Associazione Nazionale Funzionari di Polizia
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- 21/04/2016
ECCIDIO NAZIFASCISTA
Il 5 marzo 2015 la furia del vento distrusse la lapide monumentale, collocata dietro al Monumento Ossario, sulla quale erano stati incisi i nomi delle centinaia di vittime della strage nazifascista perpetrata il 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema. Furono uccise 560 persone, molte delle quali non poterono essere identificate. Non si trattò neppure di una rappresaglia, ma di un vero e proprio atto terroristico, premeditato e realizzato con una violenza perversa ed inaccettabile, ai danni della popolazione civile, inerme ed indifesa, tra cui moltissimi bambini.
L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ha deciso lo scorso anno di donare al Comune una nuova lapide, al fine di ripristinare un simbolo fondamentale della storia del nostro Paese e del lungo e doloroso cammino che lo ha portato a conquistare la democrazia ed i diritti di libertà sanciti dalla Costituzione.

 
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LAMPEDUSA: INTERVISTA DI LETIZIA AD IMMIGRAZIONEOGGI
LAMPEDUSA: INTERVISTA DI LETIZIA AD IMMIGRAZIONEOGGI
Espulsioni per tutti i tunisini approdati a Lampedusa, come chiede il ministro Maroni, oppure la protezione umanitaria prevista nell’articolo 20 del Testo Unico sull’Immigrazione; i nuovi flussi provenienti dalla Libia e l’accoglienza degli immigrati nelle regioni italiane. Sono alcuni dei principali temi che ImmigrazioneOggi ha approfondito nei podcast con monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, Enzo Letizia, segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, Daniela Pompei, responsabile immigrazione della Comunità di Sant’Egidio e Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.
Letizia ha ricordato l’azione delle forze dell’ordine impegnate nell’affrontare l’emergenza e non ha escluso che “tecnicamente”, con la collaborazione del Governo tunisino, “le espulsioni siano fattibili anche in tempi brevi”. Il dirigente si è dichiarato contrario al rilascio dei permessi di soggiorno in quanto costituirebbe un fattore “di pericolosa attrazione”.
Di diverso parere gli esponenti delle due organizzazioni cattoliche che hanno invece proposto l’adozione della procedura di protezione umanitaria. Per Daniela Pompei, gli arrivi dalla Tunisia “non sono così diversi da quelli che in passato hanno caratterizzato albanesi, somali e cittadini dei Paesi dell’ex Jugoslavia e che hanno beneficiato di tale protezione”.
Monsignor Perego ha inoltre ricordato l’impegno della Chiesa siciliana nell’accoglienza e, pur approvando la distribuzione dei migranti nelle tendopoli, ha chiesto che venga considerato un intervento momentaneo sollecitando il Governo a predisporre misure per l’integrazione e la regolarizzazione.
Il portavoce dell’OIM, Flavio Di Giacomo, si è soffermato sugli sbarchi avvenuti negli ultimi tre giorni, tutti provenienti dalla Libia e che riguardavano africani sub-sahariani. Di Giacomo ha inoltre ricordato l’impegno dell’OIM a Lampedusa, con il programma Presidium, e nei campi di accoglienza di Tunisia ed Egitto confinanti con la Libia.

Roma ,31 marzo 2011
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Notiziari
- 19/09/2014
COSTITUZIONE SEZIONE AUTONOMA SOCI AGGREGATI
L’art. 5 dello Statuto dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia prevede che possano farne parte, in qualità di soci aggregati, i Funzionari della Polizia di Stato in quiescenza o coloro i quali abbiano lasciato l’Amministrazione per occupare altre professioni, pubbliche o private...
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Convegni
- 19/05/2016
BOLOGNA, 20 MAGGIO 2016: TAVOLA ROTONDA
Sport e legalità: dai "reati da stadio" all'illecito sportivo. Il rispetto delle regole nello sport e nelle manifestazioni sportive.
L’Associazione Nazionale dei Funzionari di Polizia propone un incontro, aperto agli operatori del settore e ai giovani, per spiegare e approfondire l’evoluzione della gestione delle manifestazioni sportive e, in particolare, quelle calcistiche, con riferimento ai cosiddetti “reati da stadio”.
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Editoriale
- 28/07/2016
EDITORIALE: BEPPE MONTANA
"Dobbiamo spiegare ai giovani chi sono e come vivono i mafiosi, dobbiamo convincerli perché da soli non ce la possiamo fare”.  Con queste parole Beppe Montana, Commissario della Squadra Mobile di Palermo, ucciso il 28 luglio 1985, chiedeva alla società civile e alle istituzioni di fare la propria parte per contrastare le mafie. 31 anni sono passati da quella frase e da quell’impegno spenti dai colpi di pistola di Cosa Nostra. Eppure quelle parole e quella intuizione rappresentano una lezione attuale: Beppe Montana viene ammazzato una domenica sera di quella estate di sangue, appena un anno dopo l’uccisione del compagno di  tante battaglie  Rocco Chinnici,  col quale nel poco tempo libero si era recato spesso nelle scuole per parlare ai  ragazzini raccontando la mafia e il sacrificio di tutte quelle persone che ad essa si erano opposti. Una settimana prima dell’agguato nel quale trovarono la morte Ninni Cassarà e uno degli agenti di scorta, sui quali furono scaricati, come in una guerra, duecento colpi di mitra.
- 08/07/2016
EDITORIALE: L'ITALIA NON E' UN PAESE RAZZISTA, MA IL RAZZISMO C'E'


 
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