtà, la distinzione tra funzione militare e funzione civile nella gestione della sicurezza rappresenta uno degli equilibri fondamentali costruiti dalla Repubblica dopo l&#8217;entrata in vigore della Costituzione. La vera sfida non è riscrivere la legge 121, ma attuarla pienamente: rafforzare gli organici di tutte le Forze di polizia, potenziare i Commissariati, investire nel coordinamento interforze e valorizzare il ruolo delle Autorità di pubblica sicurezza. Non si scherza con gli equilibri istituzionali. Non si modificano i pilastri della sicurezza nazionale sulla base della distribuzione territoriale delle caserme o degli uffici. La legge 121 può certamente essere aggiornata, ma senza smarrire il principio che ne costituisce l&#8217;essenza: un&#8217;unica Autorità tecnica di pubblica sicurezza per l&#8217;intera provincia, garanzia di imparzialità, coordinamento e unità dell&#8217;azione dello Stato.</p>
<p>Enzo Marco Letizia</p>
<p><a href="https://www.anfp.it/wp-content/uploads/2026/06/Legge-121-1981-non-servono-scorciatoie-istituzionali-ma-attuazione-del-modello-costituzionale-2.pdf">Legge 121 1981 non servono scorciatoie istituzionali, ma attuazione del modello costituzionale</a></p>
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<p>Affinché il lettore possa valutare autonomamente le tesi sostenute dal SIM Carabinieri e le ragioni della presente replica, si riporta il link al documento del sindacato militare:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="it0ORuoyPv"><p><a href="https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/sim-carabinieri-sicurezza-e-tempo-di-superare-i-tabu-ideologici-serve-aggiornare-la-legge-121-alla-realta-operativa-del-paese/">SIM CARABINIERI * SICUREZZA: «È TEMPO DI SUPERARE I TABÙ IDEOLOGICI, SERVE  AGGIORNARE LA LEGGE 121 ALLA REALTÀ OPERATIVA DEL PAESE»</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“SIM CARABINIERI * SICUREZZA: «È TEMPO DI SUPERARE I TABÙ IDEOLOGICI, SERVE  AGGIORNARE LA LEGGE 121 ALLA REALTÀ OPERATIVA DEL PAESE»” — Agenzia giornalistica Opinione. Notizie da Italia - Mondo / Trentino Alto Adige" src="https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/opinionews/sim-carabinieri-sicurezza-e-tempo-di-superare-i-tabu-ideologici-serve-aggiornare-la-legge-121-alla-realta-operativa-del-paese/embed/#?secret=mHA25f4oos#?secret=it0ORuoyPv" data-secret="it0ORuoyPv" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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